*BARBOLINI (PD). Signor Presidente, prima di iniziare il mio intervento, aspetto che ci sia un minimo di agibilità dell'Aula.
PRESIDENTE. Lei fa bene ad aspettare. (Richiami del Presidente). Richiamo all'ordine i senatori presenti in Aula. Prego, senatore Barbolini, proceda pure.
BARBOLINI (PD). Signor Presidente, come evidenziato dai relatori, il provvedimento che ritorna dalla Camera ha complessivamente affinato e sviluppato il lavoro di miglioria, di precisazioni e di puntualizzazioni che era stato positivamente impostato nella prima lettura del Senato.
Questo vale sia con riferimento alle questioni che hanno modulato ulteriormente la possibilità di corrispondere e di introitare per l'erario i crediti vantati a fronte di contribuenti che siano in difficoltà, pur volendo onorare i propri impegni con l'Agenzia delle entrate, e soprattutto sulle tematiche... (Continuato e prolungato brusìo).
PRESIDENTE. Senatore Barbolini, mi scusi. Non è possibile lavorare in queste condizioni: c'è anche un limite!
Prego, senatore Barbolini.
BARBOLINI (PD). Dicevo, Presidente, che sono evidenti i miglioramenti apportati al testo che ci viene dalla Camera, a seguito della seconda lettura fatta da quell'Aula parlamentare, soprattutto per quanto riguarda le tematiche che come Partito Democratico avevamo fin dall'inizio inteso porre al centro della discussione di questo provvedimento. Mi riferisco in particolare al tema dell'applicazione dell'IMU. Questo provvedimento, almeno nelle nostre valutazioni, essendo un intelligente esercizio di manutenzione in materia fiscale, si prestava bene a correggere alcune delle più vistose distorsioni che l'IMU originalmente si portava dietro, una volta realizzato appunto il decreto di attuazione del federalismo municipale, rese ancora più distorte dall'anticipazione al 2012 dell'imposta stessa e per effetto di quel doppio carico impositivo, applicato soprattutto alle seconde abitazioni e alle altre superfici, oltre che alla prima casa, come venne deciso nel cosiddetto salva-Italia.
Dei miglioramenti introdotti nella prima lettura al Senato abbiamo già parlato e su di essi non mi soffermerò. Il testo che torna dalla Camera ha realizzato alcune altre felici correzioni e integrazioni, a partire innanzi tutto dalla scansione possibile in tre rate del pagamento dell'IMU sulla prima casa (questo è sicuramente un aiuto alle famiglie maggiormente in difficoltà) e soprattutto dalla previsione di una copertura, attuata magari con un taglio lineare sulle spese dello Stato, su cui si potrebbe anche discutere, che comunque ha il pregio di liberare il fondo di riequilibrio destinato ai Comuni da un prelievo compensativo delle agevolazioni che erano state introdotte sulle case popolari e sulle abitazioni di cooperative a proprietà indivisa. Lo Stato rinunciava infatti a quella sua quota di entrate, che venivano però fatte gravare sul fondo di riequilibrio per i Comuni, determinando sostanzialmente un'impropria partita di giro, che avrebbe sottratto a questi ultimi quanto gli veniva consentito da un'altra parte.
Quindi, e mi fa piacere darne atto al sottosegretario Ceriani perché è un impegno che lui stesso in Commissione e in Aula aveva preso in occasione della discussione sul provvedimento nella prima lettura al Senato, e che io stesso avevo raccomandato si concretizzasse nella dichiarazione di voto a nome del PD, sottolineo, che il Governo ha mantenuto gli impegni presi. Ciò è avvenuto anche per altri aspetti che erano rimasti un po' più generici, ma sui quali però si era manifestata una volontà ben precisa. Mi riferisco all'introduzione avvenuta nella discussione alla Camera di alcune misure meno stringenti circa i vincoli sul personale, specie della scuola, del sociale e della Polizia locale, per i Comuni in regola con i parametri definiti in tema di virtuosità. Ho delle perplessità su come si definisce il concetto di virtuosità: comunque per non pochi Comuni si introduce almeno un elemento di flessibilità apprezzabile.
Infine, c'è una novità che va sicuramente colta positivamente. È una novità che avevamo insistentemente caldeggiato come Gruppo del Partito Democratico anche con il precedente Governo: la definizione di criteri per un Patto di stabilità orizzontale-nazionale che permetta di utilizzare gli scostamenti tra enti per quanto riguarda l'ottimizzazione dei parametri che appunto presidiano il Patto di stabilità, mediante un modello che è già stato utilmente sperimentato, per esempio a livello della Regione Emilia-Romagna nel 2011 con il sistema degli enti locali.
Questo ha consentito nell'anno passato di recuperare oltre 160-180 milioni per investimenti, che altrimenti sarebbero rimasti assolutamente inutilizzati nel contesto territoriale della mia Regione. Quindi è auspicabile che, proiettato su base nazionale, questo possa determinare un innesco di possibili interventi di investimenti per almeno qualche unità di miliardo. Questi sono fatti sicuramente positivi ed è giusto sottolinearli.
Meno positive - voglio dirlo al Sottosegretario - sono alcune disposizioni che sinceramente auspicavamo potessero essere affrontate e risolte diversamente. Penso alla questione degli anziani ricoverati in strutture e alla classificazione delle loro abitazioni di residenza. Il tema sul tappeto era che lo Stato rinunciasse alla sua quota di prelievo anche su questa limitata casistica. Si tratta di cifre, secondo me, contenute: vale in proposito più l'elemento simbolico, il segnale, che non la quantità finanziaria.
Ora devo dire che disporre con legge che i Comuni possano farlo, salvo compensare lo Stato per il mancato gettito, è una misura che ho definito in Commissione - lo ripeto anche in questa sede - un po' inelegante, visto che questo i Comuni lo possono fare da soli e molti lo stanno già facendo per la loro vocazione e sensibilità istituzionale e sociale. La cosa in sé - come dicevo - è modesta quanto a portata, ma è invece significativa sul terreno simbolico, perché sui Comuni e le comunità locali quest'anno (il Governo non può non essere d'accordo su questa valutazione), proprio in questo che è un anno sperimentale di messa a regime dell'IMU, graverà un carico di difficoltà nella costruzione e quadratura dei bilanci, nel tentativo di far fronte pur nelle difficoltà alle tante richieste e sollecitazioni. Allora da questo punto di vista uno sguardo un po' più amicale, un atteggiamento più collaborativo sotto il profilo della concertazione e cooperazione istituzionale credo che sarebbe sicuramente molto apprezzato da tanti amministratori che quotidianamente sono in prima linea a reggere una situazione non solo economicamente, ma anche socialmente molto difficile.
Lo stesso vale per un'altra modifica che è stata introdotta, laddove si è cassata una previsione, che avevamo definito qui al Senato, che cercava di assicurare il rientro in una proiezione triennale per quei Comuni che sono stati nella necessità di sforare il Patto di stabilità, spesso per cause e scelte indipendenti dagli amministratori del momento: una misura ragionevole, che coniugava deterrenza con pragmatismo, per non determinare effetti perniciosi non solo su comunità di cittadini incolpevoli, ma anche per gli equilibri di finanza pubblica. Averla cancellato per me è un errore e indica anch'essa un atteggiamento un po' troppo centralistico e sanzionatorio, che semmai mi piacerebbe trovare in materia di spending review - è presente il ministro Giarda - e in materia di controllo della spesa o delle eventuali sanzioni per inadempienza delle amministrazioni centrali dello Stato, su cui invece credo si vada un po' più con il guanto di velluto.
Naturalmente - mi avvio a concludere - il lavoro svolto, che ribadisco è complessivamente molto positivo, non ha esaurito le molte criticità ancora aperte. Ci si è concentrati sulla prima casa, giustamente, ma forse in corso d'anno ci renderemo più consapevoli che un carico eccessivo finirà con il gravare sulle seconde, o più, abitazioni considerate indistintamente dalla destinazione d'uso e soprattutto sulle attività produttive. L'auspicio è che, com'è avvenuto per l'IMU in agricoltura, una volta verificato l'andamento del gettito e stabilizzato il quadro della base imponibile, sia possibile anche per tali profili intervenire con alcuni correttivi che alleggeriscano quello che è un impatto pesante che rischia di rendere ulteriormente arduo il già difficile momento di tenuta e sviluppo di attività economiche per il rilancio della crescita.
Per quanto concerne poi il Patto di stabilità, è stata, come ricordavo, introdotta una novità importante e significativa. Ma nel percorso di approfondimento che si svilupperà fra DEF, Programma nazionale di riforma e definizione delle linee di inquadramento della legge di stabilità, è necessario trovare un modo per valorizzare le straordinarie risorse che i Comuni possono esprimere per promuovere lo sviluppo dei territori, creare le condizioni affinché chi ha più possibilità e capacità di spendere in termini utili nell'interesse e per la qualità della vita delle comunità, come è documentato sanno fare gli enti locali, possa dare un contributo e concorrere al rilancio della crescita per la tenuta dell'economia, per renderla più dinamica e competitiva, e determinare ricadute positive in termini di occupazione.
Quanto invece ai giochi - di cui immagino parleranno altri colleghi dopo di me - si rende necessario un ridisegno organico e complessivo che corregga anche qualche passo indietro fatto nel corso della discussione parlamentare, mi riferisco a quella che si è svolta nell'Aula della Camera dei deputati, sul testo di cui oggi qui non possiamo che prendere atto.
Infine, consapevoli dell'inefficacia di avanzare emendamenti, abbiamo presentato ordini del giorno su una decina di tematiche che ripercorrono molti degli spunti che ho cercato di tratteggiare; sono stati accolti dal Governo in Commissione ed io li interpreto come titoli in agenda per questioni che devono essere necessariamente affrontate, se vogliamo che l'IMU e il lavoro di manutenzione fiscale che è stato avviato, nel complesso, possa essere utilmente completato, a vantaggio dei contribuenti, e nell'interesse dell'erario e delle entrate, per garantire gli equilibri della finanza pubblica. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Li Gotti. Ne ha facoltà.