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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 717 del 02/05/2012


PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

FIORONI (PD). Il provvedimento corregge le disposizioni introdotte con un emendamento del PD al decreto liberalizzazioni che prevedono la nullità delle commissioni bancarie sulle aperture di credito, le quali sono state giudicate dirigiste ed economicamente insostenibili. L'emendamento introdotto al decreto-legge n. 1 del 2012 ha sollevato il tema della ridefinizione delle regole del credito a tutela del contraente più debole e per il bene del sistema economico, come del resto riconosciuto necessario anche dall'ABI, tenuto conto dei nuovi requisiti patrimoniali delle banche e degli attuali problemi di liquidità. Negli ultimi anni, infatti, le commissioni sui costi di conti correnti e le linee di credito sono aumentate al di sopra della media europea poiché gli istituti hanno tentato di recuperare gli effetti legati all'andamento negativo del mercato proprio attraverso i tassi di interesse e le commissioni. Le banche dovrebbero riscoprire la loro funzione sociale e avere più coraggio nel selezionare gli impieghi.

Presidenza del vice presidente NANIA

LANNUTTI (IdV). Le banche italiane dovrebbero destinare almeno la metà dei 268 miliardi di prestiti, ricevuti dalla Banca centrale europea al tasso dell'1 per cento, all'erogazione del credito alle famiglie e alle imprese ad un tasso del 3 per cento. In un Paese con un elevato tasso di disoccupazione, in cui aumentano le famiglie in difficoltà, anche a causa della crescita di prezzi e imposte, e in cui gli imprenditori si suicidano per mancanza di credito, dovrebbe essere prioritaria una politica volta a sostenere il reddito e a rilanciare l'economia reale. Per il Governo, invece, l'obiettivo principale è quello di tutelare gli interessi delle banche, ripristinando le commissioni. L'Italia dei Valori, che ha votato a favore della pregiudiziale e che sostiene la compensazione tra crediti e debiti fiscali, promuoverà un ricorso alla Corte costituzionale.

ARMATO (PD). Con alcune limitazioni, il Governo ha reintrodotto le commissioni bancarie il cui annullamento aveva provocato le dimissioni del presidente dell'ABI. Recependo le istanze delle associazioni dei consumatori, la Commissione ha migliorato il testo con la proposta di modifiche a tutela delle famiglie e delle piccole imprese. Si prevede ad esempio l'eliminazione di penali sullo scoperto fino a 500 euro per sette giorni consecutivi nel triennio e si conferisce al prefetto un potere di segnalazione all'arbitro bancario. Molto positiva è l'istituzione di un Osservatorio sull'erogazione del credito, deputato anche ad analizzare tassi, commissioni e altre condizioni accessorie. Sollecita infine il Governo a rispondere ad un'interrogazione con carattere d'urgenza sull'interpretazione discriminatoria, ai danni della Campania, delle norme relative ai contratti RC auto.

PARDI (IdV). Il decreto-legge in esame rappresenta l'ennesimo tentativo di superare contraddizioni ed errori presenti in altri provvedimenti. Tuttavia, sia il correttivo sulle commissioni bancarie rispetto alle misure contenute nel decreto liberalizzazioni, sia le norme sui contributi pensionistici di alti burocrati dello Stato, rispetto alle quali il Servizio del bilancio del Senato ha rilevato l'esistenza di problemi di copertura finanziaria, sono risposte perentorie a prese di posizione molto incisive di categorie ristrette e ben definite. Non si comprende perché di fronte a problemi riguardanti una platea molto più vasta, come quella degli esodati, non ci sia stata la stessa perentorietà. L'Osservatorio sul credito potrebbe essere un punto di riferimento per monitorare l'erogazione del credito, tuttavia le passate esperienze (anche il ministro Tremonti nel 2009 istituì analogo organismo, rimasto inoperoso per due anni e quindi soppresso) dimostrano che la sola istituzione di un organismo non garantisce lo svolgimento dei compiti affidatigli.

SANGALLI (PD). A fronte della restrizione del credito messo a disposizione dell'attività economica e del parallelo incremento della sua onerosità, che colpisce in particolare le piccole e medie imprese, il decreto-legge in esame chiarisce e circoscrive gli ambiti di applicazione delle norme recate dal decreto liberalizzazioni in materia di commissioni bancarie, il cui annullamento avrebbe determinato nuovi aumenti dei tassi d'interesse e ulteriori restrizioni del credito. Il provvedimento in esame crea quindi un nuovo spazio di confronto tra banche e imprese; tuttavia permangono forti problemi di trasparenza delle commissioni, con il rischio di un loro uniformarsi verso l'alto. L'elevato costo delle commissioni bancarie dipende dalle carenze organizzative del sistema creditizio nazionale, che rischiano di rimanere inalterate a seguito del semplice ripristino delle commissioni stesse. Le banche sono elementi indispensabili del sistema economico e la loro efficienza, necessaria per la competitività, deve essere perseguita come interesse generale del Paese.

MALAN (PdL). Gli argomenti trattati dal decreto-legge non possono essere desunti dal titolo né dalla premessa del provvedimento. Il comma 2, peraltro, introduce norme che precisano gli effetti del cosiddetto decreto salva Italia per quanto riguarda questioni previdenziali e contributive a tutela di posizioni pensionistiche di soggetti che percepiscono un trattamento economico superiore al limite previsto dal decreto-legge n. 201 del 2011. Tale previsione suscita diverse perplessità, perché non si conosce il numero dei beneficiari né si capisce perché solo quei lavoratori così precisamente individuati dovrebbero ottenere tale salvaguardia, senza considerare i costi per lo Stato derivanti dagli eventuali ricorsi promossi dagli esclusi. Si tratta di un intervento oneroso e privo di copertura, disomogeneo rispetto all'altra norma recata dal decreto-legge e soprattutto di dubbia equità.

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

BUBBICO, relatore. Il dibattito ha messo in evidenza la rilevanza dei temi trattati dal provvedimento in esame e la necessità di continuare a riflettere sui rapporti tra cittadini e banche. Il problema della parità di interlocuzione tra soggetti diversi si pone con forza, tuttavia è necessario riconoscere che le funzioni svolte dalle banche non sono quelle proprie di un soggetto di mercato. È stata richiamata l'aleatorietà di un Osservatorio sul credito privo di esperienza, tuttavia saranno i soggetti economici e le associazioni di categoria a valorizzarlo e a segnalare eventuali criticità. Obiettivo finale del provvedimento è quello di ottenere trasparenza e confrontabilità delle offerte di credito, quindi auspica che l'azione di Governo consenta di predisporre gli strumenti necessari al loro perseguimento. Il comma 2 dell'articolo unico del decreto-legge precisa le disposizioni contenute all'articolo 23-ter del decreto salva Italia richiamato nel titolo; sul piano generale, il Governo fornirà garanzie affinché non si determinino disparità di trattamento a fronte di situazioni identiche.

PRESIDENTE. Come precedentemente proposto all'Assemblea e da questa accolto, sospende la seduta fino alle ore 14,30.

La seduta, sospesa alle ore 13,19, è ripresa alle ore 14,30.

Presidenza del vice presidente CHITI

DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Il Governo condivide le modifiche proposte dalla Commissione. La correzione delle disposizioni introdotte in Senato con un emendamento al decreto-legge n. 1 del 2012 che sanciva la nullità delle commissioni bancarie a fronte della concessione e messa a disposizione di linee di credito era stata sollecitata anche da un ordine del giorno votato alla Camera da tutti i Gruppi di maggioranza. Ora si limita la citata nullità alle clausole stipulate in violazione delle disposizioni applicative adottate dal Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, consentendo in questo modo di tutelare a pieno i clienti delle banche. La Commissione ha introdotto limiti alla possibilità di stabilire commissioni per lo sforamento del massimo scoperto per le famiglie; inoltre l'Osservatorio sull'erogazione del credito è stato reso più rappresentativo e ne sono stati specificati i compiti di analisi e proposta. Senza comportare effetti di finanza pubblica, il comma 2 consente ai dirigenti pubblici, che alla data di entrata in vigore del decreto salva Italia scorso hanno maturato i requisiti di pensionamento e che - volontariamente o su richiesta della pubblica amministrazione - prolungano la loro attività lavorativa, di godere della situazione previdenziale maturata. In replica alla senatrice Armato, precisa che la circolare del Ministero dello sviluppo economico in materia di RC auto applica, per le classi di massimo sconto, uguali tariffe a parità di condizioni oggettive e soggettive. Si tratta di una disposizione coerente con il dettato normativo, utile al corretto funzionamento del sistema assicurativo ed equa, in quanto non si possono ripartire nella stessa misura rischi tra loro molto diversi.

AMATI, segretario. Dà lettura del parere della Commissione bilancio sugli emendamenti riferiti al decreto-legge (v. Allegato A).

MALAN (PdL). Modificare l'ordine del giorno G.100, per impegnare il Governo a non modificare ulteriormente il trattamento previdenziale senza prima avere risolto la questione dei lavoratori esodati.

VICARI, relatrice. Si rimette al Governo.

DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. L'impegno contenuto nell'ordine del giorno è troppo cogente per il Governo, che dovrebbe poter valutare l'opportunità di introdurre o meno ulteriori norme sui trattamenti previdenziali.

MALAN (PdL). Insiste sulla nuova formulazione proposta dell'ordine del giorno G100 (v. testo 2 nell'Allegato A).

DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Si rimette all'Assemblea.

LI GOTTI (IdV). Voterà a favore dell'ordine del giorno G.100 (testo 2) perché è immorale che si intervenga con un decreto-legge per tutelare trattamenti pensionistici privilegiati, mentre il Governo dice di dover riflettere ancora sul grave problema degli esodati.

PALMIZIO (CN:GS-SI-PID-IB-FI). A nome del Gruppo, annuncia il voto favorevole sull'ordine del giorno.

SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Il Gruppo voterà a favore dell'ordine del giorno in esame.

Con votazione nominale elettronica, il Senato approva l'ordine del giorno G.100 (testo 2).