Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (778 KB)

Versione standard



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 715 del 24/04/2012


DIGILIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DIGILIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signora Presidente, non era mia intenzione intervenire, però devo farlo. C'è una questione istituzionale, e credo che il senatore Pera ed altri abbiano abbondantemente espresso un parere; c'è poi una questione politica; e alla fine c'è una questione personale, la quale non compete a me e credo neanche a quest'Aula.

Come dicevo, c'è però una questione politica. Il senatore Zanda ha messo in evidenza che l'11 aprile il Presidente del Gruppo ha posto tale questione. Ma, scusate, chi siamo noi per poter decidere la vita e la morte politica di una persona in quest'Aula? Chi siamo noi per dire che ci sono degli indesiderati - sono parole usate l'11 aprile - alla Vicepresidenza? (Commenti dal Gruppo PD. Richiami del Presidente). Perché non vi siete indignati quando sugli scranni di questo e dell'altro ramo del Parlamento c'erano terroristi che si servivano dello status parlamentare per non espiare le loro colpe? Perché non vi siete indignati quando c'era altra gente, ad esempio faccendieri, e non vado oltre per rispettare la dignità dell'Aula? Allora il problema è diverso, ed è tutto politico. Le chiedo scusa, vice presidente Mauro, perché io per primo sono stato un vigliacco a non intervenire quel giorno, perché non si può inveire contro una persona mettendo davanti la questione etica.

Ci sono motivazioni politiche che vanno ricercate all'interno di un Gruppo politico. Io ho fatto politica anche negli anni Settanta e c'è stato qualche maestro qui presente che apparteneva alla mia fazione politica il cui insegnamento non era come quello della sinistra di allora, che voleva l'impeachment dei vari Presidenti della Repubblica, adducendo sempre motivazioni sul piano personale, mai una motivazione politica.

Bisogna impostarla, la questione etica, e lo deve fare il Gruppo della Lega. È il Gruppo della Lega che deve decidere se la vice presidente Mauro può o non può rimanere su quello scranno. Dopo di che, la vice presidente Mauro deciderà, ma io non vedo il perché non lo dobbiamo affrontare.

Capisco anche il senatore Procacci quando dice che affrontare una simile questione politica in presenza della senatrice Mauro è imbarazzante e poco opportuno. Lo capisco; anzi, io pregherei la vice presidente Mauro di non intervenire, nemmeno a sua difesa (come sarebbe giusto che fosse) dopo, perché non è questa la sede adatta, e forse non è la seduta adatta.

L'unico problema è che, cari colleghi della Lega, voi dovete essere chiari nei rapporti, perché noi non vogliamo interferire nei vostri rapporti interni. C'è una crisi politica del vostro partito; si darà spazio a quello che succederà, a prescindere dalle questioni giudiziarie o meno, che a noi non interessano, perché dobbiamo fare politica. (Commenti dal Gruppo LNP). Non sto offendendo nessuno. Sono meridionale e sono uno di quelli che non hanno mai condiviso la vostra politica; ve l'ho detto anche in Aula ultimamente. Posso soltanto dire, a voi come a qualcuno che ogni tanto si erge a paladino della giustizia o dell'etica di questo Parlamento, di stare bene attenti, perché dalle nostre parti si dice che chi semina spine non può camminare scalzo. (Applausi dal Gruppo Per il Terzo Polo:ApI-FLI).