Discussione del disegno di legge:
(3221) Conversione in legge del decreto-legge 24 marzo 2012, n. 29, concernente disposizioni urgenti recanti integrazioni al decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e al decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (Relazione orale)
Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 marzo 2012, n. 29, concernente disposizioni urgenti recanti integrazioni al decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e al decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214
BUBBICO, relatore. La Commissione ha svolto un breve ciclo di audizioni sul provvedimento che è teso a modificare le disposizioni dell'articolo 27-bis del decreto-legge n. 1 del 2012 che sanciscono la nullità delle clausole che prevedono commissioni bancarie sulla concessione di linee di credito o sugli sconfinamenti in assenza di affidamento o oltre il limite del fido. Il testo prevede che siano nulle le clausole che violano le disposizioni applicative in materia di remunerazione di affidamenti e sconfinamenti adottate dal Comitato interministeriale per il credito e il risparmio A conclusione dell'esame in sede referente sono stati approvati importanti emendamenti che integrano la composizione e ampliano le funzioni dell'Osservatorio sull'erogazione del credito, estendendo il monitoraggio alle condizioni richieste dalle banche alle famiglie e alle imprese; prevedono la possibilità per i prefetti di segnalare anomalie all'arbitro finanziario; stabiliscono che gli sconfinamenti fino a 500 euro, di durata non superiore a sette giorni per trimestre, non sono soggetti a commissione.
VALLARDI (LNP). Propone la questione pregiudiziale QP1, segnalando i profili di costituzionalità del decreto-legge. La contemporaneità nell'entrata in vigore della legge di conversione del decreto liberalizzazioni e del decreto correttivo, adottata dal Governo per tutelare gli interessi delle banche, viola il principio cronologico delle fonti del diritto. Il provvedimento è sprovvisto dei requisiti di eccezionalità e urgenza ed è eterogeneo, contenendo una disposizione in materia previdenziale, peraltro priva di copertura finanziaria, viola il principio di eguaglianza e contrasta con l'impegno assunto dal Governo di trattare unitariamente le situazioni anomale determinate dalla recente riforma pensionistica. Il Governo sta abusando della normativa d'urgenza, che sottrae al Parlamento la funzione legislativa e preclude i necessari approfondimenti.
SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). A nome del Gruppo dichiara voto contrario alla questione pregiudiziale.
La questione pregiudiziale QP1 risulta respinta.
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
FIORONI (PD). Il provvedimento corregge le disposizioni introdotte con un emendamento del PD al decreto liberalizzazioni che prevedono la nullità delle commissioni bancarie sulle aperture di credito, le quali sono state giudicate dirigiste ed economicamente insostenibili. L'emendamento introdotto al decreto-legge n. 1 del 2012 ha sollevato il tema della ridefinizione delle regole del credito a tutela del contraente più debole e per il bene del sistema economico, come del resto riconosciuto necessario anche dall'ABI, tenuto conto dei nuovi requisiti patrimoniali delle banche e degli attuali problemi di liquidità. Negli ultimi anni, infatti, le commissioni sui costi di conti correnti e le linee di credito sono aumentate al di sopra della media europea poiché gli istituti hanno tentato di recuperare gli effetti legati all'andamento negativo del mercato proprio attraverso i tassi di interesse e le commissioni. Le banche dovrebbero riscoprire la loro funzione sociale e avere più coraggio nel selezionare gli impieghi.
Presidenza del vice presidente NANIA
LANNUTTI (IdV). Le banche italiane dovrebbero destinare almeno la metà dei 268 miliardi di prestiti, ricevuti dalla Banca centrale europea al tasso dell'1 per cento, all'erogazione del credito alle famiglie e alle imprese ad un tasso del 3 per cento. In un Paese con un elevato tasso di disoccupazione, in cui aumentano le famiglie in difficoltà, anche a causa della crescita di prezzi e imposte, e in cui gli imprenditori si suicidano per mancanza di credito, dovrebbe essere prioritaria una politica volta a sostenere il reddito e a rilanciare l'economia reale. Per il Governo, invece, l'obiettivo principale è quello di tutelare gli interessi delle banche, ripristinando le commissioni. L'Italia dei Valori, che ha votato a favore della pregiudiziale e che sostiene la compensazione tra crediti e debiti fiscali, promuoverà un ricorso alla Corte costituzionale.
ARMATO (PD). Con alcune limitazioni, il Governo ha reintrodotto le commissioni bancarie il cui annullamento aveva provocato le dimissioni del presidente dell'ABI. Recependo le istanze delle associazioni dei consumatori, la Commissione ha migliorato il testo con la proposta di modifiche a tutela delle famiglie e delle piccole imprese. Si prevede ad esempio l'eliminazione di penali sullo scoperto fino a 500 euro per sette giorni consecutivi nel triennio e si conferisce al prefetto un potere di segnalazione all'arbitro bancario. Molto positiva è l'istituzione di un Osservatorio sull'erogazione del credito, deputato anche ad analizzare tassi, commissioni e altre condizioni accessorie. Sollecita infine il Governo a rispondere ad un'interrogazione con carattere d'urgenza sull'interpretazione discriminatoria, ai danni della Campania, delle norme relative ai contratti RC auto.
PARDI (IdV). Il decreto-legge in esame rappresenta l'ennesimo tentativo di superare contraddizioni ed errori presenti in altri provvedimenti. Tuttavia, sia il correttivo sulle commissioni bancarie rispetto alle misure contenute nel decreto liberalizzazioni, sia le norme sui contributi pensionistici di alti burocrati dello Stato, rispetto alle quali il Servizio del bilancio del Senato ha rilevato l'esistenza di problemi di copertura finanziaria, sono risposte perentorie a prese di posizione molto incisive di categorie ristrette e ben definite. Non si comprende perché di fronte a problemi riguardanti una platea molto più vasta, come quella degli esodati, non ci sia stata la stessa perentorietà. L'Osservatorio sul credito potrebbe essere un punto di riferimento per monitorare l'erogazione del credito, tuttavia le passate esperienze (anche il ministro Tremonti nel 2009 istituì analogo organismo, rimasto inoperoso per due anni e quindi soppresso) dimostrano che la sola istituzione di un organismo non garantisce lo svolgimento dei compiti affidatigli.
SANGALLI (PD). A fronte della restrizione del credito messo a disposizione dell'attività economica e del parallelo incremento della sua onerosità, che colpisce in particolare le piccole e medie imprese, il decreto-legge in esame chiarisce e circoscrive gli ambiti di applicazione delle norme recate dal decreto liberalizzazioni in materia di commissioni bancarie, il cui annullamento avrebbe determinato nuovi aumenti dei tassi d'interesse e ulteriori restrizioni del credito. Il provvedimento in esame crea quindi un nuovo spazio di confronto tra banche e imprese; tuttavia permangono forti problemi di trasparenza delle commissioni, con il rischio di un loro uniformarsi verso l'alto. L'elevato costo delle commissioni bancarie dipende dalle carenze organizzative del sistema creditizio nazionale, che rischiano di rimanere inalterate a seguito del semplice ripristino delle commissioni stesse. Le banche sono elementi indispensabili del sistema economico e la loro efficienza, necessaria per la competitività, deve essere perseguita come interesse generale del Paese.
MALAN (PdL). Gli argomenti trattati dal decreto-legge non possono essere desunti dal titolo né dalla premessa del provvedimento. Il comma 2, peraltro, introduce norme che precisano gli effetti del cosiddetto decreto salva Italia per quanto riguarda questioni previdenziali e contributive a tutela di posizioni pensionistiche di soggetti che percepiscono un trattamento economico superiore al limite previsto dal decreto-legge n. 201 del 2011. Tale previsione suscita diverse perplessità, perché non si conosce il numero dei beneficiari né si capisce perché solo quei lavoratori così precisamente individuati dovrebbero ottenere tale salvaguardia, senza considerare i costi per lo Stato derivanti dagli eventuali ricorsi promossi dagli esclusi. Si tratta di un intervento oneroso e privo di copertura, disomogeneo rispetto all'altra norma recata dal decreto-legge e soprattutto di dubbia equità.
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.
BUBBICO, relatore. Il dibattito ha messo in evidenza la rilevanza dei temi trattati dal provvedimento in esame e la necessità di continuare a riflettere sui rapporti tra cittadini e banche. Il problema della parità di interlocuzione tra soggetti diversi si pone con forza, tuttavia è necessario riconoscere che le funzioni svolte dalle banche non sono quelle proprie di un soggetto di mercato. È stata richiamata l'aleatorietà di un Osservatorio sul credito privo di esperienza, tuttavia saranno i soggetti economici e le associazioni di categoria a valorizzarlo e a segnalare eventuali criticità. Obiettivo finale del provvedimento è quello di ottenere trasparenza e confrontabilità delle offerte di credito, quindi auspica che l'azione di Governo consenta di predisporre gli strumenti necessari al loro perseguimento. Il comma 2 dell'articolo unico del decreto-legge precisa le disposizioni contenute all'articolo 23-ter del decreto salva Italia richiamato nel titolo; sul piano generale, il Governo fornirà garanzie affinché non si determinino disparità di trattamento a fronte di situazioni identiche.
PRESIDENTE. Come precedentemente proposto all'Assemblea e da questa accolto, sospende la seduta fino alle ore 14,30.
La seduta, sospesa alle ore 13,19, è ripresa alle ore 14,30.
Presidenza del vice presidente CHITI
DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Il Governo condivide le modifiche proposte dalla Commissione. La correzione delle disposizioni introdotte in Senato con un emendamento al decreto-legge n. 1 del 2012 che sanciva la nullità delle commissioni bancarie a fronte della concessione e messa a disposizione di linee di credito era stata sollecitata anche da un ordine del giorno votato alla Camera da tutti i Gruppi di maggioranza. Ora si limita la citata nullità alle clausole stipulate in violazione delle disposizioni applicative adottate dal Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, consentendo in questo modo di tutelare a pieno i clienti delle banche. La Commissione ha introdotto limiti alla possibilità di stabilire commissioni per lo sforamento del massimo scoperto per le famiglie; inoltre l'Osservatorio sull'erogazione del credito è stato reso più rappresentativo e ne sono stati specificati i compiti di analisi e proposta. Senza comportare effetti di finanza pubblica, il comma 2 consente ai dirigenti pubblici, che alla data di entrata in vigore del decreto salva Italia scorso hanno maturato i requisiti di pensionamento e che - volontariamente o su richiesta della pubblica amministrazione - prolungano la loro attività lavorativa, di godere della situazione previdenziale maturata. In replica alla senatrice Armato, precisa che la circolare del Ministero dello sviluppo economico in materia di RC auto applica, per le classi di massimo sconto, uguali tariffe a parità di condizioni oggettive e soggettive. Si tratta di una disposizione coerente con il dettato normativo, utile al corretto funzionamento del sistema assicurativo ed equa, in quanto non si possono ripartire nella stessa misura rischi tra loro molto diversi.
AMATI, segretario. Dà lettura del parere della Commissione bilancio sugli emendamenti riferiti al decreto-legge (v. Allegato A).
MALAN (PdL). Modificare l'ordine del giorno G.100, per impegnare il Governo a non modificare ulteriormente il trattamento previdenziale senza prima avere risolto la questione dei lavoratori esodati.
VICARI, relatrice. Si rimette al Governo.
DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. L'impegno contenuto nell'ordine del giorno è troppo cogente per il Governo, che dovrebbe poter valutare l'opportunità di introdurre o meno ulteriori norme sui trattamenti previdenziali.
MALAN (PdL). Insiste sulla nuova formulazione proposta dell'ordine del giorno G100 (v. testo 2 nell'Allegato A).
DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Si rimette all'Assemblea.
LI GOTTI (IdV). Voterà a favore dell'ordine del giorno G.100 (testo 2) perché è immorale che si intervenga con un decreto-legge per tutelare trattamenti pensionistici privilegiati, mentre il Governo dice di dover riflettere ancora sul grave problema degli esodati.
PALMIZIO (CN:GS-SI-PID-IB-FI). A nome del Gruppo, annuncia il voto favorevole sull'ordine del giorno.
SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Il Gruppo voterà a favore dell'ordine del giorno in esame.
Con votazione nominale elettronica, il Senato approva l'ordine del giorno G.100 (testo 2).
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverte che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire. Passa quindi agli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, avvertendo che la Presidenza dichiara improponibili gli emendamenti 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.48, 1.49, 1.64, 1.65, 1.66, 1.67, 1.68, 1.69, 1.70, 1.71, 1.72, 1.73, 1.82, 1.83, 1.84, 1.85, 1.89, 1.93, 1.109, 1.407, 1.100, 1.0.400 e 1.0.401.
MALAN (PdL). Ritira l'emendamento 1.95.
VICARI, relatrice. Invita a ritirare tutti gli emendamenti, eccetto quelli presentati dalla Commissione, altrimenti il parere è contrario.
DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Concorda con la relatrice.
PRESIDENTE. L'emendamento 1.400 è decaduto per assenza del proponente.
Gli emendamenti 1.2, 1.10 e 11 risultano respinti.
PINZGER (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Ritira gli emendamenti 1.12/100, 1.200 (testo 2)/100, 1.200 (testo 2)/101, 1.200 (testo 2)/102, 1.200 (testo 2)/103 e 1.200 (testo 2)/106.
Il Senato approva l'emendamento 1.12.
Risultano respinti o preclusi gli emendamenti da 1.13 a 1.200 (testo 2)/105.
PASTORE (PdL). L'emendamento 1.200 (testo 2) della Commissione è condivisibile, anche se non convincono la creazione di ulteriori organismi, come l'Osservatorio sull'erogazione del credito, e lo snaturamento dell'istituto dell'arbitrato, con l'attribuzione all'arbitro bancario finanziario di compiti di supervisione generica dell'operatività del credito sul territorio.
Presidenza del presidente SCHIFANI
CARUSO (PdL). Chiede che l'emendamento 1.200 (testo 2) venga votato per parti separate, per estrapolare la norma relativa alle funzioni dell'arbitro bancariofinanziario.
VICARI, relatrice. Chiede che l'emendamento venga votato nella sua interezza, con una correzione formale del testo (v. Resoconto stenografico).
DE VINCENTI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Concorda con la relatrice.
Il Senato approva l'emendamento 1.200 (testo 2 corretto), con conseguente preclusione degli emendamenti da 1.18 a 1.39.
Risultano respinti gli emendamenti da 1.41 a 1.300 (testo 2)/101.
Il Senato approva gli emendamenti 1.300 (testo 2) e 1.52.
Risultano respinti gli emendamenti 1.53, 1.58 e 1.59.
LANNUTTI (IdV). Dichiara il voto a favore dell'emendamento 1.61. In considerazione della difficile situazione economica e dell'aumento dei pignoramenti e delle esecuzioni immobiliari, la norma dovrebbe essere più favorevole a famiglie e imprese in gravi difficoltà ed il sistema bancario dovrebbe destinare almeno una parte della liquidità ottenuta dalla Banca centrale per avviare la fase di crescita.
I senatore Tofani, Gramazio e De Feo aggiungono la firma agli emendamenti 1.61 e 1.62. Risulta respinto l'emendamento 1.61.
LANNUTTI (IdV). Chiede la votazione dell'emendamento 1.62 sul quale la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Risulta respinto l'emendamento 1.62.
Il Senato approva l'emendamento 1.63 (testo 2).
Risultano respinti gli emendamenti 1.75 e 1.76.
PRESIDENTE. Passa alla votazione degli emendamenti identici 1.94, 1.96 e 1.403.
LI GOTTI (IdV). Con questa votazione, l'Aula ha l'occasione per tradurre immediatamente in misura concreta l'impegno assegnato al Governo con l'approvazione dell'ordine del giorno G.100 (testo 2), cioè a non intervenire nel sistema previdenziale prima di aver risolto il problema dei lavoratori esodati.
MAZZATORTA (LNP). Il decreto-legge in esame contiene disposizioni vergognose. Non solo anche i presentatori della modifica al decreto sulle liberalizzazioni che impediva commissioni onerose sui crediti ora ne accettano la soppressione, ma si interviene addirittura con la decretazione d'urgenza per salvaguardare con una norma interpretativa le pensioni dei grandi manager, mentre vengono richiesti pesanti sacrifici a tutta la popolazione.
CALIENDO (PdL). In una congiuntura segnata dall'antipolitica il Governo dovrebbe avere la sensibilità di accogliere le proposte volte a sopprimere il comma 2. Il Senato non può pronunciarsi a distanza di pochi minuti contro la sostanza dell'ordine del giorno G100 (testo 2) votato dall'Assemblea.
LI GOTTI (IdV). Il Senato ha approvato pochi minuti fa all'unanimità un ordine del giorno che ha impegnato il Governo a non fare proprio quanto previsto dal comma 2.
LEGNINI (PD). Non vi è contraddizione, dal punto di vista regolamentare, tra l'approvazione di un ordine del giorno che impegna il Governo ad un comportamento ed il voto contrario su un emendamento meramente soppressivo.
Con votazione nominale elettronica, il Senato approva l'emendamento 1.94, identico agli emendamenti 1.96 e 1.403, con conseguente preclusione degli emendamenti 1.404, 1.97, 1.98, 1.99 e 1.405.
CASTELLI (LNP). Nel dichiarare voto contrario all'emendamento 1.102, esprime soddisfazione per l'approvazione degli emendamenti soppressivi del comma 2 intorno ai quali si è ricostituita la maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni.
Il Senato approva l'emendamento 1.102.
L'emendamento 1.406 risulta respinto.
All'articolo 2 del decreto-legge non sono riferiti emendamenti.
PRESIDENTE. Preso atto delle dimissioni della senatrice Mauro dal ruolo di Vice Presidente vicario, con provvedimento odierno ha nominato Vice Presidente vicario il senatore Chiti.
Passa alla votazione finale.
Presidenza del vice presidente CHITI
BUGNANO (IdV). Pur esprimendo soddisfazione per la soppressione della norma in materia previdenziale, l'Italia dei Valori è contraria alla conversione di un decreto che è privo dei requisiti costituzionali di necessità e urgenza. Se è stato un errore abolire per le legge le commissioni bancarie con una norma drastica e mal congegnata, è uno sbaglio reintrodurle senza prevedere forme di sostegno per i cittadini in difficoltà e le piccole e medie imprese, strozzate dal mancato accesso al credito e da tassi di interesse al limite dell'usura.
VIESPOLI (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Si rallegra per la soppressione del comma 2, che recava una norma previdenziale sbagliata (perché l'impatto della riforma pensionistica va affrontato organicamente e non favorendo una ristretta categoria di persone, peraltro già privilegiata) e priva di copertura finanziaria. Coesione Nazionale voterà a favore della conversione in legge del decreto-legge che introduce misure positive sul terreno delle commissioni bancarie. Positiva è l'istituzione dell'Osservatorio per l'erogazione del credito che dovrà occuparsi non solo del costo ma anche delle scelte tecniche connesse al credito, per impedire che le piccole imprese si trovino gravate da oneri finanziari insostenibili. Per garantire la crescita e l'immissione di maggiore liquidità, il Governo dovrebbe ora risolvere il problema dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione.
DE ANGELIS (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Nel dichiarare voto favorevole, il Gruppo, che ha contribuito alla soppressione del comma 2, esprime insoddisfazione per la scarsa attenzione alle problematiche della piccola e media impresa e per la mancata soluzione del problema dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione. La misura sullo scoperto fino a 500 euro è insufficiente: occorre una vera politica pubblica del credito per aiutare un tessuto produttivo la cui competitività è messa a dura prova dall'aumentato costo del credito, dal rincaro dell'energia e dal deficit infrastrutturale del paese.
SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). La stretta creditizia costituisce un forte freno alla crescita: sarebbe stato lecito attendersi da parte del Governo una maggiore apertura alla proposta dell'Italia dei Valori che rendeva più elastiche le disposizioni sugli sconfinamenti in assenza di affidamento o oltre il limite del fido. Le banche, che hanno ricevuto sovvenzioni pubbliche, vanno richiamate alla loro funzione sociale di sostegno e promozione del tessuto produttivo. Si augura che l'Osservatorio per l'erogazione del credito - un ufficio pubblico tecnicamente qualificato, istituito presso il Ministero del tesoro senza oneri a carico del bilancio dello Stato - diventi operativo al più presto ed estenda la sua competenza all'intera clientela delle banche.
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Nel sopprimere la norma che faceva salve le pensioni degli alti funzionari dello Stato il Senato ha avuto un sussulto di dignità: è però prevedibile che alla Camera l'Esecutivo ricorrerà alla fiducia per evitare un esito analogo. Il Governo dei tecnici ha commesso fin qui parecchi errori: dalle commissioni bancarie ai pasticci sull'IMU fino alle stime sbagliate del Documento di economia e finanza. Di errore in errore l'Italia corre verso lo sfascio. Sono stati nominati dei supertecnici per ridurre la spesa di soli 4 miliardi, a fronte di un aumento dal 2011 al 2012 di 10 miliardi, una spesa che non si riesce a limitare visto che ancora oggi si permette alla Regione Sicilia di stabilizzare, a carico dello Stato, 22.000 precari. I 45 miliardi di maggiori entrate, conseguiti attraverso una valanga di nuovi oneri fiscali, andranno a finanziare il Fondo salva Stati ed il sostegno a Grecia e Portogallo.
TOMASELLI (PD). Grazie ai miglioramenti apportati in Commissione, il provvedimento incide positivamente nel rapporto tra banche, imprese e famiglie; rapporto che necessità però di maggiori trasparenza, stabilità e chiarezza regolamentare. Il decreto-legge attutisce l'impatto delle commissioni bancarie sulla vita dei soggetti economici e delle famiglie, affida al Comitato interministeriale per il credito e il risparmio il compito di emanare atti di indirizzo e affida un ruolo importane dell'Osservatorio sull'erogazione del credito. Merito dell'iniziativa promossa dal PD sul decreto liberalizzazioni a proposito delle commissioni bancarie è stato quello di mettere in luce l'esistenza di uno spazio poco chiaro nel rapporto tra banche e clienti, come è testimoniato dall'aumento, particolarmente ingente in Italia, dei costi diversi dal tasso d'interesse. Pur riconoscendo che il sistema bancario sta vivendo una seria difficoltà, il legislatore e il Governo devono porre mano a un rapporto di mercato eccessivamente sbilanciato a favore delle banche.
CURSI (PdL). In Commissione sono state apportate importanti modifiche volte a garantire imprese e famiglie: è stata rafforzata l'attività dell'Osservatorio, il prefetto potrà segnalare all'arbitro bancario finanziario problematiche relative a operazioni e servizi bancari e per le famiglie non saranno dovute commissioni nel caso di sconfinamenti pari o inferiori a 500 euro della durata non superiore a sette giorni consecutivi nel triennio. Nonostante il sostegno pubblico ricevuto, il sistema bancario non sta mettendo a disposizione del Paese le risorse di cui avrebbe bisogno per ripartire. Le banche svolgono attività d'impresa, ma non devono trasformarsi in mere imprese con finalità speculative: esse devono continuare a garantire il credito per accompagnare la ripresa della crescita; ma devono poterlo fare sulla base delle regole di mercato e non di un sistema dirigistico di prezzi amministrati. Annuncia il voto favorevole del Gruppo, confidando in un impegno del Governo su diverse iniziative volte a coniugare rigore finanziario e crescita economica, innanzitutto sbloccando i ritardati pagamenti della pubblica amministrazione con un sistema di compensazione tra i debiti fiscali e crediti delle imprese.
Il Senato approva la proposta di coordinamento C1.
Con votazione nominale elettronica, il Senato approva il disegno di legge n. 3221, composto dal solo articolo 1, nel testo emendato,con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 marzo 2012, n. 29, concernente disposizioni urgenti recanti integrazioni al decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e al decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214». La Presidenza si intende autorizzata ad effettuare i coordinamenti che si rendessero necessari.