a Roma, tra piazza Venezia e largo Argentina, fino a dicembre 2009, in via del Plebiscito, a circa 40 metri dal portone di palazzo Grazioli, di fronte all'entrata laterale di palazzo Venezia, insisteva una fermata degli autobus;
dopo l'attentato all'ex Presidente del Consiglio dei ministri, in cui il medesimo fu ferito con una statuetta al volto, un laconico cartello avvertì che la fermata era stata soppressa per motivi di sicurezza;
inoltre tale fermata era anche uno snodo fondamentale per la mobilità pubblica del centro di Roma, essendo fermata di scambio tra 18 linee provenienti da 4 direzioni differenti (via del Corso, via Nazionale, via dei Fori imperiali, via del teatro Marcello);
di fatto questa soppressione costringe, da oltre due anni, i romani e non a scendere quasi a metà di via del Corso o all'inizio dei Fori imperiali, per raggiungere a piedi la loro destinazione. Ma è assurdo e incomprensibile il fatto che in via del Plebiscito continuino a transitare indisturbati autovetture, autobus, pullman turistici e motorini, con l'effetto che molto spesso, a causa del traffico, si formano enormi ingorghi, proprio davanti al portone d'ingresso di palazzo Grazioli. Questa situazione, è evidente a tutti, determina sicuramente più pericolo rispetto ad una fermata d'autobus a 40 metri di distanza;
a seguito di questa decisione ci furono manifestazioni spontanee di protesta di utenti, di associazioni dei consumatori e dei commercianti, essendo quello un nodo nevralgico per i trasporti nel centro della città;
si evidenzia, inoltre, che vennero raccolte da cittadini, residenti, commercianti, studenti, operatori del turismo e utenti del servizio pubblico più di 10.000 richieste di ripristino della fermata di via del Plebiscito consegnate poi al Prefetto il 19 febbraio 2010 ed era stata diffusa, anche sul web, una nota dell'associazione Abitanti del centro storico in cui ci si chiedeva come fosse stato possibile pensare di togliere un tale servizio, una fermata strategica, per lavoratori, impiegati e studenti, turisti e come non pensare a invalidi e portatori di handicap;
a novembre 2011 si è dimesso il Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore, pertanto è del tutto evidente il venir meno dei motivi di sicurezza legati alla vicinanza della sua residenza privata alla fermata soppressa,
si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo non ritenga oramai di revocare i motivi di sicurezza eccezionali che hanno comportato la soppressione della fermata di via del Plebiscito, visto anche l'imponente servizio di vigilanza permanente di tutto il perimetro di Palazzo Grazioli, in modo da riconsegnare ai romani, e ai numerosi turisti, uno snodo fondamentale per la mobilità pubblica del centro di Roma.
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