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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 714 del 23/04/2012


SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVI LEGISLATURA ------

714a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO (*)

LUNEDÌ 23 APRILE 2012

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Presidenza del vice presidente NANIA,

indi della vice presidente BONINO

e del presidente SCHIFANI

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(*) Include l'ERRATA CORRIGE pubblicato nel Resoconto della seduta n. 715 del 24 aprile 2012
(N.B. Il testo in formato PDF non è stato modificato in quanto copia conforme all'originale)

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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Coesione Nazionale (Grande Sud-Sì Sindaci-Popolari d'Italia Domani-Il Buongoverno-Fare Italia): CN:GS-SI-PID-IB-FI; Italia dei Valori: IdV; Il Popolo della Libertà: PdL; Lega Nord Padania: LNP; Partito Democratico: PD; Per il Terzo Polo (ApI-FLI): Per il Terzo Polo:ApI-FLI; Unione di Centro, SVP e Autonomie (Union Valdôtaine, MAIE, Verso Nord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano, Partito Socialista Italiano): UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI; Misto: Misto; Misto-MPA-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud: Misto-MPA-AS; Misto-Partecipazione Democratica: Misto-ParDem; Misto-Partito Repubblicano Italiano: Misto-P.R.I..

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RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza del vice presidente NANIA

La seduta inizia alle ore 18,04.

Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del 18 aprile.

Le comunicazioni rese dalla Presidenza nel corso della seduta sono riportate nel Resoconto stenografico.

Discussione del disegno di legge:

(3184-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Ricorda che oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno solo le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale.

BALDASSARRI, relatore. Il decreto-legge n. 16 è di ordinaria manutenzione fiscale, ma reca contenuti di grande importanza, ulteriormente affinati nel passaggio alla Camera. Per consentire la conversione del decreto-legge in scadenza, durante l'esame in seconda lettura presso le Commissioni competenti del Senato sono stati respinti tutti gli emendamenti e sono stati accolti dal Governo alcuni ordini del giorno su questioni di particolare rilevanza. Sarà necessario approfondire le valutazioni, a volte arbitrarie, sulla base delle quali la Ragioneria generale dello Stato si esprime in ordine alla sussistenza della copertura finanziaria, anche su emendamenti che nulla hanno a che vedere con il principio sancito dall'articolo 81 della Costituzione. Allega ai Resoconti della seduta una relazione che illustra le modifiche apportate dalla Camera (v. Allegato B).

AZZOLLINI, relatore. Si sofferma su alcune delle modifiche introdotte dalla Camera dei deputati. L'articolo 3 reca disposizioni volte al riconoscimento del credito d'imposta per la nuova occupazione stabile del Mezzogiorno, mentre all'articolo aggiuntivo 4-ter viene inserita, per il patto di stabilità, la possibilità di una compensazione a livello regionale e nazionale tra Comuni che prevedono di conseguire un differenziale positivo e Comuni che hanno difficoltà a coprire residui di spesa in conto capitale. Si introducono disposizioni che consentono nuovi contratti di lavoro flessibile negli enti locali, in particolare per la polizia locale, l'istruzione pubblica e i servizi sociali. All'articolo 5, si innova la vigente disciplina della riscossione dei tributi locali e si interviene per la prevenzione delle frodi su carte di pagamento. All'articolo 12, si assegnano risorse agli enti locali per il pagamento dei crediti commerciali connessi all'acquisto di servizi e forniture e si destinano risorse all'edilizia sanitaria. In ordine alla copertura finanziaria, all'articolo 13 si dispone l'incremento dei risparmi di spesa previsti per il 2012 a valere delle risorse destinate al funzionamento degli enti previdenziali e dei monopoli, nonché una riduzione lineare delle dotazioni finanziarie di ciascun Ministero, per un importo di 280 milioni di euro nell'anno in corso e di 180 milioni di euro per il 2013.

MAZZATORTA (LNP). Avanza la questione pregiudiziale QP1. Talune delle numerose e corpose modifiche apportate dalla Camera destano perplessità, come le inapplicabili norme concernenti la compensazione orizzontale ai fini del patto di stabilità interno, quando non sbigottimento, come nel caso della possibile decurtazione del 90 per cento degli importi spettanti ai Comuni per le multe per violazione del codice della strada. Propone di non procedere all'esame del provvedimento, perché esso non presenta i requisiti di straordinaria necessità ed urgenza previsti dalla Costituzione e perché, contrariamente a quanto sancito dalla sentenza della Corte costituzionale n. 22 del 2012, durante l'esame parlamentare sono state inserite al suo interno disposizioni estranee al titolo e all'oggetto del decreto-legge stesso.

La questione pregiudiziale QP1 risulta respinta.

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

BARBOLINI (PD). L'esame del provvedimento alla Camera ha consentito di affinare alcune disposizioni contenute nel decreto-legge, per esempio in tema di riscossione dei crediti vantati dallo Stato verso i contribuenti in difficoltà. Positive sono le correzioni apportate sull'IMU, in particolare la possibilità di pagamento in tre rate ed il reintegro del fondo di riequilibrio destinato ai Comuni, tuttavia lo Stato avrebbe dovuto rinunciare al prelievo come seconda casa sulle abitazioni degli anziani che hanno stabilito la propria residenza presso le case di cura dove sono ricoverati. Più in generale, andrebbe alleggerita l'imposizione gravante sulle abitazioni diverse dalla principale e sulle attività economiche. Poco pragmatica e frutto di un'impostazione centralistica e sanzionatoria è la decisione di cancellare la concessione ai Comuni di un periodo di tre anni per il rientro nel patto di stabilità. Positiva è invece l'adozione di norme meno stringenti per l'assunzione di personale da parte degli enti locali in regola con i parametri di virtuosità e soprattutto l'adozione della compensazione orizzontale tra Comuni ai fini del rispetto del patto di stabilità, una formula già sperimentata con successo in Emilia Romagna. Servirà, infine, un ridisegno organico per quanto riguarda il tema dei giochi, per correggere i passi indietro compiuti durante l'esame alla Camera.

LI GOTTI (IdV). Nonostante la forte denuncia più volte reiterata dal Senato in merito ai rischi connessi alla diffusione del gioco d'azzardo, strumento di ingenti arricchimenti per la criminalità organizzata e veicolo della distruzione di interi patrimoni personali e familiari, le modifiche introdotte dalla Camera dei deputati limitano la portata delle misure introdotte dal decreto-legge, riducendo i controlli antimafia ai soli concessionari dei giochi ed ai loro coniugi non separati. Il provvedimento si presenta per questo motivo fortemente deludente.

MUSI (PD). Quasi tutte le modifiche introdotte dalla Camera dei deputati erano state proposte in prima lettura al Senato ed inspiegabilmente non accolte. E' stata, per esempio, almeno in parte risolta la questione delle case degli anziani ricoverati nelle case di cura e degli italiani all'estero. Permangono comunque aperte questioni di rilievo, come il regime degli immobili affittati a canone concordato. Più in generale, la questione della tassazione sugli immobili va inserita nel quadro del federalismo fiscale, della definizione della spesa delle autonomie territoriali e di quella pubblica nel suo complesso, che deve essere ridotta e tenuta sotto controllo per impedire l'aumento dell'IVA altrimenti preventivato a partire dal 1° settembre prossimo. Serve un rigoroso programma di crescita; serve, soprattutto, la politica intesa come perseguimento fermo e coerente dell'interesse pubblico, la quale può essere condotta solo da una classe politica credibile e moralmente ed eticamente irreprensibile.

PARDI (IdV). Permangono nel decreto molte lacune, quali il mancato ripristino delle norme antielusione adottate dal Governo Prodi e del reato di falso in bilancio, che lo rendono monco e poco incisivo. Inoltre il mantenimento della possibilità di patteggiamento per i reati fiscali o l'esenzione dall'applicazione dell'IMU per i patrimoni immobiliari delle fondazioni bancarie fanno del decreto-legge un provvedimento iniquo, insopportabile per chi non può sottrarsi al rigore delle misure fiscali attuate dal Governo. Gli enti locali continuano a rimanere inascoltati e privi di reale capacità gestionale, visto che viene loro sottratta buona parte dei proventi della tassa che avrebbe dovuto reintrodurre l'ICI: sarebbe paradossale se ora, preso atto di questa insostenibile situazione, si concedesse agli enti locali la possibilità di operare una ulteriore tassazione sugli immobili.

FLERES (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Nonostante la Camera dei deputati abbia apportato significative modifiche al decreto-legge, il Gruppo continua a dissentire sui suoi contenuti, in particolare sulla parte che accrescendo la pressione fiscale su cittadini ed imprese contribuisce ad aggravare la fase recessiva che il Paese vive. Il sistema architettato dal Governo mantiene esclusi Regioni e Comuni dalla politica fiscale attiva: le amministrazioni locali, non essendo in grado di reperire le risorse, saranno indotte a ridurre i servizi pubblici, incidendo ancora più pesantemente sulle fasce deboli della popolazione. Se condivisibile appare poi la rateizzazione dell'IMU, restano dubbi sulla ragionevolezza dell'imposta. Di particolare gravità sono le modifiche apportate in tema di controlli sui concessionari per i giochi d'azzardo. La nomina di un Governo tecnico che abusa dei voti di fiducia e la modifica dell'articolo 81 della Costituzione che affida di fatto i contenuti della legge di bilancio alla Ragioneria generale segnano il progressivo passaggio da una Repubblica democratica ad un'oligarchia aristocratico-finanziaria.

Presidenza della vice presidente BONINO

PITTONI (LNP). Il federalismo fiscale, proficuamente avviato nel corso della legislatura, è stato definitivamente bloccato dalle misure attuate dal Governo Monti che hanno inasprito la pressione fiscale, portato il Paese alla recessione e sottratto risorse vitali agli enti locali.

FONTANA (PD). Un sistema fiscale razionale e certo può contribuire a ridurre la tassazione sui cittadini e favorire la crescita. Il provvedimento va in questa direzione e non è pertanto responsabile creare disinformazione intorno alle misure varate dal Governo e migliorate dal lavoro delle Aule parlamentari: sono stati alleggeriti i vincoli sugli oneri tributari; stati rafforzati gli strumenti di lotta all'evasione e molte disposizioni del decreto non fanno altro che recepire le norme del federalismo municipale, che peraltro già aveva contribuito ad elevare la pressione fiscale. Distorte sono poi le informazioni relative alla inesistente esenzione dall'IMU del patrimonio immobiliare delle fondazioni bancarie, così come quelle sulla tassa di scopo, peraltro già esistente e finora utilizzata in maniera ragionevole dagli enti locali. Resta la necessità di affrontare in maniera organica e razionale il tema del gioco d'azzardo, in ordine al quale l'intervento della Camera dei deputati, è stato decisamente peggiorativo.

LAURO (PdL). Gli alibi che sinora hanno giustificato la partecipazione attiva dello Stato alla devastazione sociale causata dal gioco d'azzardo stanno via via crollando: si evidenzia infatti un trend negativo, in termini assoluti e relativi, delle relative entrate erariali ed il gioco legale non ha eroso gli ambiti di quello illegale, essendo semmai sempre più forte il dominio della criminalità organizzata nel settore. Alla fine di questo processo resteranno i pesantissimi costi sociali di cui lo Stato si dovrà fare carico. Il Governo Monti, che finora poco aveva fatto per contrastare questo perverso fenomeno, aveva introdotto all'articolo 10 una norma che impediva la partecipazione alle gare, il rilascio, il rinnovo o il mantenimento di concessioni anche ai coniugi ed ai parenti e affini di indagati per reati di mafia. Una improvvida modifica della Camera dei deputati, definita dal Governo come frutto di "garantismo trasversale", ha limitato l'esclusione solo ai casi di imputazione e condanna dei titolari della concessione e dei coniugi non separati. In attesa della definizione di questo punto, alla Commissione antimafia è stato finora impedito di compiere accertamenti preventivi sulla documentazione relativa alle 13 concessionarie di gioco d'azzardo on line. Per tali ragioni, non voterà la fiducia che il Governo si appresta a porre sull'approvazione del disegno di legge.

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

AZZOLLINI, relatore. Il dibattito ha riproposto numerose questioni politiche di indubbia rilevanza. Certamente, infatti, il provvedimento è stato migliorato nei due passaggi parlamentari rispetto al testo originario, soprattutto in tema di IMU, di flessibilizzazione del patto di stabilità e di risorse destinate ai Comuni per il pagamento dei crediti della pubblica amministrazione; ma restano aperte questioni di fondamentale importanza, in particolare l'eccessivo peso fiscale gravante sulle imprese e sulle fasce svantaggiate delle famiglie. Considerato il contesto nel quale si opera, il risultato è comunque nel complesso positivo, tanto più se si considera che il decreto in esame intende operare una manutenzione fiscale, affidando un miglioramento complessivo della normativa in materia alla delega fiscale, di imminente discussione, che dovrà avere come finalità la semplificazione, la riduzione degli adempimenti e l'affermazione della certezza del diritto, oggi troppo esposto alle interpretazioni giurisprudenziali.

Presidenza del presidente SCHIFANI

CERIANI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il lavoro parlamentare ha senza dubbio migliorato un testo che non aveva intenti ambiziosi e che si associa alla più sistemica delega che sarà improntata al riordino, alla semplificazione e alla certezza della normativa fiscale, per migliorare la disciplina esistente trovando il più ampio consenso sulle soluzioni da dare alle esigenze prioritarie. Ribadisce quanto già emerso dal dibattito sulla erroneità delle informazioni fornite dalla stampa circa la norma sull'imposta di scopo, che è solo una riformulazione di carattere formale, e sulla inesistente esenzione dall'IMU delle fondazioni bancarie.

GIARDA, ministro per i rapporti con il Parlamento. Autorizzato dal Governo, pone la questione di fiducia sull'approvazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 3184-B, di conversione del decreto-legge n. 16 nel testo identico a quello licenziato dalla Camera dei deputati.

PRESIDENTE. Convoca la Conferenza dei Capigruppo e sospende la seduta.

La seduta, sospesa alle ore 19,59, è ripresa alle ore 20,35.

Presidenza della vice presidente BONINO

PRESIDENTE. Avverte che la discussione e la votazione della questione di fiducia avranno luogo nella seduta antimeridiana di domani a partire dalle ore 9. L'ordine del giorno della seduta di domani è integrato con la votazione sulla costituzione in giudizio del Senato per resistere in un conflitto di attribuzione. In relazione ai lavori della Commissione bilancio, l'esame del Documento di economia e finanza in Assemblea è differito alla seduta di giovedì 26 aprile, con inizio alle ore 12.

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

VIMERCATI (PD). Auspica un intervento del presidente Schifani in risposta alle polemiche suscitate su vari mezzi d'informazione in relazione alle spese sostenute per la fornitura di agende ai senatori, perché tale vicenda sta gettando discredito sul Senato della Repubblica.

PRESIDENTE. Riferirà al presidente Schifani, ma la settimana scorsa è già stata pubblicata una risposta puntuale e circostanziata del senatore Questore Adragna.

PASSONI (PD). Sollecita la risposta del Governo all'interrogazione 3-02603, riguardante l'esclusione dell'azienda Selex Galileo di Campi Bisenzio dalla partecipazione al bando indetto dall'Agenzia spaziale italiana per la realizzazione del satellite ottico Opsis.

PRESIDENTE. Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno della seduta del 24 aprile.

La seduta termina alle ore 20,43.

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente NANIA

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 18,04).

Si dia lettura del processo verbale.

MONGIELLO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 18 aprile.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.

Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 18,06).

Discussione del disegno di legge:

(3184-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)(ore 18,06)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 3184-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.

Ricordo che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale.

I relatori, senatori Baldassarri e Azzollini, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore, senatore Baldassarri.

BALDASSARRI, relatore. Signor Presidente, come è noto, il decreto-legge sulle semplificazioni tributarie è un provvedimento di ordinaria manutenzione, ma ha dei contenuti importanti. A mio parere, esso era già stato in gran parte migliorato nel passaggio al Senato, ed è stato ulteriormente affinato nel passaggio alla Camera. Le Commissioni riunite bilancio e finanze e tesoro hanno concluso da poco i loro lavori, dando mandato ai relatori a riferire in Assemblea. Non sono stati accolti gli emendamenti presentati in Commissione, mentre sono stati accolti alcuni ordini del giorno su questioni che rimangono ad ogni modo aperte.

Signor Presidente, dati i tempi per la conversione del decreto‑legge in esame, (credo che il relativo termine scada il 1° maggio), non riteniamo che in questo momento esistano spazi per ulteriori affinamenti. Proprio per questo tutti i colleghi delle Commissioni hanno ritenuto di affidare agli ordini del giorno eventuali aggiustamenti e miglioramenti delle disposizioni contenute nel decreto.

Signor Presidente, chiedo di poter allegare ai Resoconti della seduta odierna una relazione scritta che illustra puntualmente le modifiche apportate dalla Camera dei deputati.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto e l'autorizza in tal senso.

BALDASSARRI, relatore. Come ho già avuto modo di evidenziare, i suddetti cambiamenti introdotti alla Camera non hanno subito ulteriori modifiche nel passaggio alle Commissioni riunite, salvo affrontare alcuni elementi di ulteriore verifica o di dubbio riguardanti le coperture di alcuni provvedimenti specifici valutati positivamente nel merito, quali ad esempio quello del riconoscimento della tassazione come prima casa in favore degli anziani ricoverati presso una residenza sanitaria. Si tratta di un passaggio che avevamo già sottolineato al Senato, e quindi prendiamo atto positivamente del fatto che tale aspetto sia stato migliorato alla Camera.

Ancora una volta, sulle forme di copertura e sui modi con i quali la Ragioneria dello Stato giustifica le proprie valutazioni e i propri giudizi sui diversi provvedimenti e sulle loro coperture, emerge ulteriormente una necessità quanto meno di approfondimento. Come ricorderà, signor Presidente, in occasione del precedente passaggio al Senato di questo provvedimento, mi ero permesso di sottolineare un vulnus preoccupante, ossia l'attribuzione di un parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione da parte della Ragioneria generale dello Stato, in totale concordia con documenti analoghi emessi da parte dell'ufficio legislativo del Ministero dell'economia e delle finanze, avendo il dovere di precisare che, ai fini della corretta procedura, ciò che conta è il parere della Ragioneria generale dello Stato e non di un ufficio legislativo, pur rispettabile, di un'amministrazione dello Stato. (Brusìo. Richiami del Presidente).

Stavo cercando di sottoporre ai colleghi, e a lei, signor Presidente, un punto che ritengo importante, e cioè che appare come troppo arbitrario e il doveroso giudizio della Ragioneria generale dello Stato, e non di altri uffici dei Ministeri (fino a prova contraria, infatti, è la Ragioneria generale dello Stato che deve dare la bollinatura). I colleghi, forse, dovrebbero essere più preoccupati di quanto non facciano mostra di essere in questo momento in merito all'arbitrarietà di detti giudizi.

Faccio riferimento a due modifiche che consideriamo positive apportate dalla Camera, una delle quali ho già citato (e la cui copertura sembra piuttosto dubbia) o, peggio ancora, come nel passaggio precedente, al parere negativo della Ragioneria generale dello Stato ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione - questo è il punto - attribuito ad emendamenti presentati da 25 senatori, emendamenti che però alla lettura di qualunque persona di buon senso - non occorrono esperti, giuristi o economisti - non avevano e non hanno nulla a che vedere con l'articolo 81 della Costituzione. Si può essere favorevoli o contrari politicamente alle varie proposte che emergono, ma non ci si può nascondere dietro un dito attraverso un parere arbitrario espresso dalla Ragioneria generale dello Stato.

È un tema che credo abbia una rilevanza istituzionale oltre che procedurale, sul quale non voglio dilungarmi. In ogni caso, è un tema che resta, perché resta la verifica delle autorità competenti, le quali dovranno esprimere una valutazione su quanto è avvenuto, anche in relazione al fatto che, per qualche giorno, il documento della Ragioneria generale dello Stato sembrava non esistere agli atti della Commissione parlamentare competente. Come sempre, ovviamente grazie alla correttezza e alla puntualità del presidente Azzollini, quel documento è ora formalmente agli atti della competente Commissione.

Concludo, signor Presidente, come ho iniziato. Credo risponda a buon senso e responsabilità comune prendere atto delle correzioni apportate alla Camera; prendere atto che i tempi non ci consentono di svolgere ulteriori approfondimenti nella terza lettura al Senato. Nelle Commissioni riunite i colleghi hanno preso atto di questi elementi: sono stati bocciati tutti gli emendamenti e alcune istanze rilevanti sono state invece accolte dal Governo e dai relatori sotto forma di ordini del giorno, per continuare eventualmente a lavorare e ad affinare gli elementi che meritano ulteriori approfondimenti.

Ringrazio il Presidente, gli onorevoli colleghi e i rappresentanti del Governo. (Applausi dal Gruppo PdL).

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Azzollini.

AZZOLLINI, relatore. Signor Presidente, mi soffermerò sui profili di maggiore interesse per la Commissione programmazione economica e bilancio in relazione alle disposizioni introdotte alla Camera dei deputati.

All'articolo 3, il comma 16-ter prevede una temporanea compensazione a carico dei fondi disponibili sulla contabilità speciale n. 1778 dell'Agenzia delle entrate, ai fini del riconoscimento del credito d'imposta per la nuova occupazione stabile del Mezzogiorno.

L'articolo aggiuntivo 4-ter, ai commi da 1 a 9, inserisce la disciplina del patto di stabilità interno «orizzontale nazionale». Tali disposizioni introducono una maggiore flessibilizzazione del patto di stabilità interno dei Comuni sul territorio nazionale, consentendo ora una compensazione territoriale non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale. Nello specifico, ai Comuni che prevedono di conseguire un differenziale positivo rispetto all'obiettivo del Patto di stabilità interno e sono disposti a cedere parte del suddetto spazio finanziario viene attribuito un contributo nel limite di un importo complessivo di 500 milioni di euro, pari agli spazi finanziari ceduti da ciascuno di essi e attribuiti ai Comuni che necessitano di maggiori margini di spesa per il pagamento dei residui in conto capitale.

Al medesimo articolo, ai commi da 10 a 16, si introducono disposizioni che ampliano la possibilità di assunzione di personale negli enti locali, fermi restando i vincoli imposti dal patto di stabilità interno. Per brevità, non specifico le varie articolazioni di questa proposta, che comunque è contenuta nella relazione scritta che lascerò agli atti per il Resoconto.

Viene inoltre aggiornato, dall'anno 2004 all'anno 2008, l'esercizio di riferimento in base al quale parametrare le spese di personale degli enti locali non soggetti al patto di stabilità interno e si estende a regime, a decorrere dall'anno 2013, la possibilità di superare il limite di spesa di personale, fissato dall'articolo 9, comma 28, del decreto-legge n. 78 del 2010, per la stipula di contratti di lavoro flessibile nei settori della polizia locale e dell'istruzione pubblica e nel settore sociale, fermo restando che la spesa complessiva non può essere superiore alla spesa sostenuta per le stesse finalità nell'anno 2009. Si consente infine un incremento degli incarichi a contratto nella dotazione organica dirigenziale nel limite massimo generale del 10 per cento della dotazione organica dirigenziale a tempo indeterminato, prevedendo un incremento di tale percentuale per i Comuni di dimensioni ridotte.

All'articolo 5, i commi aggiuntivi da 6-bis a 6-quater sono finalizzati alla promozione del portale «Stipendi PA», come canale privilegiato per l'accesso ai servizi disponibili da parte dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, gestiti nell'ambito del Service personale Tesoro del Ministero dell'economia e delle finanze. In particolare, la norma è mirata a definire un quadro giuridico e operativo certo per consentire la realizzazione del piano di sviluppo dei servizi via web.

Al medesimo articolo 5, il comma 8-bis innova la vigente disciplina della riscossione dei tributi locali, facendo rivivere anticipatamente le norme che erano state abrogate dal testo vigente della lettera gg-septies) dell'articolo 7, comma 2, del decreto legge n. 70 del 2011. In sostanza, il dispositivo anticipa gli effetti che sono già previsti dalla legislazione vigente.

Il comma 6-quinquies, in materia di prevenzione delle frodi su carte di pagamento, prevede che il Ministero dell'economia e delle finanze designi, per la gestione dell'archivio e in qualità di responsabile del trattamento dei dati personali, la Consap spa, a mezzo di apposita convenzione, dalla quale non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

All'articolo 9, commi 3-septies e 3-octies, in materia di affidamento dei rifiuti posti sotto sequestro ai consorzi obbligatori, si dispone che i rifiuti posti sotto sequestro presso le aree portuali e aeroportuali siano affidati a uno dei consorzi obbligatori competenti in base alle caratteristiche del rifiuto sequestrato.

All'articolo 12, al comma 11-sexies, si prevede che una quota delle risorse del fondo speciale per la reiscrizione dei residui passivi di parte corrente, come reintegrata dall'articolo 35, comma 1, del decreto legge n. 1 del 2012, e pari ad un miliardo di euro, sia assegnata, sì, agli enti locali, come era previsto nel testo approvato al Senato, ma con priorità ai Comuni (questa è la novità introdotta nel testo dalla Camera), per il pagamento dei crediti commerciali connessi all'acquisizione di servizi e forniture.

All'articolo 12, ai commi 11-septies e 11-novies, si dispone che le risorse statali spettanti alle Regioni a statuto ordinario per l'anno 2012 siano finalizzate al finanziamento degli interventi regionali in materia di edilizia sanitaria, ad eccezione di un importo di 148 milioni di euro, destinato al rimborso dell'onere sostenuto dalle medesime Regioni per il pagamento dell'IVA relativa ai contratti di servizio del trasporto pubblico locale ferroviario.

Il comma 11-octies rimuove il vincolo di destinazione ad interventi di edilizia sanitaria pubblica, di una quota, pari a 1.500 milioni di euro per l'anno 2012, delle risorse FAS destinate alla programmazione regionale, previsto dall'articolo 1, comma 5, della legge n. 220 del 2010.

Il comma 11-novies, con riferimento alle risorse regionali per il 2011 per i servizi resi da Trenitalia spa, pari a 425 milioni di euro, prevede che le stesse siano ripartite secondo i criteri e le percentuali stabiliti nella seduta del 22 settembre 2011 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e versate, per la parte non ancora erogata, a Trenitalia spa.

In ordine alla copertura finanziaria, all'articolo 13 si dispone l'incremento dei risparmi di spesa previsti per il 2012, a valere sulle risorse destinate al funzionamento degli enti previdenziali e dei monopoli, aggiuntivi rispetto a quelli già connessi all'attuazione di misure di riordino previste dalle manovre recenti.

In proposito, occorre segnalare che anche il disegno di legge n. 3249, in tema di riforma del mercato del lavoro, in una prospettiva di crescita, reca, all'articolo 72, un analogo articolo, là dove si provvede a disporre ulteriori misure di risparmio «aggiuntive» a carico dei medesimi enti in questione, rispetto a quelle non già contemplate dai tendenziali di spesa, sia pure solo a decorrere dal 2013.

Inoltre, il comma 1-quinquies prevede una riduzione lineare delle dotazioni finanziarie disponibili iscritte a legislazione vigente in termini di competenza e di cassa, nell'ambito delle spese rimodulabili delle missioni di spesa di ciascun Ministero, per un importo pari a 280 milioni di euro per l'anno 2012 e a 180 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.

Tali ultimi aspetti ritengo debbano essere approfonditi in sede di scrutinio della validità della predetta copertura finanziaria. (Applausi dal Gruppo PdL).

PRESIDENTE. Senatore Azzollini, la Presidenza l'autorizza ad allegare agli atti la relazione scritta da lei richiamata.

Comunico che è stata presentata la questione pregiudiziale QP1.

Ha chiesto di intervenire il senatore Mazzatorta per illustrarla. Ne ha facoltà.

MAZZATORTA (LNP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, di fronte all'ennesimo decreto-legge del Governo Monti, siamo costretti a presentare l'ennesima questione pregiudiziale di costituzionalità, sperando che quest'Aula possa avere un sussulto e fermare un modo di legiferare che negli ultimi tempi sta davvero rasentando il ridicolo (e mi si perdoni il termine, che so essere poco istituzionale).

I due relatori ci hanno appena illustrato le modifiche apportate dalla Camera dei deputati al testo del decreto che era stato approvato da quest'Aula pochi giorni fa. Il servizio studi del Senato, tra l'altro, ha realizzato un bellissimo dossier, che riassume in 47 pagine fitte fitte tali modifiche apportate nell'arco di pochi giorni.

Fatico a credere che tutti i colleghi senatori siano perfettamente informati di tali modifiche, che - lo ribadisco - sono contenute in un dossier di 47 pagine. Spulciando tra di esse, ci si può accorgere che sono stati inseriti articoli completamente nuovi, che nulla hanno a che vedere con il titolo del decreto-legge, che teoricamente dovrebbe occuparsi solo della semplificazione tributaria, quindi dei rapporti fra lo Stato e il cittadino contribuente, e delle procedure di riscossione. Invece, il senatore Azzollini poco fa ci parlava del nuovo Patto di stabilità per gli enti locali. L'articolo 4-ter, inserito ex novo dalla Camera dei deputati, è composto di 16 commi. Andate a leggerlo alla pagina 28 e seguenti del dossier n. 350 predisposto dal Servizio studi del Senato.

Pur sindaco di un Comune, faccio fatica ad immaginare e capire cosa siano le cessioni di spazi finanziari da parte dei Comuni e tanto meno questo mercato, questa borsa degli spazi finanziari. Tutti quelli che fanno gli amministratori locali sanno che il problema del Patto di stabilità non può essere affrontato in questo modo, ma deve essere considerato in modo radicale, tenendo conto delle condizioni in cui oggi versa il nostro Paese, per sospenderne la procedura almeno per gli obiettivi assegnati ai Comuni, almeno per le sanzioni che gravano sui Comuni, sanzioni che arrivano al 100 per cento dei trasferimenti erariali. Basterebbe tornare alla versione del Patto di stabilità del 2006 e del 2007, non chiediamo tanto: chiediamo solo di avere un Patto di stabilità che ci metta alla pari con i Comuni degli altri Paesi europei. Basta fare un giro in Francia per accorgersi di come, pur in presenza di un Patto di stabilità, i Comuni non siano strangolati, non siano in una situazione di blocco totale come avviene nel nostro Paese.

Ma potete continuare a leggere questo dossier per accorgervi di altro. Ho letto una norma introdotta dalla Camera che stabilisce che gli importi spettanti ai Comuni per le violazioni al codice della strada (in sostanza le multe) siano ridotti del 90 per cento annuo: (è prevista, cioè, una decurtazione del 90 per cento) se il Comune non invia al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti una relazione nella quale siano indicati i proventi delle multe per le violazioni al codice della strada e gli interventi realizzati con tali risorse.

Prevedere che la mancata trasmissione di una relazione al Ministero delle infrastrutture - che finisce nel cassetto dell'ultimo funzionario - possa portare ad una sanzione pari alla decurtazione del 90 per cento delle multe per le violazioni al codice della strada che un Comune ha accertato è cosa cui francamente ancora oggi non riesco a credere, anche se la leggo nel dossier del Servizio studi del Senato. Non posso pensare che il Parlamento possa licenziare una norma di questo tipo.

Qui non stiamo neanche parlando di autonomia degli enti locali, di federalismo fiscale o della Costituzione vigente che riconosce autonomia finanziaria di entrata e di spesa agli enti locali. Qui stiamo parlando di una norma che nemmeno il regime bulgaro più rigoroso ha mai immaginato: una decurtazione del 90 per cento degli importi delle multe per la mancata trasmissione di una relazione! Davvero la lettura del dossier è molto interessante e lascia sbigottiti.

Nella questione pregiudiziale di costituzionalità insistiamo ancora una volta su quell'argomento ormai tante volte dibattuto in Aula senza esito alcuno: un decreto-legge, cioé, può essere adottato se contiene disposizioni davvero di straordinaria necessità ed urgenza. E questo, non perché lo diciamo noi, ma perché lo dice una Carta costituzionale ormai sempre più dimenticata. Attiriamo la vostra attenzione anche su una recente sentenza della Corte costituzionale, la n. 22 del 2012, sulla quale vi è un altro bellissimo studio del Servizio studi del Senato dal titolo: «Convertire un decreto-legge e legiferare non sono un tutt'uno», commento a questa sentenza della Corte, dove si dice in maniera molto chiara che nel processo di conversione del decreto-legge il Senato e la Camera non possono inserire norme eterogenee, che nulla hanno a che vedere con le finalità del decreto-legge, col suo titolo e col suo oggetto.

Qui invece davvero si fa fatica a trovare disposizioni omogenee: è un guazzabuglio di norme che nulla hanno a che vedere con i due oggetti indicati nel titolo del decreto-legge. C'è di tutto e di più, ma poco con riferimento alle semplificazioni tributarie e poco con riferimento alle procedure di riscossione, se non per aggravare ulteriormente la posizione, delle imprese e dei cittadini contribuenti che già hanno il triste primato di essere i cittadini dello Stato con la più alta pressione fiscale ormai nel mondo.

Badate che sui temi oggetto della sentenza della Corte non solo c'è stato un richiamo forte del nostro Presidente del Senato, che ha scritto una lettera ai Presidenti delle Commissioni parlamentari il 7 marzo 2011 dicendo che occorre interpretare in modo particolarmente rigoroso, in sede di conversione di un decreto-legge, la norma di cui all'articolo 97, comma 1, del Regolamento del Senato sulla improponibilità di emendamenti estranei all'oggetto della discussione (e immagino che altrettanto abbia fatto il Presidente della Camera nei confronti dei Presidenti delle Commissioni parlamentari della Camera stessa), ma c'è stato anche un messaggio del Presidente della Repubblica, del 29 marzo, e una lettera, del 22 febbraio, nella quale il Presidente della Repubblica ha posto l'attenzione proprio sulla osservanza di questo principio dell'omogeneità delle norme contenute nella legge di conversione di un decreto-legge.

Questi messaggi, sia del Presidente del Senato che del Presidente della Repubblica, sono stati ovviamente del tutto cancellati e stracciati.

Noi qui chiediamo davvero a quest'Aula, ormai anche un po' disattenta perché, probabilmente, mancando pochi mesi alla fine della legislatura, anche questi temi non appassionano più i colleghi, di votare a favore della nostra questione pregiudiziale e di porre un freno a questo modo di legiferare, che sta sempre di più portando il Parlamento verso una fase di assoluto declino. (Applausi dal Gruppo LNP).

PRESIDENTE. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, nella discussione sulla questione pregiudiziale può prendere la parola non più di un rappresentante per Gruppo per non più di dieci minuti.

Poiché nessuno domanda di parlare, metto ai voti la questione pregiudiziale QP1, avanzata dal senatore Mazzatorta e da altri senatori.

Non è approvata.

Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Barbolini. Ne ha facoltà. (Brusìo).

*BARBOLINI (PD). Signor Presidente, prima di iniziare il mio intervento, aspetto che ci sia un minimo di agibilità dell'Aula.

PRESIDENTE. Lei fa bene ad aspettare. (Richiami del Presidente). Richiamo all'ordine i senatori presenti in Aula. Prego, senatore Barbolini, proceda pure.

BARBOLINI (PD). Signor Presidente, come evidenziato dai relatori, il provvedimento che ritorna dalla Camera ha complessivamente affinato e sviluppato il lavoro di miglioria, di precisazioni e di puntualizzazioni che era stato positivamente impostato nella prima lettura del Senato.

Questo vale sia con riferimento alle questioni che hanno modulato ulteriormente la possibilità di corrispondere e di introitare per l'erario i crediti vantati a fronte di contribuenti che siano in difficoltà, pur volendo onorare i propri impegni con l'Agenzia delle entrate, e soprattutto sulle tematiche... (Continuato e prolungato brusìo).

PRESIDENTE. Senatore Barbolini, mi scusi. Non è possibile lavorare in queste condizioni: c'è anche un limite!

Prego, senatore Barbolini.

BARBOLINI (PD). Dicevo, Presidente, che sono evidenti i miglioramenti apportati al testo che ci viene dalla Camera, a seguito della seconda lettura fatta da quell'Aula parlamentare, soprattutto per quanto riguarda le tematiche che come Partito Democratico avevamo fin dall'inizio inteso porre al centro della discussione di questo provvedimento. Mi riferisco in particolare al tema dell'applicazione dell'IMU. Questo provvedimento, almeno nelle nostre valutazioni, essendo un intelligente esercizio di manutenzione in materia fiscale, si prestava bene a correggere alcune delle più vistose distorsioni che l'IMU originalmente si portava dietro, una volta realizzato appunto il decreto di attuazione del federalismo municipale, rese ancora più distorte dall'anticipazione al 2012 dell'imposta stessa e per effetto di quel doppio carico impositivo, applicato soprattutto alle seconde abitazioni e alle altre superfici, oltre che alla prima casa, come venne deciso nel cosiddetto salva-Italia.

Dei miglioramenti introdotti nella prima lettura al Senato abbiamo già parlato e su di essi non mi soffermerò. Il testo che torna dalla Camera ha realizzato alcune altre felici correzioni e integrazioni, a partire innanzi tutto dalla scansione possibile in tre rate del pagamento dell'IMU sulla prima casa (questo è sicuramente un aiuto alle famiglie maggiormente in difficoltà) e soprattutto dalla previsione di una copertura, attuata magari con un taglio lineare sulle spese dello Stato, su cui si potrebbe anche discutere, che comunque ha il pregio di liberare il fondo di riequilibrio destinato ai Comuni da un prelievo compensativo delle agevolazioni che erano state introdotte sulle case popolari e sulle abitazioni di cooperative a proprietà indivisa. Lo Stato rinunciava infatti a quella sua quota di entrate, che venivano però fatte gravare sul fondo di riequilibrio per i Comuni, determinando sostanzialmente un'impropria partita di giro, che avrebbe sottratto a questi ultimi quanto gli veniva consentito da un'altra parte.

Quindi, e mi fa piacere darne atto al sottosegretario Ceriani perché è un impegno che lui stesso in Commissione e in Aula aveva preso in occasione della discussione sul provvedimento nella prima lettura al Senato, e che io stesso avevo raccomandato si concretizzasse nella dichiarazione di voto a nome del PD, sottolineo, che il Governo ha mantenuto gli impegni presi. Ciò è avvenuto anche per altri aspetti che erano rimasti un po' più generici, ma sui quali però si era manifestata una volontà ben precisa. Mi riferisco all'introduzione avvenuta nella discussione alla Camera di alcune misure meno stringenti circa i vincoli sul personale, specie della scuola, del sociale e della Polizia locale, per i Comuni in regola con i parametri definiti in tema di virtuosità. Ho delle perplessità su come si definisce il concetto di virtuosità: comunque per non pochi Comuni si introduce almeno un elemento di flessibilità apprezzabile.

Infine, c'è una novità che va sicuramente colta positivamente. È una novità che avevamo insistentemente caldeggiato come Gruppo del Partito Democratico anche con il precedente Governo: la definizione di criteri per un Patto di stabilità orizzontale-nazionale che permetta di utilizzare gli scostamenti tra enti per quanto riguarda l'ottimizzazione dei parametri che appunto presidiano il Patto di stabilità, mediante un modello che è già stato utilmente sperimentato, per esempio a livello della Regione Emilia-Romagna nel 2011 con il sistema degli enti locali.

Questo ha consentito nell'anno passato di recuperare oltre 160-180 milioni per investimenti, che altrimenti sarebbero rimasti assolutamente inutilizzati nel contesto territoriale della mia Regione. Quindi è auspicabile che, proiettato su base nazionale, questo possa determinare un innesco di possibili interventi di investimenti per almeno qualche unità di miliardo. Questi sono fatti sicuramente positivi ed è giusto sottolinearli.

Meno positive - voglio dirlo al Sottosegretario - sono alcune disposizioni che sinceramente auspicavamo potessero essere affrontate e risolte diversamente. Penso alla questione degli anziani ricoverati in strutture e alla classificazione delle loro abitazioni di residenza. Il tema sul tappeto era che lo Stato rinunciasse alla sua quota di prelievo anche su questa limitata casistica. Si tratta di cifre, secondo me, contenute: vale in proposito più l'elemento simbolico, il segnale, che non la quantità finanziaria.

Ora devo dire che disporre con legge che i Comuni possano farlo, salvo compensare lo Stato per il mancato gettito, è una misura che ho definito in Commissione - lo ripeto anche in questa sede - un po' inelegante, visto che questo i Comuni lo possono fare da soli e molti lo stanno già facendo per la loro vocazione e sensibilità istituzionale e sociale. La cosa in sé - come dicevo - è modesta quanto a portata, ma è invece significativa sul terreno simbolico, perché sui Comuni e le comunità locali quest'anno (il Governo non può non essere d'accordo su questa valutazione), proprio in questo che è un anno sperimentale di messa a regime dell'IMU, graverà un carico di difficoltà nella costruzione e quadratura dei bilanci, nel tentativo di far fronte pur nelle difficoltà alle tante richieste e sollecitazioni. Allora da questo punto di vista uno sguardo un po' più amicale, un atteggiamento più collaborativo sotto il profilo della concertazione e cooperazione istituzionale credo che sarebbe sicuramente molto apprezzato da tanti amministratori che quotidianamente sono in prima linea a reggere una situazione non solo economicamente, ma anche socialmente molto difficile.

Lo stesso vale per un'altra modifica che è stata introdotta, laddove si è cassata una previsione, che avevamo definito qui al Senato, che cercava di assicurare il rientro in una proiezione triennale per quei Comuni che sono stati nella necessità di sforare il Patto di stabilità, spesso per cause e scelte indipendenti dagli amministratori del momento: una misura ragionevole, che coniugava deterrenza con pragmatismo, per non determinare effetti perniciosi non solo su comunità di cittadini incolpevoli, ma anche per gli equilibri di finanza pubblica. Averla cancellato per me è un errore e indica anch'essa un atteggiamento un po' troppo centralistico e sanzionatorio, che semmai mi piacerebbe trovare in materia di spending review - è presente il ministro Giarda - e in materia di controllo della spesa o delle eventuali sanzioni per inadempienza delle amministrazioni centrali dello Stato, su cui invece credo si vada un po' più con il guanto di velluto.

Naturalmente - mi avvio a concludere - il lavoro svolto, che ribadisco è complessivamente molto positivo, non ha esaurito le molte criticità ancora aperte. Ci si è concentrati sulla prima casa, giustamente, ma forse in corso d'anno ci renderemo più consapevoli che un carico eccessivo finirà con il gravare sulle seconde, o più, abitazioni considerate indistintamente dalla destinazione d'uso e soprattutto sulle attività produttive. L'auspicio è che, com'è avvenuto per l'IMU in agricoltura, una volta verificato l'andamento del gettito e stabilizzato il quadro della base imponibile, sia possibile anche per tali profili intervenire con alcuni correttivi che alleggeriscano quello che è un impatto pesante che rischia di rendere ulteriormente arduo il già difficile momento di tenuta e sviluppo di attività economiche per il rilancio della crescita.

Per quanto concerne poi il Patto di stabilità, è stata, come ricordavo, introdotta una novità importante e significativa. Ma nel percorso di approfondimento che si svilupperà fra DEF, Programma nazionale di riforma e definizione delle linee di inquadramento della legge di stabilità, è necessario trovare un modo per valorizzare le straordinarie risorse che i Comuni possono esprimere per promuovere lo sviluppo dei territori, creare le condizioni affinché chi ha più possibilità e capacità di spendere in termini utili nell'interesse e per la qualità della vita delle comunità, come è documentato sanno fare gli enti locali, possa dare un contributo e concorrere al rilancio della crescita per la tenuta dell'economia, per renderla più dinamica e competitiva, e determinare ricadute positive in termini di occupazione.

Quanto invece ai giochi - di cui immagino parleranno altri colleghi dopo di me - si rende necessario un ridisegno organico e complessivo che corregga anche qualche passo indietro fatto nel corso della discussione parlamentare, mi riferisco a quella che si è svolta nell'Aula della Camera dei deputati, sul testo di cui oggi qui non possiamo che prendere atto.

Infine, consapevoli dell'inefficacia di avanzare emendamenti, abbiamo presentato ordini del giorno su una decina di tematiche che ripercorrono molti degli spunti che ho cercato di tratteggiare; sono stati accolti dal Governo in Commissione ed io li interpreto come titoli in agenda per questioni che devono essere necessariamente affrontate, se vogliamo che l'IMU e il lavoro di manutenzione fiscale che è stato avviato, nel complesso, possa essere utilmente completato, a vantaggio dei contribuenti, e nell'interesse dell'erario e delle entrate, per garantire gli equilibri della finanza pubblica. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Li Gotti. Ne ha facoltà.

LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per pochi minuti su un tema che poi verrà sviluppato nell'intervento del collega Lauro.

Questo ramo del Parlamento ha dimostrato una particolare sensibilità sul problema del gioco d'azzardo: il 5 ottobre dello scorso anno ha approvato una risoluzione condivisa dal Governo che impegnava a contrastare il fenomeno, dietro il quale spesso si annida la criminalità organizzata; più recentemente ha votato all'unanimità la dichiarazione di urgenza dei disegni di legge in materia di regolamentazione e contrasto del gioco d'azzardo, proprio in considerazione del fatto che esso non produce solo i nefasti effetti che vanno sotto il nome di ludopatia (un fenomeno che ormai conta più di un milione di malati per i quali ha mostrato interesse anche il ministro Balduzzi, che prevede di inserire la ludopatia tra le malattie sociali che devono essere curate): dietro questo settore non si cela solo questo aspetto, ma anche l'aspetto per noi importante dei rischi derivanti dalla criminalità organizzata.

Noi lamentiamo delusi e arrabbiati il fatto che con il provvedimento che è stato votato alla Camera dei deputati e che questo ramo del Parlamento si accinge a votare, probabilmente - come si dice - attraverso il voto di fiducia, venga abbattuta radicalmente la possibilità di effettuare controlli antimafia in materia di concessionari dei giochi. Infatti, le verifiche antimafia, che si prevedevano estese sino al terzo grado di parentela, sono state soppresse, limitando il controllo alla persona fisica del concessionario (titolare e amministratore) e del coniuge non separato. Questo taglio netto di estensione del controllo antimafia dà un segnale particolarmente negativo. Che bisogno c'era di farlo, se non per facilitare ciò che si vuol combattere? Non ha una diversa spiegazione. Noi combattiamo in una direzione e poi si facilita il rilascio delle concessioni: basta intestarla al figlio o basta che il figlio la intesti al padre perché non si possano fare gli accertamenti! Perché? C'è un perché per tutto questo? Qual é la coerenza per cui da una parte si afferma che dobbiamo contrastare questo fenomeno e quindi l'inquinamento della criminalità organizzata (segnalando il gioco d'azzardo come la nuova frontiera del business della criminalità) e dall'altra parte facilitiamo le concessioni allentando massimamente i controlli?

C'è una sensazione di grandissima irritazione e di profonda delusione per il testo che ci apprestiamo a votare. Il mio intervento, che verrà sviluppato - come già vi dicevo - dal senatore Lauro, è di denunzia di qualcosa che sa di incomprensibile, o di troppo comprensibile. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Lauro. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Musi. Ne ha facoltà.

MUSI (PD). Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi senatori, ritorna in seconda lettura al Senato un provvedimento che con più sensibilità, con più ascolto ed anche - perché no? - con più attenzione avremmo potuto evitare di rileggere, se non per le norme relative all'assegnazione delle frequenze televisive.

Le restanti modifiche erano già presenti in quest'Aula, inspiegabilmente non condivise, e testimoniano come la capacità tecnica scissa da contenuti valoriali e priorità sociali non è sufficiente per dare risposte di equità oltreché di rigore al Paese.

Si tratta di un provvedimento che il Partito Democratico ha condiviso e condivide, ma sul quale ha evidenziato come la fretta con cui è stato costruito lasci numerose questioni aperte. A partire dall'IMU.

Abbiamo risolto qui alcune incongruenze come l'IMU riferita al mondo dell'agricoltura e quella per le case popolari e, alla Camera dei deputati, affidandola ai Comuni, l'IMU per gli anziani o per i disabili e l'IMU per le abitazioni principali dei lavoratori italiani all'estero. Si tratta di due ovvietà, ed i colleghi della Camera dei deputati hanno dimostrato almeno sensibilità verso gli anziani e riconoscenza verso cittadini che non hanno scelto di andare all'estero per spirito vacanziero, quando non peggio, ma per necessità e che conservano con il proprio territorio, il proprio Paese, il legame della casa.

Queste due correzioni, però, sono presenti anche nelle richieste emendative avanzate dal Senato, ma qui ci si è contrapposta la logica di una «assenza di copertura finanziaria» cieca e sbagliata: cieca perché non ha saputo vedere i soggetti per cui si chiedeva, per la loro abitazione principale, non l'esenzione, ma solo un trattamento equo da prima casa; sbagliata poiché, come nel caso degli italiani all'estero, dall'istituzione dell'ICI mai hanno dovuto versare sulla loro abitazione principale un'imposta da seconda casa. Pertanto, niente c'era e niente c'è da coprire, tranne che per un ipotetico calcolo, peraltro mai presentato dal Governo, sulla differenza che ci si attendeva da tale variazione e che rimarrà nella storia di quest'Aula a testimoniare come la tecnicalità del fare cassa va sempre congiunta con il valore della giustizia sociale.

Due episodi su cui tutti dovremmo meditare e che ci coinvolgono per il modo in cui si è presenti in quest'Aula: presenti fisicamente, ma sordi sui contenuti.

E tuttavia, per quanto attiene all'IMU, restano ancora aperte questioni come quelle relative agli immobili affittati a canone concordato e comunque, più in generale, quella della tassazione sulla casa, che, perseguita per fare cassa in assenza di un quadro di riferimento normativo certo, crea apprensione, confusione, fuga dalla proprietà come dalla locazione.

Un'IMU che mette il Governo davanti a scelte non più rinviabili in tema di federalismo fiscale e di un pieno coinvolgimento dei Comuni e delle Regioni nell'azione di definizione di una politica economica e fiscale in grado di ridare ai cittadini fiducia di fuoriuscita dalla crisi.

Un coinvolgimento che sottolineo forte sin da ora, per evitare che ci si sorprenda poi, quando, chiamati a discutere sulla delega fiscale, sottolineeremo come il federalismo fiscale non possa essere evaso, consapevoli della negatività che il termine «evasione» porta con sé, non solo fiscalmente, ma anche dei problemi.

È con gli enti locali che vanno trovate le soluzioni per ridisegnare un'IMU che elimini la prima casa dalla tassazione, non solo scaricando su di loro i costi di eventuali agevolazioni per i soggetti deboli. È con gli enti locali e le Regioni che vanno risolti i fabbisogni e i costi standard della spesa locale, che rendono credibile unaspending review che non coinvolga solo il contenimento della spesa statale. E solo un corretto controllo della spesa pubblica consentirà di evitare quell'aggravio dell'IVA dal 1° di settembre che porterebbe un'economia depressa ancor più a fondo nella depressione.

Occorre legare il rigore ad un forte impegno per la crescita: ad una seria e rigorosa disciplina di bilancio deve corrispondere un altrettanto serio e rigoroso programma di crescita. C'è molto da fare per restituire speranze al Paese; serve la massima coesione, serve il dialogo, l'ascolto, il confronto con tutte le idee positive presenti nel Paese. Serve la politica, la Politica con la «P» maiuscola, che antepone al proprio interesse e all'interesse di ogni singola lobby l'interesse del Paese, dell'intera comunità nazionale. E serve una classe politica credibile nel suo operare quotidiano, all'altezza non solo del suo compito, ma anche moralmente ed eticamente irreprensibile, oltreché rigorosa e trasparente nei comportamenti.

Un lavoro lungo attende il Paese, ma per chi chiede rinunce ai propri cittadini per il futuro di figli e nipoti non ci sono né scorciatoie né furbizie, ma solo responsabilità e coerenza. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pardi. Ne ha facoltà.

PARDI (IdV). Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, ho ascoltato con attenzione, come faccio sempre, l'intervento del collega Barbolini, il quale trovava per lo meno due elementi di positività nelle modifiche introdotte alla Camera, e segnatamente ha insistito sull'efficacia di un mutamento del Patto di stabilità che permette agli enti di utilizzare disponibilità di investimento e di trasformarle quindi in spese utili. Ciò è vero e questo è sicuramente un miglioramento.

Tuttavia, dal punto di vista procedurale questa modifica, che pure è benvenuta, fa parte di quella dotazione di elementi eterocliti presenti all'interno di questo provvedimento, perché si trova insieme al termovalorizzatore di Acerra, alle assunzioni da parte degli enti locali, all'assegnazione di incarichi dirigenziali. Il provvedimento andrebbe ascritto, per la verità, ad una logica da decreto omnibus, che il presidente Napolitano aveva efficacemente stigmatizzato. Quindi, bene il merito, però, purtroppo la cosa avviene nel quadro di un'operazione di metodo discutibile.

Nel mio intervento in occasione della lettura precedente, avevo esposto alcuni casi di assenza di cose importanti, che continuano ad essere assenti; le ricordo, perché esse fanno parte del ragionamento d'Aula che si deve fare su un provvedimento che sta andando avanti.

In primo luogo, ricordo l'assenza del ripristino delle norme antielusive che il Governo Prodi aveva adottato, che erano state efficaci, che funzionavano e che invece il Governo Berlusconi ha, per motivi evidenti, voluto eliminare. Noi ci portiamo dietro questa assenza, e quindi anche la lotta contro l'elusione fiscale è meno facile di quello che potrebbe essere.

Un'assenza vistosissima, e che oggi diventa ancora più vistosa, è la questione della reintroduzione di una versione ragionevole del reato di falso in bilancio. Perfino la Corte dei conti - è la notizia di oggi - attraverso il presidente Giampaolino ha voluto fare un richiamo sulla necessità di riavere un reato di falso in bilancio degno di questo nome, e non questa specie di palliativo quasi ridicolo che trasforma il falso in bilancio quasi in un'opera buona. Oggi, di fatto, dopo le modifiche del Governo Berlusconi, fare il falso in bilancio manca poco che sia un titolo di merito.

Quando pensiamo ai problemi che l'Italia ha a proposito della mancata affluenza di capitali dall'estero, non dobbiamo mai dimenticare che, molto più di altri motivi retoricamente enfatizzati e continuamente ripetuti dagli organi di stampa, ed anche dentro quest'Aula, sono fatti come questi, ossia l'assenza di una definizione specifica del reato di falso in bilancio, a trattenere gli investitori esteri. Questi ultimi sanno che, entrando in Italia, entrano in un mercato drogato, dove chi vuole può fare il falso in bilancio e non viene di fatto sanzionato; quindi l'investitore che arriva con un'intenzione di sana competizione economica sa che fin dall'inizio si dovrà misurare con soggetti i quali giocano a carte false dentro la competizione di mercato.

Avevamo fatto un emendamento che chiedeva l'aumento delle pene e l'impossibilità di patteggiamento per i reati fiscali. Naturalmente, essendo stato richiesto il voto di fiducia, l'emendamento è decaduto, ma anche questo è un elemento molto probante della logica con cui si affrontano simili questioni. L'impossibilità di patteggiamento per reati fiscali era molto espressiva e faceva capire che la Repubblica mette un alt molto fermo e circostanziato alla possibilità di giocare a carte false con il fisco. E invece anche questo aspetto non c'è.

Quanto all'IMU, sempre il collega Barbolini ha trovato degli elementi di miglioramento su tale questione, e ci credo sulla parola, però c'è un aspetto che continua a dare adito a un certo scandalo, ossia l'esenzione delle fondazioni bancarie dal pagamento dell'IMU: è una questione che non si riesce a motivare di fronte all'opinione pubblica, al cittadino normale e alla stessa politica. La pensionata povera deve pagare l'IMU sulla propria casetta, se ce l'ha, se è riuscita a comprarsela, mentre le fondazioni bancarie possono non farlo.

Una collega, di cui stimo la preparazione, mi ha rimproverato dopo il mio intervento in merito della volta precedente e mi ha detto che le fondazioni bancarie possiedono pochissimo patrimonio immobiliare. Sono andato a controllare e ho visto che una legge del 2011 ha aumentato dal 10 per cento al 15 per cento della dotazione finanziaria delle fondazioni bancarie la possibilità di investire in beni immobiliari. Non ho idea di quali siano i capitali delle fondazioni bancarie, ma andando a braccio, se penso che una fondazione bancaria qualsiasi - lo possiamo immaginare - può investire il 15 per cento del suo patrimonio in beni immobiliari, francamente mi stupisce che lo Stato rinunci a esigere su quel 15 per cento di beni immobiliari della fondazione il pagamento di una tassa sacrosanta.

Sulla tassa sacrosanta non posso tacere un fatto, che poi è la considerazione che molti di noi abbiamo fatto fin dall'inizio: l'IMU è falsata all'origine. Infatti l'IMU doveva sostituire l'ICI: il Governo Berlusconi, con una mossa tutta propagandistica e priva di qualsiasi validità economica e anche politica, ha cancellato l'unica imposta federalista presente in Italia e ha ammazzato le finanze degli enti locali. Ebbene, dopo di ciò, un Governo sensato reinventa una nuova tassa - le cambia nome e la chiama IMU - che dovrebbe servire a ripianare questo tipo di debito, di deficit degli enti locali. Poi però, quando si va a vedere che cosa fa, si scopre che quasi tutta l'IMU va allo Stato, nella maggioranza dei conti. Quindi, l'IMU parte con l'intenzione di riparare ai danni della mancata ICI, ma poi le risorse che con essa vengono tirate fuori vanno allo Stato, e non ai Comuni.

A questo punto, devo anche ricordare che, nello sviluppo delle cose, sulla questione del conto unico di tesoreria, il Governo ha trovato il modo di sottrarre possibilità di spesa ai Comuni per altre vie. Quindi, troviamo che i Comuni sono resi asfittici quanto alla manovra della possibilità di spesa, che sappiamo poi essere lo sviluppo, la possibilità del Comune stesso di contribuire alla crescita della propria comunità, di aiutare lo sviluppo degli affari, di far circolare l'imprenditoria, e via dicendo. Pertanto, tarpiamo completamente le ali ai Comuni, e a questo punto diciamo loro che, se proprio non ce la fanno, possono produrre una propria iniziativa di riscossione fiscale per altre vie, fuori dalla logica precedente. I giornali l'hanno chiamata IMU 2.

Se si arrivasse all'IMU 2, si approderebbe alla chiusura del cerchio di una dimensione sarcastica. Prima si leva l'ICI ai Comuni; poi si dice che la si sostituisce con l'IMU, la quale dovrebbe ridare ai Comuni la possibilità di spesa; poi però si leva questa possibilità di spesa e la si consegna quasi tutta allo Stato. A quel punto, siccome è vero che i Comuni continuano a non avere soldi, viene fuori nuovamente, o per vie traverse, o per vie aperte, o cambiando nome, l'IMU 2. C'è qualcosa di grottesco in questo avvitamento del procedere delle cose.

A questo punto, quindi, non posso che fare appello a chissà cosa, forse alla ragione futura, perché il provvedimento andrà in esecuzione con i modi consueti: gli emendamenti resteranno nel limbo oppure ne passeranno solo alcuni, ma non sono in grado di fare previsioni. Ci ritroveremo quindi con gli enti locali languenti. Francamente, oggi non vorrei essere nei panni di un sindaco, di un bravo sindaco, che forse rappresenta la parte più solida della nostra classe dirigente italiana, il quale si trova a dover gestire una comunità e le sue necessità senza un soldo, mentre le fondazioni bancarie - per esempio - non pagano nemmeno quella tassa, su cui egli ha diritto di percepire, forse, solo un terzo.

In tutto questo c'è qualcosa di profondamente errato. (Applausi dal Gruppo IdV).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fleres. Ne ha facoltà.

FLERES (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, confesso che è davvero imbarazzante intervenire in un dibattito che assume la configurazione di un rito piuttosto che essere il momento nel quale si confrontano le idee e si offrono contributi all'elaborazione di un testo.

Il provvedimento che stiamo discutendo, anzi che stiamo fingendo di discutere, è arrivato oggi al Senato dopo che la Camera lo ha in parte modificato, anzi significativamente modificato, come hanno poc'anzi ricordato alcuni colleghi.

Sappiamo che il decreto scade il 1° maggio; sappiamo che il Governo intende assicurarne la conversione in legge nei termini previsti, e quindi ha già fatto sapere che, al termine del dibattito e delle repliche dei relatori, intende porre la questione di fiducia, l'ennesima questione di fiducia al Senato. Mi chiedo che cosa sarebbe accaduto, in presenza di Governi non tecnici ma politici, a fronte di un così ripetuto ricorso alla questione di fiducia.

Ebbene, Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, il Gruppo di Coesione Nazionale (Grande Sud-Sì Sindaci-Popolari d'Italia Domani-Il Buongoverno-Fare Italia), nonostante nutra profonde, ampie e diversificate perplessità sull'intero provvedimento, soprattutto sulle parti che - lungi dal semplificare il sistema tributario - aumentano il peso del prelievo fiscale sui cittadini e sulle imprese, contribuendo ad alimentare la recessione, non può che prendere atto della situazione, suo malgrado: esiste una maggioranza che sostiene questo Governo, che ritiene di proporsi nei confronti del Governo a perimetro variabile. Ne teniamo conto, ce ne rendiamo conto e pertanto ci sentiamo assolutamente liberi di esprimere i nostri giudizi relativamente ai vari provvedimenti che vengono adottati e portati all'attenzione di quest'Aula.

Il testo, così come esitato dalla Camera (ma i problemi li avevamo già avvistati in precedenza, in sede di prima lettura), ci mette nelle condizioni di dover prendere atto dell'esistenza di ulteriori problemi per i Comuni e per i rispettivi Patti di stabilità. Relativamente a questo argomento, si continua ad apporre toppe ad un vestito logoro, che andrebbe complessivamente ripensato, magari senza le forzature annunciate, non so quanto praticate, dal sindaco di Torino, sulla base di una riflessione attenta, di buon senso, che tenga conto delle reali condizioni della finanza dei diversi Comuni.

Sappiamo infatti che questo provvedimento provocherà disagi ulteriori (lo hanno ricordato i colleghi che fanno i sindaci in alcuni Comuni), soprattutto nell'erogazione dei servizi, dunque inciderà soprattutto sulla qualità della vita dei cittadini più deboli, poiché obbligherà ad operare tagli nei servizi sociali, nei trasporti. Probabilmente, tale provvedimento renderà necessario intervenire da parte dei Comuni con un ulteriore prelievo fiscale di natura comunale o un aumento delle tariffe dei servizi pubblici. E tutto questo, ripeto, in un momento di grave crisi.

Siamo di fronte al taglio di alcune agevolazioni per le aziende (mi riferisco a quelle che riguardano per esempio l'energia), quindi a provvedimenti che provocheranno un ulteriore aggravamento della fase recessiva che si è venuta a determinare.

Ci troviamo ancora di fronte ad uno Stato che gioca d'azzardo. Ne parlerà lungamente - immagino - il collega Lauro, ma io stesso ho sottoscritto un ordine del giorno dei colleghi Barbolini e Agostini, con cui si invita il Governo ad operare con maggiore cautela e trasparenza nella concessione delle autorizzazioni all'esercizio del gioco d'azzardo, all'apertura di sale da gioco e di sale per le scommesse, per le ragioni, oggetto d'allarme, che durante i lavori della Commissione di oggi pomeriggio sono state brillantemente esposte dal collega Lauro, e non sono state smentite da nessuno (questo è il fatto ancora più imbarazzante e preoccupante). Siamo di fronte ad uno Stato che gioca e fa giocare, perché ritiene che alimentare il sistema della speranza possa ridurre la condizione di disagio. In realtà, riduce soltanto il capitale sociale di una società che ne ha già perso i valori fondanti, quelli che dovrebbero invece sorreggerla nei momenti di difficoltà o di recessione, come quello che stiamo vivendo.

Nutriamo forti perplessità sulla cosiddetta tassa di sbarco per le isole minori: vorremmo capirne meglio il possibile effetto sul turismo nelle isole minori, anche se essa agirà in via sostitutiva rispetto ad altre già esistenti. L'impatto di un intervento del genere sull'opinione pubblica, per l'eterogenesi dei fini, potrebbe avere un effetto di demotivazione nell'utilizzo delle destinazioni presenti nelle isole minori del Mediterraneo, in particolare di quelle della Sicilia, come meta di vacanze.

Onorevoli colleghi, onorevole Presidente, onorevoli membri del Governo, vediamo come un atto di buonsenso, invece, la rateizzazione dell'IMU, anche se manteniamo notevoli perplessità sul sistema fiscale che quest'imposta alimenta. Probabilmente si sarebbero potute scegliere soluzioni diverse, meno invasive per l'economia delle famiglie italiane.

Annotiamo l'ipocrita previsione riguardante le segnalazioni non anonime alla Guardia di finanza relativamente ai fenomeni di evasione, non perché ci piaccia difendere quest'ultima, tutt'altro, ma perché riteniamo che le leggi non debbano essere ipocrite, bensì cogenti e rispettate. La norma prevista nel decreto ci sembra molto simile all'obbligo di azione penale, con gli effetti che sappiamo bene essere stati da esso prodotti nel tempo nei tribunali italiani. L'obbligo di rispondere alle segnalazioni non anonime, che determina poi anche l'obbligo di rispondere a quelle anonime, mi sembra assomigliare molto - devo ribadirlo - all'obbligo di azione penale, ma lo vedremo nei prossimi mesi.

Temiamo l'introduzione nella società italiana di una condizione «a-nomistica», perché l'esagerazione nella presenza di leggi determina spesso questo tipo di effetto e di risultato, e temiamo anche che l'auspicio sull'accelerazione nei pagamenti della pubblica amministrazione rimanga soltanto tale.

Presidenza della vice presidente BONINO (ore 19,20)

(Segue FLERES). Onorevole Presidente, onorevoli membri del Governo e onorevoli colleghi, questo Governo, formato dai tecnici dei tecnici, contribuisce a far perdere centralità alla politica. Richiamando la recentissima modifica dell'articolo 81 della Costituzione, questo Governo sottrae di fatto l'atto più importante, cioè il bilancio, al Parlamento per affidarlo alla Ragioneria generale dello Stato, quindi lo sottrae alla valutazione politica, per affidarlo ai tecnici. Tutto ciò ci fa prendere atto del progressivo passaggio da una Repubblica democratica ad un'oligarchia aristocratico-finanziaria.

Signor sottosegretario Ceriani, vorrei concludere con una citazione che lei dovrebbe conoscere, dato che proviene dalla Banca d'Italia. Desidero citare Guido Carli, pensi, il quale diceva che un Governo tecnico è o una soluzione qualunquista o un tentativo sovversivo. Personalmente penso possa essere entrambe le cose. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Ferrara).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pittoni. Ne ha facoltà.

PITTONI (LNP). Signora Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi senatori, questo Governo ha deciso di affrontare la crisi economica internazionale con una proposta originale: aumentare le tasse. I quattro quinti della manovra - l'81,3 per cento delle azioni - sono improntati all'aumento delle tasse. La CGIA di Mestre ha calcolato che nel triennio 2012-2014 avremo nuove tasse per 87 miliardi di euro.

Nei primi tre anni e mezzo circa di questa legislatura abbiamo lavorato sul federalismo fiscale. Vi è una ricerca, sviluppata nel Veneto, in base alla quale, solo allineando i costi dei servizi pubblici a quelli della Regione Veneto anche nelle altre Regioni, ne deriverebbero risparmi per circa 80 miliardi di euro l'anno. Qual è stata invece la scelta? Aumentare le tasse, andando a bloccare l'economia: la ripresa infatti poteva esserci, e sarebbe partita dal Nord, ma se gli si tolgono risorse la ripresa non ci può essere, come si sta evidenziando in questi mesi.

Abbiamo lavorato sui costi standard. Finora l'unico costo standard andato in porto (è diventato legge dello Stato nelle scorse settimane) è quello che riguarda il sistema universitario, con i costi standard per studente. Iniziativa sicuramente utile: siamo stati noi a spingere in quella direzione, perché diventasse un fatto concreto, ma a cosa può portare? Semplicemente ad un maggiore equilibrio nella distribuzione di risorse che fino ad oggi sono state distribuite in base alla spesa storica; e spesa storica vuol dire che chi più ha speso in passato, più continua a ricevere.

Un costo standard importante sarebbe invece quello della sanità, che avrebbe incidenza, in quanto la sanità assorbe i due terzi delle risorse dello Stato. Mi chiedo perché in questa direzione non si muove praticamente foglia. Da quando si è insediato questo Governo, il federalismo fiscale è fermo. Svolgo questo intervento proprio per chiedere se qualcuno è pronto e disposto a dare una risposta all'interrogativo: perché si è fermato il federalismo fiscale? (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fontana. Ne ha facoltà.

FONTANA (PD). Signora Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, nella fase di discussione del decreto sulla semplificazione fiscale, in prima lettura al Senato, avevamo già avuto modo di apprezzare le misure contenute nel provvedimento, volte in particolare a fare manutenzione di alcune norme per rispondere all'urgenza di una necessaria semplificazione del sistema fiscale e di un ulteriore potenziamento nella lotta all'evasione fiscale. L'obiettivo di promuovere un fisco più certo e, contemporaneamente, più semplice, di alleggerire gli adempimenti formali per cittadini ed imprese può aiutare a recuperare un rapporto di fiducia, di trasparenza e di giustizia. Perché non sta solo nel peso eccessivo del fisco il problema.

Il problema dei sistemi fiscali si annida anche nella loro farraginosità, complessità ed opacità. Vanno nella direzione della semplificazione - solo per citare alcuni titoli - le misure per una migliore accessibilità alla rateazione dei debiti tributari e per una riduzione dei divieti a carico dei contribuenti ammessi a rateazione, le disposizioni per ridurre contenziosi interpretativi, le modifiche e i limiti di pignorabilità.

Sul piano della lotta all'evasione è certamente positivo il ripristino, in nuove forme, dell'elenco clienti-fornitori, l'estensione degli obblighi di istanza preventiva per la compensazione dei crediti IVA e, non da ultimo, visto che è stato uno dei temi che in Commissione, come Gruppo, Senato abbiamo posto diverse volte, la responsabilità solidale tra committenti e subappaltatori. La conferma, quindi, del rafforzamento di misure e strumenti per garantire l'impegno sistematico nel contrasto all'evasione, vero e principale presidio di civismo e di equità.

Senato e Camera hanno poi lavorato in queste settimane per introdurre misure che superassero alcune storture nell'applicazione dell'IMU. Le soluzioni trovate sono positive, perché rispondono, in parte, ad alcune questioni rimaste aperte nel passaggio dal vecchio al nuovo regime, così come positiva è, io credo, la flessibilità introdotta di poter apportare modifiche in corso d'anno. Certo, lo sappiamo, non è il massimo della chiarezza e le difficoltà operative sono evidenti. Ma il lavoro in progress permetterà di verificare la portata e l'impatto dell'imposta, visto che appunto è sperimentale, e anche (noi auspichiamo) di ritornare sulle anomalie tuttora in essere. Una per tutte: quella dell'assimilazione tra IMU su case affittate a canone concordato e IMU su immobili sfitti, che restano a disposizione del proprietario, oppure tra questi e quelli concessi in uso gratuito ai parenti di primo grado.

Non posso però sottacere quanto sia distorto e fuorviante il livello di allarme, il grado di allarme, riguardo a come vengono poste alcune questioni. E questo è importante, perché l'operazione verità è anche un'operazione che sta a significare la dignità del ruolo che noi svolgiamo.

Innanzitutto, mi riferisco all'esenzione sulle fondazioni bancarie. Io ritengo sia profondamente sbagliato dare il messaggio che, con questo provvedimento, si siano esentate le fondazioni bancarie. La legge che introdotto l'ICI, la n. 504 del 1992, prevedeva che gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali per finalità assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive e culturali e quant'altro avessero appunto una valutazione particolare.

Questo è: le fondazioni bancarie non sono esentate dall'IMU, le banche, come si va in giro falsamente a dire, non sono esentate dal pagamento dell'IMU. Se le fondazioni bancarie svolgono per quell'immobile attività non commerciale, cioè attività di questo tipo, vi è una quota, come per gli altri enti. Dobbiamo, altrimenti, avere il coraggio di venire in Aula e avanzare una proposta di legge di modifica dell'istituzione giuridica delle fondazioni bancarie. Va benissimo qualsiasi discussione, ma dobbiamo affrontarla nella maniera giusta.

Così come ritengo sia profondamente distorto quanto si sta dicendo in questi giorni sulla tassa di scopo. Anche qui, lo voglio dire: la tassa di scopo, introdotta dal Governo Prodi, aveva delle finalità che io ho sempre condiviso, perché andavano proprio nella direzione dell'autonomia dei Comuni. I Comuni l'hanno poco applicata in questi anni, perché i sindaci (e io ho fatto il sindaco) sanno benissimo dove sia il limite alla possibilità di inserire o meno ulteriore tassazione.

Io voglio dire, e lo voglio dire anche al senatore Pittoni della Lega Nord, il quale afferma che si affronta tutto con un aumento delle tasse: io non ho capito su chi pensava impattassero le norme sul federalismo municipale. Quello che è stato inserito, appunto, in questo decreto, non è altro che l'articolo 6 (certo, quello prevedeva l'adozione di un regolamento) del decreto legislativo sul federalismo municipale.

Sottolineo questo per fare chiarezza, anche rispetto alle cifre che si stanno diffondendo sull'IMU sulla prima casa. Io non nascondo, perché lo sappiamo e lo vediamo tutti, la difficoltà e la pesantezza del carico fiscale che grava oggi sulle famiglie. Però, voglio riallacciarmi a quella operazione di verità di cui ho parlato in precedenza. Ho sentito autorevoli rappresentanti delle forze sociali, nei giorni scorsi, affermare che, per pagare l'IMU sulla prima casa, servirà un mese di stipendio di un lavoratore oppure un mese di pensione dei pensionati. Ecco, io ritengo che non si possa continuare a invocare responsabilità dalla politica e poi, fuori, davanti all'opinione pubblica (un'opinione pubblica già così immersa in difficoltà, che sono sicuramente vere, perché colpiscono la carne viva delle persone), usare questo tipo di mistificazioni. I dati confermerebbero, invece, che la nuova IMU sulla prima casa, con relative detrazioni, verrà pagata da meno della metà delle famiglie proprietarie della casa di abitazione.

I temi veri, semmai, sono altri due, che abbiamo affrontato in Commissione e su cui dovremmo, come Parlamento e Governo, impegnarci seriamente. Il primo riguarda la rivisitazione delle rendite catastali, perché questo aumento indiscriminato, su una base che era già di per sé iniqua, tra zone, territori, categorie censuarie, rimanda a una ulteriore iniquità.

Quindi, non entro nel merito del tema, che era già stato affrontato dal senatore Stradiotto, e quindi condivido le sue considerazioni, ma è un tema che dovremo affrontare e che è stato inserito nella legge di delega fiscale.

L'altro tema, anche questo molto importante, riguarda il rischio di un gettito sovrastimato dell'IMU della prima casa (ne abbiamo parlato anche oggi in Commissione), con una ricaduta negativa sui fondi di riequilibrio da destinare ai Comuni e, soprattutto, con il rischio che, questo sì, possa determinare la scelta dei Comuni di aumentare l'IMU sulle seconde case, e quindi di aumentare il 7,6 per mille, in questo caso con un impatto negativo soprattutto per quanto riguarda le attività produttive. Credo che il tema dell'introduzione anticipata dell'IMU riapra appunto il tema della rivisitazione di tutto il sistema della finanza comunale e richiama quanto ha ricordato il collega Barbolini, e che non riprendo, cioè il tema del coinvolgimento pieno dei Comuni nell'azione di governo. Solo così, attraverso un'azione sicuramente congiunta, possono essere affrontati il tema della finanza locale e, in prosieguo, il tema della rivisitazione di tutto ciò che è stato discusso in passato in ordine al federalismo.

Un riferimento ulteriore lo faccio al tema del gioco, che sicuramente tratterà in modo molto più competente il senatore Lauro. Come Gruppo, abbiamo presentato un ordine del giorno, proprio per sottolineare questa attenuazione, sicuramente questo passo indietro che alla Camera si è verificato. In quest'Aula abbiamo approvato mozioni, ordini del giorno all'unanimità, per sottolineare l'idea di affrontare il tema dei giochi in un modo innanzitutto organico. Più volte abbiamo detto che era necessario non intervenire continuamente, a spizzichi e bocconi, facendo un passo avanti e due passi indietro; credo sia ora venuto il momento di intervenire, e anch'io voglio evidenziare tale questione, anche se lo hanno già fatto altri colleghi, come i senatori Fleres, Barbolini e altri.

Un'ultima considerazione. Non possiamo nascondere che oggi abbiamo ancora più responsabilità di ieri. Se ieri abbiamo dovuto affrontare ed approvare manovre di emergenza, certo dure e pesanti, per mettere in sicurezza i conti del Paese, oggi il disagio sociale crescente ci impone di offrire al Paese la speranza di una via di uscita. Dobbiamo ascoltarlo, quel disagio, non per cavalcare demagogicamente il malessere, ma per coglierne le ragioni di fondo e delineare una cornice di futuro, alimentando il terreno delle politiche per la crescita, per il lavoro, l'equità e l'innovazione. Sulla base di tale parametro dovremo misurare la discussione che da domani affronteremo con il Documento di economia e finanza, con il piano nazionale delle riforme, con la legge delega fiscale, i contenuti dellaspending review.

Non siamo fuori dalla crisi. I mesi in corso sono tuttora particolarmente difficili e sappiamo che questo Paese non ce la farà, se sarà ulteriormente fiaccato. In tanti, troppi, casi quel disagio si sta trasformando in disperazione, in drammi, e in questo clima alla politica, ai partiti, a noi vengono addebitate responsabilità enormi. Per questo, serve prima di tutto un grande rigore morale e civico, serve - lo dico a noi, ma anche al Governo - la mitezza delle parole, l'esempio di scelte rigorose e la pratica di comportamenti conseguenti. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lauro. Ne ha facoltà.

LAURO (PdL). Signora Presidente, la ringrazio, sono ben lieto che sia lei a presiedere.

Qual è stato il primo degli alibi che ha retto la devastazione sociale del mercato del gioco d'azzardo in questi dieci anni? Le entrate fiscali. Qual è stato il secondo alibi? I proventi, sorretti da robusti contratti pubblicitari che i concessionari hanno fornito alle reti televisive pubbliche e private e a tutta la stampa e anche alle agenzie di stampa. Qual è stato il terzo alibi? Quello che un'espansione del mercato del gioco cosiddetto legale potesse restringere il mercato del gioco in mano alla criminalità organizzata.

Ebbene, di questi tre alibi, il terzo è già caduto, perché la documentazione prodotta nella relazione della Commissione antimafia e approvata all'unanimità da quest'Aula del Parlamento ha dimostrato che esiste una continuità tra il gioco cosiddetto legale e quello illegale, in mano alla criminalità organizzata. Le indagini del CNR e il contributo che ha dato «Libera» di don Ciotti nel descrivere il reticolato delle presenze criminali organizzate sul territorio, che tengono in mano non solo nel Mezzogiorno, attraverso delle teste di legno, sale giochi e sale scommesse (non solo nel Mezzogiorno ma anche nel Nord-Italia, come dimostrano coraggiose inchieste giornalistiche), hanno dimostrato che quanto più si espande il gioco legale, o cosiddetto legale, tanto più si espande quello illegale. Siamo arrivati a 80 miliardi di euro, signora Presidente, e navighiamo verso i 100 miliardi di euro.

Il primo alibi - le entrate erariali - anche questo, nel giro di tre anni, crollerà come un castello di carta pesta. Se esaminate il Documento di economia e finanza 2012 presentato dal Governo troverete già i segnali di questa caduta delle entrate erariali, sia in termini assoluti che relativi, perché ad un'espansione del mercato si registra un lieve incremento delle entrate che, se viene rapportato alle entrate degli anni precedenti dimostra il trend progressivo di caduta.

Cosa resterà, signori del Governo, se questi tre alibi sono caduti o stanno per cadere? Resteranno i costi sociali per recuperare i giocatori che sono ammalati di cosiddetto gioco patologico, e saranno costi sociali pesantissimi, di cui la comunità nazionale dovrà farsi carico nel prossimo quinquennio.

Ebbene, il Governo Monti, dall'inizio del suo mandato ad oggi, poco o niente ha fatto in questa materia. Nonostante gli appelli che venivano dalla Commissione antimafia, dal Comitato antiriciclaggio, non si è mosso niente, specie sul problema della pubblicità. Sono stati alcuni senatori coraggiosi - come lei ricorderà, signora Presidente - ad aver fatto interventi che hanno impedito la diffusione sul servizio pubblico radiotelevisivo di alcuni spot scandalosi.

Per questo motivo, dopo l'approvazione (vero, senatore Li Gotti? Vero, senatore Caruso? Vero, senatore De Sena?) della relazione dell'Antimafia all'unanimità, dopo l'approvazione all'unanimità della richiesta di urgenza sui disegni di legge proposti dall'Antimafia, avevamo salutato con positiva sorpresa il fatto che il Governo avesse avuto il coraggio di scrivere in questo provvedimento, in un decreto-legge (certo, signor Ministro e signori Sottosegretari, non sono stato io a scrivere nel decreto-legge del Governo queste norme), che potenzia la tutela antimafia, ampliando i previsti controlli anche al coniuge, ai parenti e agli affini entro il terzo grado; che amplia le fattispecie penali che precludono l'accesso alle concessioni in materia di giochi pubblici e - sottolineo questo aspetto in particolare al senatore Li Gotti - il mantenimento delle stesse. Dunque, con tale norma il Governo, in casi di accertamenti positivi, avrebbe revocato le assegnazioni provvisorie delle concessioni, includendo, in particolare, i reati di frode fiscale, reati contro la pubblica amministrazione e contro il patrimonio. La medesima disposizione estende ai familiari dei soggetti indicati dalle predette norme le preclusioni ai fini della partecipazione alle gare o al mantenimento - questo è il sostantivo chiave per capire quanto accaduto tra Senato e Camera - delle relative concessioni.

Come è noto al senatore Li Gotti, il presidente Pisanu ha chiesto, su stimolo del comitato antiriciclaggio, all'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato la documentazione delle 13 concessionarie che avevano avuto l'assegnazione provvisoria del gioco online. I Monopoli di Stato hanno risposto con una relazione; il presidente Pisanu ha chiesto la documentazione, ma in base alla norma entrata in vigore con un decreto-legge i vertici dei Monopoli di Stato hanno chiesto la documentazione alle concessionarie, che hanno impugnato la richiesta di fronte al TAR. Nel passaggio dal Senato alla Camera, il tribunale amministrativo regionale ha sospeso tempestivamente la decisione - sottolineo l'incredibile tempestività dei TAR - in attesa della definitiva conversione in legge. Chi vuole capire capisca; chi non vuole capire non capisca!

Certo, il signor Sottosegretario è persona stimabile, proviene dalla Banca d'Italia. Io non dimentico il sostegno e l'aiuto che il governatore Draghi e la dottoressa Tarantola hanno dato al mio incarico di Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, con decisioni assolutamente innovative non soltanto in materia bancaria, ma di trasparenza contro l'usura. Il signor Sottosegretario - credo chiaramente imbarazzato, se è un uomo della Banca d'Italia - mi ha risposto in Commissione che è prevalso, tra Camera e Senato, un garantismo trasversale.

Ebbene, annuncio che non voterò la fiducia al Governo, non la voterò perché questa prima occasione sarebbe stata un'occasione utile per dimostrare che anche il ruolo dell'Antimafia non è inutile. Colleghi senatori dell'antimafia, dovremmo chiederci a cosa serve istituire una Commissione parlamentare antimafia.

Forse, alla fine di questa legislatura ci interrogheremo anche su questo: un'occasione perduta.

Non vorrei che questo garantismo - naturalmente non dico che è così - fosse quello stesso garantismo che impedì a Giovanni Falcone di diventare procuratore nazionale antimafia; che impedì di varare le norme stringenti nella guerra alla mafia che furono varate solo dopo la strage di Capaci e, come molti magistrati presenti sanno, solo dopo la strage di via D'Amelio.

Se dobbiamo essere coerenti, signor Sottosegretario e signori del Governo, conviene anche revocare l'articolo 41-bis della legge n. 354 del 1975, che certamente non è garantista: per molto meno si viola, giustamente, la sovranità del popolo sciogliendo i consigli comunali. Giustamente! Basta che un fratello di un consigliere comunale, neppure di maggioranza, sia indagato per mafia. E noi non possiamo preventivamente effettuare degli accertamenti sui parenti fino al terzo grado? Possiamo farlo - notare la finezza - solo sul coniuge «non separato» (perché se è un coniuge separato può anche appartenere alla mafia). (Applausi dal Gruppo PdL e dei senatori Caruso, Pardi e Li Gotti).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Azzollini.

AZZOLLINI, relatore. Signora Presidente, mi sono sempre soffermato, sia nel corso dell'esame in Commissione che in Aula, sulla illustrazione del provvedimento, interpretando così alla lettera il ruolo del relatore.

Naturalmente, al relatore non sfuggono le questioni politiche, anche importanti, che sono state sottoposte. Mi riferisco, in particolare, ad alcune questioni relative all'IMU, alle questioni poste da ultimo dalla senatrice Fontana e ad altre. Non mi sono sfuggite neppure altre questioni, sempre di natura fiscale, che in questo momento, molto difficile per i conti pubblici, determinano certamente un peso a carico dei contribuenti. Il contesto generale nel quale il Parlamento ha operato ha però portato sicuramente a dei miglioramenti rispetto al testo iniziale.

Sono stati apportati miglioramenti anche su alcune questioni rilevanti: penso a tutti i miglioramenti apportati all'IMU, ad alcune questioni affrontate con il patto di stabilità ed altre che hanno messo a disposizione dei Comuni cifre non decisive, né certamente sufficienti, ma certamente rilevanti e necessarie per il pagamento dei crediti della pubblica amministrazione.

Presidenza del presidente SCHIFANI (ore 19,50)

(Segue AZZOLLINI, relatore). Ciò è stato possibile grazie al miliardo messo a disposizione dei Comuni a valere sui residui per enti. Insomma, alcune questioni il Parlamento le ha affrontate e le ha modificate in positivo.

Sicuramente, il lavoro da fare è ancora tanto e le notazioni politiche avanzate in Aula non sfuggono al relatore, ma credo che, anche sulla base delle considerazioni politiche fatte, fatto l'auspicio al Governo di avere sempre bene chiaro in mente che il peso fiscale attuale che grava sulle spalle delle imprese e dei cittadini è eccessivo e che uno dei compiti rilevanti per il Governo, quando affronterà il problema della crescita, sarà considerare il peso fiscale che grava in particolare sulle imprese e sulla fascia svantaggiata delle famiglie, sia evidente che non si può non esprimere una valutazione positiva del lavoro che è stato svolto.

È vero che non è un'ottima prassi legislativa quella che è invalsa da un po' di tempo, quella cioè di varare modifiche molto ravvicinate nel tempo di norme già approvate. Come si sa, parecchie norme, purtroppo, sono modificative di decreti o di disposizioni di legge molto recenti.

Quindi, si spera che questa prassi non continui in maniera eccessiva. Purtuttavia, questo è stato un decreto che il Governo ha definito di manutenzione fiscale e quindi può essere oggetto di miglioramenti. C'è uno strumento, di carattere più generale, che il Governo si accinge a presentare: quello della delega fiscale. Sarà utile che in quel contesto ci sia un miglioramento del quadro fiscale generale, che vada nel senso della semplificazione normativa (la normativa è francamente eccessiva), della semplificazione degli adempimenti (che sono diventati francamente eccessivi) ed anche di una migliore certezza del diritto.

Ho degli esperti di fronte a me. Io sono entrato in Parlamento con il professor Boselli, con il quale facemmo lo Statuto dei diritti del contribuente. Oggi siamo di fronte ad una figura creata dalla giurisprudenza; già questo per me, uomo di 59 anni, forse abituato a certi manuali del diritto, non è propriamente convincente. Ma siamo anche di fronte all'abuso del diritto, ad un qualcosa che è diventato una norma senza alcun limite e confine. Forse sarebbe utile che nella delega fiscale si affrontasse anche questo aspetto, ridando alla norma il suo significato puntuale, norma che la magistratura deve applicare e non modificare o creare.

Se questo dibattito è servito a questo, cioè ad ispirare coloro che andranno alla delega fiscale a dare una qualche impostazione di maggior semplificazione, certezza e naturalmente minor carico (compatibilmente con il rigore dei conti pubblici), anche questo sarà stato un merito del dibattito in Parlamento.

Finisco ricordando a tutti, in particolare ai grandi funzionari dello Stato, che lo Stato è qualche cosa che si regge sul lavoro e sulla contribuzione dei cittadini, non è qualche cosa di ontologico e di giusto in sé, che pertanto si permette spesse volte di eccedere nei confronti dei cittadini. Se riusciamo a ricordarlo, il decreto in esame sarà stato prodromico - mi auguro - ad una nuova legislazione fiscale nella delega, che tenga conto di questi concetti. Insomma questo Parlamento, tutto sommato, forse non è da buttare.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

CERIANI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, vorrei anzitutto rassicurare il senatore Azzollini. Il Parlamento ha lavorato molto bene in entrambi i rami; alla fine abbiamo un testo che è indubbiamente più ricco e migliorato rispetto al testo originario presentato dal Governo. Debbo ringraziare ovviamente qui il relatore Azzollini, il relatore Baldassarri e tutti i commissari. È stato un lavoro di confronto serrato, a volte anche di contrapposizione tra Governo e Parlamento; ma credo sia stato proficuo, ed è stata un'esperienza che sicuramente meritava di essere fatta e di essere portata avanti.

Lo spirito di questo provvedimento non è ambizioso, come ricordava il relatore, senatore Azzollini. È un intervento di manutenzione ordinaria, con qualche elemento di straordinarietà dovuto forse al fatto che negli ultimi tempi interventi di questo tipo non erano stati fatti. Sicuramente, nelle intenzioni del Governo, questo tipo di interventi si associa ad un intervento più sistemico, quello della delega fiscale, che muove lungo le linee della certezza del diritto, della semplificazione e del riordino, anche qui con un approccio non di disegno o ridisegno di un sistema fiscale ideale, ma di miglioramento dell'esistente, nell'intento di trovare il consenso su quegli aspetti che il momento, l'urgenza e i segnali che ci vengono dall'economia, dai contribuenti e dal Parlamento stesso indicano come prioritari.

Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti, i commissari e in particolare la senatrice Fontana per il suo intervento, che ha consentito di chiarire due punti rispetto ai quali la disinformazione ha raggiunto negli ultimi giorni livelli elevati. In primo luogo, l'imposta di scopo, che non è una nuova imposta: l'intervento attuato in questo testo è semplicemente l'aggiustamento formale conseguente al fatto che l'ICI è stata sostituita dall'IMU. In secondo luogo, la cosiddetta esenzione delle fondazioni bancarie, una sorta di mito metropolitano che viaggia da qualche settimana, ma che non trova riscontro in nessun aspetto della nostra legislazione. Segnalo che alla Camera un emendamento diretto ad eliminare l'esenzione delle fondazioni bancarie è stato respinto in quanto inammissibile, perché nell'ordinamento italiano l'esenzione delle fondazioni bancarie non esiste.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il ministro per i rapporti con il Parlamento, professor Giarda. Ne ha facoltà.

GIARDA, ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 3184-B, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, alla luce della questione di fiducia testé posta dal Ministro per i rapporti con il Parlamento, sospendo la seduta e convoco per le ore 20,10 la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 19,59, è ripresa alle ore 20,35).

Presidenza della vice presidente BONINO (ore 20,35)

Sui lavori del Senato
Organizzazione della discussione della questione di fiducia

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha proceduto all'organizzazione dei lavori sulla questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge recante semplificazioni tributarie, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.

La discussione sulla fiducia avrà inizio domani mattina alle ore 9. Alla discussione faranno seguito le dichiarazioni di voto finale a partire dalle ore 10. La chiama pertanto avrà inizio intorno alle ore 11,15.

L'ordine del giorno della seduta di domani è integrato con la votazione sulla costituzione in giudizio del Senato della Repubblica per resistere in un conflitto di attribuzione sollevato dal tribunale di Roma in relazione a un procedimento penale riguardante l'ex senatore Storace.

In relazione ai tempi di esame del Documento di economia e finanza presso la Commissione bilancio, l'inizio della discussione in Assemblea del provvedimento è differito alla seduta antimeridiana di giovedì 26 aprile, in concomitanza con l'esame presso Camera dei deputati. La seduta avrà inizio alle ore 12, senza orario di chiusura.

L'inizio della seduta di mercoledì 2 maggio, dedicata alla discussione del decreto-legge integrativo dei decreti liberalizzazioni e consolidamento dei conti pubblici, è anticipato dalle ore 14 alle ore 12.

Calendario dei lavori dell'Assemblea, variazioni

Lunedì

23

aprile

pom.

h. 18-20,30

- Disegno di legge n. 3184-B - Decreto-legge n. 16, recante semplificazioni tributarie (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Scade il 1° maggio)

- Deliberazione sulla costituzione in giudizio del Senato della Repubblica per resistere in un conflitto di attribuzione

Martedì

24

"

ant.

h. 9

Giovedì

26

aprile

ant.

h. 12

- Doc. LVII n. 5 - Documento di economia e finanza 2012 (*)

Venerdì

27

"

ant.

h. 9.30
(se necessaria)

(*) Le Commissioni dovranno esprimere i propri pareri alla Commissione bilancio in tempo utile affinché questa possa riferire all'Assemblea a partire dalla seduta antimeridiana di giovedì 26 aprile. Le proposte di risoluzione dovranno essere presentate entro la fine della discussione generale. Il termine per gli emendamenti alla risoluzione accolta dal Governo sarà stabilito in relazione all'andamento dei lavori.

Mercoledì

2

maggio

ant.

h. 12

- Disegno di legge n. 3221 - Decreto-legge n. 29, integrativo decreti liberalizzazioni e consolidamento conti pubblici (Scade il 23 maggio)

Giovedì

3

"

ant.

h. 9,30

Gli emendamenti al disegno di legge n. 3221 (decreto-legge integrativo liberalizzazioni e conti pubblici) dovranno essere presentati entro le ore 19 di lunedì 30 aprile.

Ripartizione dei tempi per la discussione del Doc. LVII, n. 5
(Documento di economia e finanza 2012)
(7 ore e 30 minuti, escluse dichiarazioni di voto)

Relatore

30'

Relatori di minoranza

30'

Governo

30'

Gruppi 6 ore, di cui :

PdL

1h

34'

PD

1h

21'

LNP

37'

UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI

30'

Per il Terzo Polo (ApI-FLI)

30'

CN:GS-SI-PID-IB

30'

IdV

30'

Misto

30'

Dissenzienti

5'

Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 3221
(Decreto-legge n. 29, integrativo decreti liberalizzazioni e consolidamento conti pubblici)
(7 ore, escluse dichiarazioni di voto)

Relatore

30'

Governo

30'

Votazioni

1 h.

Gruppi 5 ore, di cui :

PdL

1 h.

18'

PD

1 h.

07'

LNP

30'

UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI

26'

Per il Terzo Polo (ApI-FLI)

25'

CN:GS-SI-PID-IB

25'

IdV

24'

Misto

24'

Dissenzienti

5'

Per un intervento della Presidenza in merito ad una polemica di stampa
sull'acquisto di agende da parte del Senato

VIMERCATI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VIMERCATI (PD). Signora Presidente, intervengo per chiedere tramite lei al presidente Schifani di intervenire su una polemica che sta gettando discredito sul Senato. Mi riferisco alla polemica relativa alle famose agendine.

Si sostiene su numerosi organi di stampa, e anche in trasmissioni televisive di grande ascolto, che il Senato spenderebbe un milione di euro per le agendine dei senatori.

A me risulta che la settimana scorsa sia stato diffuso un comunicato del senatore questore Adragna che smentisce questa informazione. Ciò nonostante, la campagna è in corso, ed ancora oggi pomeriggio vi sono state telecamere qui fuori, con operatori che hanno intervistato numerosi senatori per altre trasmissioni televisive che - ripeto - gettano fango sulla nostra istituzione.

Le chiedo di sollecitare il presidente Schifani perché intervenga lui autorevolmente a far cessare questa campagna di denigrazione smentendo, una volta per tutte, che il Senato spende cifre mirabolanti per le agendine. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Senatore Vimercati, certamente riferirò al presidente Schifani, ma, come lei ha giustamente ricordato, già la settimana scorsa - subito dopo la pubblicazione di queste notizie - c'è stata una presa di posizione, una puntualizzazione - fra l'altro, molto articolata e documentata - del senatore questore Adragna in proposito, a nome di tutti.

Evidentemente, si presenta però la necessità di una nuova ed autorevole puntualizzazione.

Per lo svolgimento di un'interrogazione

PASSONI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PASSONI (PD). Signora Presidente, signor Sottosegretario, vorrei sollecitare il Governo a dare una risposta all'atto di sindacato ispettivo 3-02603, presentato il 19 gennaio scorso, riguardante l'esclusione della SELEX Galileo e di altre aziende italiane dalla partecipazione alla gara indetta dall'Agenzia spaziale italiana per la realizzazione del satellite ottico Opsis.

Nell'interrogazione si chiedeva al Governo di intervenire affinché fosse consentito alla Selex di partecipare alla gara, dato che, come più volte ribadito dalla proprietà, dai rappresentanti dei lavoratori e dagli enti locali, l'azienda possiede il know how necessario per partecipare alla realizzazione del satellite.

Tuttavia, nonostante i solleciti provenienti dalla Regione Toscana, dalle organizzazioni sindacali ed una lettera, che si aggiunge all'interrogazione, da me scritta personalmente al ministro Profumo, il Governo non è intervenuto.

Il bando non è stato fermato e, in base a quanto affermato da articoli di stampa, aperte le buste, è risultata vincitrice la CGS, azienda a capitale tedesco. È una vicenda per la quale, signora Presidente, mi sento ampiamente preso in giro.

Fin qua la cosa può non interessare. Deve però interessare il Governo il fatto che centinaia di lavoratori si sentano presi in giro, e questo è inaccettabile.

La SELEX Galileo, controllata da Finmeccanica, non ha avuto dunque la possibilità di partecipare alla gara nonostante sia specializzata in tecnologie ottiche civili e militari, ed il nostro Paese ha perso così l'ennesima occasione di sviluppo e di rilancio di un settore strategico altamente tecnologico.

Signor Sottosegretario, tutta la vicenda mi sembra una presa in giro, in primis proprio per i lavoratori della Galileo, ben consapevoli delle potenzialità tecniche dell'azienda e delle loro professionalità. C'è qualcosa di nient'affatto chiaro, o almeno non lo è per me e per centinaia di persone.

Credo, dunque, che il Governo abbia il dovere di dire perché non è intervenuto nella vicenda SELEX-Galileo e, più in generale, se è in sintonia con le scelte di politica industriale di Finmeccanica, che chiamano evidentemente in causa responsabilità per tutta questa vicenda.

Signora Presidente, onestamente sono assordanti i silenzi da una parte su AnsaldoBreda - ricorderà la Presidenza che proprio la scorsa settimana abbiamo sollecitato un'interrogazione a questo fine - e, dall'altra, su SELEX Galileo e, in generale, sulle scelte di Finmeccanica, come ricordato anche dalla senatrice Pinotti in quest'Aula mercoledì scorso. Ripeto che tali silenzi sono assordanti, ma oltre a ciò sono inquietanti. (Applausi della senatrice Fontana).

PRESIDENTE. La Presidenza si farà carico di trasmettere queste sollecitazioni di cui, d'altra parte, credo che il rappresentante del Governo abbia potuto prendere buona nota.

Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di martedì 24 aprile 2012

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, martedì 24 aprile, alle ore 9, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 20,43).

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento (3184-B)

PROPOSTA DI QUESTIONE PREGIUDIZIALE

QP1

MAZZATORTA, BRICOLO, ADERENTI, BOLDI, CAGNIN, CALDEROLI, CASTELLI, DAVICO, DIVINA, FRANCO PAOLO, GARAVAGLIA MASSIMO, LEONI, MARAVENTANO, MONTANI, MONTI CESARINO, MURA, PITTONI, RIZZI, STIFFONI, TORRI, VACCARI, VALLARDI, VALLI

Respinta

Il Senato,

        premesso che:

            il Governo nella relazione che accompagna il disegno di legge di conversione del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento, giustifica l'utilizzo della normativa d'urgenza adducendo la necessità di assicurare una riduzione degli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese e con l'obiettivo di rendere più efficace ed efficiente le procedure di accertamento;

            le generiche affermazioni contenute nella Relazione del Governo, non possono in alcun modo giustificare dal punto di vista costituzionale il presente provvedimento composto da disposizioni prive dei presupposti di straordinaria necessità e urgenza richiesti dall'articolo 77 della Costituzione;

            è innegabile che il Governo in questa fase stia abusando dello strumento della normativa d'urgenza facendo venir meno il presupposto principale dell'eccezionalità del ricorso al decreto-legge quale deroga al principio di rappresentatività, sottraendo, di fatto, al Parlamento l'esercizio della funzione legislativa;

            il Governo Monti prosegue a legiferare sulla spinta di un'urgenza dichiarata in materie che meriterebbero maggiore approfondimento, approfondimento che viene compresso e addirittura negato anche in sede di conversione in legge dei decreti sempre più numerosi;

            l'eterogeneità dì contenuto del presente decreto-legge contrasta apertamente con i contenuti dell'articolo 15 della legge 23 agosto 1988, n. 400, di diretta attuazione costituzionale dell'articolo 77 della Costituzione. In base alla citata disposizione, infatti, i decreti-legge devono contenere misure di immediata applicazione e il loro contenuto deve essere specifico, omogeneo e corrispondente al titolo. Il decreto-legge in esame, invece, accomuna una serie di disposizioni che incidono in modo rilevante sui più disparati settori economici pubblici e privati;

            l'iter del provvedimento tra Senato e Camera è stato caratterizzato dall'approvazione di emendamenti sovente completamente sostitutivi dei rispettivi articoli del decreto. Tale procedura conseguentemente, nei fatti produce effetti palesemente incostituzionali alla luce di quanto sancito dalla Corte costituzionale con la recente sentenza n. 22 del 2012 depositata il 16 febbraio 2012, che ha sancito che il procedimento di conversione si imbatte nel vincolo costituzionale dell'omogeneità delle modificazioni apportate dal Parlamento, rispetto al testo del decreto-legge. Lo stesso Presidente della Repubblica, a seguito della pronuncia costituzionale succitata, ha ritenuto di ammonire attraverso comunicazione ufficiale i Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati affinché si uniformassero nella programmazione e svolgimento dei lavori delle Commissioni di merito e dell'Aula a quanto chiaramente sancito dalla Consulta;

            entrando nel merito del decreto-legge e delle disposizioni introdotte con modifiche durante l'iter del presente disegno di legge di conversione, si segnala come le disposizioni di cui all'articolo 8, comma 24 e 24-bis, in merito all'introduzione di apposite deroghe volte a superare i limiti alle assunzioni per l'Agenzia delle entrate e del Corpo della Guardia di finanza, siano palesemente non omogenee rispetto alle finalità del presente decreto e procedano in una direzione divergente rispetto alla ratio del provvedimento, orientata a una complessiva riduzione del deficit pubblico. Inoltre si evidenzia come una disposizione identica fosse stata proposta sotto forma di emendamento al decreto-legge proroga termini e considerata dagli uffici di presidenza del Senato improponibile;

            è evidente la mancanza di rispetto istituzionale del ruolo del Parlamento da parte del Governo che ripropone nel presente decreto-legge un'analoga disposizione (articolo 12, comma 8, risorse per l'acquisto del termovalorizzatore di Acerra), contenuta nel testo del decreto-legge n. 2 del 2012, in materia ambientale, ma soppressa dal Senato in sede di esame del disegno dì legge di conversione del decreto ambientale;

            infine, in occasione di quest'ultimo passaggio parlamentare, va stigmatizzato il metodo dì organizzazione dei lavori che sta fortemente ostacolando il corredo svolgimento della funzione legislativa, così come garantita dall'articolo 72 della Carta costituzionale che recita: "Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo Regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale.". Al contrario in questo caso l'Aula ha fissato la scadenza emendamenti addirittura prima della Commissione e come spesso accade, soprattutto da quando è in carica questo Governo, anche questa volta l'iter parlamentare è stato frenetico, senza offrire il necessario tempo di analisi ed approfondimento del provvedimento, con tempi strettissimi in Commissione e conseguentemente in Aula, comprimendo in modo insopportabile i diritti delle opposizioni,

        delibera di non procedere all'esame del disegno di legge n. 3184-B di conversione del decreto-legge

.

Allegato B

Integrazione alla relazione orale del senatore Baldassarri sul disegno di legge n. 3184-B

L'atto Senato 3184-B di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento, giunge in seconda lettura al Senato dopo essere stato approvato dalla Camera con voto di fiducia il 19 aprile 2012. Rispetto al testo approvato, con modificazioni, dal Senato il 4 aprile ultimo scorso, il testo in esame presenta un cospicuo numero di modifiche. Qui di seguito si dà conto succintamente delle principali novità apportate al provvedimento.

L'articolo 1, in materia di riscossione, è intervenuto sul sistema di rateazione, prevedendo la possibilità di ottenere un piano di ammortamento a rata crescente fin dalla prima richiesta di dilazione. Al riguardo la Camera ha precisato che la possibilità di rateizzare i debiti si applica anche nei confronti degli enti previdenziali, salvo che nei casi di ottemperanza ad obblighi derivanti da sanzioni comunitarie. Rimane, dunque, possibile rateizzare gli altri crediti derivanti da sanzioni comunitarie.

Inoltre, in tema di pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni delle somme eccedenti l'ammontare del debito d'imposta, viene qualificato quale violazione dei doveri d'ufficio il mancato pagamento delle somme eccedenti il debito comunicato per cartelle di pagamento superiori a 10.000euro.

L'articolo 2 del provvedimento è intervenuto sugli adempimenti previsti a carico dei soggetti passivi IVA in relazione alla comunicazione delle operazioni rilevanti, soggette all'obbligo di fatturazione, di importo superiore ai 3.000 euro (cosiddetto "spesometro").

Durante l'esame presso la Camera è stato anzitutto modificato il comma 3 (che interviene sull'articolo 43-ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973) eliminando la limitazione dell'operatività della norma al caso in cui il concessionario sia lo stesso consolidante; la disciplina recata dal comma 3 è stata peraltro estesa anche alle cessioni di eccedenze diverse dall'IRES all'interno del consolidato.

Con commi aggiuntivi è stata inoltre circoscritta l'esenzione dall'IVA disposta dall'articolo 1, comma 604, della legge n. 296 del 2006, ai soli collegi universitari gestiti da enti che operano esclusivamente con la finalità di ospitare gli studenti universitari; è stata estesa la responsabilità solidale al versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e dell'IVA al committente imprenditore o datore di lavoro e a ciascuno degli eventuali subappaltatori; è stata altresì estesa anche alle cessioni di contratti di locazione finanziaria l'applicazione dell'IVA sul cosiddetto "margine". È stata quindi esonerata dall'obbligo di emissione della fattura l'attività di organizzazione di escursioni, visite della città, giri turistici e similari, effettuate dalle agenzie di viaggi e turismo.

Per quanto concerne l'articolo 3, riguardo alle facilitazioni per imprese e contribuenti durante l'esame presso la Camera è stato fissato in 15.000 euro l'importo massimo dei pagamenti in contanti effettuabili, per l'acquisto di beni al dettaglio e di prestazioni di servizi legate al turismo, da parte di cittadini extraeuropei non residenti in Italia. È stato inoltre differito al 1° luglio 2012 l'obbligo di pagamento di stipendi e pensioni corrisposti dalla pubblica amministrazione di importo superiore a 1.000 euro tramite strumenti di pagamento elettronico bancari o postali; è stato invece spostato dal 31 maggio al 30 giugno il termine entro cui i beneficiari di stipendi e pensioni devono indicare un conto di pagamento su cui ricevere i pagamenti; è stato quindi specificato che per individuare il suddetto limite di 1.000 euro non si debba tener conto delle somme corrisposte a titolo di tredicesima mensilità. Si è previsto che il delegato autorizzato ad aprire un conto corrente di base per l'accredito dei suddetti stipendi/pensioni possa dichiarare la sussistenza della documentazione attestante l'impossibilità a muoversi del delegato (in luogo della presentazione della stessa) e si sono elevate le soglie per essere considerati contribuenti minori ai fini delle semplificazioni degli obblighi di fatturazione e registrazione.

Sono stati quindi modificati i limiti di pignorabilità delle somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego e sono stati esclusi dal reddito imponibile IRPEF, oltre alle somme erogate dal datore di lavoro per frequenza di asili nido e di colonie climatiche da parte dei familiari, nonché per borse di studio, anche i servizi e le prestazioni a tal fine erogati.

A seguito di modifiche introdotte nel corso dell'esame presso la Camera è stata altresì eliminata l'eventualità di un trattamento di minor vantaggio per talune categorie di clienti finali di energia elettrica destinatari di regimi tariffari speciali; in tema di anticipo del recupero delle accise per gli autotrasportatori, è stata soppressa la previsione della "pena di decadenza" quale sanzione per la presentazione entro il mese successivo alla scadenza dell'apposita dichiarazione necessaria per usufruire del beneficio fiscale stesso.

Sono state soppresse le norme, introdotte al Senato, che modificavano il regime fiscale delle somme corrisposte a titolo di borse di studio, al fine di sottoporle ad IRPEF per l'ammontare eccedente gli 11.500 euro, assimilandole ai redditi da lavoro dipendente; in tema di ammortamento dei beni materiali, è stata eliminata la disposizione che, con riferimento alla determinazione su base forfetaria della quota deducibile delle spese di manutenzione, fa riferimento agli acquisti e alle vendite dei beni materiali ammortizzabili intervenuti nel corso del periodo di imposta; sono stati esclusi del pagamento della tassa annuale sulle unità da diporto i soggetti affetti da patologie che richiedono l'utilizzo permanente delle imbarcazioni; è stata affidata ad un futuro decreto ministeriale la disciplina dell'applicazione dell'imposta comunale sulla pubblicità al marchio apposto su gru mobili e a torre adoperate nei cantieri edili e sulle macchine da cantiere.

Intervenendo sull'articolo 3-ter, dedicato all'accisa sul combustibile utilizzato nella produzione combinata di energia elettrica e calore, la Camera ha eliminato l'esenzione d'accisa sull'energia elettrica utilizzata in opifici industriali aventi un consumo mensile superiore a 1.200.000 kWh.

La Camera ha quindi aggiunto al testo un articolo 3-ter al fine di ricomprendere la benzina tra i carburanti esenti da accisa in quanto impiegati per la navigazione nelle acque marine comunitarie (con esclusione delle imbarcazioni private da diporto), per la navigazione nelle acque interne (limitatamente al trasporto delle merci) e per il dragaggio di vie navigabili e porti.

Il nuovo articolo 3-quinquies stabilisce che i diritti d'uso delle frequenze in banda televisiva, di cui al bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale serie speciale n. 80 del 2011 (che viene annullato), sono assegnati mediante pubblica gara, che verrà indetta dal Ministero dello sviluppo economico, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge. Sono dettati i principi e criteri direttivi sulla base dei quali l'AGCOM definisce le procedure di gara. Si dispone, quindi, che i proventi derivanti dall'assegnazione delle suddette frequenze affluiscono al Fondo speciale rotativo per l'innovazione tecnologica.

Con l'articolo 3-sexies è stato modificato il regime di tassazione degli aeromobili privati prevedendo, tra l'altro, la riduzione del valore dell'imposta per chilogrammi per gli aeroplani fino a 4.000 chilogrammi e per gli elicotteri, l'esenzione dall'imposta per gli aeromobili storici (immatricolati per la prima volta da oltre 40 anni), gli aeromobili di costruzione amatoriale e gli apparecchi per il volo da diporto o sportivo, nonché l'attribuzione di compiti di vigilanza alla Guardia di finanza e alle autorità aeroportuali; viene altresì istituita l'imposta erariale sui voli dei passeggeri di aerotaxi, dovuta per ciascun passeggero ed all'effettuazione di ciascuna tratta, in misura pari ad euro 100 in caso di tragitto non superiore a 1.500 chilometri ed a euro 200 in caso di tragitto superiore a 1.500 chilometri.

Con l'articolo 3-septies la Camera ha invece esteso anche alle società concessionarie le disposizioni della legge di stabilità 2012 in materia di finanziamento delle infrastrutture mediante defiscalizzazione.

Per quanto concerne l'articolo 4, dedicato alla fiscalità locale, nei corso dell'esame presso la Camera è stato innanzitutto chiarito che i Comuni, per i nuovi tributi istituiti dal decreto legislativo n. 23 del 2011 in materia di federalismo municipale (IMU, imposta di soggiorno, imposta di scopo età), esercitano la propria potestà regolamentare secondo le regole generali di cui all'articolo 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997. Si consente ai Comuni di disciplinare con regolamento l'imposta di scopo, nel quadro della disciplina recata dalla legge finanziaria 2007. I Comuni delle isole minori, ovvero quelli nel cui territorio insistono isole minori, possono inoltre istituire un'imposta di sbarco, alternativa all'imposta di soggiorno, per finanziare interventi in materia di turismo, beni culturali e ambientali e servizi pubblici locali.

La Camera è nuovamente intervenuta sulla disciplina dell'IMU, già modificata dal Senato. In particolare, sono stati introdotti requisiti più stringenti per la qualifica di "abitazione principale", disponendo che le agevolazioni si applicano per un solo immobile, dove il possessore ed il suo nucleo familiare abbiano stabilito dimora e residenza anagrafica; si consente ai comuni di considerare, a fini IMU, come abitazione principale l'immobile posseduto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in strutture di ricovero o sanitarie a seguito di ricovero permanente, purché il cespite non sia locato, nonché l'immobile posseduto nel territorio dello Stato da cittadini italiani non residenti in Italia, purché non locato; si precisa che le agevolazioni per i terreni non coltivati ed i terreni agricoli si applicano solo se posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola; si consente, per l'anno 2012, il pagamento dell'IMU sull'abitazione principale in due o tre rate; si posticipa al 30 settembre 2012 il termine per la presentazione delle dichiarazioni IMU; si dispone una riduzione del 35 per cento del canone atto a determinare il reddito da locazione imponibile a fini IRPEF e IRES degli immobili aventi interesse storico o artistico.

Viene altresì stabilito che, nelle more dell'attuazione del federalismo demaniale, la gestione del patrimonio immobiliare statale sia proseguita dalle amministrazioni competenti, comprese le attività di valorizzazione e dismissione.

Con l'articolo 4-ter la Camera ha introdotto disposizioni concernenti il cosiddetto patto di stabilità interno "orizzontale nazionale" e il personale degli enti locali. Vengono pertanto previste norme dirette a consentire una redistribuzione degli obiettivi del patto di stabilità interno tra i Comuni dell'intero territorio nazionale, fermo restando l'obiettivo determinato complessivamente per il comparto dalla normativa vigente, al fine di consentire a determinati enti di effettuare maggiori spese in conto capitale.

In particolare, le norme consentono la cessione di spazi finanziari da parte dei Comuni che prevedono di conseguire un differenziale positivo rispetto all'obiettivo del Patto di stabilità interno assegnato in base alla normativa vigente, a vantaggio di quelli che, invece, prevedono di conseguire, nell'anno di riferimento, un differenziale negativo rispetto all'obiettivo prefissato, al fine di consentire a tali enti un aumento dei pagamenti in conto capitale relativi a residui passivi, nell'importo massimo complessivo pari a 500 milioni di euro. Viene inoltre modificata la disciplina relativa alla riduzione delle spese per il personale negli enti locali.

Tra le modifiche apportate dalla Camera all'articolo 5 (dedicato a studi di settore, versamenti tributari, sistema informativo della fiscalità ed Equitalia Giustizia) si segnala anzitutto l'aggiunta delle imprese di assicurazioni ai soggetti tenuti ad anticipare il versamento in acconto dell'imposta di bollo virtuale. Si prevede quindi che con finalità di semplificazione e razionalizzazione, le istanze e le comunicazioni per i servizi disponibili siano inviate esclusivamente mediante il Portale stipendi PA; analogamente i dati necessari per il pagamento degli stipendi al personale delle pubbliche amministrazioni da parte delle competenti strutture del Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) devono essere acquisiti mediante appositi flussi informativi. Viene affidata all'Ufficio centrale antifrode dei mezzi di pagamento del MEF la titolarità dell'archivio informatizzato relativo al sistema di prevenzione amministrativa delle frodi sulle carte di pagamento, affidandone la gestione alla CONSAP; si prevede inoltre che ove la gestione della riscossione delle entrate degli enti locali sia affidata a soggetti terzi, essi dovranno aprire uno o più conti correnti dedicati, con obbligo di riversamento alla tesoreria delle somme riscosse entro la prima decade del mese.

Con le modifiche apportate dalla Camera all'articolo 6 si consente anzitutto alle agenzie fiscali e agli agenti della riscossione di accedere senza tributi ed oneri alle banche dati immobiliari gestite dall'Agenzia del territorio e a quelle gestite dagli enti pubblici territoriali; vengono modificati gli importi dei tributi speciali catastali, in relazione all'ottenimento di certificati e documenti; sono modificati gli importi dell'imposta ipotecaria. Viene altresì precisato che sono assoggettate a imposta di bollo secondo le regole ordinarie le trascrizioni, le annotazioni di domande giudiziali, le iscrizioni, le annotazioni di sentenze o altri provvedimenti giurisdizionali, compresa la trascrizione del pignoramento immobiliare. Si dispone l'obbligo di trascrizione di tutti gli atti che costituiscono vincoli su beni immobili a favore dello Stato, degli enti territoriali o di enti che svolgono un servizio di interesse pubblico. Si prevede infine, dal 2 maggio 2012, l'applicazione della cancellazione "semplificata" alle ipoteche iscritte da oltre venti anni e non rinnovate, ponendo in capo al creditore l'onere di effettuare apposita comunicazione al conservatore dei registri immobiliari.

All'articolo 8 (misure di contrasto all'evasione) la Camera è intervenuta precisando che l'invio di segnalazioni ai Comuni di domicilio fiscale dei soggetti passivi da parte dell'Agenzia delle entrate prima di emettere gli avvisi di accertamento deve avvenire a condizione che l'ente locale abbia stipulato apposita convenzione con l'Agenzia; viene abbassato a 10 (in luogo di 100) il numero di unità immobiliari possedute che obbliga ad utilizzare la procedura di registrazione telematica dei contratti di locazione; si precisa che l'intimazione al pagamento deve essere contenuta anche negli atti relativi alle somme dovute a seguito di perdita del beneficio della rateazione del quantum risultante da conciliazione giudiziale ed al recupero di somme dovute a seguito di accertamenti impugnati divenuti definitivi.

Viene quindi novellata la disciplina delle attività scudate, tra l'altro differendo al 16 luglio il termine di versamento dell'imposta di bollo speciale sulle attività scudate da parte degli intermediari; vengono soppresse le norme recate dalla legge finanziaria 2007 che, tra l'altro, impongono ai gestori di depositi fiscali di tabacchi di dimostrare il possesso di locali adibiti a deposito per uno specifico lasso di tempo; viene infine integrata la disciplina che consente di esercitare la rivendita di tabacchi presso gli impianti di distribuzione di carburanti.

L'articolo 9, dedicato al potenziamento dell'accertamento in materia doganale, è stato integrato dalla Camera prevedendo, tra l'altro, che:

- per la rivendita presso infrastrutture pubbliche destinate esclusivamente alla ricarica di accumulatori per uso di forza motrice dei veicoli a trazione elettrica, il debito di imposta per le officine di produzione è accertato sulla base dei dati relativi all'energia elettrica consegnata presso i singoli punti di prelievo;

- i rifiuti posti in sequestro presso aree portuali e aeroportuali sono affidati anche prima della conclusione del procedimento penale al consorzio obbligatorio corrispondente al settore merceologico, che procede al loro trattamento al fine di consentirne la vendita;

- nei terminali retro-portuali il servizio ai fini dello sdoganamento delle merci è svolto "di norma" dalla medesima articolazione territoriale dell'amministrazione che esercita il servizio nei porti di riferimento;

- l'ufficio doganale che effettua le verifiche con accesso presso l'operatore è competente alla revisione delle dichiarazioni doganali anche se accertate presso altro ufficio doganale;

- con decreto ministeriale sono individuate le procedure contabili e fiscali necessarie a dare applicazione all'istituto delle autorizzazioni uniche alle procedure semplificate per il regime di importazione.

All'articolo 10, dedicato ai giochi, la Camera ha anzitutto introdotto l'obbligo per i soggetti che gestiscono concorsi pronostici o scommesse di utilizzare conti correnti bancari o postali dedicati, sui quali debbono transitare le spese, le erogazioni ed i proventi relativi a concorsi o scommesse. È stato inoltre differito dal 30 giugno 2012 al 1° gennaio 2013 il termine entro cui l'AAMS deve bandire la gara per le concessioni del poker sportivo; si prevede che se la violazione di norme in materia di installazione di apparecchi da gioco è commessa dal rappresentante o dal dipendente di una persona giuridica, la sanzione si applica a quest'ultima; si sopprime la disposizione che prevede per i concessionari, in caso di percentuali di restituzione in vincite inferiori all'80 per cento, il versamento all'erario del 20 per cento della differenza lorda così maturata; viene posto a regime dal 1° gennaio 2013 il cosiddetto "Bingo sperimentale"; si prevede che l'AAMS bandisca entro il 31 luglio 212 una gara per la selezione di soggetti che raccolgono scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi; si consente infine alle concessioni in scadenza al 30 giugno 2012 di proseguire l'attività di raccolta dei giochi sino alla data di sottoscrizione delle concessioni.

L'articolo 11, recante modifiche in materia di sanzioni amministrative, è stato novellato dalla Camera prevedendo due ipotesi di cumulabilità della riduzione della sanzione in caso di versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 15 giorni. È stato altresì ridotto l'importo delle sanzioni previste per le infrazioni in sede di dichiarazioni nei settori dei prodotti energetici, dell'alcool e delle bevande alcoliche e dell'energia elettrica.

Per quanto concerne l'articolo 12, dedicato al contenzioso in materia tributaria e alla riscossione, durante l'esame alla Camera è stato anzitutto specificato che le risorse destinate al pagamento dei debiti commerciali degli enti locali siano destinate prioritariamente ai Comuni. Sono state inoltre aggiunte disposizioni concernenti l'utilizzo delle risorse statali spettanti alle Regioni a statuto ordinario nel 2012 per il finanziamento degli interventi regionali in materia di edilizia sanitaria, si è disposta l'abrogazione di una disposizione (il comma 5 dell'articolo 1 della legge di stabilità 2011) al fine di evitare una duplicazione di finanziamenti nel settore dell'edilizia sanitaria, e si è disciplinata la ripartizione di 425 milioni di euro, destinati, per il 2011, al trasporto pubblico locale regionale ferroviario tra le Regioni a statuto ordinario.

L'articolo 13, infine, recante norme di copertura, è stato modificato dalla Camera prevedendo che l'INPS, l'INAIL e l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) adottino misure di razionalizzazione organizzativa, ulteriori a quelle già previste, per ridurre le spese di funzionamento per l'anno 2012 di 12 milioni per l'INAIL, 48 per l'INPS e 11,1 milioni per l'AAMS. Viene quindi disposto il taglio lineare delle dotazioni finanziarie - nell'ambito delle spese rimodulabili di ciascun Ministero - per 280 milioni di euro per il 2012 e 180 milioni di euro a decorrere dal 2013, con esclusione degli stanziamenti per il cinque per mille IRPEF e per le spese relative alla tutela dell'ordine, della sicurezza e del soccorso pubblico.

Testo integrale della relazione orale del senatore Azzollini sul disegno di legge n. 3184-B

Per quanto concerne i profili di maggiore interesse per la Commissione programmazione economica, bilancio vanno segnalate, di seguito, alcune disposizioni di maggiore rilevanza inserite dalla Camera dei deputati.

All'articolo 3, il comma 16-ter dove è prevista temporanea compensazione a carico dei fondi disponibili sulla contabilità speciale n. 1778 dell'Agenzia delle entrate, ai fini del riconoscimento del credito d'imposta per la nuova occupazione stabile del Mezzogiorno.

L'articolo aggiuntivo 4-ter dove, ai commi da 1 a 9, viene inserita la disciplina del Patto di stabilità interno "orizzontale nazionale". Tali disposizioni introducono una maggiore flessibilizzazione del Patto di stabilità interno dei Comuni sul territorio nazionale, consentendo ora una compensazione territoriale non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale. Nello specifico, ai Comuni che prevedono di conseguire un differenziale positivo rispetto all'obiettivo del Patto di stabilità interno e sono disposti a cedere parte del suddetto spazio finanziario, viene attribuito un contributo, nei limiti di un importo complessivo di 500 milioni di euro, pari agli spazi finanziari ceduti da ciascuno di essi e attribuiti ai Comuni che necessitano di maggiori margini di spesa per il pagamento dei residui in conto capitale.

Al medesimo articolo, ai commi da 10 a 16, si introducono disposizioni che ampliano le possibilità di assunzione di personale negli enti locali, fermo restando i vincoli imposti dal Patto di stabilità interno.

Tra l'altro, viene elevato dal 20 al 40 per cento il limite per poter assumere negli enti locali che presentano un'incidenza della spesa di personale rispetto alle spese correnti inferiore al 50 per cento. Si consentono, inoltre, maggiori possibilità di assunzione nei settori della polizia locale, dell'istruzione pubblica e del settore sociale.

Viene inoltre aggiornato dall'anno 2004 all'anno 2008 l'esercizio di riferimento in base al quale parametrare le spese di personale degli enti locali non soggetti al Patto di stabilità interno e si estende a regime, a decorrere dall'anno 2013, la possibilità di superare il limite di spesa di personale fissato dall'articolo 9, comma 28, del decreto legge n. 78 del 2010, per la stipula di contratti di lavoro flessibile nei settori della polizia locale, della istruzione pubblica e del settore sociale, fermo restando che la spesa complessiva non può essere superiore alla spesa sostenuta per le stesse finalità nell'anno 2009. Si consente, infine, un incremento degli incarichi a contratto nella dotazione organica dirigenziale nel limite massimo generale del 10 per cento della dotazione organica dirigenziale a tempo indeterminato, prevedendo un incremento di tale percentuale per i comuni di dimensioni ridotte.

All'articolo 5, i commi aggiuntivi da 6-bis a 6-quater sono finalizzati alla promozione del Portale stipendi PA, come canale privilegiato per l'accesso ai servizi disponibili da parte dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, gestiti nell'ambito del Service personale Tesoro del Ministero dell'economia e delle finanze. In particolare, la norma è mirata a definire un quadro giuridico e operativo certo, per consentire la realizzazione del piano di sviluppo dei servizi via web.

Al medesimo articolo 5, il comma 8-bis innova la vigente disciplina della riscossione dei tributi locali, facendo rivivere anticipatamente le norme che erano state abrogate dal testo vigente della lettera gg-septies dell'articolo 7, comma 2, del decreto-legge n. 70 del 2011, in forza del quale era stabilito che solo dal 31 dicembre 2012 non sarebbe stato più possibile l'affidamento dei servizi di riscossione dei tributi comunali e provinciali al concessionario unico della riscossione dei tributi Equitalia spa; dovendo, a quest'ultimo, subentrarvi gli enti locali medesimi o le società concessionarie da questi individuate. Il dispositivo anticipa gli effetti che sono già previsti dalla legislazione vigente.

Il comma 6-quinquies, in materia di prevenzione delle frodi su carte di pagamento, prevede che il Ministero dell'economia e delle finanze designi, per la gestione dell'archivio e in qualità di responsabile del trattamento dei dati personali, la CONSAP spa, a mezzo di apposita convenzione, dalla quale non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

All'articolo 9, commi 3-septies e 3-octies, in materia di affidamento dei rifiuti posti sotto sequestro ai consorzi obbligatori, si dispone che i rifiuti posti sotto sequestro presso le aree portuali e aeroportuali siano affidati a uno dei consorzi obbligatori competenti in base alle caratteristiche del rifiuto sequestrato.

All'articolo 12, al comma 11-sexies, si prevede che una quota delle risorse del fondo speciale per la reiscrizione dei residui passivi di parte corrente, come reintegrata dall'articolo 35, comma 1, del decreto legge n. 1 del 2012, e pari a 1 miliardo di euro, sia assegnata agli enti locali, con priorità ai Comuni, per il pagamento dei crediti commerciali connessi all'acquisizione di servizi e forniture.

All'articolo 12, ai commi ll-septies - 11-novies, si dispone che le risorse statali spettanti alle Regioni a statuto ordinario per l'anno 2012 siano finalizzate al finanziamento degli interventi regionali in materia di edilizia sanitaria, ad eccezione di un importo di 148 milioni di euro destinato al rimborso dell'onere sostenuto dalle medesime regioni per il pagamento dell'IVA relativa ai contratti di servizio del trasporto pubblico locale ferroviario. Il comma 11-octies rimuove il vincolo di destinazione ad interventi di edilizia sanitaria pubblica, dell'importo di 1.500 milioni di euro per l'anno 2012, delle risorse FAS destinate alla programmazione regionale, previsto dall'articolo 1, comma 5 della legge n. 220 del 2010.

Il comma 11-novies, con riferimento alle risorse regionali per il 2011 per i servizi resi da Trenitalia spa e pari a 425 milioni di euro, prevede che le stesse siano ripartite secondo i criteri e le percentuali stabiliti nella seduta del 22 settembre 2011 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e versate, per la parte non ancora erogata, a Trenitalia spa.

In ordine alla copertura finanziaria, all'articolo 13 si dispone l'incremento dei risparmi di spesa previsti per il 2012, a valere delle risorse destinate al funzionamento degli enti previdenziali e dei monopoli, aggiuntivi rispetto a quelli già connessi all'attuazione di misure di riordino che sono state previste dalle manovre recenti.

In proposito, occorre segnalare che anche il disegno di legge Atto Senato n. 3249, in tema di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita, reca, all'articolo 72, un analogo articolo, laddove si provvede a disporre ulteriori misure di risparmio "aggiuntive" a carico dei medesimi enti in questione, rispetto a quelle non già contemplate dai tendenziali di spesa, sia pure solo a decorrere dal 2013.

Inoltre, il comma 1-quinquies prevede una riduzione lineare delle dotazioni finanziarie disponibili iscritte a legislazione vigente in termini di competenza e di cassa, nell'ambito delle spese rimodulabili delle missioni di spesa di ciascun Ministero per un importo pari a 280 milioni di euro per l'anno 2012 e a 180 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.

Tali ultimi aspetti ritengo debbano essere approfonditi in sede di scrutinio della validità della predetta copertura finanziaria.

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori:Bondi, Cagnin, Caliendo, Castiglione, Chiti, Ciampi, Colombo, Conti, Contini, D'Ali', Davico, Dell'Utri, Delogu, Filippi Alberto, Garavaglia Massimo, Germontani, Oliva, Pera, Pichetto Fratin, Poli, Rizzi, Rizzotti, Rossi Paolo, Sacconi, Sanciu, Sangalli, Sarro, Sciascia e Valli.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Tomassini, per attività della 12a Commissione permanente; Boldi, Fantetti e Marinaro, per attività della 14a Commissione permanente; Dini, Gamba, Lannutti, Malan e Torri, per attività dell'Assemblea parlamentare della Nato; Crisafulli, Marcenaro, Nessa e Santini, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Maraventano e Tofani, per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette "morti bianche".

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Ministro difesa

(Governo Monti-I)

Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale (3271)

(presentato in data 23/4/2012 ).

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Lauro Raffaele

Modifiche alla legge 5 luglio 1982, n. 441, in materia di obblighi di pubblicità e di trasparenza dei redditi e dei patrimoni per i magistrati di ogni ordine e grado, così come per gli avvocati e i procuratori dello Stato (3230)

(assegnato in data 20/04/2012 );

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Istituzione della Giornata dell'Unità d'Italia (3256)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali)

(assegnato in data 20/04/2012 );

10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo

Sen. Casson Felice ed altri

Modifica dell'articolo 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di prevenzione del fenomeno della subsidenza nelle province di Venezia, Padova e Rovigo (3235)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 20/04/2012 );

10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo

Sen. Donaggio Cecilia ed altri

Modifica all'articolo 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di tutela e prevenzione del fenomeno della subsidenza dei territori delle province di Padova, Rovigo e Venezia (3245)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 20/04/2012 );

11ª Commissione permanente Lavoro, previdenza sociale

Sen. Carlino Giuliana ed altri

Modifica dell'art. 6 del decreto legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, concernente la disciplina previdenziale dei lavoratori il cui rapporto di lavoro debba risolversi in applicazione di accordi individuali o collettivi (3247)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio)

(assegnato in data 20/04/2012 ).

Camera dei deputati, trasmissione di documenti

Il Presidente della Camera dei deputati, con lettere in data 14 marzo, 10 e 11 aprile 2012, ha inviato, ai sensi dell'articolo 127, del Regolamento della Camera dei deputati, i seguenti documenti approvati:

dalla VI Commissione (Finanze) di quella Assemblea, nella seduta del 29 febbraio 2012, concernente la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento (parti I, II e III) (COM(2011)452 definitivo) e la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull'accesso all'attività degli enti creditizie sulla vigilanza prudenziale degli enti creditizi e delle imprese di investimento e che modifica la direttiva 2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario (COM(2011)453 definitivo) (Atto n. 819);

dalle Commissioni riunite V (Bilancio) e XIV (Politiche dell'Unione europea), nella seduta del 28 marzo 2012, concernente la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Un bilancio per la strategia Europa 2020 (COM(2011)500 definitivo - Parti I e II); la proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (COM(2011) 398 definitivo); il progetto di accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla cooperazione in materia di bilancio e la sana gestione finanziaria (COM(2011) 403 definitivo); la proposta di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea (COM(2011)510 definitivo); la proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce misure di esecuzione del sistema delle risorse proprie dell'Unione eueropea (COM(2011) 511 definitivo) e la proposta di regolamento del Consiglio concernente le modalità e la procedura di messa a disposizione delle risorse proprie tradizionali e della risorsa basata sull'RNL nonché le misure per far fronte al fabbisogno di tesoreria (COM(2011) 512 definitivo) (Atto n. 820) ;

dalla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea), nella seduta del 4 aprile 2012, recante un parere motivato, ai sensi del Protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità allegato al Trattato di Lisbona, in merito all'atto dell'Unione europea "Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati (regolamento generale sulla protezione dei dati)" (COM (2012) 11 definitivo) (Atto n. 821).

Detti documenti sono depositati presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli Onorevoli senatori.

Governo, trasmissione di atti

Il Ministero degli affari esteri, con lettera in data 16 aprile 2012, ha inviato, ai sensi dell'articolo 4 della legge 11 dicembre 1984, n. 839, gli atti internazionali firmati dall'Italia i cui testi originali sono pervenuti al Ministero degli affari esteri entro il 15 marzo 2012.

La predetta documentazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3a Commissione permanente (Atto n. 816).

Il Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso, con lettera in data 13 marzo 2012, ha inviato la relazione sull'attività svolta nell'anno 2011 dal Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente (Atto n. 818).

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 10, 11 e 17 aprile 2012, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni - le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca di incarichi di livello dirigenziale generale:

al magistrato dottoressa Simonetta Matone, nell'ambito del Ministero della giustizia;

alla dottoressa Silvana Ceravolo, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze;

al dottor Adriano Rasi Caldogno, estraneo all'amministrazione, nell'ambito del Ministero per i beni e le attività culturali;

alla dottoressa Giovanna Boda, nell'ambito del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;

alla dottoressa Maddalena Ragni, nell'ambito del Ministero per i beni e le attività culturali;

ai magistrati dottor Francesco Mele e dottor Antonio Mungo, nell'ambito del Ministero della giustizia;

all'ingegner Eugenio Gaudenzi, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Negli scorsi mesi di gennaio, febbraio e aprile 2012 sono pervenute copie di decreti ministeriali, inseriti nello stato di previsione dei Ministeri della difesa, dell'economia e delle finanze, dell'interno e delle politiche agricole, alimentari e forestali, per l'esercizio finanziario 2012, concernenti le variazioni compensative tra capitoli delle medesime unità previsionali di base e in termini di competenza e cassa.

Tali comunicazioni sono state trasmesse alle competenti Commissioni permanenti.

Con lettere in data 13 aprile 2012, il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernenti lo scioglimento dei consigli comunali di Casamicciola Terme (NA); Cogliate (MB) e Castelnuovo di Ceva (CN).

Conferimento di incarichi dirigenziali e di consulenza

Nel mese di aprile 2012, sono pervenute - ai sensi dell'articolo 3, comma 44, della legge 27 dicembre 2007, n. 244 - le comunicazioni concernenti i conferimenti di incarichi di consulenza per prestazione di servizi nonché l'importo dei rispettivi compensi, relativi alla società Fintecna S.p.A..

Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Garante del contribuente, trasmissione di atti

Con lettere in data 26 marzo e 4 aprile 2012, sono state inviate, ai sensi dell'articolo 13, comma 13-bis, della legge 27 luglio 2000, n. 212, le relazioni sull'attività svolta nell'anno 2011 dai seguenti Garanti del contribuente:

per la regione Campania (Atto n. 814);

per la regione Puglia (Atto n. 815).

I predetti documenti sono stati trasmessi, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente.

Regioni e province autonome, trasmissione di relazioni

Il Presidente della regione Veneto, con lettera in data 5 aprile 2012, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19-bis, comma 5, della legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive modificazioni, la relazione sullo stato di attuazione delle deroghe in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio, previste dall'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE, riferita alla stagione venatoria 2011-2012.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 9a e alla 13a Commissione permanente (Atto n. 822).

Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti

Sono pervenuti al Senato i seguenti voti regionali:

della Regione Marche concernente "Crisi economica - riforme". Il predetto voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (n. 98);

della Regione Lombardia concernente il programma di lavoro della Commissione Europea - Anno 2012 e le politiche dell'Unione Europea di maggiore interesse per il tessuto socio-economico lombardo". Il predetto voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 14a Commissione permanente (n. 99).

Enti pubblici e di interesse pubblico, trasmissione di atti

Il Presidente dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, con lettera in data 20 marzo 2012, ha inviato, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il rapporto semestrale - aggiornato al mese di dicembre 2011 - sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Atto n. 817).

Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, variazioni nella composizione della delegazione parlamentare italiana

Il Presidente della Camera dei deputati ha comunicato che la Camera dei deputati ha proceduto nella seduta del 17 aprile 2012 ad una modifica nella composizione della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.

Il deputato Giacomo Stucchi è stato nominato membro effettivo in sostituzione del deputato Gianpaolo Dozzo. Il deputato Paolo Grimoldi è stato nominato membro supplente della medesima delegazione.

Mozioni, nuovo testo

La mozione 1-00615, del senatore Marcenaro ed altri, pubblicata il 18 aprile 2012, deve intendersi riformulata come segue:

MARCENARO, AMATI, TONINI, MARINARO, CONTINI, PERDUCA, DI GIOVAN PAOLO, LIVI BACCI, VITA, GARAVAGLIA Mariapia. -

Il Senato,

considerato che:

numerose notizie di stampa confermano le difficoltà del cessate il fuoco richiesto dall'Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) in Siria. Ancora in queste ore giungono notizie di scontri armati e morti tra le forze governative e quelle di opposizione, in particolare nelle città di Hama e Khattab. La città di Homs sarebbe di nuovo sotto bombardamento da parte delle forze governative e altri gravi scontri sono segnalati nella provincia settentrionale di Idlib;

è forte il timore che il regime di Bashir al-Assad continui a violare gli impegni presi e le assicurazioni date per mettere fine al massacro che da oltre un anno insanguina la Siria e che negli ultimi mesi ha già provocato la morte di oltre 11.000 persone;

per quanto il regime siriano appaia sempre più senza futuro, privo di qualsiasi legittimità e credibilità interna e internazionale, esso continua a tenere in ostaggio il suo popolo e ad impedire che la crisi trovi una via d'uscita pacifica;

il primo compito della comunità internazionale è agire perché le speranze suscitate dalla mediazione di Kofi Annan, inviato speciale delle Nazioni Unite e della Lega araba, di una soluzione politica della crisi non si vanifichino rapidamente;

l'invito rivolto alle autorità siriane dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, parla di una situazione molto fragile e precaria e raccomanda alle autorità siriane la massima moderazione e la piena collaborazione con la missione degli osservatori Onu appena giunti, favorendone il dispiegamento, garantendone libertà d'accesso e movimento nel Paese;

la comunità internazionale deve essere più unita e proporre con determinazione un'azione efficace. Una particolare responsabilità spetta a quei Paesi, come Russia e Cina, che inizialmente hanno apposto il veto alla precedente risoluzione del Consiglio di Sicurezza e che di fatto si sono fatti garanti del regime siriano;

una responsabilità spetta anche alle opposizioni: esse devono in primo luogo condannare e respingere - anche nel fuoco degli scontri - quelle gravi violazioni dei diritti umani che HRW e Amnesty International hanno denunciato; esse devono costruire un'unità che oggi manca e che può essere il risultato di un impegno per la prospettiva di una Siria pacifica, democratica, laica e plurale che garantisca le numerose componenti della società siriana, alcune delle quali guardano con preoccupazione allo sviluppo degli eventi;

ritenuto che sia necessario esprimere una condanna di tutte le violenze perpetrate da ambo le parti a danno di cittadini e popolo inermi, auspicare il rispetto del cessate il fuoco, nonché sostenere lo sviluppo di un confronto e di un dialogo democratico per una composizione pacifica della crisi,

impegna il Governo:

1) a sostenere in modo incondizionato l'iniziativa congiunta delle Nazioni Unite e della Lega araba e a vigilare sulla piena applicazione degli impegni presi, anche valutando a questo fine l'opportunità di riaprire la sede diplomatica italiana a Damasco;

2) a sviluppare, d'intesa con l'Unione europea e con l'iniziativa in corso dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, una specifica iniziativa rivolta all'opposizione siriana e alle diverse componenti per sostenerne l'unità su una linea democratica, pacifica e pluralista.

(1-00615) (Testo 2)

Interrogazioni

GERMONTANI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

le recenti disposizioni in materia di tassazione degli immobili e la revisione del prelievo, con l'anticipazione dell'imposta municipale sugli immobili per l'anno di imposta 2012, hanno una rilevantissima incidenza sull'operato dei Comuni, con particolare riferimento agli adempimenti relativi alla redazione dei bilanci;

in particolare, sono emerse difficoltà interpretative e permangono condizioni di incertezza che stanno creando non poche difficoltà ai Comuni;

tale situazione è altresì aggravata dalle modifiche alla normativa apportate dal Parlamento in sede di conversione del decreto-legge n. 16 del 2012, il cui iter non è ancora concluso;

emergono in particolare difficoltà nell'attribuire valori nei bilanci programmatici dovuti al passaggio dalla disciplina previgente dell'ICI alla nuova imposta, con particolare riferimento alle stime di gettito, anche in considerazione della necessità di calcolare la quota di IMU da versare allo Stato e quella che è destinata ai Comuni;

il problema principale è rappresentato dalla differenza delle stime del gettito IMU calcolate dai Comuni e già inserite nel bilancio 2012 e le stime calcolate dal Ministero dell'economia e delle finanze che in alcuni casi, come per il Comune di Desenzano (Brescia), ammontano a cifre assolutamente non accettabili;

infatti, partendo da tali stime e tenendo conto del gettito ICI consuntivo 2010 e dell'Irpef sugli immobili, il differenziale tra IMU e ICI, da riversare allo Stato ai sensi dell'art. 13, comma 17, del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, per il Comune di Desenzano ammonterebbe a 4.162.376 euro;

la differenza che emerge in molti casi tra le stime dei Comuni e quelle del Ministero appare sorprendente;

le stime del Ministero, infatti, oltre ad apparire incomprensibili considerato che l'ICI sulla prima casa certificata nel 2008 ammontava a 1.192.664 euro, costringerebbero il Comune di Desenzano a riversare allo Stato l'ingente somma di 4.226.486 euro;

occorre tenere presente che in molti casi e con particolare riferimento al Comune di Desenzano, il bilancio di previsione 2012 è stato approvato nel mese di marzo 2012, non prevedendo alcuna previsione in entrata per trasferimenti dallo Stato (fondo sperimentale di riequilibrio), salvo i probabili conguagli da effettuarsi dopo il versamento della prima rata ed i conteggi definitivi;

qualora fosse confermato l'importo sopra detto, salvo i conguagli previsti dal recente emendamento, il Comune, al fine di ottemperare a quanto previsto, dovrebbe immediatamente bloccare qualunque spesa corrente per recuperare le somme richieste ed effettuare l'obbligatoria variazione di bilancio;

la condizione del Comune citato rischia di essere condivisa da moltissimi enti locali,

si chiede di sapere se il Governo sia a conoscenza di tale questione e se e in quale modo intenda intervenire per evitare che l'aggravio del prelievo a carico dei contribuenti si risolva anche nella contrazione della capacità di spesa dei Comuni, con gravissime ripercussioni sulla tenuta del sistema economico.

(3-02809)

PETERLINI - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:

in data 21 marzo 2012, la 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato, in sede consultiva sullo schema di decreto legislativo recante disciplina per la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche di bilancio e di reclutamento degli atenei (Atto del Governo n. 437), nonché sull'Atto Senato 3194 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo", ha approvato pareri favorevoli con alcune osservazioni, in relazione all'università e alla ricerca, riguardanti l'opportunità di includere, tra i criteri e parametri di valutazione dei candidati già previsti per l'abilitazione scientifica nazionale, di cui all'articolo 16, comma 3, lettera a), della legge n. 240 del 2010, anche fondamentali esperienze maturate al di fuori dell'Università;

il parere espresso dalla 7ª Commissione permanente sull'Atto del Governo, prevede, infatti, nell'osservazione di cui al punto 5.4, l'auspicio che "il motivato giudizio per l'attribuzione dell'abilitazione scientifica nazionale di cui all'articolo 16, comma 3, lettera a), della legge n. 240 del 2010 possa essere fondato anche sulla valutazione di qualificazioni professionali di particolare rilevanza acquisite fuori del mondo accademico"; il parere relativo al decreto-legge n. 5 del 2012 reca l'osservazione di cui al punto n. 8 della lettera A sull'università e la ricerca, volta a chiedere una modifica del citato art. 16, comma 3, lettera a), "nel senso di inserire, tra i titoli valutabili per l'attribuzione dell'abilitazione scientifica nazionale, anche la valutazione di eventuali abilitazioni o specializzazioni professionali conseguite, di progetti di particolare rilevanza, di cariche private o pubbliche ricoperte e in ogni caso del percorso lavorativo maturato, anche al di fuori del mondo accademico, se utile all'insegnamento e alla ricerca";

l'inclusione tra i criteri e parametri di tali esperienze non implicherebbe ovviamente la rinuncia ai criteri scientifici, bensì la valorizzazione di preziose risorse a vantaggio dell'insegnamento e della ricerca;

le Università, oltre al reclutamento "interno", vanterebbero un arricchimento proveniente direttamente dal mondo professionale e del lavoro, attirando e coinvolgendo professionisti già affermatisi nei vari settori, ad esempio dell'economia, o specificamente del settore finanziario, o di quello giuridico, come anche medico;

sulla questione sarebbe opportuno un intervento legislativo;

la legge n. 240 del 2010, all'art. 16, comma 3, lettera a), prevede anche la valutazione analitica dei titoli, senza limitarla quindi a quelli accademici; sarebbe quindi auspicabile prevedere, in via amministrativa, la possibilità che siano valutate le esperienze ed i titoli extra-accademici strettamente connessi e utili all'insegnamento e alla ricerca, considerati peraltro i tempi strettissimi previsti per l'avvio delle procedure dal regolamento concernente il conferimento dell'abilitazione scientifica nazionale per l'accesso al ruolo dei professori universitari, a norma dell'articolo 16 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 222, entrato in vigore il 31 gennaio 2012,

si chiede di sapere:

come il Ministro in indirizzo ritenga di tener conto delle osservazioni approvate dalla 7ª Commissione permanente del Senato nei due pareri evidenziati in premessa;

se ritenga di promuovere un intervento legislativo sull'argomento;

se intenda prevedere, in via amministrativa, anche in vista dell'imminente concorso relativo all'abilitazione scientifica nazionale, la possibilità che siano valutate le esperienze e i titoli extra-accademici strettamente connessi e utili all'insegnamento e alla ricerca.

(3-02810)

LANNUTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico - Premesso che:

le vendite, a giudizio dell'interrogante illegali, di derivati avariati di Banca Unicredit, sotto la gestione di Alessandro Profumo, che hanno portato in malora floride aziende, come Divania di Bari, si arricchiscono di nuove fattispecie di reati: il reato di usura da aggiungere a quello della truffa aggravata;

migliaia di imprenditori, "strangolati" dalle banche perché costretti a sottoscrivere prodotti derivati, che, invece di offrire coperture ai rischi dei clienti, hanno protetto gli esclusivi interessi degli istituti di credito, ma anche gli enti locali, come Comuni e Regioni, che hanno un annoso contenzioso per aver subito la sottoscrizione di swap per un valore nozionale di circa 62 miliardi di euro, possono contestare anche questo ulteriore reato di usura;

è la novità positiva della Procura di Acqui Terme (la stessa che ha indagato sugli swap del Comune piemontese chiedendo il rinvio a giudizio di Unicredit, che vede Adusbef costituita parte civile) - diretta dal dottor Antonio Rustico - che il 18 aprile 2012 ha chiesto ed ottenuto dal giudice dell'udienza preliminare (Gup), Laura Galli, il rinvio a giudizio di due funzionari di Unicredit per truffa aggravata ed usura nei confronti della Nuova BB Srl (azienda idro-termosanitaria di Bistagno, Alessandria) dell'imprenditrice Piera Petrini Levo, che, dopo essere stata truffata ed usurata dalla banca, ha iniziato una lotta senza quartiere fino alla vittoria ed al risarcimento dei danni (si veda l'articolo pubblicato su "Il Sole 24 Ore - Plus 24" del 4 dicembre 2010);

la Procura ha contestato all'istituto di credito, nel decreto di rinvio a giudizio, di avere ottenuto con l'inganno la sottoscrizione della dichiarazione di operatore qualificato (articolo 31 del regolamento della Consob n. 11522/98), e per la prima volta in assoluto il reato d'usura, in riferimento al secondo swap (presentato come la naturale conseguenza del primo contratto), in occasione del quale la banca avrebbe finanziato le perdite derivanti dal primo contratto (chiuso contestualmente al momento della stipula del secondo) con tassi del 28,39 per cento (a fronte di soglie usurarie che nel periodo 2001-2002 andavano dal 9,89 per cento all'11,36 per cento), con l'aggravante di aver commesso il fatto nell'esercizio di un'attività bancaria e in danno di un soggetto che svolgeva attività imprenditoriale;

il rinvio a giudizio dei due dipendenti di Unicredit (la prima udienza si terrà il 26 settembre dinanzi al Tribunale di Acqui Terme) è avvenuto nonostante la banca abbia concluso una transazione con la Nuova BB, restituendo il doppio del valore del danno patito dall'azienda, ed anche il risarcimento di una somma così consistente non è riuscita ad influenzare minimamente il Gup, che ha giustamente disposto il rinvio a giudizio dei due funzionari;

l'indagine della Procura di Acqui Terme, scaturita dalla querela degli avvocati di Piera Petrini Levo, ha accertato grazie a una consulenza tecnica di parte (Ctp) un illecito profitto complessivo di circa 55.000 euro per il mancato riconoscimento da parte della banca dell'upfront al momento della stipula dei tre contratti; in pratica l' applicazione di costi occulti che secondo la Procura rappresentano "il grave danno monetario" subìto dall'azienda con la conseguente indebita appropriazione ad opera della banca;

Adusbef sta portando avanti una battaglia senza quartiere contro i derivati truffa, emessi con l'esclusiva finalità di far realizzare illeciti profitti alle banche e perdite consistenti ai contraenti, sia imprenditori che enti locali, che potranno così far valere il nuovo reato di usura nei processi,

si chiede di sapere:

se il Governo sia consapevole della enorme truffa consumata dalle banche estere, italiane e da Unicredit in particolare, che hanno collocato derivati avariati presso fiorenti imprese, con la minaccia che la mancata sottoscrizione avrebbe costituito pregiudizio al rinnovo del fido;

se sia a conoscenza della sentenza della Procura della Repubblica di Acqui Terme, che, oltre ai reati di truffa aggravata, ha contestato a due funzionari di Unicredit il reato di usura;

quale sia l'esatto ammontare dei derivati che le banche hanno collocato presso enti locali, con la promessa di risolvere problemi di finanza locale, che al contrario sono stati aggravati, e se la cifra di 62 miliardi di euro di valore nozionale alla data dal 31 marzo 2012 sia ritenuta attendibile o sottostimata per difetto;

quali misure urgenti intenda attivare per approvare l'importante schema di regolamento, bloccato al Ministero dell'economia e delle finanze, che tuttavia vede consulenti di primarie banche quali attori che dovrebbero assicurare la neutralità, e se consideri tollerabile che il professor Mottura possa continuare a svolgere la sua opera consulenziale per il Ministero dell'economia e delle finanze, a giudizio dell'interrogante volta a penalizzare i contraenti per favorire gli esclusivi interessi degli istituti di credito.

(3-02811)

LANNUTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico - Premesso che:

i comportamenti fraudolenti delle banche che hanno collocato titoli tossici, come Cirio, Argentina, Parmalat, eccetera, ad 1 milione di risparmiatori bruciando 50 miliardi di euro di sudato risparmio, vengono severamente censurati dalla Cassazione, che, con la sentenza 6142/2012 depositata il 19 aprile 2012, ha confermato il verdetto della Corte di appello di Genova con il quale un istituto di credito era stato condannato al risarcimento delle somme relative a due ordini di acquisto di bond argentini disposti ad aprile e settembre 2001, per un totale investito di 169.000 euro;

anche la Corte di appello di Torino ha pronunciato una importante ed innovativa sentenza destinata a fare giurisprudenza, per l'intervento d'ufficio della Procura generale della Repubblica di Torino, che ha ravvisato l'interesse pubblico da difendere dalla protervia ed arroganza delle banche, in una vertenza che ha visto ancora una volta protagonista l'Adusbef e avvocato Cecilia Ruggeri delegata a Torino;

si tratta di due coltivatori della provincia di Torino privi di qualunque strumento culturale (ed in particolare in materia di investimenti in strumenti finanziari) che, dietro consiglio degli impiegati della banca, hanno acquistato 260.000 euro nominali di obbligazioni Parmalat nel maggio 2002, che rappresentavano il 35 per cento dei risparmi totali degli investitori. In primo grado il Tribunale di Torino aveva dato torto agli investitori affermando che, all'epoca dell'acquisto, le banche (e in particolar modo UniCredit Private Banking) non erano a conoscenza dello stato di difficoltà in cui versava la Parmalat e che, in considerazione di ciò, nessun inadempimento poteva essere imputato all'intermediario;

la Corte d'appello di Torino, presieduta dal dottor Mario Griffey, recependo le tesi dell'avvocato Cecilia Ruggeri, ha ribaltato la pronuncia di primo grado, con la sentenza n. 615 depositata il 10 aprile 2012, che ha condannato la banca a risarcire il danno degli investitori, quantificato in 190.000 euro (oltre interessi e rivalutazioni), statuendo il mantenimento della proprietà dei titoli in capo ai risparmiatori, i quali ovviamente hanno un valore residuo pari a circa il 25 per cento del nominale, offrendo così agli attori l'integrale recupero delle somme investite;

il giudice di secondo grado, sposando le tesi espresse dall'avvocato Ruggeri negli atti di causa, ha ritenuto che la banca era a conoscenza della situazione di difficoltà in cui versava la Parmalat al momento dell'operazione oggetto di causa (maggio 2002) per i seguenti motivi: 1) l'ingente emissione di obbligazioni, pur a fronte della dichiarazione in bilancio di rilevantissime disponibilità liquide; 2) la centrale rischi della Banca d'Italia e le banche dati evidenziavano una esposizione debitoria superiore a quella riportata dai bilanci; 3) le obbligazioni Parmalat venivano appositamente emesse attraverso consociate finanziarie estere al fine di aggirare i limiti imposti dalla normativa nazionale ex art. 2410 del codice civile (allora vigente) il quale subordinava l'emissione in Italia di obbligazioni di società per azioni alla condizione che l'importo delle obbligazioni non superasse il capitale versato ed esistente (alla data della deliberazione) secondo l'ultimo bilancio approvato; 4) al momento dell'acquisto (maggio 2002) il titolo aveva un rating di livello BBB- vale a dire ancora di investment grade ma già al limite della natura speculativa e di rischio, e comunque al limite basso della classificazione di affidabilità,

si chiede di sapere:

se il Governo - dopo l'intervento della Procura generale della Repubblica di Torino, che costituisce una vera e propria rarità, in quanto la stessa interviene quando ai sensi dell'art. 70 del codice di procedura civile ravvisa un interesse pubblico che, nel caso di specie, è stato individuato nell'art. 47 della Costituzione (tutela del risparmio) e nella normativa comunitaria (direttiva 93/22/CEE del 10 maggio 1993 e direttiva 2004/39/CE del 21 aprile 2004) che impone agli ordinamenti nazionali la protezione degli investitori - non ritenga doveroso assumere iniziative di competenza affinché banche ed intermediari tengano comportamenti più lineari, idonei e trasparenti volti ad evitare frodi, truffe ed abusi a danno dei risparmiatori;

quali misure urgenti intenda attivare per evitare che il sudato risparmio, garantito dall'art. 47 della Costituzione, possa essere bruciato dall'avidità dei banchieri, che continuano ancora oggi a collocare titoli tossici, a giudizio dell'interrogante con la diretta complicità degli organi vigilanti, ben consapevoli della loro rischiosità.

(3-02812)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

LANNUTTI - Ai Ministri dello sviluppo economico e della giustizia - Premesso che:

la crisi economica e l'istigazione al debito, da parte di banche e finanziarie, ha provocato una drammatica situazione debitoria da parte di famiglie, piccole e medie imprese (PMI), artigiani, commercianti esposti con società finanziarie e di recupero crediti, che perseguitano spesso i debitori, perfino con ricorso allo stalking, minacce, telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, configurando una vera e propria persecuzione per coloro che hanno perso il lavoro o non sono riusciti ad onorare le proprie scadenze;

ma per risolvere questi problemi, soggetti spregiudicati fingono di aiutare i debitori ad uscire dalla crisi debitoria, finendo per aggravare la situazione e, invece di condurre ad una riduzione del debito, lo fanno aumentare con richieste che rasentano l'estorsione. Si configurano rischi enormi derivanti dalla peggiore crisi economica, dalla perdita del posto di lavoro, dai messaggi subliminali e suadenti di banche e finanziarie che invitano a comperare oggi pagando a rate fra due-tre anni e hanno indotto molti cittadini a cadere nell'oppio di vite a rate drogate, dall'ideologia del debito, dal ricorso alla carte revolving, fenomeni che fanno perdere di vista la propria capacità di spesa e di onorare i prestiti contratti;

per contrastare il fiorente business fondato sull'angoscia e sulla disperazione e basato sulle promesse ingannevoli di risolvere e di sanare la propria esposizione debitoria, riducendola del 70 per cento, l'associazione di consumatori Adusbef, oltre ad aver inviato esposti denunce ad alcune Procure della Repubblica, ha chiesto l'intervento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) che, in data 12 aprile 2012, ha avviato un procedimento volto ad accertare pratiche commerciali scorrette, ai sensi del codice del consumo di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005;

il procedimento dell'Agcm, PS/7682, ha all'oggetto: "Comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell'art. 27, comma 3, del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e successive modificazioni (di seguito, Codice del Consumo), nonché ai sensi dell'art. 6 del Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pratiche commerciali scorrette (di seguito, Regolamento), adottato dall'Autorità con delibera del 15 novembre 2007 e contestuale richiesta di informazioni ai sensi dell'art. 12, comma 1, del Regolamento";

secondo informazioni acquisite ai fini dell'applicazione del codice del consumo di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005, sulla base della nota inviata dal Ministero dello sviluppo economico e delle segnalazioni dell'associazione Adusbef e di alcuni consumatori pervenute nel periodo luglio 2011 - marzo 2012, l'Agenzia Debiti SpA avrebbe diffuso, a mezzo Internet e a mezzo posta elettronica (con modalità di diffusione assimilabili allo spamming), un messaggio ingannevole che pubblicizza la propria attività di consulenza per ridurre l'esposizione debitoria dei destinatari e salvaguardare dall'aggressione dei creditori (ivi incluse le richieste del Fisco) il patrimonio del debitore;

a quanto risulta all'interrogante nel procedimento è scritto che da una rilevazione effettuata in data 23 marzo 2012, risulterebbe che nella parte centrale della home page del sito del professionista (www.agel1ziadebiti.it) sono riportate le seguenti affermazioni all'interno della sezione "I nostri servizi": "Qual è la nostra principale attività? Noi di Agenzia Debiti facciamo in modo che le persone e le famiglie indebitate chiudano i loro debiti con uno sconto che può arrivare fino al 70%. Se una famiglia ad esempio ha 30.000 € di debiti perché ha ottenuto un prestito da una Finanziaria ma, suo malgrado, non riesce a restituirli, il nostro lavoro consiste nel fargli chiudere questo debito a 10. 000 €. In un caso del genere la nostra tariffa è di 3.000 € pagabili anche a rate. Alla fine, quindi, la famiglia paga 13. 000 € anziché 30.000 e risparmia di fatto 17.000 euro. La seconda nostra attività è di opporci ad ogni atto di Equitalia, Agenzia delle Entrate, INPS e del Fisco in genere attraverso accesso agli atti e ricorsi alla commissione tributaria in ogni grado di giudizio (primo, secondo e terzo grado). Il nostro lavoro consente quindi agli indebitati di riuscire legalmente a posticipare, rateizzare, diminuire o annullare i debiti siano essi con il Fisco, Stato, Creditori, Banche e Finanziarie, difendersi dagli accertamenti del Fisco e di altri Creditori, proteggere il proprio patrimonio dagli attacchi dei Creditori, proteggere il Patrimonio immobiliare (case, terreni, ecc.) e mobiliare (titoli, azioni, obbligazioni, conti correnti, autovetture, ecc.) a titolo preventivo da eventuali attacchi di creditori in genere (fornitori, Stato, Fisco, ecc.) anche attraverso strumenti giuridici tutelati dalla Legislazione Italiana ed internazionale dovrebbe essere una pratica che tutti dovrebbero fare";

a quanto risulta all'interrogante, l'Agcm nella lettera di notifica scrive ancora che il destinatario del messaggio viene quindi sollecitato a contattare il numero verde 800.94.80.40 per ricevere consulenza o a compilare un modulo disponibile on line con il seguente invito "inviaci la tua richiesta gratis - qualsiasi questa sia - e ti risponderemo per risolvere prima possibile il tuo problema";

nel messaggio trasmesso attraverso posta elettronica (spamming), acquisito agli atti dalla Direzione in data 31 gennaio 2012 e 8 marzo 2012, si legge: "Sistemi Legali per non pagare i Debiti quando Non Riesci a Pagare (...) Assistenza Legale per non Pagare del tutto i Debiti a Banche e Finanziarie se non ce la fai più a pagare. Rate ed interessi più bassi per il Mutuo che fatica a pagare: stop a pignoramenti ed aste. Debiti Fiscali: Opposizione alle richieste di Agenzia delle Entrate ed Equitalia per accertamenti e cartelle esattoriali Proteggiamo il tuo Patrimonio mobiliare ed immobiliare quando legalmente possibile";

inoltre, nelle segnalazioni pervenute all'Agcm si lamenterebbe che i consumatori, contattata l'Agenzia debiti per ricevere informazioni in ordine alla natura dell'attività svolta dal professionista, sarebbero invitati al pagamento di un importo pari a 390 euro per l'espletamento di pratiche in materia debitoria cui farebbe seguito, solo in un momento ulteriore, una più esosa richiesta verbale di denaro per la reale trattazione delle stesse;

secondo l'Agcm i comportamenti descritti potrebbero integrare una violazione degli articoli 20, 21 e 22 del citato codice del consumo, in quanto contrari alla diligenza professionale e idonei a indurre in errore il consumatore medio riguardo alle caratteristiche del servizio offerto, con particolare riferimento alla natura stessa dell'attività di consulenza del professionista e alle relative condizioni economiche;

considerato che:

secondo fonti qualificate le cosiddette agenzie debiti avrebbero registrato un vero e proprio boom dei loro clienti, complice la crisi. La sola Agenzia Debiti riceve ogni anno circa 240.000 richieste da parte di debitori e il confronto tra l'ultimo trimestre 2011 e il primo trimestre 2012 vede un aumento di potenziali clienti pari al 67 per cento. Anche Assistenza Debiti di Guido Rini vede incrementare i suoi clienti: sono circa 50.000 le richieste annue e la crisi fa avanzaare il settore;

dai forum delle associazioni di consumatori, emerge inoltre che taluni cittadini indebitati con banche, finanziarie, ed oggetto di recupero crediti da parte di Equitalia e/o altre agenzie fiscali, vengono contattati da Agenzia Debiti, senza spiegarsi chi siano le talpe che offrono a soggetti che si comportano come sciacalli, i nominativi da contattare a colpo sicuro poiché afflitti dall'angoscia di non poter restituire soldi o onorare i propri impegni perché hanno subito licenziamenti, malattie, traversie, guai familiari o altre disavventure,

si chiede di sapere:

poiché il Governo è al corrente delle attività estorsive, sciacallesche e truffaldine di Agenzia Debiti, oggetto di indagine dell'Agcm e di ben due atti di sindacato ispettivo dell'interrogante (4-06545 e 2-00450), quali siano le ragioni reali degli omessi interventi per contrastare e punire prassi fraudolente a danno dei consumatori e dei soggetti più deboli ed indifesi perché colpiti dalla crisi economica e dalla perdita del posto di lavoro;

se il Governo intenda tollerare i comportamenti di Agenzia Debiti, che propaganda di tutelare persone e famiglie indebitate per chiudere i loro debiti con uno sconto fino al 70 per cento, ingannando così famiglie impegnate con 30.000 euro di debiti che non riescono a restituire, prospettando loro di chiudere il debito a 10.00 euro, dietro pagamento di una tariffa di 3.000 euro pagabili anche a rate, imbrogliando in realtà quelle stesse famiglie che dovrebbero pagare 13.000 euro, risparmiandone 17.000, in quanto, oltre a non metterle nelle condizioni di assolvere all'impegno, vengono poste a carico dei contraenti spese improprie che ne aggravano la posizione debitoria invece di risolverla;

se, in una fase di crisi economica difficilissima e di imprenditori che arrivano a gesti estremi perché strozzati dalla mancanza di credito e/o perseguitati da Equitalia ed altre agenzie fiscali, intenda tollerare che privati e piccoli imprenditori, in gravissime difficoltà economiche anche nei riguardi di banche, finanziarie ed agenzie fiscali, cadano nelle grinfie di soggetti spregiudicati che promettono di risolvere i loro problemi previo pagamento di centinaia di euro, che si aggiungono ai 390 euro richiesti come versamento iniziale, prospettando un successo di riuscita delle loro azioni del 70 per cento, senza poi permettere loro di raggiungere l'obiettivo, ed aggravando per giunta la situazione debitoria delle malcapitate vittime dell'Agenzia Debiti;

se sia in grado di individuare eventuali collusioni esistenti tra agenzie debiti con banche, finanziarie, Equitalia ed altre agenzie fiscali, e se a giudizio del Governo le segnalazioni, da parte di chicchessia alle agenzie debiti, di nominativi in difficoltà economiche, con la finalità di sottrarre loro ulteriori risorse, oltre a violare la legge sulla privacy non costituiscano aperta violazione di norme penali a tutela dei cittadini e delle famiglie;

quali misure urgenti intenda attivare per impedire che, nella crisi sistemica, prodotta dall'avidità dei banchieri, la precarietà ed il disagio sociale possano essere aggravati da parte di spregiudicati soggetti come Agenzie Debiti e se non intenda promuovere l'inasprimento delle disposizioni penali rispetto a soggetti che, approfittando dello stato di bisogno di tantissimi consumatori, arrivano a fondare il proprio core business sulle disgrazie, promettendo di risolvere problemi che invece vengono aggravati.

(3-02813)

LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

da indiscrezioni di stampa si apprende che il Governo, nella persona del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, avrebbe all'esame un provvedimento con il quale legittimare l'Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) a realizzare un sistema di rimozione e oscuramento di contenuti e siti web;

il "Corriere delle comunicazioni", il 30 marzo 2012, con un articolo titolato "Copyright: Catricalà, nessuna censura su siti web" ha riportato la smentita del Sottosegretario Antonio Catricalà relativamente alle indiscrezioni secondo cui il Governo vorrebbe affidare all'Agcom poteri di censura con tanto di disabilitazione e disconnessione nei confronti dei siti Internet e degli utenti che veicolano contenuti digitali illegali. Nell'articolo citato si riporta quanto dichiarato dallo stesso Sottosegretario in un intervista al quotidiano "La Stampa". Secondo il Sottosegretario «"la norma non è affatto censoria, non ha niente a che vedere con l'Hadopi francese, non prevede mai in alcuna maniera la disabilitazione né la disconnessione degli utenti, ma solo la rimozione dei contenuti illegali. Cioè non siano accessibili i siti che li ospitano, se non li tolgono entro un tempo ragionevole"»;

il Sottosegretario ha altresì sottolineato che «"finché si tratta di indiscrezioni non esiste niente, né dal punto di vista politico né dal punto di vista giuridico"»;

a seguito di quanto riferito in precedenza, sul tema del diritto d'autore è tornato anche Assoprovider, l'associazione dei provider indipendenti, preoccupata per un provvedimento «"che trasformerebbe l'Autorità Garante per le Comunicazioni nell'unico sceriffo della Rete con enormi poteri che consistono nell'accertamento e nell'inibizione dei reati legati alla violazione del diritto d'autore che oggi sono giustamente demandati alla Magistratura coadiuvata dalle forze di Polizia"»;

nella nota diffusa da Assoprovider si legge che: «"I promotori della notte della Rete (Adiconsum, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider e Studio Legale Sarzana), a cui si sono aggiunti, il movimento "La rete dell'innovazione", l'associazione NetLeft, l'associazione "Rifondazione Italia per la legalità", l'associazione "Stati generali dell'innovazione" (...) denunciano il grave comportamento del Governo che in modo inusuale, dietro il paravento del fornire un'interpretazione autentica della normativa vigente, consentirebbe invece una inaccettabile violazione dei diritti di cittadini e utenti con gravi ripercussioni sulla libertà dell'informazione nel nostro Paese. La stessa Agcom (...) ha riconosciuto agli organizzatori della notte della Rete di non avere le necessarie prerogative giuridiche per deliberare la propria proposta di regolamento sul diritto d'autore ed è per questo che tale decisione è stata finora rinviata"»;

l'associazione ha altresì sottolineato come la discussione sul diritto d'autore, come più volte richiesto, sia in discussione in Parlamento, «"ma con il blitz di Catricalà […], tutte le modalità democratiche in atto verrebbero spazzate via di colpo, scavalcando il Parlamento e permettendo subito l'approvazione del regolamento Agcom […]. Con tali atteggiamenti non si mette in discussione solo il diritto d'autore ma tutto il nostro ordinamento giuridico e la Costituzione"». A ciò occorre aggiungere che tutto questo accadrebbe in un momento in cui il mandato dei commissari Agcom è in scadenza;

l'articolo prosegue: «Assoprovider chiede dunque al Governo "di non emanare questo assurdo provvedimento che non ha nulla di interpretativo e che violerebbe la Costituzione, chiediamo di lasciare al Parlamento la discussione democratica sulla nuova legge sul diritto d'autore e di concentrarsi invece, con l'adeguata trasparenza nei confronti della società civile, sulle nomine dei prossimi vertici Agcom in modo che nel prossimo futuro possano sedere in quelle posizioni rilevantissime per la libertà d'informazione nel nostro Paese persone non solo competenti ma che abbiano soprattutto quale unico mandato la salvaguardia dell'interesse generale e lo sviluppo democratico anche nel panorama digitale"»;

per delineare un quadro completo di tale vicenda occorre ricordare che in occasione dell'audizione informale tenuta presso gli Uffici di Presidenza, integrati da rappresentanti dei Gruppi parlamentari e dalle Commissioni riunite 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) e 8a (Lavori pubblici, comunicazioni) del Senato del 21 marzo 2012, in materia di diritto d'autore sul web, il Presidente dell'Agcom, dottor Corrado Calabrò, ha auspicato l'elaborazione di una proposta normativa da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri che ribadisca la legittimazione dell'Agcom e definisca meglio la competenza della stessa Autorità nonché gli specifici poteri in materia di diritto d'autore, per poi procedere all'adozione di uno specifico regolamento sul tema;

anche alla luce dell'interesse che l'opinione pubblica ha dimostrato di nutrire nei confronti della questione, è opportuno che sull'intera materia vi sia una riflessione di carattere generale volta a valutare ogni singola questione nel contesto della già invocata riforma del diritto d'autore,

si chiede di sapere:

quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare al fine di pervenire alla definizione di una normativa sul diritto d'autore sul web, che sia il più possibile condivisa per evitare il rischio che l'attività di regolazione dell'Agcom possa in futuro diventare uno strumento lesivo della libertà d'informazione e di espressione su Internet, in particolar modo in un momento in cui viene quotidianamente messa in discussione l'indipendenza e la trasparenza delle procedure di nomina all'interno dell'Autorità;

se non ritenga che una questione così delicata, che inciderà in maniera profonda sulla società e che costituisce, per certi versi, già un'anomalia rispetto alle altre democrazie occidentali, meriti una approfondita analisi parlamentare e se a tal fine il Governo intenda sostenere, per quanto di competenza, l'avvio dell'esame dei disegni di legge in materia di riforma della disciplina del diritto d'autore, già depositati in Parlamento;

se effettivamente sia al vaglio della Presidenza del Consiglio l'elaborazione di una specifica normativa sul diritto d'autore che attribuisca all'Agcom la legittimazione ad agire in materia, nonché quali siano, limitatamente agli aspetti di propria competenza, le valutazioni del Governo rispetto ai contenuti del regolamento Agcom di cui all'allegato A della delibera 398/2011/CONS, la cui adozione potrebbe avvenire a breve.

(3-02814)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

D'ALIA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

con legge del 14 settembre 2011, n.148, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n.138, è stata conferita al Governo la delega per la riorganizzazione della distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio nazionale, al fine di realizzare risparmi di spesa ed incremento di efficienza;

alla lett. e) del comma 2 dell'art. 1 di tale legge, è espressamente previsto che il Governo dovrà adottare, come prioritaria linea di intervento, il riequilibrio delle attuali competenze territoriali, demografiche e funzionali tra uffici limitrofi, ma caratterizzati da rilevanti differenze di dimensioni;

per il tribunale di Modica (Ragusa), la corretta applicazione della delega dovrà prevedere la revisione del suo circondario, attraverso l'inclusione di comuni limitrofi, peraltro ricadenti in un territorio sostanzialmente omogeneo dal punto di vista economico, sociale e culturale, denominato il val di Noto;

ciò determinerà l'allargamento della circoscrizione giudiziaria del tribunale di Modica, con i comuni di Rosolini, Noto, Pachino, Portopalo e Palazzolo Acreide, nonché l'opportuna deflazione dell'attuale sovraccarico del confinante tribunale di Siracusa, destinato ulteriormente ad aggravarsi a seguito delle sopprimende sezioni staccate di Lentini, Augusta e Avola;

il tribunale di Modica è allocato in una struttura nuovissima, inaugurata di recente e costata circa 20.000.000 di euro ed il Comune di Modica ha, altresì, messo a disposizione, con nota inviata al Ministero della giustizia, altri due edifici limitrofi convergenti su un unico parcheggio di circa 450 posti e costituenti, nell'insieme, una cittadella della giustizia, già strutturalmente esistente, in grado di ospitare, funzionalmente, tutti i servizi giudiziari;

tale soluzione appare ottimale ai fini previsti dalla delega per incrementare la funzionalità del servizio Giustizia e soprattutto per realizzare risparmi di spesa;

al contrario l'accorpamento del tribunale di Modica al tribunale di Ragusa sarebbe controindicato proprio sul terreno dell'efficienza e dell'economicità;

infatti, il tribunale di Ragusa è insufficiente e poco funzionale già per gli attuali affari giudiziari, tanto che gli uffici del giudice di pace e degli ufficiali giudiziari sono stati trasferiti in altri edifici, peraltro a notevole distanza. A ciò si aggiunga che la sopprimenda sezione staccata di Vittoria verrà a confluire sul tribunale di Ragusa, con ulteriore aggravamento della già difficile situazione di tale tribunale, la cui struttura giudiziaria diventerebbe assolutamente insufficiente e certamente non funzionale, in caso di accorpamento del tribunale di Modica, quindi tale ipotesi appare contraria allo spirito di economicità e di efficienza che connota la riforma,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, in sede di esercizio della delega per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, intenda, così come prioritariamente previsto dalla legge, procedere al riequilibrio territoriale tra tribunali limitrofi e conseguentemente disporre l'allargamento della circoscrizione giudiziaria del tribunale di Modica ai comuni del val di Noto ed in particolare ai comuni di Rosolini, Noto, Pachino, Portopalo e Palazzolo Acreide. In tal modo si assicurerebbero gli obiettivi di economicità ed efficienza cui è ispirata la delega, decongestionando il tribunale di Siracusa, già sovraccaricato e che lo sarà ancora di più con la soppressione delle sezioni staccate di Augusta, Lentini e Avola e creando a Modica un tribunale dalle dimensioni ottimali, così garantendo il diritto dei cittadini del circondario di Modica ad una giustizia di prossimità, altrimenti compromesso.

(4-07330)

MARCENARO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

secondo quanto attesta una foto, pubblicata oggi su tutti i giornali, due cittadini algerini sul volo Alitalia Roma-Tunisi delle ore 9,20 di martedì 17 aprile 2012, che venivano rimpatriati, sono stati immobilizzati, imbavagliati con nastro da pacchi marrone e bloccati alle mani con fascette di plastica;

la denuncia è arrivata da un passeggero presente sul volo. Alla richiesta di informazioni sollevata dal passeggero, gli agenti che accompagnavano i due immobilizzati, presentatisi come personale della Polizia di Stato, avrebbero risposto che si trattava di una normale operazione di rimpatrio condotta dalla Polizia;

le precisazioni fornite dalla Polizia, secondo quanto riportato dai giornali, ovvero che lo scotch serviva a fissare una maschera sanitaria sulla bocca e che i due algerini avrebbero fatto di tutto per non essere rimpatriati. cosa che avrebbe reso necessario immobilizzarli, e che, infine, mascherine e fascette sarebbero state rimosse subito dopo il decollo, non cancellano ma accentuano la gravità dell'accaduto;

nessuna persona e in nessun caso può essere sottoposta a trattamenti inumani e degradanti, come quelli documentati,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga che, contrariamente a quanto dichiarato dal capo della Polizia, dottor Antonio Manganelli, il fatto in sé avrebbe richiesto, al di là dell'accertamento delle responsabilità, un immediato giudizio di condanna;

se non ritenga di riferire sulla dinamica dei fatti e di chiarire in che modo si sia svolta l'operazione di rimpatrio;

se non ritenga opportuno riferire su quali disposizioni intenda adottare per impedire il ripetersi di fatti come questo e per punire i responsabili, che certo non possono essere solo, né principalmente, gli agenti direttamente coinvolti.

(4-07331)

FERRANTE, DELLA SETA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

a Roma, tra piazza Venezia e largo Argentina, fino a dicembre 2009, in via del Plebiscito, a circa 40 metri dal portone di palazzo Grazioli, di fronte all'entrata laterale di palazzo Venezia, insisteva una fermata degli autobus;

dopo l'attentato all'ex Presidente del Consiglio dei ministri, in cui il medesimo fu ferito con una statuetta al volto, un laconico cartello avvertì che la fermata era stata soppressa per motivi di sicurezza;

inoltre tale fermata era anche uno snodo fondamentale per la mobilità pubblica del centro di Roma, essendo fermata di scambio tra 18 linee provenienti da 4 direzioni differenti (via del Corso, via Nazionale, via dei Fori imperiali, via del teatro Marcello);

di fatto questa soppressione costringe, da oltre due anni, i romani e non a scendere quasi a metà di via del Corso o all'inizio dei Fori imperiali, per raggiungere a piedi la loro destinazione. Ma è assurdo e incomprensibile il fatto che in via del Plebiscito continuino a transitare indisturbati autovetture, autobus, pullman turistici e motorini, con l'effetto che molto spesso, a causa del traffico, si formano enormi ingorghi, proprio davanti al portone d'ingresso di palazzo Grazioli. Questa situazione, è evidente a tutti, determina sicuramente più pericolo rispetto ad una fermata d'autobus a 40 metri di distanza;

a seguito di questa decisione ci furono manifestazioni spontanee di protesta di utenti, di associazioni dei consumatori e dei commercianti, essendo quello un nodo nevralgico per i trasporti nel centro della città;

si evidenzia, inoltre, che vennero raccolte da cittadini, residenti, commercianti, studenti, operatori del turismo e utenti del servizio pubblico più di 10.000 richieste di ripristino della fermata di via del Plebiscito consegnate poi al Prefetto il 19 febbraio 2010 ed era stata diffusa, anche sul web, una nota dell'associazione Abitanti del centro storico in cui ci si chiedeva come fosse stato possibile pensare di togliere un tale servizio, una fermata strategica, per lavoratori, impiegati e studenti, turisti e come non pensare a invalidi e portatori di handicap;

a novembre 2011 si è dimesso il Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore, pertanto è del tutto evidente il venir meno dei motivi di sicurezza legati alla vicinanza della sua residenza privata alla fermata soppressa,

si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo non ritenga oramai di revocare i motivi di sicurezza eccezionali che hanno comportato la soppressione della fermata di via del Plebiscito, visto anche l'imponente servizio di vigilanza permanente di tutto il perimetro di Palazzo Grazioli, in modo da riconsegnare ai romani, e ai numerosi turisti, uno snodo fondamentale per la mobilità pubblica del centro di Roma.

(4-07332)

FERRANTE, DELLA SETA - Ai Ministri per la cooperazione internazionale e l'integrazione e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

gli interroganti in data 6 marzo 2012 hanno presentato un'interrogazione, 4-07002, sulla vicenda che riguarda l'amministrazione comunale di Roma che, attraverso la pubblicazione dell'esito dei bandi sull'affidamento dei servizi cittadini sulle dipendenze, avrebbe, di fatto, cancellato più di 20 anni di storia di un sistema di eccellenza in Italia, in particolare nel campo dei servizi di riduzione del danno e dei rischi;

successivamente a quella data, dalla lettura di un dossier, "La cricca di Alemanno (e Rampelli) - Dossier sui finanziamenti del Comune di Roma nel settore tossicodipendenze" (trasmesso in allegato alla presente interrogazione e acquisito agli atti del Senato), predisposto dal Coordinamento nazionale delle comunità d'accoglienza (CNCA) Lazio in collaborazione con il Roma Social Pride , si è venuti a conoscenza del fatto che l'Agenzia capitolina sulle tossicodipendenze (ACT) opera attraverso due fondi diversificati: il Fondo comunale (finanziato dal Comune di Roma) e il Fondo regionale (finanziato dalla Regione Lazio);

entrambi i suddetti fondi dovrebbero concorrere a finanziare specifiche e mirate azioni di intervento finalizzate al contrasto alle dipendenze da sostanze stupefacenti. Del Fondo comunale, pari a circa 3,5 milioni di euro, vengono messi a bando 2,519 milioni. Se si considera che almeno un 20 per cento è destinato alle spese di gestione dell'ACT, c'è da chiedersi come venga impiegata la somma rimanente, tutt'altro che trascurabile. Il Fondo regionale, invece, può contare su circa 2,250 milioni di euro;

il primo fondo ha sempre finanziato i servizi di cura rivolti alle persone tossicodipendenti. Il secondo gli interventi di prevenzione e gli inserimenti lavorativi;

è importante evidenziare che sono gravi e numerose le criticità che si riscontrano già solo visionando i bandi: più soldi disponibili, ma rette più basse e qualità dei servizi peggiore; calcolando in modo approssimativo il costo medio giornaliero per persona accolta nei servizi finanziati con i fondi comunali emerge che l'importo concesso mediamente agli enti gestori scende da circa 39 a circa 26 euro. Dunque, stessi servizi ma molti meno soldi. Si potrebbe pensare che questa riduzione sia legata alla difficile situazione in cui versa il Paese, ai tagli che gli enti locali hanno subito, al deficit del Comune di Roma. Non è così: anche in un momento come questo, in cui i servizi sociali comunali sono sotto forte pressione, il Fondo comunale per le tossicodipendenze è stato aumentato di 500.000 euro nel 2010. Dunque, i soldi ci sono, anzi più di prima, ma si decide di impiegarli diversamente. Un esempio: la Comunità residenziale di Città della Pieve, gestita con fondi del Comune di Roma, aveva a disposizione - prima dell'ultimo bando - 623.000 euro annui per accogliere 45 utenti. Con l'ultimo bando il finanziamento sale a 716.000 euro, ma gli utenti dovranno essere tra i 60 e i 90. Sarà difficile mantenere gli standard del servizio con un finanziamento aumentato del 13 per cento quando l'utenza crescerà tra il 33 per cento e il 100 per cento;

una criticità creata dall'ACT riguarda i centri diurni: sono strutture che accolgono persone tossicodipendenti attive (che cioè consumano droghe) in grave condizione di marginalità, cittadini che vanno al centro per lavarsi, mangiare qualcosa, lavare i panni, far fronte a esigenze elementari di sopravvivenza. Sono spesso in condizioni psicologiche difficili. A Roma - città di 3 milioni di abitanti, il Comune più vasto e popoloso d'Italia - ne esistevano 6 distribuiti in ogni parte della città: centro, nord, ovest, sud, est, litoranea. Ognuno poteva prendersi cura di 10 tossicodipendenti per volta, e non è un lavoro facile. Con il nuovo bando i centri diurni "a bassa soglia" diventano 2, gli utenti da seguire 30 e il finanziamento sale da 108.456 a 143.000 euro: con un 30 per cento in più di risorse si vuole alzare l'utenza del 300 per cento. Discorso simile per i centri notturni "a bassa soglia": anche queste strutture sono frequentate da tossicodipendenti attivi in gravissima situazione di marginalità (non sanno dove dormire), che possono così mangiare, fare la lavatrice, una doccia, incontrare un medico. Erano 3, ora dovrebbero diventare 2 e passare da 10 a 15 utenti ognuno. "Dovrebbero" perché uno dei due bandi è andato deserto, così come uno dei bandi per i centri diurni "a bassa soglia": con i soldi stanziati dall'ACT non si riescono a coprire le spese per una nuova struttura, più grande e con più servizi per rispondere alle esigenze di più persone, oltre al fatto che diventa quasi impossibile seguire ogni utente in modo personalizzato e continuare a pagare gli operatori alla stessa cifra di prima;

mentre al Fondo regionale, il risultato è ancora più clamoroso: i soldi stanziati per l'orientamento e l'inserimento lavorativo delle persone tossicodipendenti passano da 1,233 milioni di euro, quando Canu, presidente dell'ACT dal 2009, non lo era ancora, ai 500.000 previsti nei nuovi bandi. Un tracollo;

è importante evidenziare che dalla lettura del suddetto dossier emerge con chiarezza anche un altro scenario anch'esso altrettanto grave e opaco: Massimo Canu, presidente dell'ACT, è cresciuto nelle file del Modavi (Movimento delle associazioni di volontariato italiano, protezione civile e servizi sociali), l'associazione tra i cui fondatori si trova proprio il sindaco di Roma e che ha come sponsor principali noti esponenti politici della stessa area. Canu è stato presidente del Modavi Lazio e, almeno fino al marzo 2011 (quando aveva già un incarico nell'ACT e decideva sull'affidamento di servizi), era presidente del Modavi Olbia, di cui è ora responsabile la sorella Sara. Membro del Modavi era anche il Capo dell'ex Dipartimento della gioventù presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, Andrea Sergio Fantoma. Mentre la moglie di Canu, Maria Teresa Bellucci, dapprima stretta collaboratrice di Laura Marsilio, assessore capitolino alla famiglia e ai giovani, è rimasta dirigente presso lo stesso assessorato quando Gianluigi De Palo ha preso il posto di Laura Marsilio. È importante sottolineare che a questo assessorato fa capo la delega per le tossicodipendenze e l'ACT;

da questi intrecci politici-familiari a giudizio degli interroganti emerge con chiarezza, come già denunciato nella interrogazione 4-07002, il disegno politico di epurare quella parte di terzo settore non allineato, sostituendolo con quelle associazioni e cooperative di area o comunque vicine all'attuale Giunta,

si chiede di conoscere:

se ai Ministri in indirizzo risulti che l'amministrazione comunale di Roma, nello svolgimento e all'esito dei bandi sull'affidamento dei servizi cittadini sulle dipendenze, non abbia espressamente violato le proprie prerogative istituzionali, ciò che rappresenterebbe una lesione dei principi costituzionali di trasparenza, di imparzialità e di legittimità nell'azione della pubblica amministrazione e renderebbe indispensabile un intervento in autotutela per sospendere gli affidamenti previsti dall'esito dei bandi relativi al Fondo comunale per le tossicodipendenze;

se il Governo, per quanto di competenza, non ritenga oramai improcrastinabile un intervento normativo che ripensi, nel suo complesso, l'indirizzo politico, programmatico e gestionale dell'ACT, senza escludere una sua soppressione, atteso che l'Agenzia oramai si è trasformata in un apparato burocratico che pesa inutilmente sul bilancio di gestione delle attività, togliendo risorse, già scarse, alla realizzazione degli interventi;

se non intenda immediatamente, per quanto di sua competenza, convocare un tavolo tecnico che, attraverso un vero confronto tra la Giunta capitolina e le organizzazioni del terzo settore, le municipalità e gli altri attori sociali, ridisegni attraverso un piano programmatico le politiche sociali sulla tossicodipendenza, riconsegnando in tal modo alla città di Roma un sistema di eccellenza riconosciuto in tutta Italia, e in particolare nel campo dei servizi di riduzione del danno e dei rischi.

(4-07333)

FERRANTE, DELLA SETA - Ai Ministri dell'interno e per la cooperazione internazionale e l'integrazione - Premesso che:

si apprende dalla lettura di alcuni quotidiani on line dell'ennesima violazione dei diritti umani nei confronti di immigrati giunti nel nostro Paese. Da quasi tre settimane, 24 somali, tra cui 5 donne, giunti, il 2 aprile 2012, a Lampedusa su un barcone, si trovano in un residence di Cala Creta, da dove non possono né uscire né telefonare. Durante la traversata dieci immigrati, secondo il racconto dei superstiti, sarebbero morti annegati dopo essere finiti in mare;

è importante, inoltre, sottolineare l'assenza di qualsiasi aiuto sia esso umanitario o in generi di conforto: difatti quasi tutti sono a piedi nudi e qualcuno indossa le stesse scarpe utilizzate durante il tragitto, che portano ancora i segni della salsedine;

i profughi, tra i quali anche una donna incinta ed alcuni malati che non riceverebbero assistenza medica, per richiamare l'attenzione sulla loro situazione, hanno inscenato una protesta, con cartelloni che richiamano al rispetto dei diritti umani;

i Somali, con la loro iniziativa, intendono solo sollecitare il trasferimento in un centro per richiedenti asilo in modo da formalizzare le pratiche per il riconoscimento dello status di rifugiati; per dare più forza alla loro protesta hanno iniziato anche uno sciopero della fame;

si sottolinea che in queste ore, all'interno del residence di Cala Creta, dove sono ospitati i migranti, si sono registrati anche momenti di forte tensione,

si chiede di conoscere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto e, nel caso, come intendano intervenire affinché sia immediatamente dato ai profughi il diritto di essere trasferiti in un centro per richiedenti asilo in modo da formalizzare le pratiche per il riconoscimento dello status di rifugiati;

se non ritengano opportuno accelerare le procedure e i lavori per rendere nuovamente agibile il Centro di prima accoglienza, che ha subito danni a causa di un incendio, in modo da procedere immediatamente alla revisione della decisione di considerare Lampedusa "porto non sicuro".

(4-07334)

FANTETTI - Al Ministro degli affari esteri - Premesso che:

gli sportelli consolari di Manchester e Bedford servono una comunità rispettivamente di oltre 35.000 e 27.000 cittadini italiani e garantiscono i servizi amministrativi per tutti i connazionali residenti;

lo sportello consolare di Bedford deve trovare una nuova sede essendo l'attuale sovradimensionata rispetto alle reali esigenze;

il Consolato generale di Londra è oberato di lavoro e ancora non operativo per molti mesi nella nuova sede;

il Ministero degli affari esteri, attraverso l'intervento ufficiale del Ministro Terzi alla recente Conferenza Plenaria del Consiglio generale degli italiani all'estero, ha ribadito il congelamento di ogni piano di chiusura di sedi consolari,

si chiede di sapere:

se risulti vera la notizia della paventata chiusura dei suddetti sportelli consolari;

nel caso in cui ciò non corrisponda al vero, quali azioni il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per individuare la nuova sede dello sportello di Bedford e garantire allo sportello di Manchester la piena operatività.

(4-07335)

FASANO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

le piogge torrenziali che hanno interessato il Centro-Sud nei giorni successivi alla Pasqua hanno duramente provato la Mingardina, strada che collega Marina di Camerota e Palinuro, due rinomate località turistiche del Cilento (Salerno). Il mare ha mangiato quasi due metri di strada, mettendo seriamente a rischio il transito sull'arteria;

in seguito al tempestivo sopralluogo effettuato dai tecnici della Provincia di Salerno sulla Mingardina, è risultato chiaro che il problema, ormai tristemente noto, è causato dalle mareggiate, per cui potrebbe trovare soluzione definitiva solo con i futuri interventi di protezione del litorale;

un altro movimento franoso tiene con il fiato sospeso la costiera cilentana: la frana in località Rizzico tra Asce e Pisciotta che, da oltre 40 anni, sta scivolando sulla strada statale 447;

considerato che:

una serie di studi - già oggetto dell'atto di sindacato ispettivo 4-06989, presentato dall'interrogante e pubblicato il 1° marzo 2012 - evidenziano la progressiva e inesorabile erosione a cui è soggetta la costa del Cilento: ogni anno si verifica una riduzione di circa 5.300 metri quadrati di spiagge;

l'intensificarsi dei fenomeni legati al dissesto idrogeologico del territorio sta portando a una progressiva erosione di molti dei luoghi più suggestivi della Costiera cilentana, rischiando di compromettere il turismo;

tenuto conto che il Cilento tutto, in particolare le due comunità interessate dal dissesto della Mingardina, ossia Marina di Camerota e Palinuro, sono località che vivono di turismo, al punto che gli operatori turistici sono disposti ad anticipare i soldi necessari per mettere in sicurezza la strada stessa,

l'interrogante chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quali sono le zone del territorio della Costa del Cilento che presentano una vulnerabilità accentuata e sono soggette a fenomeni di dissesto ed erosione o comunque allo smottamento di materiali;

se, più in particolare, sia a conoscenza dei fatti riportati e, in caso affermativo, se e quali azioni intenda promuovere affinché si possa trovare una definitiva soluzione a tali problemi.

(4-07336)

BASSOLI, BOSONE - Al Ministro della salute - Premesso che:

la Fondazione Maugeri nasce a Pavia nel 1965, per iniziativa di Salvatore Maugeri, uno dei padri della medicina del lavoro, allo scopo di sostenere le attività dell'Università della città, come clinica del lavoro convenzionata con il Servizio sanitario nazionale, per aiutare i pazienti a recuperare le capacità funzionali dopo incidenti, malattie o interventi chirurgici;

nel 1969 viene riconosciuta Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, entrando nel giro degli ospedali di serie A;

nel 1995 avviene la trasformazione in "Fondazione Salvatore Maugeri, Clinica del lavoro e della riabilitazione";

negli anni la Fondazione ha allargato le sue collaborazioni, oltre che in Lombardia, anche in Piemonte, Liguria, Veneto, Campania, Puglia e Sicilia. Ad oggi sono venti i centri e cinquanta i laboratori in Italia che lavorano con l'Istituto pavese, con un totale di 770 medici, 2.351 letti in tutta Italia, di cui 1.300 in Lombardia, garantendo 30.000 prestazioni l'anno;

di recente l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ha riconosciuto la Fondazione tra le strutture ospedaliere di eccellenza per la cura della broncopneumopatia cronica ostruttiva;

considerato che:

l'indagine della magistratura tutt'ora in corso ha messo in luce, secondo quanto riferito dalla stampa, elementi che prefigurano una serie di reati che vanno dalla corruzione all'associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, eccetera Inoltre sono stati eseguiti una serie di arresti tra cui quello dell'ex assessore regionale della Lombardia, Antonio Simone, e di Pierangelo Daccò, per presunte distrazioni dalle casse del S. Raffaele e della Fondazione Maugeri, nonché del manager della Fondazione in questione Costantino Passerino (si veda, ad esempio, "News24.it" del 14 aprile 2012),

si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per avere maggiori elementi di chiarezza su quanto è accaduto, senza che questo rappresenti un ostacolo alle indagini che la magistratura sta svolgendo in autonomia, al fine di ridare serenità ai tanti malati che devono poter continuare le cure con la fiducia necessaria al buon esito della terapia, di dare al personale sanitario la garanzia di poter svolgere la propria attività professionale in piena sicurezza e, infine, di salvaguardare le attività scientifiche e di ricerca della Fondazione.

(4-07337)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:

6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro):

3-02809, della senatrice Germontani, sulle stime di gettito dell'imposta municipale sugli immobili;

3-02811 e 3-02812, del senatore Lannutti, rispettivamente sulla vendita di prodotti derivati a imprese ed enti locali e sulla tutela dei risparmiatori che hanno sottoscritto titoli finanziari rischiosi su indicazione degli istituti di credito;

7ª Commissione permanente(Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport):

3-02810, del senatore Peterlini, sulla valutazione dei titoli extra-accademici nell'attribuzione dell'abilitazione scientifica nazionale.

Interrogazioni, ritiro

È stata ritirata l'interrogazione 4-07255, dei senatori Palmizio e Piscitelli.