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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 714 del 23/04/2012


Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

LANNUTTI - Ai Ministri dello sviluppo economico e della giustizia - Premesso che:

la crisi economica e l'istigazione al debito, da parte di banche e finanziarie, ha provocato una drammatica situazione debitoria da parte di famiglie, piccole e medie imprese (PMI), artigiani, commercianti esposti con società finanziarie e di recupero crediti, che perseguitano spesso i debitori, perfino con ricorso allo stalking, minacce, telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, configurando una vera e propria persecuzione per coloro che hanno perso il lavoro o non sono riusciti ad onorare le proprie scadenze;

ma per risolvere questi problemi, soggetti spregiudicati fingono di aiutare i debitori ad uscire dalla crisi debitoria, finendo per aggravare la situazione e, invece di condurre ad una riduzione del debito, lo fanno aumentare con richieste che rasentano l'estorsione. Si configurano rischi enormi derivanti dalla peggiore crisi economica, dalla perdita del posto di lavoro, dai messaggi subliminali e suadenti di banche e finanziarie che invitano a comperare oggi pagando a rate fra due-tre anni e hanno indotto molti cittadini a cadere nell'oppio di vite a rate drogate, dall'ideologia del debito, dal ricorso alla carte revolving, fenomeni che fanno perdere di vista la propria capacità di spesa e di onorare i prestiti contratti;

per contrastare il fiorente business fondato sull'angoscia e sulla disperazione e basato sulle promesse ingannevoli di risolvere e di sanare la propria esposizione debitoria, riducendola del 70 per cento, l'associazione di consumatori Adusbef, oltre ad aver inviato esposti denunce ad alcune Procure della Repubblica, ha chiesto l'intervento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) che, in data 12 aprile 2012, ha avviato un procedimento volto ad accertare pratiche commerciali scorrette, ai sensi del codice del consumo di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005;

il procedimento dell'Agcm, PS/7682, ha all'oggetto: "Comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell'art. 27, comma 3, del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e successive modificazioni (di seguito, Codice del Consumo), nonché ai sensi dell'art. 6 del Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pratiche commerciali scorrette (di seguito, Regolamento), adottato dall'Autorità con delibera del 15 novembre 2007 e contestuale richiesta di informazioni ai sensi dell'art. 12, comma 1, del Regolamento";

secondo informazioni acquisite ai fini dell'applicazione del codice del consumo di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005, sulla base della nota inviata dal Ministero dello sviluppo economico e delle segnalazioni dell'associazione Adusbef e di alcuni consumatori pervenute nel periodo luglio 2011 - marzo 2012, l'Agenzia Debiti SpA avrebbe diffuso, a mezzo Internet e a mezzo posta elettronica (con modalità di diffusione assimilabili allo spamming), un messaggio ingannevole che pubblicizza la propria attività di consulenza per ridurre l'esposizione debitoria dei destinatari e salvaguardare dall'aggressione dei creditori (ivi incluse le richieste del Fisco) il patrimonio del debitore;

a quanto risulta all'interrogante nel procedimento è scritto che da una rilevazione effettuata in data 23 marzo 2012, risulterebbe che nella parte centrale della home page del sito del professionista (www.agel1ziadebiti.it) sono riportate le seguenti affermazioni all'interno della sezione "I nostri servizi": "Qual è la nostra principale attività? Noi di Agenzia Debiti facciamo in modo che le persone e le famiglie indebitate chiudano i loro debiti con uno sconto che può arrivare fino al 70%. Se una famiglia ad esempio ha 30.000 € di debiti perché ha ottenuto un prestito da una Finanziaria ma, suo malgrado, non riesce a restituirli, il nostro lavoro consiste nel fargli chiudere questo debito a 10. 000 €. In un caso del genere la nostra tariffa è di 3.000 € pagabili anche a rate. Alla fine, quindi, la famiglia paga 13. 000 € anziché 30.000 e risparmia di fatto 17.000 euro. La seconda nostra attività è di opporci ad ogni atto di Equitalia, Agenzia delle Entrate, INPS e del Fisco in genere attraverso accesso agli atti e ricorsi alla commissione tributaria in ogni grado di giudizio (primo, secondo e terzo grado). Il nostro lavoro consente quindi agli indebitati di riuscire legalmente a posticipare, rateizzare, diminuire o annullare i debiti siano essi con il Fisco, Stato, Creditori, Banche e Finanziarie, difendersi dagli accertamenti del Fisco e di altri Creditori, proteggere il proprio patrimonio dagli attacchi dei Creditori, proteggere il Patrimonio immobiliare (case, terreni, ecc.) e mobiliare (titoli, azioni, obbligazioni, conti correnti, autovetture, ecc.) a titolo preventivo da eventuali attacchi di creditori in genere (fornitori, Stato, Fisco, ecc.) anche attraverso strumenti giuridici tutelati dalla Legislazione Italiana ed internazionale dovrebbe essere una pratica che tutti dovrebbero fare";

a quanto risulta all'interrogante, l'Agcm nella lettera di notifica scrive ancora che il destinatario del messaggio viene quindi sollecitato a contattare il numero verde 800.94.80.40 per ricevere consulenza o a compilare un modulo disponibile on line con il seguente invito "inviaci la tua richiesta gratis - qualsiasi questa sia - e ti risponderemo per risolvere prima possibile il tuo problema";

nel messaggio trasmesso attraverso posta elettronica (spamming), acquisito agli atti dalla Direzione in data 31 gennaio 2012 e 8 marzo 2012, si legge: "Sistemi Legali per non pagare i Debiti quando Non Riesci a Pagare (...) Assistenza Legale per non Pagare del tutto i Debiti a Banche e Finanziarie se non ce la fai più a pagare. Rate ed interessi più bassi per il Mutuo che fatica a pagare: stop a pignoramenti ed aste. Debiti Fiscali: Opposizione alle richieste di Agenzia delle Entrate ed Equitalia per accertamenti e cartelle esattoriali Proteggiamo il tuo Patrimonio mobiliare ed immobiliare quando legalmente possibile";

inoltre, nelle segnalazioni pervenute all'Agcm si lamenterebbe che i consumatori, contattata l'Agenzia debiti per ricevere informazioni in ordine alla natura dell'attività svolta dal professionista, sarebbero invitati al pagamento di un importo pari a 390 euro per l'espletamento di pratiche in materia debitoria cui farebbe seguito, solo in un momento ulteriore, una più esosa richiesta verbale di denaro per la reale trattazione delle stesse;

secondo l'Agcm i comportamenti descritti potrebbero integrare una violazione degli articoli 20, 21 e 22 del citato codice del consumo, in quanto contrari alla diligenza professionale e idonei a indurre in errore il consumatore medio riguardo alle caratteristiche del servizio offerto, con particolare riferimento alla natura stessa dell'attività di consulenza del professionista e alle relative condizioni economiche;

considerato che:

secondo fonti qualificate le cosiddette agenzie debiti avrebbero registrato un vero e proprio boom dei loro clienti, complice la crisi. La sola Agenzia Debiti riceve ogni anno circa 240.000 richieste da parte di debitori e il confronto tra l'ultimo trimestre 2011 e il primo trimestre 2012 vede un aumento di potenziali clienti pari al 67 per cento. Anche Assistenza Debiti di Guido Rini vede incrementare i suoi clienti: sono circa 50.000 le richieste annue e la crisi fa avanzaare il settore;

dai forum delle associazioni di consumatori, emerge inoltre che taluni cittadini indebitati con banche, finanziarie, ed oggetto di recupero crediti da parte di Equitalia e/o altre agenzie fiscali, vengono contattati da Agenzia Debiti, senza spiegarsi chi siano le talpe che offrono a soggetti che si comportano come sciacalli, i nominativi da contattare a colpo sicuro poiché afflitti dall'angoscia di non poter restituire soldi o onorare i propri impegni perché hanno subito licenziamenti, malattie, traversie, guai familiari o altre disavventure,

si chiede di sapere:

poiché il Governo è al corrente delle attività estorsive, sciacallesche e truffaldine di Agenzia Debiti, oggetto di indagine dell'Agcm e di ben due atti di sindacato ispettivo dell'interrogante (4-06545 e 2-00450), quali siano le ragioni reali degli omessi interventi per contrastare e punire prassi fraudolente a danno dei consumatori e dei soggetti più deboli ed indifesi perché colpiti dalla crisi economica e dalla perdita del posto di lavoro;

se il Governo intenda tollerare i comportamenti di Agenzia Debiti, che propaganda di tutelare persone e famiglie indebitate per chiudere i loro debiti con uno sconto fino al 70 per cento, ingannando così famiglie impegnate con 30.000 euro di debiti che non riescono a restituire, prospettando loro di chiudere il debito a 10.00 euro, dietro pagamento di una tariffa di 3.000 euro pagabili anche a rate, imbrogliando in realtà quelle stesse famiglie che dovrebbero pagare 13.000 euro, risparmiandone 17.000, in quanto, oltre a non metterle nelle condizioni di assolvere all'impegno, vengono poste a carico dei contraenti spese improprie che ne aggravano la posizione debitoria invece di risolverla;

se, in una fase di crisi economica difficilissima e di imprenditori che arrivano a gesti estremi perché strozzati dalla mancanza di credito e/o perseguitati da Equitalia ed altre agenzie fiscali, intenda tollerare che privati e piccoli imprenditori, in gravissime difficoltà economiche anche nei riguardi di banche, finanziarie ed agenzie fiscali, cadano nelle grinfie di soggetti spregiudicati che promettono di risolvere i loro problemi previo pagamento di centinaia di euro, che si aggiungono ai 390 euro richiesti come versamento iniziale, prospettando un successo di riuscita delle loro azioni del 70 per cento, senza poi permettere loro di raggiungere l'obiettivo, ed aggravando per giunta la situazione debitoria delle malcapitate vittime dell'Agenzia Debiti;

se sia in grado di individuare eventuali collusioni esistenti tra agenzie debiti con banche, finanziarie, Equitalia ed altre agenzie fiscali, e se a giudizio del Governo le segnalazioni, da parte di chicchessia alle agenzie debiti, di nominativi in difficoltà economiche, con la finalità di sottrarre loro ulteriori risorse, oltre a violare la legge sulla privacy non costituiscano aperta violazione di norme penali a tutela dei cittadini e delle famiglie;

quali misure urgenti intenda attivare per impedire che, nella crisi sistemica, prodotta dall'avidità dei banchieri, la precarietà ed il disagio sociale possano essere aggravati da parte di spregiudicati soggetti come Agenzie Debiti e se non intenda promuovere l'inasprimento delle disposizioni penali rispetto a soggetti che, approfittando dello stato di bisogno di tantissimi consumatori, arrivano a fondare il proprio core business sulle disgrazie, promettendo di risolvere problemi che invece vengono aggravati.

(3-02813)

LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

da indiscrezioni di stampa si apprende che il Governo, nella persona del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, avrebbe all'esame un provvedimento con il quale legittimare l'Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) a realizzare un sistema di rimozione e oscuramento di contenuti e siti web;

il "Corriere delle comunicazioni", il 30 marzo 2012, con un articolo titolato "Copyright: Catricalà, nessuna censura su siti web" ha riportato la smentita del Sottosegretario Antonio Catricalà relativamente alle indiscrezioni secondo cui il Governo vorrebbe affidare all'Agcom poteri di censura con tanto di disabilitazione e disconnessione nei confronti dei siti Internet e degli utenti che veicolano contenuti digitali illegali. Nell'articolo citato si riporta quanto dichiarato dallo stesso Sottosegretario in un intervista al quotidiano "La Stampa". Secondo il Sottosegretario «"la norma non è affatto censoria, non ha niente a che vedere con l'Hadopi francese, non prevede mai in alcuna maniera la disabilitazione né la disconnessione degli utenti, ma solo la rimozione dei contenuti illegali. Cioè non siano accessibili i siti che li ospitano, se non li tolgono entro un tempo ragionevole"»;

il Sottosegretario ha altresì sottolineato che «"finché si tratta di indiscrezioni non esiste niente, né dal punto di vista politico né dal punto di vista giuridico"»;

a seguito di quanto riferito in precedenza, sul tema del diritto d'autore è tornato anche Assoprovider, l'associazione dei provider indipendenti, preoccupata per un provvedimento «"che trasformerebbe l'Autorità Garante per le Comunicazioni nell'unico sceriffo della Rete con enormi poteri che consistono nell'accertamento e nell'inibizione dei reati legati alla violazione del diritto d'autore che oggi sono giustamente demandati alla Magistratura coadiuvata dalle forze di Polizia"»;

nella nota diffusa da Assoprovider si legge che: «"I promotori della notte della Rete (Adiconsum, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider e Studio Legale Sarzana), a cui si sono aggiunti, il movimento "La rete dell'innovazione", l'associazione NetLeft, l'associazione "Rifondazione Italia per la legalità", l'associazione "Stati generali dell'innovazione" (...) denunciano il grave comportamento del Governo che in modo inusuale, dietro il paravento del fornire un'interpretazione autentica della normativa vigente, consentirebbe invece una inaccettabile violazione dei diritti di cittadini e utenti con gravi ripercussioni sulla libertà dell'informazione nel nostro Paese. La stessa Agcom (...) ha riconosciuto agli organizzatori della notte della Rete di non avere le necessarie prerogative giuridiche per deliberare la propria proposta di regolamento sul diritto d'autore ed è per questo che tale decisione è stata finora rinviata"»;

l'associazione ha altresì sottolineato come la discussione sul diritto d'autore, come più volte richiesto, sia in discussione in Parlamento, «"ma con il blitz di Catricalà […], tutte le modalità democratiche in atto verrebbero spazzate via di colpo, scavalcando il Parlamento e permettendo subito l'approvazione del regolamento Agcom […]. Con tali atteggiamenti non si mette in discussione solo il diritto d'autore ma tutto il nostro ordinamento giuridico e la Costituzione"». A ciò occorre aggiungere che tutto questo accadrebbe in un momento in cui il mandato dei commissari Agcom è in scadenza;

l'articolo prosegue: «Assoprovider chiede dunque al Governo "di non emanare questo assurdo provvedimento che non ha nulla di interpretativo e che violerebbe la Costituzione, chiediamo di lasciare al Parlamento la discussione democratica sulla nuova legge sul diritto d'autore e di concentrarsi invece, con l'adeguata trasparenza nei confronti della società civile, sulle nomine dei prossimi vertici Agcom in modo che nel prossimo futuro possano sedere in quelle posizioni rilevantissime per la libertà d'informazione nel nostro Paese persone non solo competenti ma che abbiano soprattutto quale unico mandato la salvaguardia dell'interesse generale e lo sviluppo democratico anche nel panorama digitale"»;

per delineare un quadro completo di tale vicenda occorre ricordare che in occasione dell'audizione informale tenuta presso gli Uffici di Presidenza, integrati da rappresentanti dei Gruppi parlamentari e dalle Commissioni riunite 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) e 8a (Lavori pubblici, comunicazioni) del Senato del 21 marzo 2012, in materia di diritto d'autore sul web, il Presidente dell'Agcom, dottor Corrado Calabrò, ha auspicato l'elaborazione di una proposta normativa da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri che ribadisca la legittimazione dell'Agcom e definisca meglio la competenza della stessa Autorità nonché gli specifici poteri in materia di diritto d'autore, per poi procedere all'adozione di uno specifico regolamento sul tema;

anche alla luce dell'interesse che l'opinione pubblica ha dimostrato di nutrire nei confronti della questione, è opportuno che sull'intera materia vi sia una riflessione di carattere generale volta a valutare ogni singola questione nel contesto della già invocata riforma del diritto d'autore,

si chiede di sapere:

quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare al fine di pervenire alla definizione di una normativa sul diritto d'autore sul web, che sia il più possibile condivisa per evitare il rischio che l'attività di regolazione dell'Agcom possa in futuro diventare uno strumento lesivo della libertà d'informazione e di espressione su Internet, in particolar modo in un momento in cui viene quotidianamente messa in discussione l'indipendenza e la trasparenza delle procedure di nomina all'interno dell'Autorità;

se non ritenga che una questione così delicata, che inciderà in maniera profonda sulla società e che costituisce, per certi versi, già un'anomalia rispetto alle altre democrazie occidentali, meriti una approfondita analisi parlamentare e se a tal fine il Governo intenda sostenere, per quanto di competenza, l'avvio dell'esame dei disegni di legge in materia di riforma della disciplina del diritto d'autore, già depositati in Parlamento;

se effettivamente sia al vaglio della Presidenza del Consiglio l'elaborazione di una specifica normativa sul diritto d'autore che attribuisca all'Agcom la legittimazione ad agire in materia, nonché quali siano, limitatamente agli aspetti di propria competenza, le valutazioni del Governo rispetto ai contenuti del regolamento Agcom di cui all'allegato A della delibera 398/2011/CONS, la cui adozione potrebbe avvenire a breve.

(3-02814)