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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 715 del 24/04/2012


BALBONI (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BALBONI (PdL). Signora Presidente, colgo l'occasione per esprimere la mia solidarietà personale in relazione al dibattito che si è appena concluso.

Nel merito del punto ora in esame, preannuncio, a nome del Gruppo del Popolo della Libertà, il voto a favore della costituzione in giudizio, a difesa non del senatore Storace (mi rivolgo al senatore Sanna), ma di una decisione assunta in questa stessa Aula. Ricordo che l'Assemblea del Senato ha votato per la insindacabilità delle opinioni espresse dal senatore Storace, ritenendo che esse rappresentassero l'esercizio di una prerogativa sancita dall'articolo 68 della Costituzione. Del resto, basta leggere il capo di imputazione nei confronti del senatore Storace per capire di cosa sia concretamente accusato. Egli è accusato di una polemica politica: se un parlamentare non avesse più nemmeno la possibilità di esprimere apertamente critiche politiche, seppure nei confronti del vertice dello Stato, del Presidente Repubblica, credo che avremmo veramente abdicato ad uno dei ruoli fondamentali che ci sono riconosciuti dalla Costituzione.

Noi oggi non dobbiamo decidere se difendere l'insindacabilità delle opinioni espresse dal senatore Storace, perché lo abbiamo già fatto, abbiamo già votato su questo punto. Oggi dobbiamo esprimerci su un'altra questione, se cioè difendere la nostra decisione davanti alla Corte costituzionale, cui si è rivolto il magistrato non condividendo il voto del Senato.

Credo che, per coerenza, come abbiamo sempre fatto, dobbiamo decidere di costituirci dinanzi alla Corte costituzionale per difendere la decisione che - ripeto -abbiamo assunto a suo tempo.

È diversa la questione delle spese di costituzione in giudizio. Il Popolo della Libertà si è più volte dichiarato d'accordo sulla necessità di evitare spese inutili, specialmente in questo frangente. Quindi, noi siamo d'accordo nel rivolgere alla Presidenza del Senato un ulteriore, accorato, appello affinché si valutino gli strumenti necessari per una costituzione diretta in giudizio attraverso i nostri Uffici in modo da evitare spese inutili. Ripeto che al riguardo siamo d'accordo, ma siamo altrettanto d'accordo sul fatto che con questa avvertenza dobbiamo difendere la nostra decisione dinanzi alla Corte costituzionale.

Per tale ragione, voteremo no alla proposta della Giunta. Ricordo a tutti i colleghi che per costituirsi in giudizio dobbiamo votare no a tale proposta. Sottolineo - il presidente Follini non lo ha spiegato fino in fondo - che la Giunta ha votato in parità (tanti a favore e tanti contro), ma per il nostro Regolamento ciò significa che accogliendo la sua proposta non ci costituiremmo in giudizio. Pertanto, bisogna esprimere un voto contrario per la costituzione in giudizio. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).