Sulla permanenza della senatrice Rosa Angela Mauro
nella carica di Vice Presidente del Senato
BELISARIO (IdV). L'Italia dei Valori chiede con fermezza alla senatrice Mauro di dimettersi dalla carica di Vice Presidente del Senato. La sua provocatoria presenza sul banco della Presidenza ed il suo atteggiamento nella vicenda che l'ha investita, oltre a mettere in difficoltà l'Assemblea, danno la misura della distanza che separa l'attuale classe politica dalla società civile. Il Senato non può né vuole entrare nel merito dei risvolti giudiziari della vicenda, ma è evidente l'opportunità delle dimissioni da una carica cui la senatrice Mauro è stata eletta su indicazione di un partito che ora l'ha espulsa. Il Gruppo, che ogni volta che la senatrice Mauro presiederà porrà in essere atti simbolici di protesta, ha presentato una proposta di modifica del Regolamento per sancire la decadenza automatica da membri del Consiglio di Presidenza dei senatori che cambino Gruppo.
ZANDA (PD). Il Gruppo PD ribadisce la richiesta di dimissioni della senatrice Mauro dalla carica di Vice Presidente, avanzata dalla senatrice Finocchiaro nella seduta dell'11 aprile. L'autorità giudiziaria chiarirà la portata della vicenda e l'interessata ha negato ogni responsabilità, ma è evidente l'estrema inopportunità che ella mantenga la carica e l'esercizio delle connesse delicatissime funzioni, affievolendo l'equilibrio politico all'interno del Consiglio di Presidenza. Ciò del resto è stato affermato anche dalla Lega e condiviso fino a ieri dal Presidente del Senato, il quale però poi ha mutato indirizzo ed ha deciso di darne comunicazione in una trasmissione televisiva e non in Aula. Invita la senatrice Mauro a riconsiderare le ragioni politiche ed istituzionali che consigliano le sue dimissioni.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). A titolo personale, e con l'assenso della senatrice Chiaromonte e di altre senatrici, non si associa alla richiesta di dimissioni, innanzi tutto per elementari principi di equità rispetto all'atteggiamento assunto in analoga recente situazione; in secondo luogo perché l'istituzione non può prestarsi ad un evidente tentativo di eliminazione di un avversario politico e, nel caso di specie, di una donna da un ruolo di responsabilità. Il Parlamento dovrebbe occupare il suo tempo ad affrontare i gravissimi problemi che attanagliano il Paese, piuttosto che ingerire, sulla base di semplici notizie di stampa, su questioni sulla cui rilevanza dal punto di vista giuridico solo la magistratura è titolata a pronunciarsi.
FLERES (CN:GS-SI-PID-IB-FI). La dignità del lavoro delle Assemblee parlamentari è garantita in primo luogo dal rispetto della legge e dei principi costituzionali, tra i quali particolare rilievo assume quello della presunzione di innocenza. L'eventuale colpevolezza di una persona può essere accertata solo dalla magistratura: non può essere accreditata dalle macchine del fango avviate dai e sui media, né dalle correnti di partito per ragioni di lotta intestina. Che le istituzioni democratiche siano in pericolo lo dimostra anche il fatto che sempre più spesso le illazioni di stampa contano più delle sentenze dei giudici. Fino a quando non verranno accertate responsabilità specifiche, la senatrice Mauro è padrona di decidere, in coscienza, quale atteggiamento assumere.
RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Non si può sfiduciare un Presidente o un Vice Presidente espulso dal partito che lo aveva originariamente candidato alla carica, perché con l'assunzione di quest'ultima l'interessato accetta un ruolo diverso, estraneo rispetto alle logiche interne ai Gruppi, di terzietà e di garanzia nei confronti dell'intera Assemblea: al riguardo, emerge con chiarezza quanto sia inopportuno che taluni senatori, in particolare quelli della Lega, esercitino tali funzioni terze e di garanzia esibendo simboli di parte. Se la senatrice Mauro è indagata, dovrebbe dimettersi; lo stesso dovrebbe accadere se risultassero confermate accuse riguardo a fatti eticamente incompatibili con la funzione di rappresentanza dell'intera Assemblea, ma si tratta evidentemente di una decisione, legata a valutazioni personali, politiche e istituzionali. Il Presidente dovrebbe intervenire con un'opera di persuasione qualora tale decisione non fosse compatibile con la piena funzionalità dell'Assemblea.
PROCACCI (PD). A titolo personale ed esprimendo un forte senso di imbarazzo, chiede di rinviare ad altro momento la discussione, non essendo opportuno che questa avvenga nel momento in cui la senatrice Mauro presiede e non può adeguatamente difendersi. Tale situazione lede la sua dignità personale e questo non è accettabile, a prescindere da ogni accusa o responsabilità.
BODEGA (Misto). Chiede di allegare ai Resoconti della seduta una dichiarazione scritta (v. Allegato B).
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Un certo imbarazzo è stato causato dall'ambiguità con cui la vicenda in oggetto, che contribuisce a render ancora più difficili i rapporti della classe politica con l'opinione pubblica, è stata gestita nei giorni scorsi, prima con la sostituzione da parte del presidente Schifani nei turni di presidenza assegnati alla vice presidente Mauro, ora con la rinuncia al vicariato. La situazione può essere gestita solo assicurando, con il pieno rispetto delle regole, la funzionalità dell'istituzione. La vice presidente Mauro è stata oggetto di una campagna mediatica aggressiva e, a tutt'oggi, non suffragata da riscontri oggettivi, per questo il Gruppo Misto rispetterà le sue decisioni e l'eventuale prosecuzione dell'esercizio delle sue funzioni, non ritenendo peraltro che ciò altererebbe l'equilibrio politico nel Consiglio di Presidenza, come sostenuto dal senatore Zanda.
BRICOLO (LNP). Il Gruppo Lega Nord Padania ha già affrontato la questione e ritiene che l'Assemblea debba occuparsi dei problemi del Paese ed esaminare i provvedimenti proposti dal Governo, piuttosto che svolgere dibattiti come quello in corso. Al senatore Rutelli replica che la Lega espone con orgoglio e coerenza i propri simboli e continuerà a farlo.
PERA (PdL). Le questioni politiche vanno separate dalle vicende istituzionali. La vice presidente Mauro non è sfiduciabile perché il Regolamento del Senato e la Costituzione prevedono che i Presidenti d'Assemblea e di Commissione siano figure di garanzia e non politiche: principio del resto difeso allorché analoga vicenda investì il presidente della Camera, anch'egli espulso dal suo partito. Desta certamente stupore il modo come si conduce la lotta politica all'interno della Lega; anche per questo bisogna evitare di utilizzare la polemica politica per degradare le istituzioni.
LI GOTTI (IdV). Concorda sull'inopportunità del dibattito, che probabilmente un'altra Presidenza, non direttamente condizionata dalla vicenda in discussione, non avrebbe consentito all'Assemblea di svolgere. Per fugare le illazioni sul suo conto, la vice presidente Mauro potrebbe chiedere di sapere se è iscritta nel registro degli indagati e far conoscere la risposta a mezzo stampa.
LAURO (PdL). Diversamente da quanto è stato affermato, i componenti del Consiglio di Presidenza del Senato non sono nella disponibilità della maggioranza parlamentare o dei partiti politici. I partiti non possono illudersi di recuperare credibilità presso l'opinione pubblica individuando dei capri espiatori. Occorreranno misure ben più incisive di un imbellettamento dei bilanci dei partiti e più serie del tentativo di sacrificare la senatrice Mauro. Una Commissione d'inchiesta sui bilanci dei partiti farebbe giustizia dei moralismi di facciata.
DIGILIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Pur presentando anche profili istituzionali e personali, la vicenda in discussione ha spiegazioni eminentemente politiche, che vanno ricercate all'interno della Lega Nord. Per queste ragioni, è incomprensibile che l'Assemblea svolga il dibattito in corso ed è poco opportuno che esso avvenga durante il turno di Presidenza della vice presidente Mauro.
PRESIDENTE. Preso atto delle considerazioni politiche e istituzionali svolte, intende fornire solo risposte di ordine istituzionale. Per senso di responsabilità ha rimesso le funzione di vicario del Presidente, nella consapevolezza che tale incarico era legato all'esito della votazione per l'elezione a Vice Presidente ed ai precedenti rapporti di maggioranza. Dopo la forzata uscita dal Gruppo Lega Nord Padania, è diventata componente del Gruppo Misto, come occorso ad altri membri del Consiglio di Presidenza, anche nelle precedenti legislature, senza che ciò portasse a richieste di dimissioni. Si atterrà quindi al Regolamento del Senato, che prevede la decadenza dall'incarico a seguito di cambiamento del Gruppo parlamentare di appartenenza solo per il senatore Segretario eletto per garantire la rappresentanza di un Gruppo che ne fosse privo. Continuerà pertanto a svolgere le sue funzioni, nel rispetto del Regolamento.