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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 713 del 19/04/2012


GUERRA, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Signor Presidente, la senatrice Carloni, con l'interrogazione n. 2592, richiama l'attenzione sulle prospettive industriali e occupazionali del gruppo FIAT con specifico riferimento allo stabilimento di Pomigliano d'Arco.

A questo proposito vorrei premettere che l'occupazione complessiva dei gruppi FIAT SpA e FIAT Industrial in Italia è rimasta sostanzialmente invariata nel biennio 2010-2011, attestandosi su circa 81.000 unità.

Con specifico riferimento alla situazione dello stabilimento di Pomigliano d'Arco, occorre ricordare che il 6 luglio dello scorso anno le parti sociali hanno sottoscritto un accordo che ha previsto, tra l'altro, a fronte della cessazione di attività della FIAT GroupAutomobiles SpA, un piano biennale di gestione delle eccedenze occupazionali. In particolare, è stata concordata la ricollocazione, presso la neocostituita Fabbrica Italia Pomigliano SpA, di tutto il personale di Pomigliano d'Arco.

Successivamente, i competenti uffici del Ministero che rappresento - con decreto dell'8 settembre 2011- hanno approvato il programma di cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione di attività, a sostegno dei lavoratori occupati nello stabilimento di Pomigliano d'Arco. Con il medesimo decreto, è stata autorizzata la corresponsione del trattamento straordinario d'integrazione salariale, nei confronti di un massimo di 4.367 lavoratori, per il periodo dal 15 luglio 2011 al 14 luglio 2012.

Il predetto accordo ha previsto che la ricollocazione dei lavoratori nella neocostituita Fabbrica Italia Pomigliano SpA venga effettuata nell'arco di 24 mesi. In particolare, nei primi dodici mesi di CIGS, ovvero dal 15 luglio 2011 al 14 luglio 2012, è stata prevista la ricollocazione di almeno il 40 per cento del personale; nei successivi 12 mesi, è stata invece prevista la ricollocazione del restante personale. In particolare, posso precisare che alla data del 1° marzo sono stati ricollocati 1.854 lavoratori, mentre risultano essere collocati in cassa integrazione 1.470 lavoratori.

Inoltre, Fabbrica Italia Pomigliano ha effettuato gli investimenti necessari alla produzione della nuova FIAT Panda - che viene attualmente prodotta su due turni di lavoro -, avviando, nel contempo, un intenso piano di attività formative.

Per quanto riguarda la sentenza cui si fa riferimento nell'interrogazione e, il Governo non può che confermare il rispetto del lavoro dei magistrati e la fiducia che l'ordinamento giuridico sia in grado di fare il suo corso nei diversi gradi di giudizio. D'altra parte, è lo stesso Statuto dei lavoratori che, in due distinte disposizioni, appronta un'efficace tutela contro le eventuali discriminazioni sindacali.

Si tratta in primo luogo dell'articolo 8, dove si dispone: «È fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell'assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell'attitudine professionale del lavoratore».

In secondo luogo, si tratta dell'articolo 15, comma 1, lettera a), ove è previsto che è nullo qualsiasi patto o atto diretto a «subordinare l'occupazione di un lavoratore alla condizione che aderisca o non aderisca ad una associazione sindacale ovvero cessi di farne parte».

Inoltre, è lo stesso ordinamento, sempre in un'altra disposizione fondamentale dello Statuto dei lavoratori - mi riferisco all'articolo 28, che peraltro prevede per il caso di mancata ottemperanza delle sanzioni anche di carattere penale - che appresta una particolare procedura di urgenza, per consentire alla magistratura di intervenire tempestivamente a sanzionare eventuali casi di discriminazione sindacale che intervengano durante il rapporto di lavoro, come anche in fase preassuntiva.

Il ministro Fornero nelle settimane passate ha avuto contatti con i vertici della FIAT in merito alle preoccupazioni espresse, anche variamente raccolte dalla stampa, sulla possibile chiusura di insediamenti industriali. Lo stesso Ministro - come ha già avuto modo di chiarire lo scorso mese in quest'Aula in occasione della discussione di un'informativa - ha raccolto le rassicurazioni dei vertici dell'azienda, che hanno ribadito la volontà di continuare con il piano industriale presentato e quindi hanno ritenuto destituite di ogni fondamento le notizie in merito alla chiusura.

Le imprese e, in particolare, le imprese industriali, sono vitali per l'economia del Paese, ma non è competenza del Governo orientare le scelte strategiche delle singole imprese. Allo stesso modo, si ritiene necessario superare forme di sostegno cui si è fatto ricorso in passato - che peraltro non sono più consentite in ambito europeo - che non tenevano conto delle reali prospettive produttive delle nostre aziende. Tali forme di sostegno, infatti, non sono convenienti né per l'economia, né per l'occupazione, né per la sostenibilità e l'economicità delle produzioni.

Il Governo intende creare un ambiente favorevole alle imprese in termini di economicità di produzione, di produttività e anche di buone relazioni industriali, al fine di rafforzare le imprese già operanti in Italia e di attrarre imprese per nuovi investimenti. A questi principi è ispirata la recente riforma del mercato del lavoro (disegno di legge n. 3249, recante «Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita») attualmente all'esame di questo ramo del Parlamento.