PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverte che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire. Passa quindi agli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, avvertendo che la Presidenza dichiara improponibili gli emendamenti 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.48, 1.49, 1.64, 1.65, 1.66, 1.67, 1.68, 1.69, 1.70, 1.71, 1.72, 1.73, 1.82, 1.83, 1.84, 1.85, 1.89, 1.93, 1.109, 1.407, 1.100, 1.0.400 e 1.0.401.
MALAN (PdL). Ritira l'emendamento 1.95.
VICARI, relatrice. Invita a ritirare tutti gli emendamenti, eccetto quelli presentati dalla Commissione, altrimenti il parere è contrario.
DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Concorda con la relatrice.
PRESIDENTE. L'emendamento 1.400 è decaduto per assenza del proponente.
Gli emendamenti 1.2, 1.10 e 11 risultano respinti.
PINZGER (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Ritira gli emendamenti 1.12/100, 1.200 (testo 2)/100, 1.200 (testo 2)/101, 1.200 (testo 2)/102, 1.200 (testo 2)/103 e 1.200 (testo 2)/106.
Il Senato approva l'emendamento 1.12.
Risultano respinti o preclusi gli emendamenti da 1.13 a 1.200 (testo 2)/105.
PASTORE (PdL). L'emendamento 1.200 (testo 2) della Commissione è condivisibile, anche se non convincono la creazione di ulteriori organismi, come l'Osservatorio sull'erogazione del credito, e lo snaturamento dell'istituto dell'arbitrato, con l'attribuzione all'arbitro bancario finanziario di compiti di supervisione generica dell'operatività del credito sul territorio.
Presidenza del presidente SCHIFANI
CARUSO (PdL). Chiede che l'emendamento 1.200 (testo 2) venga votato per parti separate, per estrapolare la norma relativa alle funzioni dell'arbitro bancariofinanziario.
VICARI, relatrice. Chiede che l'emendamento venga votato nella sua interezza, con una correzione formale del testo (v. Resoconto stenografico).
DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Concorda con la relatrice.
Il Senato approva l'emendamento 1.200 (testo 2 corretto), con conseguente preclusione degli emendamenti da 1.18 a 1.39.
Risultano respinti gli emendamenti da 1.41 a 1.300 (testo 2)/101.
Il Senato approva gli emendamenti 1.300 (testo 2) e 1.52.
Risultano respinti gli emendamenti 1.53, 1.58 e 1.59.
LANNUTTI (IdV). Dichiara il voto a favore dell'emendamento 1.61. In considerazione della difficile situazione economica e dell'aumento dei pignoramenti e delle esecuzioni immobiliari, la norma dovrebbe essere più favorevole a famiglie e imprese in gravi difficoltà ed il sistema bancario dovrebbe destinare almeno una parte della liquidità ottenuta dalla Banca centrale per avviare la fase di crescita.
I senatore Tofani, Gramazio e De Feo aggiungono la firma agli emendamenti 1.61 e 1.62. Risulta respinto l'emendamento 1.61.
LANNUTTI (IdV). Chiede la votazione dell'emendamento 1.62 sul quale la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Risulta respinto l'emendamento 1.62.
Il Senato approva l'emendamento 1.63 (testo 2).
Risultano respinti gli emendamenti 1.75 e 1.76.
PRESIDENTE. Passa alla votazione degli emendamenti identici 1.94, 1.96 e 1.403.
LI GOTTI (IdV). Con questa votazione, l'Aula ha l'occasione per tradurre immediatamente in misura concreta l'impegno assegnato al Governo con l'approvazione dell'ordine del giorno G.100 (testo 2), cioè a non intervenire nel sistema previdenziale prima di aver risolto il problema dei lavoratori esodati.
MAZZATORTA (LNP). Il decreto-legge in esame contiene disposizioni vergognose. Non solo anche i presentatori della modifica al decreto sulle liberalizzazioni che impediva commissioni onerose sui crediti ora ne accettano la soppressione, ma si interviene addirittura con la decretazione d'urgenza per salvaguardare con una norma interpretativa le pensioni dei grandi manager, mentre vengono richiesti pesanti sacrifici a tutta la popolazione.
CALIENDO (PdL). In una congiuntura segnata dall'antipolitica il Governo dovrebbe avere la sensibilità di accogliere le proposte volte a sopprimere il comma 2. Il Senato non può pronunciarsi a distanza di pochi minuti contro la sostanza dell'ordine del giorno G100 (testo 2) votato dall'Assemblea.
LI GOTTI (IdV). Il Senato ha approvato pochi minuti fa all'unanimità un ordine del giorno che ha impegnato il Governo a non fare proprio quanto previsto dal comma 2.
LEGNINI (PD). Non vi è contraddizione, dal punto di vista regolamentare, tra l'approvazione di un ordine del giorno che impegna il Governo ad un comportamento ed il voto contrario su un emendamento meramente soppressivo.
Con votazione nominale elettronica, il Senato approva l'emendamento 1.94, identico agli emendamenti 1.96 e 1.403, con conseguente preclusione degli emendamenti 1.404, 1.97, 1.98, 1.99 e 1.405.
CASTELLI (LNP). Nel dichiarare voto contrario all'emendamento 1.102, esprime soddisfazione per l'approvazione degli emendamenti soppressivi del comma 2 intorno ai quali si è ricostituita la maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni.
Il Senato approva l'emendamento 1.102.
L'emendamento 1.406 risulta respinto.
All'articolo 2 del decreto-legge non sono riferiti emendamenti.