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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 714 del 23/04/2012


Allegato B

Integrazione alla relazione orale del senatore Baldassarri sul disegno di legge n. 3184-B

L'atto Senato 3184-B di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento, giunge in seconda lettura al Senato dopo essere stato approvato dalla Camera con voto di fiducia il 19 aprile 2012. Rispetto al testo approvato, con modificazioni, dal Senato il 4 aprile ultimo scorso, il testo in esame presenta un cospicuo numero di modifiche. Qui di seguito si dà conto succintamente delle principali novità apportate al provvedimento.

L'articolo 1, in materia di riscossione, è intervenuto sul sistema di rateazione, prevedendo la possibilità di ottenere un piano di ammortamento a rata crescente fin dalla prima richiesta di dilazione. Al riguardo la Camera ha precisato che la possibilità di rateizzare i debiti si applica anche nei confronti degli enti previdenziali, salvo che nei casi di ottemperanza ad obblighi derivanti da sanzioni comunitarie. Rimane, dunque, possibile rateizzare gli altri crediti derivanti da sanzioni comunitarie.

Inoltre, in tema di pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni delle somme eccedenti l'ammontare del debito d'imposta, viene qualificato quale violazione dei doveri d'ufficio il mancato pagamento delle somme eccedenti il debito comunicato per cartelle di pagamento superiori a 10.000euro.

L'articolo 2 del provvedimento è intervenuto sugli adempimenti previsti a carico dei soggetti passivi IVA in relazione alla comunicazione delle operazioni rilevanti, soggette all'obbligo di fatturazione, di importo superiore ai 3.000 euro (cosiddetto "spesometro").

Durante l'esame presso la Camera è stato anzitutto modificato il comma 3 (che interviene sull'articolo 43-ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973) eliminando la limitazione dell'operatività della norma al caso in cui il concessionario sia lo stesso consolidante; la disciplina recata dal comma 3 è stata peraltro estesa anche alle cessioni di eccedenze diverse dall'IRES all'interno del consolidato.

Con commi aggiuntivi è stata inoltre circoscritta l'esenzione dall'IVA disposta dall'articolo 1, comma 604, della legge n. 296 del 2006, ai soli collegi universitari gestiti da enti che operano esclusivamente con la finalità di ospitare gli studenti universitari; è stata estesa la responsabilità solidale al versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e dell'IVA al committente imprenditore o datore di lavoro e a ciascuno degli eventuali subappaltatori; è stata altresì estesa anche alle cessioni di contratti di locazione finanziaria l'applicazione dell'IVA sul cosiddetto "margine". È stata quindi esonerata dall'obbligo di emissione della fattura l'attività di organizzazione di escursioni, visite della città, giri turistici e similari, effettuate dalle agenzie di viaggi e turismo.

Per quanto concerne l'articolo 3, riguardo alle facilitazioni per imprese e contribuenti durante l'esame presso la Camera è stato fissato in 15.000 euro l'importo massimo dei pagamenti in contanti effettuabili, per l'acquisto di beni al dettaglio e di prestazioni di servizi legate al turismo, da parte di cittadini extraeuropei non residenti in Italia. È stato inoltre differito al 1° luglio 2012 l'obbligo di pagamento di stipendi e pensioni corrisposti dalla pubblica amministrazione di importo superiore a 1.000 euro tramite strumenti di pagamento elettronico bancari o postali; è stato invece spostato dal 31 maggio al 30 giugno il termine entro cui i beneficiari di stipendi e pensioni devono indicare un conto di pagamento su cui ricevere i pagamenti; è stato quindi specificato che per individuare il suddetto limite di 1.000 euro non si debba tener conto delle somme corrisposte a titolo di tredicesima mensilità. Si è previsto che il delegato autorizzato ad aprire un conto corrente di base per l'accredito dei suddetti stipendi/pensioni possa dichiarare la sussistenza della documentazione attestante l'impossibilità a muoversi del delegato (in luogo della presentazione della stessa) e si sono elevate le soglie per essere considerati contribuenti minori ai fini delle semplificazioni degli obblighi di fatturazione e registrazione.

Sono stati quindi modificati i limiti di pignorabilità delle somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego e sono stati esclusi dal reddito imponibile IRPEF, oltre alle somme erogate dal datore di lavoro per frequenza di asili nido e di colonie climatiche da parte dei familiari, nonché per borse di studio, anche i servizi e le prestazioni a tal fine erogati.

A seguito di modifiche introdotte nel corso dell'esame presso la Camera è stata altresì eliminata l'eventualità di un trattamento di minor vantaggio per talune categorie di clienti finali di energia elettrica destinatari di regimi tariffari speciali; in tema di anticipo del recupero delle accise per gli autotrasportatori, è stata soppressa la previsione della "pena di decadenza" quale sanzione per la presentazione entro il mese successivo alla scadenza dell'apposita dichiarazione necessaria per usufruire del beneficio fiscale stesso.

Sono state soppresse le norme, introdotte al Senato, che modificavano il regime fiscale delle somme corrisposte a titolo di borse di studio, al fine di sottoporle ad IRPEF per l'ammontare eccedente gli 11.500 euro, assimilandole ai redditi da lavoro dipendente; in tema di ammortamento dei beni materiali, è stata eliminata la disposizione che, con riferimento alla determinazione su base forfetaria della quota deducibile delle spese di manutenzione, fa riferimento agli acquisti e alle vendite dei beni materiali ammortizzabili intervenuti nel corso del periodo di imposta; sono stati esclusi del pagamento della tassa annuale sulle unità da diporto i soggetti affetti da patologie che richiedono l'utilizzo permanente delle imbarcazioni; è stata affidata ad un futuro decreto ministeriale la disciplina dell'applicazione dell'imposta comunale sulla pubblicità al marchio apposto su gru mobili e a torre adoperate nei cantieri edili e sulle macchine da cantiere.

Intervenendo sull'articolo 3-ter, dedicato all'accisa sul combustibile utilizzato nella produzione combinata di energia elettrica e calore, la Camera ha eliminato l'esenzione d'accisa sull'energia elettrica utilizzata in opifici industriali aventi un consumo mensile superiore a 1.200.000 kWh.

La Camera ha quindi aggiunto al testo un articolo 3-ter al fine di ricomprendere la benzina tra i carburanti esenti da accisa in quanto impiegati per la navigazione nelle acque marine comunitarie (con esclusione delle imbarcazioni private da diporto), per la navigazione nelle acque interne (limitatamente al trasporto delle merci) e per il dragaggio di vie navigabili e porti.

Il nuovo articolo 3-quinquies stabilisce che i diritti d'uso delle frequenze in banda televisiva, di cui al bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale serie speciale n. 80 del 2011 (che viene annullato), sono assegnati mediante pubblica gara, che verrà indetta dal Ministero dello sviluppo economico, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge. Sono dettati i principi e criteri direttivi sulla base dei quali l'AGCOM definisce le procedure di gara. Si dispone, quindi, che i proventi derivanti dall'assegnazione delle suddette frequenze affluiscono al Fondo speciale rotativo per l'innovazione tecnologica.

Con l'articolo 3-sexies è stato modificato il regime di tassazione degli aeromobili privati prevedendo, tra l'altro, la riduzione del valore dell'imposta per chilogrammi per gli aeroplani fino a 4.000 chilogrammi e per gli elicotteri, l'esenzione dall'imposta per gli aeromobili storici (immatricolati per la prima volta da oltre 40 anni), gli aeromobili di costruzione amatoriale e gli apparecchi per il volo da diporto o sportivo, nonché l'attribuzione di compiti di vigilanza alla Guardia di finanza e alle autorità aeroportuali; viene altresì istituita l'imposta erariale sui voli dei passeggeri di aerotaxi, dovuta per ciascun passeggero ed all'effettuazione di ciascuna tratta, in misura pari ad euro 100 in caso di tragitto non superiore a 1.500 chilometri ed a euro 200 in caso di tragitto superiore a 1.500 chilometri.

Con l'articolo 3-septies la Camera ha invece esteso anche alle società concessionarie le disposizioni della legge di stabilità 2012 in materia di finanziamento delle infrastrutture mediante defiscalizzazione.

Per quanto concerne l'articolo 4, dedicato alla fiscalità locale, nei corso dell'esame presso la Camera è stato innanzitutto chiarito che i Comuni, per i nuovi tributi istituiti dal decreto legislativo n. 23 del 2011 in materia di federalismo municipale (IMU, imposta di soggiorno, imposta di scopo età), esercitano la propria potestà regolamentare secondo le regole generali di cui all'articolo 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997. Si consente ai Comuni di disciplinare con regolamento l'imposta di scopo, nel quadro della disciplina recata dalla legge finanziaria 2007. I Comuni delle isole minori, ovvero quelli nel cui territorio insistono isole minori, possono inoltre istituire un'imposta di sbarco, alternativa all'imposta di soggiorno, per finanziare interventi in materia di turismo, beni culturali e ambientali e servizi pubblici locali.

La Camera è nuovamente intervenuta sulla disciplina dell'IMU, già modificata dal Senato. In particolare, sono stati introdotti requisiti più stringenti per la qualifica di "abitazione principale", disponendo che le agevolazioni si applicano per un solo immobile, dove il possessore ed il suo nucleo familiare abbiano stabilito dimora e residenza anagrafica; si consente ai comuni di considerare, a fini IMU, come abitazione principale l'immobile posseduto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in strutture di ricovero o sanitarie a seguito di ricovero permanente, purché il cespite non sia locato, nonché l'immobile posseduto nel territorio dello Stato da cittadini italiani non residenti in Italia, purché non locato; si precisa che le agevolazioni per i terreni non coltivati ed i terreni agricoli si applicano solo se posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola; si consente, per l'anno 2012, il pagamento dell'IMU sull'abitazione principale in due o tre rate; si posticipa al 30 settembre 2012 il termine per la presentazione delle dichiarazioni IMU; si dispone una riduzione del 35 per cento del canone atto a determinare il reddito da locazione imponibile a fini IRPEF e IRES degli immobili aventi interesse storico o artistico.

Viene altresì stabilito che, nelle more dell'attuazione del federalismo demaniale, la gestione del patrimonio immobiliare statale sia proseguita dalle amministrazioni competenti, comprese le attività di valorizzazione e dismissione.

Con l'articolo 4-ter la Camera ha introdotto disposizioni concernenti il cosiddetto patto di stabilità interno "orizzontale nazionale" e il personale degli enti locali. Vengono pertanto previste norme dirette a consentire una redistribuzione degli obiettivi del patto di stabilità interno tra i Comuni dell'intero territorio nazionale, fermo restando l'obiettivo determinato complessivamente per il comparto dalla normativa vigente, al fine di consentire a determinati enti di effettuare maggiori spese in conto capitale.

In particolare, le norme consentono la cessione di spazi finanziari da parte dei Comuni che prevedono di conseguire un differenziale positivo rispetto all'obiettivo del Patto di stabilità interno assegnato in base alla normativa vigente, a vantaggio di quelli che, invece, prevedono di conseguire, nell'anno di riferimento, un differenziale negativo rispetto all'obiettivo prefissato, al fine di consentire a tali enti un aumento dei pagamenti in conto capitale relativi a residui passivi, nell'importo massimo complessivo pari a 500 milioni di euro. Viene inoltre modificata la disciplina relativa alla riduzione delle spese per il personale negli enti locali.

Tra le modifiche apportate dalla Camera all'articolo 5 (dedicato a studi di settore, versamenti tributari, sistema informativo della fiscalità ed Equitalia Giustizia) si segnala anzitutto l'aggiunta delle imprese di assicurazioni ai soggetti tenuti ad anticipare il versamento in acconto dell'imposta di bollo virtuale. Si prevede quindi che con finalità di semplificazione e razionalizzazione, le istanze e le comunicazioni per i servizi disponibili siano inviate esclusivamente mediante il Portale stipendi PA; analogamente i dati necessari per il pagamento degli stipendi al personale delle pubbliche amministrazioni da parte delle competenti strutture del Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) devono essere acquisiti mediante appositi flussi informativi. Viene affidata all'Ufficio centrale antifrode dei mezzi di pagamento del MEF la titolarità dell'archivio informatizzato relativo al sistema di prevenzione amministrativa delle frodi sulle carte di pagamento, affidandone la gestione alla CONSAP; si prevede inoltre che ove la gestione della riscossione delle entrate degli enti locali sia affidata a soggetti terzi, essi dovranno aprire uno o più conti correnti dedicati, con obbligo di riversamento alla tesoreria delle somme riscosse entro la prima decade del mese.

Con le modifiche apportate dalla Camera all'articolo 6 si consente anzitutto alle agenzie fiscali e agli agenti della riscossione di accedere senza tributi ed oneri alle banche dati immobiliari gestite dall'Agenzia del territorio e a quelle gestite dagli enti pubblici territoriali; vengono modificati gli importi dei tributi speciali catastali, in relazione all'ottenimento di certificati e documenti; sono modificati gli importi dell'imposta ipotecaria. Viene altresì precisato che sono assoggettate a imposta di bollo secondo le regole ordinarie le trascrizioni, le annotazioni di domande giudiziali, le iscrizioni, le annotazioni di sentenze o altri provvedimenti giurisdizionali, compresa la trascrizione del pignoramento immobiliare. Si dispone l'obbligo di trascrizione di tutti gli atti che costituiscono vincoli su beni immobili a favore dello Stato, degli enti territoriali o di enti che svolgono un servizio di interesse pubblico. Si prevede infine, dal 2 maggio 2012, l'applicazione della cancellazione "semplificata" alle ipoteche iscritte da oltre venti anni e non rinnovate, ponendo in capo al creditore l'onere di effettuare apposita comunicazione al conservatore dei registri immobiliari.

All'articolo 8 (misure di contrasto all'evasione) la Camera è intervenuta precisando che l'invio di segnalazioni ai Comuni di domicilio fiscale dei soggetti passivi da parte dell'Agenzia delle entrate prima di emettere gli avvisi di accertamento deve avvenire a condizione che l'ente locale abbia stipulato apposita convenzione con l'Agenzia; viene abbassato a 10 (in luogo di 100) il numero di unità immobiliari possedute che obbliga ad utilizzare la procedura di registrazione telematica dei contratti di locazione; si precisa che l'intimazione al pagamento deve essere contenuta anche negli atti relativi alle somme dovute a seguito di perdita del beneficio della rateazione del quantum risultante da conciliazione giudiziale ed al recupero di somme dovute a seguito di accertamenti impugnati divenuti definitivi.

Viene quindi novellata la disciplina delle attività scudate, tra l'altro differendo al 16 luglio il termine di versamento dell'imposta di bollo speciale sulle attività scudate da parte degli intermediari; vengono soppresse le norme recate dalla legge finanziaria 2007 che, tra l'altro, impongono ai gestori di depositi fiscali di tabacchi di dimostrare il possesso di locali adibiti a deposito per uno specifico lasso di tempo; viene infine integrata la disciplina che consente di esercitare la rivendita di tabacchi presso gli impianti di distribuzione di carburanti.

L'articolo 9, dedicato al potenziamento dell'accertamento in materia doganale, è stato integrato dalla Camera prevedendo, tra l'altro, che:

- per la rivendita presso infrastrutture pubbliche destinate esclusivamente alla ricarica di accumulatori per uso di forza motrice dei veicoli a trazione elettrica, il debito di imposta per le officine di produzione è accertato sulla base dei dati relativi all'energia elettrica consegnata presso i singoli punti di prelievo;

- i rifiuti posti in sequestro presso aree portuali e aeroportuali sono affidati anche prima della conclusione del procedimento penale al consorzio obbligatorio corrispondente al settore merceologico, che procede al loro trattamento al fine di consentirne la vendita;

- nei terminali retro-portuali il servizio ai fini dello sdoganamento delle merci è svolto "di norma" dalla medesima articolazione territoriale dell'amministrazione che esercita il servizio nei porti di riferimento;

- l'ufficio doganale che effettua le verifiche con accesso presso l'operatore è competente alla revisione delle dichiarazioni doganali anche se accertate presso altro ufficio doganale;

- con decreto ministeriale sono individuate le procedure contabili e fiscali necessarie a dare applicazione all'istituto delle autorizzazioni uniche alle procedure semplificate per il regime di importazione.

All'articolo 10, dedicato ai giochi, la Camera ha anzitutto introdotto l'obbligo per i soggetti che gestiscono concorsi pronostici o scommesse di utilizzare conti correnti bancari o postali dedicati, sui quali debbono transitare le spese, le erogazioni ed i proventi relativi a concorsi o scommesse. È stato inoltre differito dal 30 giugno 2012 al 1° gennaio 2013 il termine entro cui l'AAMS deve bandire la gara per le concessioni del poker sportivo; si prevede che se la violazione di norme in materia di installazione di apparecchi da gioco è commessa dal rappresentante o dal dipendente di una persona giuridica, la sanzione si applica a quest'ultima; si sopprime la disposizione che prevede per i concessionari, in caso di percentuali di restituzione in vincite inferiori all'80 per cento, il versamento all'erario del 20 per cento della differenza lorda così maturata; viene posto a regime dal 1° gennaio 2013 il cosiddetto "Bingo sperimentale"; si prevede che l'AAMS bandisca entro il 31 luglio 212 una gara per la selezione di soggetti che raccolgono scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi; si consente infine alle concessioni in scadenza al 30 giugno 2012 di proseguire l'attività di raccolta dei giochi sino alla data di sottoscrizione delle concessioni.

L'articolo 11, recante modifiche in materia di sanzioni amministrative, è stato novellato dalla Camera prevedendo due ipotesi di cumulabilità della riduzione della sanzione in caso di versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 15 giorni. È stato altresì ridotto l'importo delle sanzioni previste per le infrazioni in sede di dichiarazioni nei settori dei prodotti energetici, dell'alcool e delle bevande alcoliche e dell'energia elettrica.

Per quanto concerne l'articolo 12, dedicato al contenzioso in materia tributaria e alla riscossione, durante l'esame alla Camera è stato anzitutto specificato che le risorse destinate al pagamento dei debiti commerciali degli enti locali siano destinate prioritariamente ai Comuni. Sono state inoltre aggiunte disposizioni concernenti l'utilizzo delle risorse statali spettanti alle Regioni a statuto ordinario nel 2012 per il finanziamento degli interventi regionali in materia di edilizia sanitaria, si è disposta l'abrogazione di una disposizione (il comma 5 dell'articolo 1 della legge di stabilità 2011) al fine di evitare una duplicazione di finanziamenti nel settore dell'edilizia sanitaria, e si è disciplinata la ripartizione di 425 milioni di euro, destinati, per il 2011, al trasporto pubblico locale regionale ferroviario tra le Regioni a statuto ordinario.

L'articolo 13, infine, recante norme di copertura, è stato modificato dalla Camera prevedendo che l'INPS, l'INAIL e l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) adottino misure di razionalizzazione organizzativa, ulteriori a quelle già previste, per ridurre le spese di funzionamento per l'anno 2012 di 12 milioni per l'INAIL, 48 per l'INPS e 11,1 milioni per l'AAMS. Viene quindi disposto il taglio lineare delle dotazioni finanziarie - nell'ambito delle spese rimodulabili di ciascun Ministero - per 280 milioni di euro per il 2012 e 180 milioni di euro a decorrere dal 2013, con esclusione degli stanziamenti per il cinque per mille IRPEF e per le spese relative alla tutela dell'ordine, della sicurezza e del soccorso pubblico.

Testo integrale della relazione orale del senatore Azzollini sul disegno di legge n. 3184-B

Per quanto concerne i profili di maggiore interesse per la Commissione programmazione economica, bilancio vanno segnalate, di seguito, alcune disposizioni di maggiore rilevanza inserite dalla Camera dei deputati.

All'articolo 3, il comma 16-ter dove è prevista temporanea compensazione a carico dei fondi disponibili sulla contabilità speciale n. 1778 dell'Agenzia delle entrate, ai fini del riconoscimento del credito d'imposta per la nuova occupazione stabile del Mezzogiorno.

L'articolo aggiuntivo 4-ter dove, ai commi da 1 a 9, viene inserita la disciplina del Patto di stabilità interno "orizzontale nazionale". Tali disposizioni introducono una maggiore flessibilizzazione del Patto di stabilità interno dei Comuni sul territorio nazionale, consentendo ora una compensazione territoriale non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale. Nello specifico, ai Comuni che prevedono di conseguire un differenziale positivo rispetto all'obiettivo del Patto di stabilità interno e sono disposti a cedere parte del suddetto spazio finanziario, viene attribuito un contributo, nei limiti di un importo complessivo di 500 milioni di euro, pari agli spazi finanziari ceduti da ciascuno di essi e attribuiti ai Comuni che necessitano di maggiori margini di spesa per il pagamento dei residui in conto capitale.

Al medesimo articolo, ai commi da 10 a 16, si introducono disposizioni che ampliano le possibilità di assunzione di personale negli enti locali, fermo restando i vincoli imposti dal Patto di stabilità interno.

Tra l'altro, viene elevato dal 20 al 40 per cento il limite per poter assumere negli enti locali che presentano un'incidenza della spesa di personale rispetto alle spese correnti inferiore al 50 per cento. Si consentono, inoltre, maggiori possibilità di assunzione nei settori della polizia locale, dell'istruzione pubblica e del settore sociale.

Viene inoltre aggiornato dall'anno 2004 all'anno 2008 l'esercizio di riferimento in base al quale parametrare le spese di personale degli enti locali non soggetti al Patto di stabilità interno e si estende a regime, a decorrere dall'anno 2013, la possibilità di superare il limite di spesa di personale fissato dall'articolo 9, comma 28, del decreto legge n. 78 del 2010, per la stipula di contratti di lavoro flessibile nei settori della polizia locale, della istruzione pubblica e del settore sociale, fermo restando che la spesa complessiva non può essere superiore alla spesa sostenuta per le stesse finalità nell'anno 2009. Si consente, infine, un incremento degli incarichi a contratto nella dotazione organica dirigenziale nel limite massimo generale del 10 per cento della dotazione organica dirigenziale a tempo indeterminato, prevedendo un incremento di tale percentuale per i comuni di dimensioni ridotte.

All'articolo 5, i commi aggiuntivi da 6-bis a 6-quater sono finalizzati alla promozione del Portale stipendi PA, come canale privilegiato per l'accesso ai servizi disponibili da parte dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, gestiti nell'ambito del Service personale Tesoro del Ministero dell'economia e delle finanze. In particolare, la norma è mirata a definire un quadro giuridico e operativo certo, per consentire la realizzazione del piano di sviluppo dei servizi via web.

Al medesimo articolo 5, il comma 8-bis innova la vigente disciplina della riscossione dei tributi locali, facendo rivivere anticipatamente le norme che erano state abrogate dal testo vigente della lettera gg-septies dell'articolo 7, comma 2, del decreto-legge n. 70 del 2011, in forza del quale era stabilito che solo dal 31 dicembre 2012 non sarebbe stato più possibile l'affidamento dei servizi di riscossione dei tributi comunali e provinciali al concessionario unico della riscossione dei tributi Equitalia spa; dovendo, a quest'ultimo, subentrarvi gli enti locali medesimi o le società concessionarie da questi individuate. Il dispositivo anticipa gli effetti che sono già previsti dalla legislazione vigente.

Il comma 6-quinquies, in materia di prevenzione delle frodi su carte di pagamento, prevede che il Ministero dell'economia e delle finanze designi, per la gestione dell'archivio e in qualità di responsabile del trattamento dei dati personali, la CONSAP spa, a mezzo di apposita convenzione, dalla quale non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

All'articolo 9, commi 3-septies e 3-octies, in materia di affidamento dei rifiuti posti sotto sequestro ai consorzi obbligatori, si dispone che i rifiuti posti sotto sequestro presso le aree portuali e aeroportuali siano affidati a uno dei consorzi obbligatori competenti in base alle caratteristiche del rifiuto sequestrato.

All'articolo 12, al comma 11-sexies, si prevede che una quota delle risorse del fondo speciale per la reiscrizione dei residui passivi di parte corrente, come reintegrata dall'articolo 35, comma 1, del decreto legge n. 1 del 2012, e pari a 1 miliardo di euro, sia assegnata agli enti locali, con priorità ai Comuni, per il pagamento dei crediti commerciali connessi all'acquisizione di servizi e forniture.

All'articolo 12, ai commi ll-septies - 11-novies, si dispone che le risorse statali spettanti alle Regioni a statuto ordinario per l'anno 2012 siano finalizzate al finanziamento degli interventi regionali in materia di edilizia sanitaria, ad eccezione di un importo di 148 milioni di euro destinato al rimborso dell'onere sostenuto dalle medesime regioni per il pagamento dell'IVA relativa ai contratti di servizio del trasporto pubblico locale ferroviario. Il comma 11-octies rimuove il vincolo di destinazione ad interventi di edilizia sanitaria pubblica, dell'importo di 1.500 milioni di euro per l'anno 2012, delle risorse FAS destinate alla programmazione regionale, previsto dall'articolo 1, comma 5 della legge n. 220 del 2010.

Il comma 11-novies, con riferimento alle risorse regionali per il 2011 per i servizi resi da Trenitalia spa e pari a 425 milioni di euro, prevede che le stesse siano ripartite secondo i criteri e le percentuali stabiliti nella seduta del 22 settembre 2011 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e versate, per la parte non ancora erogata, a Trenitalia spa.

In ordine alla copertura finanziaria, all'articolo 13 si dispone l'incremento dei risparmi di spesa previsti per il 2012, a valere delle risorse destinate al funzionamento degli enti previdenziali e dei monopoli, aggiuntivi rispetto a quelli già connessi all'attuazione di misure di riordino che sono state previste dalle manovre recenti.

In proposito, occorre segnalare che anche il disegno di legge Atto Senato n. 3249, in tema di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita, reca, all'articolo 72, un analogo articolo, laddove si provvede a disporre ulteriori misure di risparmio "aggiuntive" a carico dei medesimi enti in questione, rispetto a quelle non già contemplate dai tendenziali di spesa, sia pure solo a decorrere dal 2013.

Inoltre, il comma 1-quinquies prevede una riduzione lineare delle dotazioni finanziarie disponibili iscritte a legislazione vigente in termini di competenza e di cassa, nell'ambito delle spese rimodulabili delle missioni di spesa di ciascun Ministero per un importo pari a 280 milioni di euro per l'anno 2012 e a 180 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.

Tali ultimi aspetti ritengo debbano essere approfonditi in sede di scrutinio della validità della predetta copertura finanziaria.

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori:Bondi, Cagnin, Caliendo, Castiglione, Chiti, Ciampi, Colombo, Conti, Contini, D'Ali', Davico, Dell'Utri, Delogu, Filippi Alberto, Garavaglia Massimo, Germontani, Oliva, Pera, Pichetto Fratin, Poli, Rizzi, Rizzotti, Rossi Paolo, Sacconi, Sanciu, Sangalli, Sarro, Sciascia e Valli.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Tomassini, per attività della 12a Commissione permanente; Boldi, Fantetti e Marinaro, per attività della 14a Commissione permanente; Dini, Gamba, Lannutti, Malan e Torri, per attività dell'Assemblea parlamentare della Nato; Crisafulli, Marcenaro, Nessa e Santini, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Maraventano e Tofani, per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette "morti bianche".

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Ministro difesa

(Governo Monti-I)

Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale (3271)

(presentato in data 23/4/2012 ).

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Lauro Raffaele

Modifiche alla legge 5 luglio 1982, n. 441, in materia di obblighi di pubblicità e di trasparenza dei redditi e dei patrimoni per i magistrati di ogni ordine e grado, così come per gli avvocati e i procuratori dello Stato (3230)

(assegnato in data 20/04/2012 );

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Istituzione della Giornata dell'Unità d'Italia (3256)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali)

(assegnato in data 20/04/2012 );

10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo

Sen. Casson Felice ed altri

Modifica dell'articolo 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di prevenzione del fenomeno della subsidenza nelle province di Venezia, Padova e Rovigo (3235)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 20/04/2012 );

10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo

Sen. Donaggio Cecilia ed altri

Modifica all'articolo 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di tutela e prevenzione del fenomeno della subsidenza dei territori delle province di Padova, Rovigo e Venezia (3245)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 20/04/2012 );

11ª Commissione permanente Lavoro, previdenza sociale

Sen. Carlino Giuliana ed altri

Modifica dell'art. 6 del decreto legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, concernente la disciplina previdenziale dei lavoratori il cui rapporto di lavoro debba risolversi in applicazione di accordi individuali o collettivi (3247)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio)

(assegnato in data 20/04/2012 ).

Camera dei deputati, trasmissione di documenti

Il Presidente della Camera dei deputati, con lettere in data 14 marzo, 10 e 11 aprile 2012, ha inviato, ai sensi dell'articolo 127, del Regolamento della Camera dei deputati, i seguenti documenti approvati:

dalla VI Commissione (Finanze) di quella Assemblea, nella seduta del 29 febbraio 2012, concernente la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento (parti I, II e III) (COM(2011)452 definitivo) e la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull'accesso all'attività degli enti creditizie sulla vigilanza prudenziale degli enti creditizi e delle imprese di investimento e che modifica la direttiva 2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario (COM(2011)453 definitivo) (Atto n. 819);

dalle Commissioni riunite V (Bilancio) e XIV (Politiche dell'Unione europea), nella seduta del 28 marzo 2012, concernente la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Un bilancio per la strategia Europa 2020 (COM(2011)500 definitivo - Parti I e II); la proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (COM(2011) 398 definitivo); il progetto di accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla cooperazione in materia di bilancio e la sana gestione finanziaria (COM(2011) 403 definitivo); la proposta di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea (COM(2011)510 definitivo); la proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce misure di esecuzione del sistema delle risorse proprie dell'Unione eueropea (COM(2011) 511 definitivo) e la proposta di regolamento del Consiglio concernente le modalità e la procedura di messa a disposizione delle risorse proprie tradizionali e della risorsa basata sull'RNL nonché le misure per far fronte al fabbisogno di tesoreria (COM(2011) 512 definitivo) (Atto n. 820) ;

dalla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea), nella seduta del 4 aprile 2012, recante un parere motivato, ai sensi del Protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità allegato al Trattato di Lisbona, in merito all'atto dell'Unione europea "Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati (regolamento generale sulla protezione dei dati)" (COM (2012) 11 definitivo) (Atto n. 821).

Detti documenti sono depositati presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli Onorevoli senatori.

Governo, trasmissione di atti

Il Ministero degli affari esteri, con lettera in data 16 aprile 2012, ha inviato, ai sensi dell'articolo 4 della legge 11 dicembre 1984, n. 839, gli atti internazionali firmati dall'Italia i cui testi originali sono pervenuti al Ministero degli affari esteri entro il 15 marzo 2012.

La predetta documentazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3a Commissione permanente (Atto n. 816).

Il Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso, con lettera in data 13 marzo 2012, ha inviato la relazione sull'attività svolta nell'anno 2011 dal Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente (Atto n. 818).

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 10, 11 e 17 aprile 2012, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni - le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca di incarichi di livello dirigenziale generale:

al magistrato dottoressa Simonetta Matone, nell'ambito del Ministero della giustizia;

alla dottoressa Silvana Ceravolo, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze;

al dottor Adriano Rasi Caldogno, estraneo all'amministrazione, nell'ambito del Ministero per i beni e le attività culturali;

alla dottoressa Giovanna Boda, nell'ambito del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;

alla dottoressa Maddalena Ragni, nell'ambito del Ministero per i beni e le attività culturali;

ai magistrati dottor Francesco Mele e dottor Antonio Mungo, nell'ambito del Ministero della giustizia;

all'ingegner Eugenio Gaudenzi, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Negli scorsi mesi di gennaio, febbraio e aprile 2012 sono pervenute copie di decreti ministeriali, inseriti nello stato di previsione dei Ministeri della difesa, dell'economia e delle finanze, dell'interno e delle politiche agricole, alimentari e forestali, per l'esercizio finanziario 2012, concernenti le variazioni compensative tra capitoli delle medesime unità previsionali di base e in termini di competenza e cassa.

Tali comunicazioni sono state trasmesse alle competenti Commissioni permanenti.

Con lettere in data 13 aprile 2012, il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernenti lo scioglimento dei consigli comunali di Casamicciola Terme (NA); Cogliate (MB) e Castelnuovo di Ceva (CN).

Conferimento di incarichi dirigenziali e di consulenza

Nel mese di aprile 2012, sono pervenute - ai sensi dell'articolo 3, comma 44, della legge 27 dicembre 2007, n. 244 - le comunicazioni concernenti i conferimenti di incarichi di consulenza per prestazione di servizi nonché l'importo dei rispettivi compensi, relativi alla società Fintecna S.p.A..

Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Garante del contribuente, trasmissione di atti

Con lettere in data 26 marzo e 4 aprile 2012, sono state inviate, ai sensi dell'articolo 13, comma 13-bis, della legge 27 luglio 2000, n. 212, le relazioni sull'attività svolta nell'anno 2011 dai seguenti Garanti del contribuente:

per la regione Campania (Atto n. 814);

per la regione Puglia (Atto n. 815).

I predetti documenti sono stati trasmessi, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente.

Regioni e province autonome, trasmissione di relazioni

Il Presidente della regione Veneto, con lettera in data 5 aprile 2012, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19-bis, comma 5, della legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive modificazioni, la relazione sullo stato di attuazione delle deroghe in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio, previste dall'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE, riferita alla stagione venatoria 2011-2012.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 9a e alla 13a Commissione permanente (Atto n. 822).

Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti

Sono pervenuti al Senato i seguenti voti regionali:

della Regione Marche concernente "Crisi economica - riforme". Il predetto voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (n. 98);

della Regione Lombardia concernente il programma di lavoro della Commissione Europea - Anno 2012 e le politiche dell'Unione Europea di maggiore interesse per il tessuto socio-economico lombardo". Il predetto voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 14a Commissione permanente (n. 99).

Enti pubblici e di interesse pubblico, trasmissione di atti

Il Presidente dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, con lettera in data 20 marzo 2012, ha inviato, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il rapporto semestrale - aggiornato al mese di dicembre 2011 - sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Atto n. 817).

Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, variazioni nella composizione della delegazione parlamentare italiana

Il Presidente della Camera dei deputati ha comunicato che la Camera dei deputati ha proceduto nella seduta del 17 aprile 2012 ad una modifica nella composizione della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.

Il deputato Giacomo Stucchi è stato nominato membro effettivo in sostituzione del deputato Gianpaolo Dozzo. Il deputato Paolo Grimoldi è stato nominato membro supplente della medesima delegazione.

Mozioni, nuovo testo

La mozione 1-00615, del senatore Marcenaro ed altri, pubblicata il 18 aprile 2012, deve intendersi riformulata come segue:

MARCENARO, AMATI, TONINI, MARINARO, CONTINI, PERDUCA, DI GIOVAN PAOLO, LIVI BACCI, VITA, GARAVAGLIA Mariapia. -

Il Senato,

considerato che:

numerose notizie di stampa confermano le difficoltà del cessate il fuoco richiesto dall'Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) in Siria. Ancora in queste ore giungono notizie di scontri armati e morti tra le forze governative e quelle di opposizione, in particolare nelle città di Hama e Khattab. La città di Homs sarebbe di nuovo sotto bombardamento da parte delle forze governative e altri gravi scontri sono segnalati nella provincia settentrionale di Idlib;

è forte il timore che il regime di Bashir al-Assad continui a violare gli impegni presi e le assicurazioni date per mettere fine al massacro che da oltre un anno insanguina la Siria e che negli ultimi mesi ha già provocato la morte di oltre 11.000 persone;

per quanto il regime siriano appaia sempre più senza futuro, privo di qualsiasi legittimità e credibilità interna e internazionale, esso continua a tenere in ostaggio il suo popolo e ad impedire che la crisi trovi una via d'uscita pacifica;

il primo compito della comunità internazionale è agire perché le speranze suscitate dalla mediazione di Kofi Annan, inviato speciale delle Nazioni Unite e della Lega araba, di una soluzione politica della crisi non si vanifichino rapidamente;

l'invito rivolto alle autorità siriane dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, parla di una situazione molto fragile e precaria e raccomanda alle autorità siriane la massima moderazione e la piena collaborazione con la missione degli osservatori Onu appena giunti, favorendone il dispiegamento, garantendone libertà d'accesso e movimento nel Paese;

la comunità internazionale deve essere più unita e proporre con determinazione un'azione efficace. Una particolare responsabilità spetta a quei Paesi, come Russia e Cina, che inizialmente hanno apposto il veto alla precedente risoluzione del Consiglio di Sicurezza e che di fatto si sono fatti garanti del regime siriano;

una responsabilità spetta anche alle opposizioni: esse devono in primo luogo condannare e respingere - anche nel fuoco degli scontri - quelle gravi violazioni dei diritti umani che HRW e Amnesty International hanno denunciato; esse devono costruire un'unità che oggi manca e che può essere il risultato di un impegno per la prospettiva di una Siria pacifica, democratica, laica e plurale che garantisca le numerose componenti della società siriana, alcune delle quali guardano con preoccupazione allo sviluppo degli eventi;

ritenuto che sia necessario esprimere una condanna di tutte le violenze perpetrate da ambo le parti a danno di cittadini e popolo inermi, auspicare il rispetto del cessate il fuoco, nonché sostenere lo sviluppo di un confronto e di un dialogo democratico per una composizione pacifica della crisi,

impegna il Governo:

1) a sostenere in modo incondizionato l'iniziativa congiunta delle Nazioni Unite e della Lega araba e a vigilare sulla piena applicazione degli impegni presi, anche valutando a questo fine l'opportunità di riaprire la sede diplomatica italiana a Damasco;

2) a sviluppare, d'intesa con l'Unione europea e con l'iniziativa in corso dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, una specifica iniziativa rivolta all'opposizione siriana e alle diverse componenti per sostenerne l'unità su una linea democratica, pacifica e pluralista.

(1-00615) (Testo 2)

Interrogazioni

GERMONTANI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

le recenti disposizioni in materia di tassazione degli immobili e la revisione del prelievo, con l'anticipazione dell'imposta municipale sugli immobili per l'anno di imposta 2012, hanno una rilevantissima incidenza sull'operato dei Comuni, con particolare riferimento agli adempimenti relativi alla redazione dei bilanci;

in particolare, sono emerse difficoltà interpretative e permangono condizioni di incertezza che stanno creando non poche difficoltà ai Comuni;

tale situazione è altresì aggravata dalle modifiche alla normativa apportate dal Parlamento in sede di conversione del decreto-legge n. 16 del 2012, il cui iter non è ancora concluso;

emergono in particolare difficoltà nell'attribuire valori nei bilanci programmatici dovuti al passaggio dalla disciplina previgente dell'ICI alla nuova imposta, con particolare riferimento alle stime di gettito, anche in considerazione della necessità di calcolare la quota di IMU da versare allo Stato e quella che è destinata ai Comuni;

il problema principale è rappresentato dalla differenza delle stime del gettito IMU calcolate dai Comuni e già inserite nel bilancio 2012 e le stime calcolate dal Ministero dell'economia e delle finanze che in alcuni casi, come per il Comune di Desenzano (Brescia), ammontano a cifre assolutamente non accettabili;

infatti, partendo da tali stime e tenendo conto del gettito ICI consuntivo 2010 e dell'Irpef sugli immobili, il differenziale tra IMU e ICI, da riversare allo Stato ai sensi dell'art. 13, comma 17, del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, per il Comune di Desenzano ammonterebbe a 4.162.376 euro;

la differenza che emerge in molti casi tra le stime dei Comuni e quelle del Ministero appare sorprendente;

le stime del Ministero, infatti, oltre ad apparire incomprensibili considerato che l'ICI sulla prima casa certificata nel 2008 ammontava a 1.192.664 euro, costringerebbero il Comune di Desenzano a riversare allo Stato l'ingente somma di 4.226.486 euro;

occorre tenere presente che in molti casi e con particolare riferimento al Comune di Desenzano, il bilancio di previsione 2012 è stato approvato nel mese di marzo 2012, non prevedendo alcuna previsione in entrata per trasferimenti dallo Stato (fondo sperimentale di riequilibrio), salvo i probabili conguagli da effettuarsi dopo il versamento della prima rata ed i conteggi definitivi;

qualora fosse confermato l'importo sopra detto, salvo i conguagli previsti dal recente emendamento, il Comune, al fine di ottemperare a quanto previsto, dovrebbe immediatamente bloccare qualunque spesa corrente per recuperare le somme richieste ed effettuare l'obbligatoria variazione di bilancio;

la condizione del Comune citato rischia di essere condivisa da moltissimi enti locali,

si chiede di sapere se il Governo sia a conoscenza di tale questione e se e in quale modo intenda intervenire per evitare che l'aggravio del prelievo a carico dei contribuenti si risolva anche nella contrazione della capacità di spesa dei Comuni, con gravissime ripercussioni sulla tenuta del sistema economico.

(3-02809)

PETERLINI - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:

in data 21 marzo 2012, la 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato, in sede consultiva sullo schema di decreto legislativo recante disciplina per la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche di bilancio e di reclutamento degli atenei (Atto del Governo n. 437), nonché sull'Atto Senato 3194 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo", ha approvato pareri favorevoli con alcune osservazioni, in relazione all'università e alla ricerca, riguardanti l'opportunità di includere, tra i criteri e parametri di valutazione dei candidati già previsti per l'abilitazione scientifica nazionale, di cui all'articolo 16, comma 3, lettera a), della legge n. 240 del 2010, anche fondamentali esperienze maturate al di fuori dell'Università;

il parere espresso dalla 7ª Commissione permanente sull'Atto del Governo, prevede, infatti, nell'osservazione di cui al punto 5.4, l'auspicio che "il motivato giudizio per l'attribuzione dell'abilitazione scientifica nazionale di cui all'articolo 16, comma 3, lettera a), della legge n. 240 del 2010 possa essere fondato anche sulla valutazione di qualificazioni professionali di particolare rilevanza acquisite fuori del mondo accademico"; il parere relativo al decreto-legge n. 5 del 2012 reca l'osservazione di cui al punto n. 8 della lettera A sull'università e la ricerca, volta a chiedere una modifica del citato art. 16, comma 3, lettera a), "nel senso di inserire, tra i titoli valutabili per l'attribuzione dell'abilitazione scientifica nazionale, anche la valutazione di eventuali abilitazioni o specializzazioni professionali conseguite, di progetti di particolare rilevanza, di cariche private o pubbliche ricoperte e in ogni caso del percorso lavorativo maturato, anche al di fuori del mondo accademico, se utile all'insegnamento e alla ricerca";

l'inclusione tra i criteri e parametri di tali esperienze non implicherebbe ovviamente la rinuncia ai criteri scientifici, bensì la valorizzazione di preziose risorse a vantaggio dell'insegnamento e della ricerca;

le Università, oltre al reclutamento "interno", vanterebbero un arricchimento proveniente direttamente dal mondo professionale e del lavoro, attirando e coinvolgendo professionisti già affermatisi nei vari settori, ad esempio dell'economia, o specificamente del settore finanziario, o di quello giuridico, come anche medico;

sulla questione sarebbe opportuno un intervento legislativo;

la legge n. 240 del 2010, all'art. 16, comma 3, lettera a), prevede anche la valutazione analitica dei titoli, senza limitarla quindi a quelli accademici; sarebbe quindi auspicabile prevedere, in via amministrativa, la possibilità che siano valutate le esperienze ed i titoli extra-accademici strettamente connessi e utili all'insegnamento e alla ricerca, considerati peraltro i tempi strettissimi previsti per l'avvio delle procedure dal regolamento concernente il conferimento dell'abilitazione scientifica nazionale per l'accesso al ruolo dei professori universitari, a norma dell'articolo 16 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 222, entrato in vigore il 31 gennaio 2012,

si chiede di sapere:

come il Ministro in indirizzo ritenga di tener conto delle osservazioni approvate dalla 7ª Commissione permanente del Senato nei due pareri evidenziati in premessa;

se ritenga di promuovere un intervento legislativo sull'argomento;

se intenda prevedere, in via amministrativa, anche in vista dell'imminente concorso relativo all'abilitazione scientifica nazionale, la possibilità che siano valutate le esperienze e i titoli extra-accademici strettamente connessi e utili all'insegnamento e alla ricerca.

(3-02810)

LANNUTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico - Premesso che:

le vendite, a giudizio dell'interrogante illegali, di derivati avariati di Banca Unicredit, sotto la gestione di Alessandro Profumo, che hanno portato in malora floride aziende, come Divania di Bari, si arricchiscono di nuove fattispecie di reati: il reato di usura da aggiungere a quello della truffa aggravata;

migliaia di imprenditori, "strangolati" dalle banche perché costretti a sottoscrivere prodotti derivati, che, invece di offrire coperture ai rischi dei clienti, hanno protetto gli esclusivi interessi degli istituti di credito, ma anche gli enti locali, come Comuni e Regioni, che hanno un annoso contenzioso per aver subito la sottoscrizione di swap per un valore nozionale di circa 62 miliardi di euro, possono contestare anche questo ulteriore reato di usura;

è la novità positiva della Procura di Acqui Terme (la stessa che ha indagato sugli swap del Comune piemontese chiedendo il rinvio a giudizio di Unicredit, che vede Adusbef costituita parte civile) - diretta dal dottor Antonio Rustico - che il 18 aprile 2012 ha chiesto ed ottenuto dal giudice dell'udienza preliminare (Gup), Laura Galli, il rinvio a giudizio di due funzionari di Unicredit per truffa aggravata ed usura nei confronti della Nuova BB Srl (azienda idro-termosanitaria di Bistagno, Alessandria) dell'imprenditrice Piera Petrini Levo, che, dopo essere stata truffata ed usurata dalla banca, ha iniziato una lotta senza quartiere fino alla vittoria ed al risarcimento dei danni (si veda l'articolo pubblicato su "Il Sole 24 Ore - Plus 24" del 4 dicembre 2010);

la Procura ha contestato all'istituto di credito, nel decreto di rinvio a giudizio, di avere ottenuto con l'inganno la sottoscrizione della dichiarazione di operatore qualificato (articolo 31 del regolamento della Consob n. 11522/98), e per la prima volta in assoluto il reato d'usura, in riferimento al secondo swap (presentato come la naturale conseguenza del primo contratto), in occasione del quale la banca avrebbe finanziato le perdite derivanti dal primo contratto (chiuso contestualmente al momento della stipula del secondo) con tassi del 28,39 per cento (a fronte di soglie usurarie che nel periodo 2001-2002 andavano dal 9,89 per cento all'11,36 per cento), con l'aggravante di aver commesso il fatto nell'esercizio di un'attività bancaria e in danno di un soggetto che svolgeva attività imprenditoriale;

il rinvio a giudizio dei due dipendenti di Unicredit (la prima udienza si terrà il 26 settembre dinanzi al Tribunale di Acqui Terme) è avvenuto nonostante la banca abbia concluso una transazione con la Nuova BB, restituendo il doppio del valore del danno patito dall'azienda, ed anche il risarcimento di una somma così consistente non è riuscita ad influenzare minimamente il Gup, che ha giustamente disposto il rinvio a giudizio dei due funzionari;

l'indagine della Procura di Acqui Terme, scaturita dalla querela degli avvocati di Piera Petrini Levo, ha accertato grazie a una consulenza tecnica di parte (Ctp) un illecito profitto complessivo di circa 55.000 euro per il mancato riconoscimento da parte della banca dell'upfront al momento della stipula dei tre contratti; in pratica l' applicazione di costi occulti che secondo la Procura rappresentano "il grave danno monetario" subìto dall'azienda con la conseguente indebita appropriazione ad opera della banca;

Adusbef sta portando avanti una battaglia senza quartiere contro i derivati truffa, emessi con l'esclusiva finalità di far realizzare illeciti profitti alle banche e perdite consistenti ai contraenti, sia imprenditori che enti locali, che potranno così far valere il nuovo reato di usura nei processi,

si chiede di sapere:

se il Governo sia consapevole della enorme truffa consumata dalle banche estere, italiane e da Unicredit in particolare, che hanno collocato derivati avariati presso fiorenti imprese, con la minaccia che la mancata sottoscrizione avrebbe costituito pregiudizio al rinnovo del fido;

se sia a conoscenza della sentenza della Procura della Repubblica di Acqui Terme, che, oltre ai reati di truffa aggravata, ha contestato a due funzionari di Unicredit il reato di usura;

quale sia l'esatto ammontare dei derivati che le banche hanno collocato presso enti locali, con la promessa di risolvere problemi di finanza locale, che al contrario sono stati aggravati, e se la cifra di 62 miliardi di euro di valore nozionale alla data dal 31 marzo 2012 sia ritenuta attendibile o sottostimata per difetto;

quali misure urgenti intenda attivare per approvare l'importante schema di regolamento, bloccato al Ministero dell'economia e delle finanze, che tuttavia vede consulenti di primarie banche quali attori che dovrebbero assicurare la neutralità, e se consideri tollerabile che il professor Mottura possa continuare a svolgere la sua opera consulenziale per il Ministero dell'economia e delle finanze, a giudizio dell'interrogante volta a penalizzare i contraenti per favorire gli esclusivi interessi degli istituti di credito.

(3-02811)

LANNUTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico - Premesso che:

i comportamenti fraudolenti delle banche che hanno collocato titoli tossici, come Cirio, Argentina, Parmalat, eccetera, ad 1 milione di risparmiatori bruciando 50 miliardi di euro di sudato risparmio, vengono severamente censurati dalla Cassazione, che, con la sentenza 6142/2012 depositata il 19 aprile 2012, ha confermato il verdetto della Corte di appello di Genova con il quale un istituto di credito era stato condannato al risarcimento delle somme relative a due ordini di acquisto di bond argentini disposti ad aprile e settembre 2001, per un totale investito di 169.000 euro;

anche la Corte di appello di Torino ha pronunciato una importante ed innovativa sentenza destinata a fare giurisprudenza, per l'intervento d'ufficio della Procura generale della Repubblica di Torino, che ha ravvisato l'interesse pubblico da difendere dalla protervia ed arroganza delle banche, in una vertenza che ha visto ancora una volta protagonista l'Adusbef e avvocato Cecilia Ruggeri delegata a Torino;

si tratta di due coltivatori della provincia di Torino privi di qualunque strumento culturale (ed in particolare in materia di investimenti in strumenti finanziari) che, dietro consiglio degli impiegati della banca, hanno acquistato 260.000 euro nominali di obbligazioni Parmalat nel maggio 2002, che rappresentavano il 35 per cento dei risparmi totali degli investitori. In primo grado il Tribunale di Torino aveva dato torto agli investitori affermando che, all'epoca dell'acquisto, le banche (e in particolar modo UniCredit Private Banking) non erano a conoscenza dello stato di difficoltà in cui versava la Parmalat e che, in considerazione di ciò, nessun inadempimento poteva essere imputato all'intermediario;

la Corte d'appello di Torino, presieduta dal dottor Mario Griffey, recependo le tesi dell'avvocato Cecilia Ruggeri, ha ribaltato la pronuncia di primo grado, con la sentenza n. 615 depositata il 10 aprile 2012, che ha condannato la banca a risarcire il danno degli investitori, quantificato in 190.000 euro (oltre interessi e rivalutazioni), statuendo il mantenimento della proprietà dei titoli in capo ai risparmiatori, i quali ovviamente hanno un valore residuo pari a circa il 25 per cento del nominale, offrendo così agli attori l'integrale recupero delle somme investite;

il giudice di secondo grado, sposando le tesi espresse dall'avvocato Ruggeri negli atti di causa, ha ritenuto che la banca era a conoscenza della situazione di difficoltà in cui versava la Parmalat al momento dell'operazione oggetto di causa (maggio 2002) per i seguenti motivi: 1) l'ingente emissione di obbligazioni, pur a fronte della dichiarazione in bilancio di rilevantissime disponibilità liquide; 2) la centrale rischi della Banca d'Italia e le banche dati evidenziavano una esposizione debitoria superiore a quella riportata dai bilanci; 3) le obbligazioni Parmalat venivano appositamente emesse attraverso consociate finanziarie estere al fine di aggirare i limiti imposti dalla normativa nazionale ex art. 2410 del codice civile (allora vigente) il quale subordinava l'emissione in Italia di obbligazioni di società per azioni alla condizione che l'importo delle obbligazioni non superasse il capitale versato ed esistente (alla data della deliberazione) secondo l'ultimo bilancio approvato; 4) al momento dell'acquisto (maggio 2002) il titolo aveva un rating di livello BBB- vale a dire ancora di investment grade ma già al limite della natura speculativa e di rischio, e comunque al limite basso della classificazione di affidabilità,

si chiede di sapere:

se il Governo - dopo l'intervento della Procura generale della Repubblica di Torino, che costituisce una vera e propria rarità, in quanto la stessa interviene quando ai sensi dell'art. 70 del codice di procedura civile ravvisa un interesse pubblico che, nel caso di specie, è stato individuato nell'art. 47 della Costituzione (tutela del risparmio) e nella normativa comunitaria (direttiva 93/22/CEE del 10 maggio 1993 e direttiva 2004/39/CE del 21 aprile 2004) che impone agli ordinamenti nazionali la protezione degli investitori - non ritenga doveroso assumere iniziative di competenza affinché banche ed intermediari tengano comportamenti più lineari, idonei e trasparenti volti ad evitare frodi, truffe ed abusi a danno dei risparmiatori;

quali misure urgenti intenda attivare per evitare che il sudato risparmio, garantito dall'art. 47 della Costituzione, possa essere bruciato dall'avidità dei banchieri, che continuano ancora oggi a collocare titoli tossici, a giudizio dell'interrogante con la diretta complicità degli organi vigilanti, ben consapevoli della loro rischiosità.

(3-02812)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

LANNUTTI - Ai Ministri dello sviluppo economico e della giustizia - Premesso che:

la crisi economica e l'istigazione al debito, da parte di banche e finanziarie, ha provocato una drammatica situazione debitoria da parte di famiglie, piccole e medie imprese (PMI), artigiani, commercianti esposti con società finanziarie e di recupero crediti, che perseguitano spesso i debitori, perfino con ricorso allo stalking, minacce, telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, configurando una vera e propria persecuzione per coloro che hanno perso il lavoro o non sono riusciti ad onorare le proprie scadenze;

ma per risolvere questi problemi, soggetti spregiudicati fingono di aiutare i debitori ad uscire dalla crisi debitoria, finendo per aggravare la situazione e, invece di condurre ad una riduzione del debito, lo fanno aumentare con richieste che rasentano l'estorsione. Si configurano rischi enormi derivanti dalla peggiore crisi economica, dalla perdita del posto di lavoro, dai messaggi subliminali e suadenti di banche e finanziarie che invitano a comperare oggi pagando a rate fra due-tre anni e hanno indotto molti cittadini a cadere nell'oppio di vite a rate drogate, dall'ideologia del debito, dal ricorso alla carte revolving, fenomeni che fanno perdere di vista la propria capacità di spesa e di onorare i prestiti contratti;

per contrastare il fiorente business fondato sull'angoscia e sulla disperazione e basato sulle promesse ingannevoli di risolvere e di sanare la propria esposizione debitoria, riducendola del 70 per cento, l'associazione di consumatori Adusbef, oltre ad aver inviato esposti denunce ad alcune Procure della Repubblica, ha chiesto l'intervento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) che, in data 12 aprile 2012, ha avviato un procedimento volto ad accertare pratiche commerciali scorrette, ai sensi del codice del consumo di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005;

il procedimento dell'Agcm, PS/7682, ha all'oggetto: "Comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell'art. 27, comma 3, del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e successive modificazioni (di seguito, Codice del Consumo), nonché ai sensi dell'art. 6 del Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pratiche commerciali scorrette (di seguito, Regolamento), adottato dall'Autorità con delibera del 15 novembre 2007 e contestuale richiesta di informazioni ai sensi dell'art. 12, comma 1, del Regolamento";

secondo informazioni acquisite ai fini dell'applicazione del codice del consumo di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005, sulla base della nota inviata dal Ministero dello sviluppo economico e delle segnalazioni dell'associazione Adusbef e di alcuni consumatori pervenute nel periodo luglio 2011 - marzo 2012, l'Agenzia Debiti SpA avrebbe diffuso, a mezzo Internet e a mezzo posta elettronica (con modalità di diffusione assimilabili allo spamming), un messaggio ingannevole che pubblicizza la propria attività di consulenza per ridurre l'esposizione debitoria dei destinatari e salvaguardare dall'aggressione dei creditori (ivi incluse le richieste del Fisco) il patrimonio del debitore;

a quanto risulta all'interrogante nel procedimento è scritto che da una rilevazione effettuata in data 23 marzo 2012, risulterebbe che nella parte centrale della home page del sito del professionista (www.agel1ziadebiti.it) sono riportate le seguenti affermazioni all'interno della sezione "I nostri servizi": "Qual è la nostra principale attività? Noi di Agenzia Debiti facciamo in modo che le persone e le famiglie indebitate chiudano i loro debiti con uno sconto che può arrivare fino al 70%. Se una famiglia ad esempio ha 30.000 € di debiti perché ha ottenuto un prestito da una Finanziaria ma, suo malgrado, non riesce a restituirli, il nostro lavoro consiste nel fargli chiudere questo debito a 10. 000 €. In un caso del genere la nostra tariffa è di 3.000 € pagabili anche a rate. Alla fine, quindi, la famiglia paga 13. 000 € anziché 30.000 e risparmia di fatto 17.000 euro. La seconda nostra attività è di opporci ad ogni atto di Equitalia, Agenzia delle Entrate, INPS e del Fisco in genere attraverso accesso agli atti e ricorsi alla commissione tributaria in ogni grado di giudizio (primo, secondo e terzo grado). Il nostro lavoro consente quindi agli indebitati di riuscire legalmente a posticipare, rateizzare, diminuire o annullare i debiti siano essi con il Fisco, Stato, Creditori, Banche e Finanziarie, difendersi dagli accertamenti del Fisco e di altri Creditori, proteggere il proprio patrimonio dagli attacchi dei Creditori, proteggere il Patrimonio immobiliare (case, terreni, ecc.) e mobiliare (titoli, azioni, obbligazioni, conti correnti, autovetture, ecc.) a titolo preventivo da eventuali attacchi di creditori in genere (fornitori, Stato, Fisco, ecc.) anche attraverso strumenti giuridici tutelati dalla Legislazione Italiana ed internazionale dovrebbe essere una pratica che tutti dovrebbero fare";

a quanto risulta all'interrogante, l'Agcm nella lettera di notifica scrive ancora che il destinatario del messaggio viene quindi sollecitato a contattare il numero verde 800.94.80.40 per ricevere consulenza o a compilare un modulo disponibile on line con il seguente invito "inviaci la tua richiesta gratis - qualsiasi questa sia - e ti risponderemo per risolvere prima possibile il tuo problema";

nel messaggio trasmesso attraverso posta elettronica (spamming), acquisito agli atti dalla Direzione in data 31 gennaio 2012 e 8 marzo 2012, si legge: "Sistemi Legali per non pagare i Debiti quando Non Riesci a Pagare (...) Assistenza Legale per non Pagare del tutto i Debiti a Banche e Finanziarie se non ce la fai più a pagare. Rate ed interessi più bassi per il Mutuo che fatica a pagare: stop a pignoramenti ed aste. Debiti Fiscali: Opposizione alle richieste di Agenzia delle Entrate ed Equitalia per accertamenti e cartelle esattoriali Proteggiamo il tuo Patrimonio mobiliare ed immobiliare quando legalmente possibile";

inoltre, nelle segnalazioni pervenute all'Agcm si lamenterebbe che i consumatori, contattata l'Agenzia debiti per ricevere informazioni in ordine alla natura dell'attività svolta dal professionista, sarebbero invitati al pagamento di un importo pari a 390 euro per l'espletamento di pratiche in materia debitoria cui farebbe seguito, solo in un momento ulteriore, una più esosa richiesta verbale di denaro per la reale trattazione delle stesse;

secondo l'Agcm i comportamenti descritti potrebbero integrare una violazione degli articoli 20, 21 e 22 del citato codice del consumo, in quanto contrari alla diligenza professionale e idonei a indurre in errore il consumatore medio riguardo alle caratteristiche del servizio offerto, con particolare riferimento alla natura stessa dell'attività di consulenza del professionista e alle relative condizioni economiche;

considerato che:

secondo fonti qualificate le cosiddette agenzie debiti avrebbero registrato un vero e proprio boom dei loro clienti, complice la crisi. La sola Agenzia Debiti riceve ogni anno circa 240.000 richieste da parte di debitori e il confronto tra l'ultimo trimestre 2011 e il primo trimestre 2012 vede un aumento di potenziali clienti pari al 67 per cento. Anche Assistenza Debiti di Guido Rini vede incrementare i suoi clienti: sono circa 50.000 le richieste annue e la crisi fa avanzaare il settore;

dai forum delle associazioni di consumatori, emerge inoltre che taluni cittadini indebitati con banche, finanziarie, ed oggetto di recupero crediti da parte di Equitalia e/o altre agenzie fiscali, vengono contattati da Agenzia Debiti, senza spiegarsi chi siano le talpe che offrono a soggetti che si comportano come sciacalli, i nominativi da contattare a colpo sicuro poiché afflitti dall'angoscia di non poter restituire soldi o onorare i propri impegni perché hanno subito licenziamenti, malattie, traversie, guai familiari o altre disavventure,

si chiede di sapere:

poiché il Governo è al corrente delle attività estorsive, sciacallesche e truffaldine di Agenzia Debiti, oggetto di indagine dell'Agcm e di ben due atti di sindacato ispettivo dell'interrogante (4-06545 e 2-00450), quali siano le ragioni reali degli omessi interventi per contrastare e punire prassi fraudolente a danno dei consumatori e dei soggetti più deboli ed indifesi perché colpiti dalla crisi economica e dalla perdita del posto di lavoro;

se il Governo intenda tollerare i comportamenti di Agenzia Debiti, che propaganda di tutelare persone e famiglie indebitate per chiudere i loro debiti con uno sconto fino al 70 per cento, ingannando così famiglie impegnate con 30.000 euro di debiti che non riescono a restituire, prospettando loro di chiudere il debito a 10.00 euro, dietro pagamento di una tariffa di 3.000 euro pagabili anche a rate, imbrogliando in realtà quelle stesse famiglie che dovrebbero pagare 13.000 euro, risparmiandone 17.000, in quanto, oltre a non metterle nelle condizioni di assolvere all'impegno, vengono poste a carico dei contraenti spese improprie che ne aggravano la posizione debitoria invece di risolverla;

se, in una fase di crisi economica difficilissima e di imprenditori che arrivano a gesti estremi perché strozzati dalla mancanza di credito e/o perseguitati da Equitalia ed altre agenzie fiscali, intenda tollerare che privati e piccoli imprenditori, in gravissime difficoltà economiche anche nei riguardi di banche, finanziarie ed agenzie fiscali, cadano nelle grinfie di soggetti spregiudicati che promettono di risolvere i loro problemi previo pagamento di centinaia di euro, che si aggiungono ai 390 euro richiesti come versamento iniziale, prospettando un successo di riuscita delle loro azioni del 70 per cento, senza poi permettere loro di raggiungere l'obiettivo, ed aggravando per giunta la situazione debitoria delle malcapitate vittime dell'Agenzia Debiti;

se sia in grado di individuare eventuali collusioni esistenti tra agenzie debiti con banche, finanziarie, Equitalia ed altre agenzie fiscali, e se a giudizio del Governo le segnalazioni, da parte di chicchessia alle agenzie debiti, di nominativi in difficoltà economiche, con la finalità di sottrarre loro ulteriori risorse, oltre a violare la legge sulla privacy non costituiscano aperta violazione di norme penali a tutela dei cittadini e delle famiglie;

quali misure urgenti intenda attivare per impedire che, nella crisi sistemica, prodotta dall'avidità dei banchieri, la precarietà ed il disagio sociale possano essere aggravati da parte di spregiudicati soggetti come Agenzie Debiti e se non intenda promuovere l'inasprimento delle disposizioni penali rispetto a soggetti che, approfittando dello stato di bisogno di tantissimi consumatori, arrivano a fondare il proprio core business sulle disgrazie, promettendo di risolvere problemi che invece vengono aggravati.

(3-02813)

LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

da indiscrezioni di stampa si apprende che il Governo, nella persona del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, avrebbe all'esame un provvedimento con il quale legittimare l'Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) a realizzare un sistema di rimozione e oscuramento di contenuti e siti web;

il "Corriere delle comunicazioni", il 30 marzo 2012, con un articolo titolato "Copyright: Catricalà, nessuna censura su siti web" ha riportato la smentita del Sottosegretario Antonio Catricalà relativamente alle indiscrezioni secondo cui il Governo vorrebbe affidare all'Agcom poteri di censura con tanto di disabilitazione e disconnessione nei confronti dei siti Internet e degli utenti che veicolano contenuti digitali illegali. Nell'articolo citato si riporta quanto dichiarato dallo stesso Sottosegretario in un intervista al quotidiano "La Stampa". Secondo il Sottosegretario «"la norma non è affatto censoria, non ha niente a che vedere con l'Hadopi francese, non prevede mai in alcuna maniera la disabilitazione né la disconnessione degli utenti, ma solo la rimozione dei contenuti illegali. Cioè non siano accessibili i siti che li ospitano, se non li tolgono entro un tempo ragionevole"»;

il Sottosegretario ha altresì sottolineato che «"finché si tratta di indiscrezioni non esiste niente, né dal punto di vista politico né dal punto di vista giuridico"»;

a seguito di quanto riferito in precedenza, sul tema del diritto d'autore è tornato anche Assoprovider, l'associazione dei provider indipendenti, preoccupata per un provvedimento «"che trasformerebbe l'Autorità Garante per le Comunicazioni nell'unico sceriffo della Rete con enormi poteri che consistono nell'accertamento e nell'inibizione dei reati legati alla violazione del diritto d'autore che oggi sono giustamente demandati alla Magistratura coadiuvata dalle forze di Polizia"»;

nella nota diffusa da Assoprovider si legge che: «"I promotori della notte della Rete (Adiconsum, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider e Studio Legale Sarzana), a cui si sono aggiunti, il movimento "La rete dell'innovazione", l'associazione NetLeft, l'associazione "Rifondazione Italia per la legalità", l'associazione "Stati generali dell'innovazione" (...) denunciano il grave comportamento del Governo che in modo inusuale, dietro il paravento del fornire un'interpretazione autentica della normativa vigente, consentirebbe invece una inaccettabile violazione dei diritti di cittadini e utenti con gravi ripercussioni sulla libertà dell'informazione nel nostro Paese. La stessa Agcom (...) ha riconosciuto agli organizzatori della notte della Rete di non avere le necessarie prerogative giuridiche per deliberare la propria proposta di regolamento sul diritto d'autore ed è per questo che tale decisione è stata finora rinviata"»;

l'associazione ha altresì sottolineato come la discussione sul diritto d'autore, come più volte richiesto, sia in discussione in Parlamento, «"ma con il blitz di Catricalà […], tutte le modalità democratiche in atto verrebbero spazzate via di colpo, scavalcando il Parlamento e permettendo subito l'approvazione del regolamento Agcom […]. Con tali atteggiamenti non si mette in discussione solo il diritto d'autore ma tutto il nostro ordinamento giuridico e la Costituzione"». A ciò occorre aggiungere che tutto questo accadrebbe in un momento in cui il mandato dei commissari Agcom è in scadenza;

l'articolo prosegue: «Assoprovider chiede dunque al Governo "di non emanare questo assurdo provvedimento che non ha nulla di interpretativo e che violerebbe la Costituzione, chiediamo di lasciare al Parlamento la discussione democratica sulla nuova legge sul diritto d'autore e di concentrarsi invece, con l'adeguata trasparenza nei confronti della società civile, sulle nomine dei prossimi vertici Agcom in modo che nel prossimo futuro possano sedere in quelle posizioni rilevantissime per la libertà d'informazione nel nostro Paese persone non solo competenti ma che abbiano soprattutto quale unico mandato la salvaguardia dell'interesse generale e lo sviluppo democratico anche nel panorama digitale"»;

per delineare un quadro completo di tale vicenda occorre ricordare che in occasione dell'audizione informale tenuta presso gli Uffici di Presidenza, integrati da rappresentanti dei Gruppi parlamentari e dalle Commissioni riunite 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) e 8a (Lavori pubblici, comunicazioni) del Senato del 21 marzo 2012, in materia di diritto d'autore sul web, il Presidente dell'Agcom, dottor Corrado Calabrò, ha auspicato l'elaborazione di una proposta normativa da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri che ribadisca la legittimazione dell'Agcom e definisca meglio la competenza della stessa Autorità nonché gli specifici poteri in materia di diritto d'autore, per poi procedere all'adozione di uno specifico regolamento sul tema;

anche alla luce dell'interesse che l'opinione pubblica ha dimostrato di nutrire nei confronti della questione, è opportuno che sull'intera materia vi sia una riflessione di carattere generale volta a valutare ogni singola questione nel contesto della già invocata riforma del diritto d'autore,

si chiede di sapere:

quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare al fine di pervenire alla definizione di una normativa sul diritto d'autore sul web, che sia il più possibile condivisa per evitare il rischio che l'attività di regolazione dell'Agcom possa in futuro diventare uno strumento lesivo della libertà d'informazione e di espressione su Internet, in particolar modo in un momento in cui viene quotidianamente messa in discussione l'indipendenza e la trasparenza delle procedure di nomina all'interno dell'Autorità;

se non ritenga che una questione così delicata, che inciderà in maniera profonda sulla società e che costituisce, per certi versi, già un'anomalia rispetto alle altre democrazie occidentali, meriti una approfondita analisi parlamentare e se a tal fine il Governo intenda sostenere, per quanto di competenza, l'avvio dell'esame dei disegni di legge in materia di riforma della disciplina del diritto d'autore, già depositati in Parlamento;

se effettivamente sia al vaglio della Presidenza del Consiglio l'elaborazione di una specifica normativa sul diritto d'autore che attribuisca all'Agcom la legittimazione ad agire in materia, nonché quali siano, limitatamente agli aspetti di propria competenza, le valutazioni del Governo rispetto ai contenuti del regolamento Agcom di cui all'allegato A della delibera 398/2011/CONS, la cui adozione potrebbe avvenire a breve.

(3-02814)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

D'ALIA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

con legge del 14 settembre 2011, n.148, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n.138, è stata conferita al Governo la delega per la riorganizzazione della distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio nazionale, al fine di realizzare risparmi di spesa ed incremento di efficienza;

alla lett. e) del comma 2 dell'art. 1 di tale legge, è espressamente previsto che il Governo dovrà adottare, come prioritaria linea di intervento, il riequilibrio delle attuali competenze territoriali, demografiche e funzionali tra uffici limitrofi, ma caratterizzati da rilevanti differenze di dimensioni;

per il tribunale di Modica (Ragusa), la corretta applicazione della delega dovrà prevedere la revisione del suo circondario, attraverso l'inclusione di comuni limitrofi, peraltro ricadenti in un territorio sostanzialmente omogeneo dal punto di vista economico, sociale e culturale, denominato il val di Noto;

ciò determinerà l'allargamento della circoscrizione giudiziaria del tribunale di Modica, con i comuni di Rosolini, Noto, Pachino, Portopalo e Palazzolo Acreide, nonché l'opportuna deflazione dell'attuale sovraccarico del confinante tribunale di Siracusa, destinato ulteriormente ad aggravarsi a seguito delle sopprimende sezioni staccate di Lentini, Augusta e Avola;

il tribunale di Modica è allocato in una struttura nuovissima, inaugurata di recente e costata circa 20.000.000 di euro ed il Comune di Modica ha, altresì, messo a disposizione, con nota inviata al Ministero della giustizia, altri due edifici limitrofi convergenti su un unico parcheggio di circa 450 posti e costituenti, nell'insieme, una cittadella della giustizia, già strutturalmente esistente, in grado di ospitare, funzionalmente, tutti i servizi giudiziari;

tale soluzione appare ottimale ai fini previsti dalla delega per incrementare la funzionalità del servizio Giustizia e soprattutto per realizzare risparmi di spesa;

al contrario l'accorpamento del tribunale di Modica al tribunale di Ragusa sarebbe controindicato proprio sul terreno dell'efficienza e dell'economicità;

infatti, il tribunale di Ragusa è insufficiente e poco funzionale già per gli attuali affari giudiziari, tanto che gli uffici del giudice di pace e degli ufficiali giudiziari sono stati trasferiti in altri edifici, peraltro a notevole distanza. A ciò si aggiunga che la sopprimenda sezione staccata di Vittoria verrà a confluire sul tribunale di Ragusa, con ulteriore aggravamento della già difficile situazione di tale tribunale, la cui struttura giudiziaria diventerebbe assolutamente insufficiente e certamente non funzionale, in caso di accorpamento del tribunale di Modica, quindi tale ipotesi appare contraria allo spirito di economicità e di efficienza che connota la riforma,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, in sede di esercizio della delega per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, intenda, così come prioritariamente previsto dalla legge, procedere al riequilibrio territoriale tra tribunali limitrofi e conseguentemente disporre l'allargamento della circoscrizione giudiziaria del tribunale di Modica ai comuni del val di Noto ed in particolare ai comuni di Rosolini, Noto, Pachino, Portopalo e Palazzolo Acreide. In tal modo si assicurerebbero gli obiettivi di economicità ed efficienza cui è ispirata la delega, decongestionando il tribunale di Siracusa, già sovraccaricato e che lo sarà ancora di più con la soppressione delle sezioni staccate di Augusta, Lentini e Avola e creando a Modica un tribunale dalle dimensioni ottimali, così garantendo il diritto dei cittadini del circondario di Modica ad una giustizia di prossimità, altrimenti compromesso.

(4-07330)

MARCENARO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

secondo quanto attesta una foto, pubblicata oggi su tutti i giornali, due cittadini algerini sul volo Alitalia Roma-Tunisi delle ore 9,20 di martedì 17 aprile 2012, che venivano rimpatriati, sono stati immobilizzati, imbavagliati con nastro da pacchi marrone e bloccati alle mani con fascette di plastica;

la denuncia è arrivata da un passeggero presente sul volo. Alla richiesta di informazioni sollevata dal passeggero, gli agenti che accompagnavano i due immobilizzati, presentatisi come personale della Polizia di Stato, avrebbero risposto che si trattava di una normale operazione di rimpatrio condotta dalla Polizia;

le precisazioni fornite dalla Polizia, secondo quanto riportato dai giornali, ovvero che lo scotch serviva a fissare una maschera sanitaria sulla bocca e che i due algerini avrebbero fatto di tutto per non essere rimpatriati. cosa che avrebbe reso necessario immobilizzarli, e che, infine, mascherine e fascette sarebbero state rimosse subito dopo il decollo, non cancellano ma accentuano la gravità dell'accaduto;

nessuna persona e in nessun caso può essere sottoposta a trattamenti inumani e degradanti, come quelli documentati,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga che, contrariamente a quanto dichiarato dal capo della Polizia, dottor Antonio Manganelli, il fatto in sé avrebbe richiesto, al di là dell'accertamento delle responsabilità, un immediato giudizio di condanna;

se non ritenga di riferire sulla dinamica dei fatti e di chiarire in che modo si sia svolta l'operazione di rimpatrio;

se non ritenga opportuno riferire su quali disposizioni intenda adottare per impedire il ripetersi di fatti come questo e per punire i responsabili, che certo non possono essere solo, né principalmente, gli agenti direttamente coinvolti.

(4-07331)

FERRANTE, DELLA SETA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

a Roma, tra piazza Venezia e largo Argentina, fino a dicembre 2009, in via del Plebiscito, a circa 40 metri dal portone di palazzo Grazioli, di fronte all'entrata laterale di palazzo Venezia, insisteva una fermata degli autobus;

dopo l'attentato all'ex Presidente del Consiglio dei ministri, in cui il medesimo fu ferito con una statuetta al volto, un laconico cartello avvertì che la fermata era stata soppressa per motivi di sicurezza;

inoltre tale fermata era anche uno snodo fondamentale per la mobilità pubblica del centro di Roma, essendo fermata di scambio tra 18 linee provenienti da 4 direzioni differenti (via del Corso, via Nazionale, via dei Fori imperiali, via del teatro Marcello);

di fatto questa soppressione costringe, da oltre due anni, i romani e non a scendere quasi a metà di via del Corso o all'inizio dei Fori imperiali, per raggiungere a piedi la loro destinazione. Ma è assurdo e incomprensibile il fatto che in via del Plebiscito continuino a transitare indisturbati autovetture, autobus, pullman turistici e motorini, con l'effetto che molto spesso, a causa del traffico, si formano enormi ingorghi, proprio davanti al portone d'ingresso di palazzo Grazioli. Questa situazione, è evidente a tutti, determina sicuramente più pericolo rispetto ad una fermata d'autobus a 40 metri di distanza;

a seguito di questa decisione ci furono manifestazioni spontanee di protesta di utenti, di associazioni dei consumatori e dei commercianti, essendo quello un nodo nevralgico per i trasporti nel centro della città;

si evidenzia, inoltre, che vennero raccolte da cittadini, residenti, commercianti, studenti, operatori del turismo e utenti del servizio pubblico più di 10.000 richieste di ripristino della fermata di via del Plebiscito consegnate poi al Prefetto il 19 febbraio 2010 ed era stata diffusa, anche sul web, una nota dell'associazione Abitanti del centro storico in cui ci si chiedeva come fosse stato possibile pensare di togliere un tale servizio, una fermata strategica, per lavoratori, impiegati e studenti, turisti e come non pensare a invalidi e portatori di handicap;

a novembre 2011 si è dimesso il Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore, pertanto è del tutto evidente il venir meno dei motivi di sicurezza legati alla vicinanza della sua residenza privata alla fermata soppressa,

si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo non ritenga oramai di revocare i motivi di sicurezza eccezionali che hanno comportato la soppressione della fermata di via del Plebiscito, visto anche l'imponente servizio di vigilanza permanente di tutto il perimetro di Palazzo Grazioli, in modo da riconsegnare ai romani, e ai numerosi turisti, uno snodo fondamentale per la mobilità pubblica del centro di Roma.

(4-07332)

FERRANTE, DELLA SETA - Ai Ministri per la cooperazione internazionale e l'integrazione e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

gli interroganti in data 6 marzo 2012 hanno presentato un'interrogazione, 4-07002, sulla vicenda che riguarda l'amministrazione comunale di Roma che, attraverso la pubblicazione dell'esito dei bandi sull'affidamento dei servizi cittadini sulle dipendenze, avrebbe, di fatto, cancellato più di 20 anni di storia di un sistema di eccellenza in Italia, in particolare nel campo dei servizi di riduzione del danno e dei rischi;

successivamente a quella data, dalla lettura di un dossier, "La cricca di Alemanno (e Rampelli) - Dossier sui finanziamenti del Comune di Roma nel settore tossicodipendenze" (trasmesso in allegato alla presente interrogazione e acquisito agli atti del Senato), predisposto dal Coordinamento nazionale delle comunità d'accoglienza (CNCA) Lazio in collaborazione con il Roma Social Pride , si è venuti a conoscenza del fatto che l'Agenzia capitolina sulle tossicodipendenze (ACT) opera attraverso due fondi diversificati: il Fondo comunale (finanziato dal Comune di Roma) e il Fondo regionale (finanziato dalla Regione Lazio);

entrambi i suddetti fondi dovrebbero concorrere a finanziare specifiche e mirate azioni di intervento finalizzate al contrasto alle dipendenze da sostanze stupefacenti. Del Fondo comunale, pari a circa 3,5 milioni di euro, vengono messi a bando 2,519 milioni. Se si considera che almeno un 20 per cento è destinato alle spese di gestione dell'ACT, c'è da chiedersi come venga impiegata la somma rimanente, tutt'altro che trascurabile. Il Fondo regionale, invece, può contare su circa 2,250 milioni di euro;

il primo fondo ha sempre finanziato i servizi di cura rivolti alle persone tossicodipendenti. Il secondo gli interventi di prevenzione e gli inserimenti lavorativi;

è importante evidenziare che sono gravi e numerose le criticità che si riscontrano già solo visionando i bandi: più soldi disponibili, ma rette più basse e qualità dei servizi peggiore; calcolando in modo approssimativo il costo medio giornaliero per persona accolta nei servizi finanziati con i fondi comunali emerge che l'importo concesso mediamente agli enti gestori scende da circa 39 a circa 26 euro. Dunque, stessi servizi ma molti meno soldi. Si potrebbe pensare che questa riduzione sia legata alla difficile situazione in cui versa il Paese, ai tagli che gli enti locali hanno subito, al deficit del Comune di Roma. Non è così: anche in un momento come questo, in cui i servizi sociali comunali sono sotto forte pressione, il Fondo comunale per le tossicodipendenze è stato aumentato di 500.000 euro nel 2010. Dunque, i soldi ci sono, anzi più di prima, ma si decide di impiegarli diversamente. Un esempio: la Comunità residenziale di Città della Pieve, gestita con fondi del Comune di Roma, aveva a disposizione - prima dell'ultimo bando - 623.000 euro annui per accogliere 45 utenti. Con l'ultimo bando il finanziamento sale a 716.000 euro, ma gli utenti dovranno essere tra i 60 e i 90. Sarà difficile mantenere gli standard del servizio con un finanziamento aumentato del 13 per cento quando l'utenza crescerà tra il 33 per cento e il 100 per cento;

una criticità creata dall'ACT riguarda i centri diurni: sono strutture che accolgono persone tossicodipendenti attive (che cioè consumano droghe) in grave condizione di marginalità, cittadini che vanno al centro per lavarsi, mangiare qualcosa, lavare i panni, far fronte a esigenze elementari di sopravvivenza. Sono spesso in condizioni psicologiche difficili. A Roma - città di 3 milioni di abitanti, il Comune più vasto e popoloso d'Italia - ne esistevano 6 distribuiti in ogni parte della città: centro, nord, ovest, sud, est, litoranea. Ognuno poteva prendersi cura di 10 tossicodipendenti per volta, e non è un lavoro facile. Con il nuovo bando i centri diurni "a bassa soglia" diventano 2, gli utenti da seguire 30 e il finanziamento sale da 108.456 a 143.000 euro: con un 30 per cento in più di risorse si vuole alzare l'utenza del 300 per cento. Discorso simile per i centri notturni "a bassa soglia": anche queste strutture sono frequentate da tossicodipendenti attivi in gravissima situazione di marginalità (non sanno dove dormire), che possono così mangiare, fare la lavatrice, una doccia, incontrare un medico. Erano 3, ora dovrebbero diventare 2 e passare da 10 a 15 utenti ognuno. "Dovrebbero" perché uno dei due bandi è andato deserto, così come uno dei bandi per i centri diurni "a bassa soglia": con i soldi stanziati dall'ACT non si riescono a coprire le spese per una nuova struttura, più grande e con più servizi per rispondere alle esigenze di più persone, oltre al fatto che diventa quasi impossibile seguire ogni utente in modo personalizzato e continuare a pagare gli operatori alla stessa cifra di prima;

mentre al Fondo regionale, il risultato è ancora più clamoroso: i soldi stanziati per l'orientamento e l'inserimento lavorativo delle persone tossicodipendenti passano da 1,233 milioni di euro, quando Canu, presidente dell'ACT dal 2009, non lo era ancora, ai 500.000 previsti nei nuovi bandi. Un tracollo;

è importante evidenziare che dalla lettura del suddetto dossier emerge con chiarezza anche un altro scenario anch'esso altrettanto grave e opaco: Massimo Canu, presidente dell'ACT, è cresciuto nelle file del Modavi (Movimento delle associazioni di volontariato italiano, protezione civile e servizi sociali), l'associazione tra i cui fondatori si trova proprio il sindaco di Roma e che ha come sponsor principali noti esponenti politici della stessa area. Canu è stato presidente del Modavi Lazio e, almeno fino al marzo 2011 (quando aveva già un incarico nell'ACT e decideva sull'affidamento di servizi), era presidente del Modavi Olbia, di cui è ora responsabile la sorella Sara. Membro del Modavi era anche il Capo dell'ex Dipartimento della gioventù presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, Andrea Sergio Fantoma. Mentre la moglie di Canu, Maria Teresa Bellucci, dapprima stretta collaboratrice di Laura Marsilio, assessore capitolino alla famiglia e ai giovani, è rimasta dirigente presso lo stesso assessorato quando Gianluigi De Palo ha preso il posto di Laura Marsilio. È importante sottolineare che a questo assessorato fa capo la delega per le tossicodipendenze e l'ACT;

da questi intrecci politici-familiari a giudizio degli interroganti emerge con chiarezza, come già denunciato nella interrogazione 4-07002, il disegno politico di epurare quella parte di terzo settore non allineato, sostituendolo con quelle associazioni e cooperative di area o comunque vicine all'attuale Giunta,

si chiede di conoscere:

se ai Ministri in indirizzo risulti che l'amministrazione comunale di Roma, nello svolgimento e all'esito dei bandi sull'affidamento dei servizi cittadini sulle dipendenze, non abbia espressamente violato le proprie prerogative istituzionali, ciò che rappresenterebbe una lesione dei principi costituzionali di trasparenza, di imparzialità e di legittimità nell'azione della pubblica amministrazione e renderebbe indispensabile un intervento in autotutela per sospendere gli affidamenti previsti dall'esito dei bandi relativi al Fondo comunale per le tossicodipendenze;

se il Governo, per quanto di competenza, non ritenga oramai improcrastinabile un intervento normativo che ripensi, nel suo complesso, l'indirizzo politico, programmatico e gestionale dell'ACT, senza escludere una sua soppressione, atteso che l'Agenzia oramai si è trasformata in un apparato burocratico che pesa inutilmente sul bilancio di gestione delle attività, togliendo risorse, già scarse, alla realizzazione degli interventi;

se non intenda immediatamente, per quanto di sua competenza, convocare un tavolo tecnico che, attraverso un vero confronto tra la Giunta capitolina e le organizzazioni del terzo settore, le municipalità e gli altri attori sociali, ridisegni attraverso un piano programmatico le politiche sociali sulla tossicodipendenza, riconsegnando in tal modo alla città di Roma un sistema di eccellenza riconosciuto in tutta Italia, e in particolare nel campo dei servizi di riduzione del danno e dei rischi.

(4-07333)

FERRANTE, DELLA SETA - Ai Ministri dell'interno e per la cooperazione internazionale e l'integrazione - Premesso che:

si apprende dalla lettura di alcuni quotidiani on line dell'ennesima violazione dei diritti umani nei confronti di immigrati giunti nel nostro Paese. Da quasi tre settimane, 24 somali, tra cui 5 donne, giunti, il 2 aprile 2012, a Lampedusa su un barcone, si trovano in un residence di Cala Creta, da dove non possono né uscire né telefonare. Durante la traversata dieci immigrati, secondo il racconto dei superstiti, sarebbero morti annegati dopo essere finiti in mare;

è importante, inoltre, sottolineare l'assenza di qualsiasi aiuto sia esso umanitario o in generi di conforto: difatti quasi tutti sono a piedi nudi e qualcuno indossa le stesse scarpe utilizzate durante il tragitto, che portano ancora i segni della salsedine;

i profughi, tra i quali anche una donna incinta ed alcuni malati che non riceverebbero assistenza medica, per richiamare l'attenzione sulla loro situazione, hanno inscenato una protesta, con cartelloni che richiamano al rispetto dei diritti umani;

i Somali, con la loro iniziativa, intendono solo sollecitare il trasferimento in un centro per richiedenti asilo in modo da formalizzare le pratiche per il riconoscimento dello status di rifugiati; per dare più forza alla loro protesta hanno iniziato anche uno sciopero della fame;

si sottolinea che in queste ore, all'interno del residence di Cala Creta, dove sono ospitati i migranti, si sono registrati anche momenti di forte tensione,

si chiede di conoscere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto e, nel caso, come intendano intervenire affinché sia immediatamente dato ai profughi il diritto di essere trasferiti in un centro per richiedenti asilo in modo da formalizzare le pratiche per il riconoscimento dello status di rifugiati;

se non ritengano opportuno accelerare le procedure e i lavori per rendere nuovamente agibile il Centro di prima accoglienza, che ha subito danni a causa di un incendio, in modo da procedere immediatamente alla revisione della decisione di considerare Lampedusa "porto non sicuro".

(4-07334)

FANTETTI - Al Ministro degli affari esteri - Premesso che:

gli sportelli consolari di Manchester e Bedford servono una comunità rispettivamente di oltre 35.000 e 27.000 cittadini italiani e garantiscono i servizi amministrativi per tutti i connazionali residenti;

lo sportello consolare di Bedford deve trovare una nuova sede essendo l'attuale sovradimensionata rispetto alle reali esigenze;

il Consolato generale di Londra è oberato di lavoro e ancora non operativo per molti mesi nella nuova sede;

il Ministero degli affari esteri, attraverso l'intervento ufficiale del Ministro Terzi alla recente Conferenza Plenaria del Consiglio generale degli italiani all'estero, ha ribadito il congelamento di ogni piano di chiusura di sedi consolari,

si chiede di sapere:

se risulti vera la notizia della paventata chiusura dei suddetti sportelli consolari;

nel caso in cui ciò non corrisponda al vero, quali azioni il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per individuare la nuova sede dello sportello di Bedford e garantire allo sportello di Manchester la piena operatività.

(4-07335)

FASANO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

le piogge torrenziali che hanno interessato il Centro-Sud nei giorni successivi alla Pasqua hanno duramente provato la Mingardina, strada che collega Marina di Camerota e Palinuro, due rinomate località turistiche del Cilento (Salerno). Il mare ha mangiato quasi due metri di strada, mettendo seriamente a rischio il transito sull'arteria;

in seguito al tempestivo sopralluogo effettuato dai tecnici della Provincia di Salerno sulla Mingardina, è risultato chiaro che il problema, ormai tristemente noto, è causato dalle mareggiate, per cui potrebbe trovare soluzione definitiva solo con i futuri interventi di protezione del litorale;

un altro movimento franoso tiene con il fiato sospeso la costiera cilentana: la frana in località Rizzico tra Asce e Pisciotta che, da oltre 40 anni, sta scivolando sulla strada statale 447;

considerato che:

una serie di studi - già oggetto dell'atto di sindacato ispettivo 4-06989, presentato dall'interrogante e pubblicato il 1° marzo 2012 - evidenziano la progressiva e inesorabile erosione a cui è soggetta la costa del Cilento: ogni anno si verifica una riduzione di circa 5.300 metri quadrati di spiagge;

l'intensificarsi dei fenomeni legati al dissesto idrogeologico del territorio sta portando a una progressiva erosione di molti dei luoghi più suggestivi della Costiera cilentana, rischiando di compromettere il turismo;

tenuto conto che il Cilento tutto, in particolare le due comunità interessate dal dissesto della Mingardina, ossia Marina di Camerota e Palinuro, sono località che vivono di turismo, al punto che gli operatori turistici sono disposti ad anticipare i soldi necessari per mettere in sicurezza la strada stessa,

l'interrogante chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quali sono le zone del territorio della Costa del Cilento che presentano una vulnerabilità accentuata e sono soggette a fenomeni di dissesto ed erosione o comunque allo smottamento di materiali;

se, più in particolare, sia a conoscenza dei fatti riportati e, in caso affermativo, se e quali azioni intenda promuovere affinché si possa trovare una definitiva soluzione a tali problemi.

(4-07336)

BASSOLI, BOSONE - Al Ministro della salute - Premesso che:

la Fondazione Maugeri nasce a Pavia nel 1965, per iniziativa di Salvatore Maugeri, uno dei padri della medicina del lavoro, allo scopo di sostenere le attività dell'Università della città, come clinica del lavoro convenzionata con il Servizio sanitario nazionale, per aiutare i pazienti a recuperare le capacità funzionali dopo incidenti, malattie o interventi chirurgici;

nel 1969 viene riconosciuta Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, entrando nel giro degli ospedali di serie A;

nel 1995 avviene la trasformazione in "Fondazione Salvatore Maugeri, Clinica del lavoro e della riabilitazione";

negli anni la Fondazione ha allargato le sue collaborazioni, oltre che in Lombardia, anche in Piemonte, Liguria, Veneto, Campania, Puglia e Sicilia. Ad oggi sono venti i centri e cinquanta i laboratori in Italia che lavorano con l'Istituto pavese, con un totale di 770 medici, 2.351 letti in tutta Italia, di cui 1.300 in Lombardia, garantendo 30.000 prestazioni l'anno;

di recente l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ha riconosciuto la Fondazione tra le strutture ospedaliere di eccellenza per la cura della broncopneumopatia cronica ostruttiva;

considerato che:

l'indagine della magistratura tutt'ora in corso ha messo in luce, secondo quanto riferito dalla stampa, elementi che prefigurano una serie di reati che vanno dalla corruzione all'associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, eccetera Inoltre sono stati eseguiti una serie di arresti tra cui quello dell'ex assessore regionale della Lombardia, Antonio Simone, e di Pierangelo Daccò, per presunte distrazioni dalle casse del S. Raffaele e della Fondazione Maugeri, nonché del manager della Fondazione in questione Costantino Passerino (si veda, ad esempio, "News24.it" del 14 aprile 2012),

si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per avere maggiori elementi di chiarezza su quanto è accaduto, senza che questo rappresenti un ostacolo alle indagini che la magistratura sta svolgendo in autonomia, al fine di ridare serenità ai tanti malati che devono poter continuare le cure con la fiducia necessaria al buon esito della terapia, di dare al personale sanitario la garanzia di poter svolgere la propria attività professionale in piena sicurezza e, infine, di salvaguardare le attività scientifiche e di ricerca della Fondazione.

(4-07337)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:

6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro):

3-02809, della senatrice Germontani, sulle stime di gettito dell'imposta municipale sugli immobili;

3-02811 e 3-02812, del senatore Lannutti, rispettivamente sulla vendita di prodotti derivati a imprese ed enti locali e sulla tutela dei risparmiatori che hanno sottoscritto titoli finanziari rischiosi su indicazione degli istituti di credito;

7ª Commissione permanente(Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport):

3-02810, del senatore Peterlini, sulla valutazione dei titoli extra-accademici nell'attribuzione dell'abilitazione scientifica nazionale.

Interrogazioni, ritiro

È stata ritirata l'interrogazione 4-07255, dei senatori Palmizio e Piscitelli.