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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 717 del 02/05/2012


LAURO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

la crisi finanziaria e di liquidità, la chiusura del credito bancario e la recessione, specie nel Mezzogiorno ma non solo, stanno precipitando un numero sempre crescente di medie e piccole imprese nell'area dell'illegalità, diventando, in tal modo, l'anello debole nel quale la criminalità organizzata si infiltra agevolmente per riciclare miliardi di euro di denaro sporco, ricavato, tra l'altro, dallo spaccio degli stupefacenti, dall'usura, dalle estorsioni e dal gioco d'azzardo, sia legale che illegale;

questa crescente patologia del sistema economico nazionale rischia di rendere irreversibile, se associata all'inefficienza della burocrazia, il recupero all'economia sana di una parte crescente del principale tessuto produttivo del nostro Paese;

l'assedio congiunto della criminalità organizzata e di tutte le mafie, in funzione di falso creditore, del fisco e dell'inefficienza della pubblica amministrazione e degli uffici periferici, deputati all'assistenza delle piccole e medie imprese, sta creando una disperata condizione psicologica, per tanti artigiani, piccoli o medi imprenditori, di una scelta drammatica, tra l'abbandono della propria attività o di collusione, consapevole od inconsapevole, con la società criminale, senza possibilità di ritorno;

considerato che:

presso il registro delle imprese, tenuto dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Napoli, sede del centro direzionale di Napoli, sono stati chiusi gran parte degli sportelli, che disbrigavano le pratiche agli utenti: man mano, infatti, che sono andati in pensione i vecchi impiegati, non sono stati sostituiti. Per cui, per ottenere il numero REA di una neo costituita società o di una ditta individuale, trascorrono almeno tre mesi, senza contare i tempi necessari per le variazioni di sedi, di oggetto sociale e di amministratori;

l'albo delle imprese artigiane, sito al corso Meridionale di Napoli, presso i locali della Borsa merci, risulta completamente inattivo: sono rimasti due impiegati che non riescono a smaltire neppure il 10 per cento delle richieste di iscrizione all'albo. Se l'artigiano non ottiene il numero di iscrizione all'albo non può operare, non viene iscritto all'INPS e non può ottenere il DURC, documento della regolarità contributiva, per cui non potrà partecipare ad alcuna gara di appalto, pubblica o privata. L'unica alternativa è operare nell'illegalità. Per quanto concerne le variazioni di sedi o dell'oggetto sociale, l'attesa arriva ad anni;

l'albo speciale gestori ambientali, sempre presso la Borsa merci di Napoli, è operante, da un anno, con un solo impiegato, il quale non riesce a smaltire che poche pratiche al mese: tale albo rilascia l'iscrizione ed il formulario per il trasporto, in conto proprio o in conto terzi, dei rifiuti dell'edilizia, materiali di risulta. Senza i formulari questi materiali non possono viaggiare per lo smaltimento e le imprese non possono lavorare o lavorano nell'illegalità, per cui la Polizia provinciale è costretta ad elevare centinaia di verbali e denunzie penali, rendendo non solo la vita lavorativa, ma anche quella familiare, dei piccoli operatori una tragedia, umana e sociale;

per ottenere l'iscrizione agli albi speciali degli intermediari di commercio (rappresentanti, agenti di commercio, eccetera), passano molti mesi: non meno di sei mesi per ottenere l'iscrizione all'albo impiantistica di cui al decreto ministeriale n. 37 del 2008, ex legge n. 46 del 1990, cioè per impianti elettrici e di condizionamento; impianti di ascensori; impianti di telecomunicazione, e non meno di tre mesi per le pratiche all'ufficio ditte annuali presso il registro imprese;

la telematica presso questi uffici non funziona o, quanto meno, ritarda ancora di più i tempi di istruttoria delle pratiche;

alla base di tutto quanto esposto vi è la notevole riduzione del personale, senza un'adeguata informatizzazione, compensativa della carenza delle risorse umane;

ai dipendenti semestrali non è stato rinnovato il contratto da più di un anno e gli uffici sono andati letteralmente in crisi;

la Camera di commercio costituisce un ente autonomo, che si mantiene con proprie risorse, provenienti dalla tassazione (diritto camerale pari a 88 euro per le imprese individuali e gli intermediari; per le società di persone, società in nome collettivo e società in accomandita semplice, pari a 200 euro cui sommare una percentuale sul fatturato; altri diritti sulle unità locali); ove, per tutte le pratiche presentate, si pagano diritti e bolli;

infine, il bilancio della Camera di commercio di Napoli risulta in attivo,

si chiede di sapere, con la massima urgenza, quali iniziative il Governo intenda assumere per rimuovere questa drammatica situazione, sia sul piano generale che nello specifico degli uffici operativi della Camera di commercio di Napoli, nella consapevolezza che ulteriori ritardi rischiano di gettare nelle mani della criminalità organizzata, e, nello specifico, della camorra, parte rilevante del principale tessuto produttivo del nostro Paese e, in particolare, di Napoli e della provincia.

(3-02827)