Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge:
(3184-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)
Discussione e approvazione della questione di fiducia
PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta di ieri il Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 16, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati.
AZZOLLINI (PdL). In qualità di Presidente della Commissione bilancio riferisce sui profili di copertura finanziaria. La Commissione non ha obiezioni ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione; segnala però al Governo possibili problemi legati alla soppressione della norma sulla triennalizzazione del rientro dei Comuni dallo sforamento del patto di stabilità e all'estensione del project financing.
BELISARIO (IdV). Dichiara aperta la discussione sulla questione di fiducia.Esprime un giudizio negativo su un decreto pieno di errori, che tartassa i contribuenti. La politica del Governo non garantisce né equità né crescita e fallisce anche rispetto all'obiettivo del risanamento. Le ultime previsioni del Fondo monetario internazionale dicono che, nonostante l'austerità, il pareggio di bilancio dovrà essere rinviato al 2017, il PIL calerà del 2 per cento, la disoccupazione arriverà al 10 per cento. I redditi delle famiglie sono calati del 5 per cento e la pressione fiscale ha raggiunto livelli intollerabili, lo spread - terminata l'iniezione di liquidità della BCE - sta risalendo. I sacrifici sono a senso unico e nemmeno in questa occasione il Governo dei tecnici ha idividuato norme serie per combattere l'evasione fiscale, né ha reintrodotto il falso in bilancio.
FLERES (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Il monocameralismo alternato e il ricorso frequente e ingiustificato alla questione di fiducia comprimono gli spazi della democrazia parlamentare. L'azione del Governo, troppo focalizzata sull'equilibrio dei conti pubblici e poco propensa al varo di riforme strutturali, richiede una revisione profonda per evitare che si approfondisca la recessione. Purtroppo anche i contenuti del Documento di economia e finanza non paiono adeguati alle difficoltà che il Paese sta vivendo.
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Il decreto di cosiddetta semplificazione rappresenta un'occasione sprecata: esemplare è il pasticcio sull'IMU. Sebbene la pressione fiscale abbia superato la soglia di guardia, anche in questo provvedimento il Governo coglie l'occasione per aumentare la spesa pubblica con nuove assunzioni di dirigenti della Guardia di finanza. Esaurito l'effetto anestetico della politica monetaria espansiva della BCE, lo spread torna a salire dimostrando che la manovra di dicembre basata sull'aumento delle entrate e il taglio delle sole pensioni era sbagliata. L'elevata tassazione sulle imprese condanna il Paese alla recessione, rendendo impossibile il rientro dal debito. Occorre invertire la rotta: per garantire crescita e risanamento bisogna ridurre le imposte e tagliare la spesa pubblica adottando i costi standard, un meccanismo già pronto che deve solo essere applicato. Se il Governo Monti non ha la forza per farlo, saranno gli eventi ad imporlo.
LEDDI (PD). E' paradossale che, dopo essere stato approvato con il voto di fiducia al Senato, il provvedimento sia stato ampiamente modificato e integrato alla Camera, dove peraltro sono stati stravolti, con l'assenso del Governo, punti di equilibrio che erano stati raggiunti nel confronto in prima lettura. Tra i risultati positivi vanno segnalate la possibilità di compensazione orizzontale tra enti territoriali per mitigare i vincoli del patto di stabilità e la cessione pro solvendo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Il provvedimento contiene miglioramenti sul versante dell'applicazione dell'IMU nel settore agricolo ed altre modifiche: è necessario tuttavia che si giunga quanto prima a definire con chiarezza i contenuti dell'imposta, perché ogni incertezza su un aspetto così importante per l'economia delle famiglie influisce negativamente sui consumi. E' positiva la norma che libera risorse per i Comuni per favorire l'avvio della soluzione del problema dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione, ma per evitare la chiusura delle imprese occorrono interventi più incisivi sul versante della semplificazione, della certezza del diritto, della politica del credito.
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione sulla questione di fiducia e sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 9,47, è ripresa alle ore 10,01.
PRESIDENTE. Passa alla votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 3184-B, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.
MASCITELLI (IdV). L'ennesima richiesta di un voto di fiducia appalesa ancora una volta le difficoltà di un Governo confuso ed incerto, sostenuto da una maggioranza del tutto priva di coesione. Il decreto in esame, dai contenuti più diversi, manca paradossalmente di quelle misure semplificative che avrebbero dovuto rappresentarne l'essenza, a dimostrazione di un'assenza di prospettive da parte dell'Esecutivo che continua ad affrontare i problemi di bilancio vessando i cittadini con una imposizione fiscale sempre più pesante ed iniqua. In particolare, la casa è stata colpita per ben cinque volte: con la reintroduzione della tassazione sulla prima casa, l'aumento delle aliquote, la rivalutazione delle rendite, la riduzione delle agevolazioni e i maggiori oneri sulle entrate da affitto. Peraltro non sono previste agevolazioni sui canoni concordati e per gli immobili delle imprese, per cui in taluni casi l'IMU finirà per sfavorire chi affitta rispetto a chi tiene gli immobili sfitti. Il Gruppo dell'Italia dei Valori voterà convintamente contro la questione di fiducia.
FERRARA (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Il voto favorevole del Gruppo alla questione di fiducia posta dal Governo è dettato dal senso di responsabilità nei confronti del Paese piuttosto che da una condivisione dei contenuti del decreto. Perché la pressione fiscale possa diminuire non sono sufficienti atti di semplice manutenzione del sistema ma servono coraggio ed intraprendenza, virtù ancora attese da un Governo chiamato ad intervenire prioritariamente sul versante del risparmio e a promuovere quindi azioni decisive e strutturali di taglio degli sprechi nella pubblica amministrazione e di razionalizzazione della spesa. Senza una consistente riduzione della spesa dell'amministrazione centrale, non sarà possibile ridurre il carico fiscale gravante su cittadini ed imprese e senza quest'ultimo non si avrà la ripresa della crescita. Invita il Governo ad un'azione più incisiva e coraggiosa.
RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Il voto favorevole del Terzo Polo alla questione di fiducia posta dal Governo nasce da considerazioni di carattere politico generale e non da una piena condivisione del testo in esame, ennesimo prodotto di un iter legislativo che si concentra nelle Commissioni di merito e che viene poi bruscamente interrotto con l'apposizione della fiducia, di fatto espropriando le Assemblee della possibilità di concorrere al miglioramento delle norme. Il decreto in esame, infatti, non è esente da critiche, in particolare per la portata scarsamente semplificativa delle disposizioni in esso contenute, nonostante siano apprezzabili le modifiche apportate in materia di IMU, quelle sul patto di stabilità orizzontale e la soppressione della tassazione delle borse di studio. Segnala in particolare la necessità che la lotta all'evasione fiscale avvenga secondo le regole dello Stato di diritto: non è opportuno raddoppiare, una volta scaduti, i termini ordinari per la prescrizione degli accertamenti tributari. Servono interventi decisivi e strutturali sul fronte della riduzione delle spese e del carico fiscale, per mettere in sicurezza i conti pubblici e rilanciare l'economia del Paese. Perché questo avvenga in una fase di grave emergenza economico-finanziaria occorre che le forze riformiste e moderate si orientino ad aprire una stagione di Governi di coesione e responsabilità nazionale.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Il voto favorevole del Gruppo dimostra la fiducia riposta nel Governo Monti e la consapevolezza che le misure attuate negli ultimi due mesi rappresentano solo il punto di inizio di una politica strutturale che riformi innanzitutto l'organizzazione della pubblica amministrazione e prosegua sul percorso delle liberalizzazioni e della semplificazione fiscale. Solo in questo modo è possibile per il Paese allontanare il rischio di default e tornare a crescere. Tra le positività del decreto, segnala la soppressione della tassazione delle borse di studio per i dottorati di ricerca e le scuole di specializzazione, che avrebbe rappresentato l'ennesimo colpo alla ricerca e quindi al futuro del Paese.
FRANCO Paolo (LNP). L'azione di politica economica intrapresa dal Governo sta imponendo ai cittadini durissimi sacrifici non proporzionati agli obiettivi fissati e che non stanno dando i risultati sperati. Come testimoniato anche dalla Corte dei conti, le misure adottate hanno determinato un forte effetto recessivo, un eccessivo aumento del carico fiscale, in particolare sull'abitazione, e l'ulteriore contrazione dei consumi e degli investimenti. Ciò dimostra che il Governo tecnico non solo non è in grado di sanare le difficoltà in cui versa l'Italia, ma le ha addirittura aggravate. Ciò avviene anche perché nel Governo c'è grande confusione: basti pensare alla dichiarazione del ministro Cancellieri, che ha proposto di ridurre il personale civile del Ministero dell'interno ricorrendo al prepensionamento, a fronte dell'innalzamento generalizzato dell'età pensionabile dei lavoratori del settore privato e del dramma degli esodati, frutto di autentica insipienza legislativa. Per queste ragioni, il Gruppo Lega Nord Padania non accorderà la fiducia al Governo.
STRADIOTTO (PD). Il Gruppo voterà convintamente la fiducia anche perché durante l'esame parlamentare il provvedimento è stato ampiamente migliorato. Il decreto-legge ha operato una manutenzione delle norme tributarie prevedendo nuove disposizioni per il contrasto all'evasione, potenziando gli strumenti di accertamento e migliorando l'accessibilità alla rateizzazione dei debiti fiscali. È stata inoltre aumentata la disponibilità di liquidità destinata a pagare i debiti dei Comuni: si tratta dell'avvio di un processo di abbattimento dei debiti delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese fornitrici di prodotti e servizi che il PD ritiene indispensabile, assieme alla riqualificazione della spesa pubblica, per riavviare la crescita. L'IMU era già prevista nel decreto sul federalismo municipale ed il provvedimento in esame ne corregge alcune storture, in relazione all'imposizione sugli immobili comunali, sui terreni agricoli ed i fabbricati rurali. Tuttavia, il gettito IMU relativo alle abitazioni principali è stato sopravvalutato dalla Ragioneria generale e verrà mal ripartita sul territorio; occorrerà quindi intervenire sul fondo di riequilibrio e modificare le rendite catastali per evitare iniquità. Bisogna porre al centro del sistema fiscale il diritto del contribuente semplificando le procedure.
Presidenza del presidente SCHIFANI
LATRONICO (PdL). Il testo finale del decreto-legge è un esempio di buon funzionamento del bicameralismo. I principali interventi operati riguardano una puntualizzazione sul credito d'imposta; la flessibilizzazione del patto di stabilità interno per garantire nuove risorse agli enti locali e i pagamenti alle imprese; le correzioni apportate all'IMU per evitare distorsioni, la soppressione della tassazione delle borse di studio. Bisognerà semplificare con incisività gli adempimenti tributari e ridurre il carico fiscale sui contribuenti fedeli, che è ai limiti della sostenibilità. Il decreto-legge in esame è prodromo della delega fiscale, che dovrà garantire una maggiore certezza dei diritti del contribuente e divenire strumento di giustizia sociale e di coesione nazionale. Obiettivo dei sacrifici richiesti ai cittadini deve essere la crescita, altrimenti il peso delle imposte creerà un clima che non aiuta il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Il Gruppo voterà la fiducia.
Con votazione nominale con appello, ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, il Senato approva l'articolo unico del disegno di legge n. 3184-B, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, nel testo identico a quello licenziato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge.
PRESIDENTE. Sospende brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 11,58, è ripresa alle ore 12,05.
Presidenza della vice presidente MAURO
All'assunzione della Presidenza da parte della senatrice Mauro, vivaci proteste e richieste di dimissioni da parte dei senatori del Gruppo IdV. Repliche dal Gruppo PdL. Applausi all'indirizzo della Presidenza dal Gruppo PdL e dalle senatrici Sbarbati, Chiaromonte e Poretti.