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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 715 del 24/04/2012


LATRONICO (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LATRONICO (PdL). Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, il decreto-legge in materia di semplificazioni fiscali torna al Senato in terza lettura per la sua definitiva approvazione; torna con modifiche importanti, illustrate nel dibattito, apportate dalla Camera che, pur senza sconvolgere l'impianto del provvedimento, non hanno mancato di affinare il testo del decreto-legge del Governo, già per la verità modificato in prima lettura dal Senato.

Si dimostra in questo caso come il bicameralismo perfetto, spesso criticato, se governato dentro una scansione temporale, può garantire il risultato di affinare i testi legislativi e finanche di migliorarli.

Tra le modifiche apportate sono degne di nota alcune puntualizzazioni in materia di compensazione del credito di imposta, nonché una revisione della disciplina del patto di stabilità per gli enti locali, su cui quest'Assemblea si è spesso soffermata, con l'introduzione di elementi di flessibilità per raggiungere l'obiettivo di ottenere spazi finanziari aggiuntivi per gli enti locali. In particolare, la cessione incentivata di potenzialità di spesa non impiegata può rappresentare una leva non indifferente in un momento in cui, come sottolineato da tutti, bisogna rafforzare la capacità di compiere investimenti dell'intero sistema.

È inoltre da menzionare la maggiore flessibilità per gli enti locali in tema di reclutamento di personale per specifici settori, pur nei limiti dei vincoli della spesa complessiva. Sono state altresì introdotte modifiche importanti in materia di applicazione dell'IMU, per correggere vistose distorsioni, che si aggiungono alle modifiche già apportate dal Senato in materia di IMU agricola, con cui si è stabilito un tetto al gettito complessivo e la possibilità di rivedere al ribasso le aliquote impositive in sede di consuntivo qualora i risultati preventivati del gettito vengano raggiunti.

Il testo della Camera ha opportunamente previsto la rateizzazione dell'IMU sulla prima casa (una battaglia su cui il Gruppo del Popolo della Libertà si è particolarmente speso, impegnando peraltro il Governo a valutare l'opportunità di rivedere l'IMU sulla prima casa, classificandola come imposizione una tantum, a valere cioè per il solo anno 2012); nonché il riconoscimento ai Comuni della facoltà di agevolare l'IMU sugli immobili di anziani ricoverati e degli emigrati. Si tratta di norme che hanno provato a rendere più equa questa tassazione sulla casa, allargando i casi di esenzione e segnalando al Governo, una volta che si starà stabilizzato il gettito, la necessità di una revisione dell'imposta, tenendo conto della situazione delle fasce più deboli e delle famiglie che del bene casa, signori rappresentanti del Governo, fanno un punto di stabilità sociale, e non già una rendita speculativa. È stata inoltre soppressa la norma che prevedeva la tassazione delle borse di studio, che tanto allarme aveva destato tra i giovani ricercatori, ed è stata prevista l'esenzione della tassazione per i servizi erogati dalle imprese ai propri dipendenti e alle loro famiglie per l'accesso agli asili nido. Giovani e famiglie, colleghi, sono due categorie da tutelare e da sostenere per una realistica aspettativa di ripresa.

Si possono dunque evidenziare significativi miglioramenti, rispetto al testo originario presentato dal Governo, che riguardano il miglioramento dell'applicazione dell'IMU, la flessibilizzazione del Patto di stabilità per gli enti locali, la trattazione dell'annosa problematica dello smaltimento dei debiti della pubblica amministrazione, con l'assegnazione di un miliardo ai Comuni a valere sui residui perenti. Questo solo per segnare alcuni dei capitoli più significativi di questo provvedimento.

Colleghi, il lavoro da fare è sicuramente tanto sulla via della semplificazione e dello snellimento degli adempimenti fiscali a favore dei contribuenti. Abbiamo ormai tutti la consapevolezza che la situazione del carico fiscale sia ai limiti della sopportabilità per i contribuenti fedeli. Compito nostro e, in particolare, del Governo deve essere quello di invertire la tendenza per alleggerire il carico fiscale e gli adempimenti a carico delle famiglie e delle imprese.

Si è detto che questo decreto di manutenzione fiscale può essere prodromico alla delega fiscale che questo Parlamento si accinge ad esaminare. Da qui l'auspicio che la suddetta delega sia adeguata a rispondere in modo più strutturale alle esigenze di semplificazione normativa, alla necessità di semplificazione degli adempimenti, ad una migliore certezza del diritto per il contribuente, non dimenticando mai che lo Stato si regge sulla contribuzione dei cittadini, ad un graduale alleggerimento del carico fiscale per aiutare e stimolare la ripresa utilizzando parte dei ricavi dell'azione di contrasto all'evasione per favorire appunto la crescita.

Siamo certi, colleghi, che il dibattito scaturito sia alla Camera che al Senato attorno al decreto sarà utilmente valorizzato proprio dall'attesa riforma fiscale per ridistribuire il peso delle imposte e trasformare la leva fiscale in uno strumento di giustizia sociale, di coesione nazionale e in un potente fattore di aiuto della crescita del Paese. Signori rappresentanti del Governo, non può che essere la crescita l'obiettivo ultimo dei sacrifici richiesti; diversamente, il rigore di bilancio e il peso delle imposte rischiano di non essere compresi, anzi di creare un clima che non aiuta il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Con questo auspicio e con questa ragionevole speranza, ribadiamo, come Gruppo del PdL, il nostro voto favorevole al provvedimento in esame e la fiducia al Governo. (Applausi dal Gruppo PdL).