Discussione del disegno di legge:
(3184-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)
PRESIDENTE. Ricorda che oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno solo le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale.
BALDASSARRI, relatore. Il decreto-legge n. 16 è di ordinaria manutenzione fiscale, ma reca contenuti di grande importanza, ulteriormente affinati nel passaggio alla Camera. Per consentire la conversione del decreto-legge in scadenza, durante l'esame in seconda lettura presso le Commissioni competenti del Senato sono stati respinti tutti gli emendamenti e sono stati accolti dal Governo alcuni ordini del giorno su questioni di particolare rilevanza. Sarà necessario approfondire le valutazioni, a volte arbitrarie, sulla base delle quali la Ragioneria generale dello Stato si esprime in ordine alla sussistenza della copertura finanziaria, anche su emendamenti che nulla hanno a che vedere con il principio sancito dall'articolo 81 della Costituzione. Allega ai Resoconti della seduta una relazione che illustra le modifiche apportate dalla Camera (v. Allegato B).
AZZOLLINI, relatore. Si sofferma su alcune delle modifiche introdotte dalla Camera dei deputati. L'articolo 3 reca disposizioni volte al riconoscimento del credito d'imposta per la nuova occupazione stabile del Mezzogiorno, mentre all'articolo aggiuntivo 4-ter viene inserita, per il patto di stabilità, la possibilità di una compensazione a livello regionale e nazionale tra Comuni che prevedono di conseguire un differenziale positivo e Comuni che hanno difficoltà a coprire residui di spesa in conto capitale. Si introducono disposizioni che consentono nuovi contratti di lavoro flessibile negli enti locali, in particolare per la polizia locale, l'istruzione pubblica e i servizi sociali. All'articolo 5, si innova la vigente disciplina della riscossione dei tributi locali e si interviene per la prevenzione delle frodi su carte di pagamento. All'articolo 12, si assegnano risorse agli enti locali per il pagamento dei crediti commerciali connessi all'acquisto di servizi e forniture e si destinano risorse all'edilizia sanitaria. In ordine alla copertura finanziaria, all'articolo 13 si dispone l'incremento dei risparmi di spesa previsti per il 2012 a valere delle risorse destinate al funzionamento degli enti previdenziali e dei monopoli, nonché una riduzione lineare delle dotazioni finanziarie di ciascun Ministero, per un importo di 280 milioni di euro nell'anno in corso e di 180 milioni di euro per il 2013.
MAZZATORTA (LNP). Avanza la questione pregiudiziale QP1. Talune delle numerose e corpose modifiche apportate dalla Camera destano perplessità, come le inapplicabili norme concernenti la compensazione orizzontale ai fini del patto di stabilità interno, quando non sbigottimento, come nel caso della possibile decurtazione del 90 per cento degli importi spettanti ai Comuni per le multe per violazione del codice della strada. Propone di non procedere all'esame del provvedimento, perché esso non presenta i requisiti di straordinaria necessità ed urgenza previsti dalla Costituzione e perché, contrariamente a quanto sancito dalla sentenza della Corte costituzionale n. 22 del 2012, durante l'esame parlamentare sono state inserite al suo interno disposizioni estranee al titolo e all'oggetto del decreto-legge stesso.
La questione pregiudiziale QP1 risulta respinta.
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
BARBOLINI (PD). L'esame del provvedimento alla Camera ha consentito di affinare alcune disposizioni contenute nel decreto-legge, per esempio in tema di riscossione dei crediti vantati dallo Stato verso i contribuenti in difficoltà. Positive sono le correzioni apportate sull'IMU, in particolare la possibilità di pagamento in tre rate ed il reintegro del fondo di riequilibrio destinato ai Comuni, tuttavia lo Stato avrebbe dovuto rinunciare al prelievo come seconda casa sulle abitazioni degli anziani che hanno stabilito la propria residenza presso le case di cura dove sono ricoverati. Più in generale, andrebbe alleggerita l'imposizione gravante sulle abitazioni diverse dalla principale e sulle attività economiche. Poco pragmatica e frutto di un'impostazione centralistica e sanzionatoria è la decisione di cancellare la concessione ai Comuni di un periodo di tre anni per il rientro nel patto di stabilità. Positiva è invece l'adozione di norme meno stringenti per l'assunzione di personale da parte degli enti locali in regola con i parametri di virtuosità e soprattutto l'adozione della compensazione orizzontale tra Comuni ai fini del rispetto del patto di stabilità, una formula già sperimentata con successo in Emilia Romagna. Servirà, infine, un ridisegno organico per quanto riguarda il tema dei giochi, per correggere i passi indietro compiuti durante l'esame alla Camera.
LI GOTTI (IdV). Nonostante la forte denuncia più volte reiterata dal Senato in merito ai rischi connessi alla diffusione del gioco d'azzardo, strumento di ingenti arricchimenti per la criminalità organizzata e veicolo della distruzione di interi patrimoni personali e familiari, le modifiche introdotte dalla Camera dei deputati limitano la portata delle misure introdotte dal decreto-legge, riducendo i controlli antimafia ai soli concessionari dei giochi ed ai loro coniugi non separati. Il provvedimento si presenta per questo motivo fortemente deludente.
MUSI (PD). Quasi tutte le modifiche introdotte dalla Camera dei deputati erano state proposte in prima lettura al Senato ed inspiegabilmente non accolte. E' stata, per esempio, almeno in parte risolta la questione delle case degli anziani ricoverati nelle case di cura e degli italiani all'estero. Permangono comunque aperte questioni di rilievo, come il regime degli immobili affittati a canone concordato. Più in generale, la questione della tassazione sugli immobili va inserita nel quadro del federalismo fiscale, della definizione della spesa delle autonomie territoriali e di quella pubblica nel suo complesso, che deve essere ridotta e tenuta sotto controllo per impedire l'aumento dell'IVA altrimenti preventivato a partire dal 1° settembre prossimo. Serve un rigoroso programma di crescita; serve, soprattutto, la politica intesa come perseguimento fermo e coerente dell'interesse pubblico, la quale può essere condotta solo da una classe politica credibile e moralmente ed eticamente irreprensibile.
PARDI (IdV). Permangono nel decreto molte lacune, quali il mancato ripristino delle norme antielusione adottate dal Governo Prodi e del reato di falso in bilancio, che lo rendono monco e poco incisivo. Inoltre il mantenimento della possibilità di patteggiamento per i reati fiscali o l'esenzione dall'applicazione dell'IMU per i patrimoni immobiliari delle fondazioni bancarie fanno del decreto-legge un provvedimento iniquo, insopportabile per chi non può sottrarsi al rigore delle misure fiscali attuate dal Governo. Gli enti locali continuano a rimanere inascoltati e privi di reale capacità gestionale, visto che viene loro sottratta buona parte dei proventi della tassa che avrebbe dovuto reintrodurre l'ICI: sarebbe paradossale se ora, preso atto di questa insostenibile situazione, si concedesse agli enti locali la possibilità di operare una ulteriore tassazione sugli immobili.
FLERES (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Nonostante la Camera dei deputati abbia apportato significative modifiche al decreto-legge, il Gruppo continua a dissentire sui suoi contenuti, in particolare sulla parte che accrescendo la pressione fiscale su cittadini ed imprese contribuisce ad aggravare la fase recessiva che il Paese vive. Il sistema architettato dal Governo mantiene esclusi Regioni e Comuni dalla politica fiscale attiva: le amministrazioni locali, non essendo in grado di reperire le risorse, saranno indotte a ridurre i servizi pubblici, incidendo ancora più pesantemente sulle fasce deboli della popolazione. Se condivisibile appare poi la rateizzazione dell'IMU, restano dubbi sulla ragionevolezza dell'imposta. Di particolare gravità sono le modifiche apportate in tema di controlli sui concessionari per i giochi d'azzardo. La nomina di un Governo tecnico che abusa dei voti di fiducia e la modifica dell'articolo 81 della Costituzione che affida di fatto i contenuti della legge di bilancio alla Ragioneria generale segnano il progressivo passaggio da una Repubblica democratica ad un'oligarchia aristocratico-finanziaria.
Presidenza della vice presidente BONINO
PITTONI (LNP). Il federalismo fiscale, proficuamente avviato nel corso della legislatura, è stato definitivamente bloccato dalle misure attuate dal Governo Monti che hanno inasprito la pressione fiscale, portato il Paese alla recessione e sottratto risorse vitali agli enti locali.
FONTANA (PD). Un sistema fiscale razionale e certo può contribuire a ridurre la tassazione sui cittadini e favorire la crescita. Il provvedimento va in questa direzione e non è pertanto responsabile creare disinformazione intorno alle misure varate dal Governo e migliorate dal lavoro delle Aule parlamentari: sono stati alleggeriti i vincoli sugli oneri tributari; stati rafforzati gli strumenti di lotta all'evasione e molte disposizioni del decreto non fanno altro che recepire le norme del federalismo municipale, che peraltro già aveva contribuito ad elevare la pressione fiscale. Distorte sono poi le informazioni relative alla inesistente esenzione dall'IMU del patrimonio immobiliare delle fondazioni bancarie, così come quelle sulla tassa di scopo, peraltro già esistente e finora utilizzata in maniera ragionevole dagli enti locali. Resta la necessità di affrontare in maniera organica e razionale il tema del gioco d'azzardo, in ordine al quale l'intervento della Camera dei deputati, è stato decisamente peggiorativo.
LAURO (PdL). Gli alibi che sinora hanno giustificato la partecipazione attiva dello Stato alla devastazione sociale causata dal gioco d'azzardo stanno via via crollando: si evidenzia infatti un trend negativo, in termini assoluti e relativi, delle relative entrate erariali ed il gioco legale non ha eroso gli ambiti di quello illegale, essendo semmai sempre più forte il dominio della criminalità organizzata nel settore. Alla fine di questo processo resteranno i pesantissimi costi sociali di cui lo Stato si dovrà fare carico. Il Governo Monti, che finora poco aveva fatto per contrastare questo perverso fenomeno, aveva introdotto all'articolo 10 una norma che impediva la partecipazione alle gare, il rilascio, il rinnovo o il mantenimento di concessioni anche ai coniugi ed ai parenti e affini di indagati per reati di mafia. Una improvvida modifica della Camera dei deputati, definita dal Governo come frutto di "garantismo trasversale", ha limitato l'esclusione solo ai casi di imputazione e condanna dei titolari della concessione e dei coniugi non separati. In attesa della definizione di questo punto, alla Commissione antimafia è stato finora impedito di compiere accertamenti preventivi sulla documentazione relativa alle 13 concessionarie di gioco d'azzardo on line. Per tali ragioni, non voterà la fiducia che il Governo si appresta a porre sull'approvazione del disegno di legge.
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.
AZZOLLINI, relatore. Il dibattito ha riproposto numerose questioni politiche di indubbia rilevanza. Certamente, infatti, il provvedimento è stato migliorato nei due passaggi parlamentari rispetto al testo originario, soprattutto in tema di IMU, di flessibilizzazione del patto di stabilità e di risorse destinate ai Comuni per il pagamento dei crediti della pubblica amministrazione; ma restano aperte questioni di fondamentale importanza, in particolare l'eccessivo peso fiscale gravante sulle imprese e sulle fasce svantaggiate delle famiglie. Considerato il contesto nel quale si opera, il risultato è comunque nel complesso positivo, tanto più se si considera che il decreto in esame intende operare una manutenzione fiscale, affidando un miglioramento complessivo della normativa in materia alla delega fiscale, di imminente discussione, che dovrà avere come finalità la semplificazione, la riduzione degli adempimenti e l'affermazione della certezza del diritto, oggi troppo esposto alle interpretazioni giurisprudenziali.
Presidenza del presidente SCHIFANI
CERIANI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il lavoro parlamentare ha senza dubbio migliorato un testo che non aveva intenti ambiziosi e che si associa alla più sistemica delega che sarà improntata al riordino, alla semplificazione e alla certezza della normativa fiscale, per migliorare la disciplina esistente trovando il più ampio consenso sulle soluzioni da dare alle esigenze prioritarie. Ribadisce quanto già emerso dal dibattito sulla erroneità delle informazioni fornite dalla stampa circa la norma sull'imposta di scopo, che è solo una riformulazione di carattere formale, e sulla inesistente esenzione dall'IMU delle fondazioni bancarie.
GIARDA, ministro per i rapporti con il Parlamento. Autorizzato dal Governo, pone la questione di fiducia sull'approvazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 3184-B, di conversione del decreto-legge n. 16 nel testo identico a quello licenziato dalla Camera dei deputati.
PRESIDENTE. Convoca la Conferenza dei Capigruppo e sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 19,59, è ripresa alle ore 20,35.
Presidenza della vice presidente BONINO
PRESIDENTE. Avverte che la discussione e la votazione della questione di fiducia avranno luogo nella seduta antimeridiana di domani a partire dalle ore 9. L'ordine del giorno della seduta di domani è integrato con la votazione sulla costituzione in giudizio del Senato per resistere in un conflitto di attribuzione. In relazione ai lavori della Commissione bilancio, l'esame del Documento di economia e finanza in Assemblea è differito alla seduta di giovedì 26 aprile, con inizio alle ore 12.