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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 717 del 02/05/2012


DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Onorevoli senatori, dopo aver seguito prima i lavori svolti in Commissione e poi il dibattito in Aula, devo dirvi che il Governo è molto soddisfatto degli esiti nonché delle modifiche introdotte dalla Commissione.

Ricordo che l'obiettivo del provvedimento riguardava una correzione da apportare in particolare sul decreto‑legge n. 1 del 2012, come modificato nella legge di conversione, dove era stato introdotto un emendamento che sanciva la nullità di tutte le clausole che prevedono commissioni a favore delle banche. Con l'articolo 1, comma 1, del decreto che oggi discutiamo si apporta una correzione a questo punto, correzione peraltro sollecitata anche da un ordine del giorno votato alla Camera da tutti i Gruppi parlamentari della maggioranza. Si tratta di una correzione che chiarisce come questa nullità si intenda riferita alle clausole stipulate in violazione delle disposizioni applicative in materia di remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti adottate dal Comitato interministeriale per il credito e il risparmio. Questo consente di rendere non solo più chiara la norma, ma anche di tutelare appieno il pubblico delle banche.

In sede di lavori della Commissione sono state introdotte alcune modifiche su cui il Governo si è espresso favorevolmente. In particolare, è stato introdotto il riferimento ad un limite alla possibilità per le banche di praticare commissioni sullo sforamento del massimo scoperto in certe situazioni, in particolare per le famiglie consumatrici, entro un certo limite sia quantitativo che temporale. Ci è sembrato questo un ulteriore affinamento e miglioramento della norma sulle commissioni bancarie.

È stata poi introdotta un'importante modifica riguardante il funzionamento dell'Osservatorio. In particolare, la Commissione ha riformulato con l'emendamento 1.200 (testo 2) l'assetto dell'Osservatorio rendendolo intanto più comprensivo. Sono stati compresi, per esempio, un rappresentante del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, un rappresentante dell'ABI e tre rappresentanti indicati dalle associazioni delle imprese maggiormente rappresentative a livello nazionale, proprio per una maggiore rappresentatività dell'Osservatorio, e ne sono stati definiti in modo più appropriato i compiti. Sono compiti di analisi, conoscitivi e di proposta sul funzionamento del sistema creditizio nei confronti delle famiglie e delle imprese. Il Governo ha dato parere favorevole anche a questa riformulazione in merito all'Osservatorio.

Infine, segnalo come interessante l'ultimo comma dell'emendamento della Commissione, che chiarisce come il prefetto possa segnalare all'Arbitro bancario finanziario specifiche problematiche relative ad operazioni e servizi bancari e finanziari su segnalazione del cliente, in forma riservata, conferendo quindi un potere di intervento che, in una logica di moral suasion, può contribuire a migliorare il funzionamento del sistema creditizio.

Riguardo al comma 2 e alle osservazioni avanzate oggi, ma già in precedenza in Commissione, dal senatore Malan, segnalo che il significato di tale comma, come avevamo già avuto modo di chiarire in sede di Commissione bilancio, in particolare, consiste nel garantire ai dirigenti della pubblica amministrazione che al 22 dicembre 2011 abbiano già maturato i requisiti di pensionamento, e che volontariamente, anche su richiesta da parte delle pubbliche amministrazioni, prolungano in questa fase la loro attività, che al momento dell'andata in pensione farà testo la situazione previdenziale maturata al 22 dicembre 2011. Abbiamo anche specificato che la norma non comporta oneri di finanza pubblica in quanto, in seguito all'introduzione del tetto retributivo, previsto a suo tempo con il decreto salva Italia, non sono stati ascritti effetti di risparmio né in termini stipendiali né in termini di spesa pensionistica, ragion per cui la norma non ha effetti sui saldi di finanza pubblica.

Vorrei fare un'ultima notazione, che esula un po' dal decreto, ma credo sia utile. In risposta alla senatrice Armato, che nel dibattito di stamani aveva sollevato il problema della circolare interpretativa del Ministero dello sviluppo economico in materia di tariffa dell'RC auto per le classi di massimo sconto, vorrei segnalare che la circolare del Ministero applica rigorosamente il testo legislativo, che prevede per le classi di massimo sconto una uguale tariffa a parità di condizioni soggettive e oggettive. È noto che, tra le condizioni oggettive, la più importante è quella che riguarda il tasso di incidentalità dell'area entro cui si applica la tariffa; quindi, con la circolare del Ministero dello sviluppo economico non solo abbiamo applicato la norma ma riteniamo che sia molto giusta sia per motivi di corretto funzionamento del sistema assicurativo, quindi in particolare di corretta ripartizione dei rischi, sia in termini di equità. Mi spiego: in termini di ripartizione dei rischi è chiaro che se noi prevedessimo che, nonostante i differenziali di incidentalità tra aree territoriali, ci sia la stessa tariffa di massimo sconto e con essa però - attenzione! - anche i vari aumenti per le classi di sconto inferiori, staremmo ripartendo rischi molto diversi nella stessa misura, il che implicherebbe un problema rilevante di corretta ripartizione del rischio a livello assicurativo, con un conseguente problema di equità. Per chiarirci: un assicurato nella classe di massimo sconto certamente è un guidatore disciplinato, ma, a proposito della ripartizione del rischio, non possiamo prescindere dal fatto che stia guidando in un'area a minore o a maggiore rischio, che è diverso dal punto di vista assicurativo. Dobbiamo infatti evitare di far pagare ad assicurati di aree in cui l'incidentalità è minore l'incidentalità di altre aree. Non è un problema Nord-Sud, tanto più che ci sono aree ad incidentalità differenziate sia al Nord che al Sud, ma è un problema di equo trattamento dei cittadini italiani; quindi il Ministero dello sviluppo economico ha emanato quella circolare in piena applicazione del testo legislativo, di cui difende ulteriormente il significato in termini di equità nel trattamento dei cittadini italiani.