il comparto ittico, com'è noto, si trova in una situazione di profonda crisi strutturale a causa sia del progressivo aumento del gasolio, sia del pescato sempre più scarso, che ancora di alcune direttive comunitarie in materia fiscale e tributaria, che spesso si caratterizzano per decisioni restrittive e penalizzanti per i pescatori;
anche presso la marineria di Porto Garibaldi (Ferrara), tra le più importanti dell'Adriatico, le imprese di pescatori si trovano in grave difficoltà, con il rischio della perdita di molti posti di lavoro;
in un tale contesto, è necessario difendere una risorsa come la pesca, fondamentale per il territorio, non solo attraverso finanziamenti per migliorare imbarcazioni e infrastrutture, ma anche prestando assistenza al lavoro dei pescatori, visto che il futuro sarà sempre meno di quelli che gettano le reti e sempre di più dei pescatori che avranno il loro appezzamento in mare da "coltivare";
in tal senso, tale situazione di gravità è resa per i pescatori di Porto Garibaldi ancor più difficile a causa della graduale sottrazione di tratti di mare ove poter esercitare la pesca, in ragione della presenza dell'area interdetta alla navigazione ed alla pesca per la presenza del poligono di tiro Echo 346;
il poligono di tiro a mare, che si trova nella zona di Casal Borsetti, nel ravennate, ostacola l'attività dei pescatori, creando danni ad un settore fondamentale per l'economia di Comacchio, che impiega circa 1.000 persone e che già da tempo sta vivendo gravi difficoltà;
sebbene ormai molti poligoni a mare siano stati dismessi, quello di Casal Borsetti è ancora mantenuto ed è situato in una zona di notevolissimo pregio ambientale e naturalistico, tutelata da numerose convenzioni internazionali e dal parco del delta del Po;
il parco è stato istituito nel 1988 con apposita legge regionale e ne risultano enti consorziati le Province di Ferrara e Ravenna, oltre a nove Comuni che hanno aree o sono collocati all'interno del parco (Comacchio, Argenta, Ostellato, Goro, Mesola, Codigoro, Ravenna, Alfonsine, Cervia);
il poligono di tiro di Casal Borsetti, oltre a trovarsi all'interno del parco del delta del Po, una zona tra le più importanti del nord Adriatico dal punto di vista della pesca e dell'ambiente naturale, da un punto di vista militare pare non avere più alcuna ragione di essere;
considerato che:
i pescherecci che escono da Porto Garibaldi, per raggiungere le zone di pesca a sud-sud est, sono costretti a circumnavigare un'ampia area riservata al poligono di tiro di Echo 346, che si estende per 12 miglia marine e nella quale è interdetta la navigazione;
di conseguenza, al fine di rimanere al di fuori dello spazio di mare precluso a navigazione e pesca, i pescherecci sono costretti ad effettuare un giro più ampio che, per forza di cose, richiede maggiore impiego di tempo e maggiori costi di esercizio, oltre ad un evidente pericolo per la salute e l'incolumità dei pescatori;
inoltre, la situazione creatasi in virtù della presenza del poligono di tiro Echo 346 appare parossistica e di grave pregiudizio alle ragioni del "lavoro": nelle giornate di operatività della ordinanza della capitaneria di porto di Ravenna, in concomitanza con le esercitazioni di tiro, infatti, l'area interdetta alla navigazione preclude addirittura alle imbarcazioni di poter uscire dal porto, se non violando la predetta ordinanza;
tale situazione, aggravatasi recentemente a fronte della recrudescenza dei controlli da parte della capitaneria, ha condotto, nei giorni scorsi, i pescatori di Porto Garibaldi a manifestare contro le difficoltà sempre crescenti che incontrano nello svolgere il loro lavoro;
rilevato che:
la rumorosa e dannosa attività del poligono appare in contrasto con norme poste a tutela e salvaguardia dell'ambiente e dell'avifauna;
oltre al danno di natura ambientale ed all'economia della pesca, la presenza del poligono di tiro Echo 346, precludendo la navigazione nel tratto di mare antistante alla costa, genera danni alla economia turistica dei lidi ravennati e comacchiesi,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati e quali siano le sue valutazioni in merito alla situazione;
quali misure intenda assumere affinché sia garantita per il futuro piena tutela del diritto al lavoro dei pescatori della zona interessata;
se, conseguentemente, non ritenga necessario ed urgente assumere iniziative per la soppressione del poligono di tiro Echo 346, che risulta in palese contrasto con la destinazione di parco naturale del territorio circostante, e con le ragioni della pesca e del turismo.
(4-07379)