Costituzione in giudizio del Senato della Repubblica dinanzi alla Corte costituzionale per resistere in un conflitto di attribuzione sollevato dal Tribunale ordinario di Roma, in relazione ad un procedimento penale riguardante il signor Francesco Storace, senatore all'epoca dei fatti
Discussione e reiezione delle conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
PRESIDENTE. Il Tribunale ordinario di Roma ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti del Senato della Repubblica in relazione alla deliberazione con la quale l'Assemblea, nella seduta antimeridiana del 19 febbraio 2009, ha dichiarato che i fatti per i quali è in corso il procedimento penale pendenti nei confronti del signor Francesco Storace, senatore all'epoca dei fatti, debbono ritenersi insindacabili, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione. Nella seduta del 18 aprile 2012, la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha concluso in senso contrario alla costituzione in giudizio dinanzi alla Corte costituzionale per resistere nel conflitto.
LI GOTTI (IdV). Annuncia il voto favorevole alle conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, anche in relazione alla considerazione che il Parlamento risulta quasi sempre perdente in questa particolare tipologia di giudizi della Corte costituzionale e che la costituzione in giudizio ha notevoli costi, che rappresentano quindi uno sperpero di denaro pubblico.
SANNA (PD). Annuncia il voto favorevole del Gruppo Partito Democratico alla proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di non procedere alla costituzione in giudizio. Occorre tuttavia indicare la strada per una costituzione diretta in giudizio, per evitare al Senato di spendere risorse pubbliche dovendo ricorrere al libero foro.
BALBONI (PdL). Il Gruppo Il Popolo della Libertà voterà contro le conclusioni della Giunta, quindi a favore della costituzione in giudizio, non per difendere l'ex senatore Storace, ma per coerenza con la precedente deliberazione dell'Assemblea, che aveva votato per l'insindacabilità delle opinioni da lui espresse nei fatti contestati. Il Gruppo condivide inoltre la necessità di evitare spese inutili, quindi invita la Presidenza ad adottare gli strumenti necessari ad una costituzione diretta in giudizio del Senato della Repubblica attraverso i suoi uffici.
IZZO (PdL). Si associa alle considerazioni del senatore Balboni, rilevando tuttavia come difficoltà di carattere tecnico rendano poco praticabile la soluzione della costituzione diretta.
Con votazione nominale elettronica, il Senato respinge le conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.
PRESIDENTE. Non essendo disponibili risorse interne, la richiesta di costituzione diretta in giudizio è inammissibile. La Presidenza è pertanto autorizzata a conferire mandato per la costituzione e la rappresentanza in giudizio del Senato ad uno o più avvocati del libero Foro.