LAURO (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAURO (PdL). Signora Presidente, vorrei chiarire che questo mio intervento è a titolo personale, quindi rappresento soltanto me stesso.
Ho condiviso lo spirito e la lettera degli interventi del senatore Procacci e del senatore Pera, quindi non mi addentrerò in giudizi sui suoi comportamenti, sulle accuse che le vengono rivolte e neppure sulle decisioni del suo ex partito: sono decisioni, nell'ambito dei partiti e dei Gruppi, che io rispetto; posso giudicare sul piano politico ma non è il luogo della discussione di oggi.
Tuttavia intendo svolgere due osservazioni. La prima è che nel corso di questo dibattito è stato sottolineato come le modalità di elezione del Presidente e del Consiglio di Presidenza inducano a credere che i vertici di un organo costituzionale possano essere nella disponibilità di una maggioranza politica o di un partito, fosse esso anche il partito di appartenenza della personalità contestata. Ebbene, è un ragionamento, senatore Zanda, che non è condivisibile: le modalità di voto non riguardano l'appartenenza ai vertici di un organo costituzionale; non è nella disponibilità di alcuna maggioranza e di alcun Partito, fosse anche del partito che l'abbia designata e poi espulsa.
La seconda osservazione è più calzante, secondo me: non vi illudete che portando al rogo o sulla ghigliottina una, due o tre persone i partiti possano per ciò stesso riacquistare credibilità presso la gente e presso l'opinione pubblica. È un'illusione! (Applausi dei senatori Fleres e Rizzotti).
Decenni fa abbiamo assistito ad una violenta campagna di stampa, che entrava anche nel merito di problematiche private, nei confronti di un Presidente della Repubblica, della moglie e dei figli da parte del Partito comunista, e poi in questa stessa Aula, dopo trent'anni, abbiamo dovuto fare tutti ammenda, anche quelle forze politiche che in quegli anni non erano sulla scena della politica italiana.
Ebbene, cari colleghi, nessuno si illuda: i partiti politici devono prendere misure più drastiche. Non è imbellettando i certificati sui bilanci dei partiti che si riacquista la credibilità politica, o mandando al rogo la senatrice Mauro. I problemi sono più complessi.
Quindi, i partiti prendano le decisioni di trasparenza assoluta e accettino, se ne hanno il coraggio, una Commissione d'inchiesta sui bilanci di loro tutti. Allora vedremo se questa Assemblea si differenzierà tra moralisti e non moralisti. (Applausi dal Gruppo PdL e della senatrice Serafini Anna Maria).