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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 714 del 23/04/2012


FLERES (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, confesso che è davvero imbarazzante intervenire in un dibattito che assume la configurazione di un rito piuttosto che essere il momento nel quale si confrontano le idee e si offrono contributi all'elaborazione di un testo.

Il provvedimento che stiamo discutendo, anzi che stiamo fingendo di discutere, è arrivato oggi al Senato dopo che la Camera lo ha in parte modificato, anzi significativamente modificato, come hanno poc'anzi ricordato alcuni colleghi.

Sappiamo che il decreto scade il 1° maggio; sappiamo che il Governo intende assicurarne la conversione in legge nei termini previsti, e quindi ha già fatto sapere che, al termine del dibattito e delle repliche dei relatori, intende porre la questione di fiducia, l'ennesima questione di fiducia al Senato. Mi chiedo che cosa sarebbe accaduto, in presenza di Governi non tecnici ma politici, a fronte di un così ripetuto ricorso alla questione di fiducia.

Ebbene, Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, il Gruppo di Coesione Nazionale (Grande Sud-Sì Sindaci-Popolari d'Italia Domani-Il Buongoverno-Fare Italia), nonostante nutra profonde, ampie e diversificate perplessità sull'intero provvedimento, soprattutto sulle parti che - lungi dal semplificare il sistema tributario - aumentano il peso del prelievo fiscale sui cittadini e sulle imprese, contribuendo ad alimentare la recessione, non può che prendere atto della situazione, suo malgrado: esiste una maggioranza che sostiene questo Governo, che ritiene di proporsi nei confronti del Governo a perimetro variabile. Ne teniamo conto, ce ne rendiamo conto e pertanto ci sentiamo assolutamente liberi di esprimere i nostri giudizi relativamente ai vari provvedimenti che vengono adottati e portati all'attenzione di quest'Aula.

Il testo, così come esitato dalla Camera (ma i problemi li avevamo già avvistati in precedenza, in sede di prima lettura), ci mette nelle condizioni di dover prendere atto dell'esistenza di ulteriori problemi per i Comuni e per i rispettivi Patti di stabilità. Relativamente a questo argomento, si continua ad apporre toppe ad un vestito logoro, che andrebbe complessivamente ripensato, magari senza le forzature annunciate, non so quanto praticate, dal sindaco di Torino, sulla base di una riflessione attenta, di buon senso, che tenga conto delle reali condizioni della finanza dei diversi Comuni.

Sappiamo infatti che questo provvedimento provocherà disagi ulteriori (lo hanno ricordato i colleghi che fanno i sindaci in alcuni Comuni), soprattutto nell'erogazione dei servizi, dunque inciderà soprattutto sulla qualità della vita dei cittadini più deboli, poiché obbligherà ad operare tagli nei servizi sociali, nei trasporti. Probabilmente, tale provvedimento renderà necessario intervenire da parte dei Comuni con un ulteriore prelievo fiscale di natura comunale o un aumento delle tariffe dei servizi pubblici. E tutto questo, ripeto, in un momento di grave crisi.

Siamo di fronte al taglio di alcune agevolazioni per le aziende (mi riferisco a quelle che riguardano per esempio l'energia), quindi a provvedimenti che provocheranno un ulteriore aggravamento della fase recessiva che si è venuta a determinare.

Ci troviamo ancora di fronte ad uno Stato che gioca d'azzardo. Ne parlerà lungamente - immagino - il collega Lauro, ma io stesso ho sottoscritto un ordine del giorno dei colleghi Barbolini e Agostini, con cui si invita il Governo ad operare con maggiore cautela e trasparenza nella concessione delle autorizzazioni all'esercizio del gioco d'azzardo, all'apertura di sale da gioco e di sale per le scommesse, per le ragioni, oggetto d'allarme, che durante i lavori della Commissione di oggi pomeriggio sono state brillantemente esposte dal collega Lauro, e non sono state smentite da nessuno (questo è il fatto ancora più imbarazzante e preoccupante). Siamo di fronte ad uno Stato che gioca e fa giocare, perché ritiene che alimentare il sistema della speranza possa ridurre la condizione di disagio. In realtà, riduce soltanto il capitale sociale di una società che ne ha già perso i valori fondanti, quelli che dovrebbero invece sorreggerla nei momenti di difficoltà o di recessione, come quello che stiamo vivendo.

Nutriamo forti perplessità sulla cosiddetta tassa di sbarco per le isole minori: vorremmo capirne meglio il possibile effetto sul turismo nelle isole minori, anche se essa agirà in via sostitutiva rispetto ad altre già esistenti. L'impatto di un intervento del genere sull'opinione pubblica, per l'eterogenesi dei fini, potrebbe avere un effetto di demotivazione nell'utilizzo delle destinazioni presenti nelle isole minori del Mediterraneo, in particolare di quelle della Sicilia, come meta di vacanze.

Onorevoli colleghi, onorevole Presidente, onorevoli membri del Governo, vediamo come un atto di buonsenso, invece, la rateizzazione dell'IMU, anche se manteniamo notevoli perplessità sul sistema fiscale che quest'imposta alimenta. Probabilmente si sarebbero potute scegliere soluzioni diverse, meno invasive per l'economia delle famiglie italiane.

Annotiamo l'ipocrita previsione riguardante le segnalazioni non anonime alla Guardia di finanza relativamente ai fenomeni di evasione, non perché ci piaccia difendere quest'ultima, tutt'altro, ma perché riteniamo che le leggi non debbano essere ipocrite, bensì cogenti e rispettate. La norma prevista nel decreto ci sembra molto simile all'obbligo di azione penale, con gli effetti che sappiamo bene essere stati da esso prodotti nel tempo nei tribunali italiani. L'obbligo di rispondere alle segnalazioni non anonime, che determina poi anche l'obbligo di rispondere a quelle anonime, mi sembra assomigliare molto - devo ribadirlo - all'obbligo di azione penale, ma lo vedremo nei prossimi mesi.

Temiamo l'introduzione nella società italiana di una condizione «a-nomistica», perché l'esagerazione nella presenza di leggi determina spesso questo tipo di effetto e di risultato, e temiamo anche che l'auspicio sull'accelerazione nei pagamenti della pubblica amministrazione rimanga soltanto tale.

Presidenza della vice presidente BONINO (ore 19,20)

(Segue FLERES). Onorevole Presidente, onorevoli membri del Governo e onorevoli colleghi, questo Governo, formato dai tecnici dei tecnici, contribuisce a far perdere centralità alla politica. Richiamando la recentissima modifica dell'articolo 81 della Costituzione, questo Governo sottrae di fatto l'atto più importante, cioè il bilancio, al Parlamento per affidarlo alla Ragioneria generale dello Stato, quindi lo sottrae alla valutazione politica, per affidarlo ai tecnici. Tutto ciò ci fa prendere atto del progressivo passaggio da una Repubblica democratica ad un'oligarchia aristocratico-finanziaria.

Signor sottosegretario Ceriani, vorrei concludere con una citazione che lei dovrebbe conoscere, dato che proviene dalla Banca d'Italia. Desidero citare Guido Carli, pensi, il quale diceva che un Governo tecnico è o una soluzione qualunquista o un tentativo sovversivo. Personalmente penso possa essere entrambe le cose. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Ferrara).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pittoni. Ne ha facoltà.