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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 710 del 17/04/2012


Discussione dei disegni di legge costituzionale:

(2923) SANNA ed altri. - Modifica degli articoli 15 e 16 dello Statuto speciale per la Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, in materia di composizione ed elezione del Consiglio regionale

(2991) CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA. - Modifica all'articolo 16 dello Statuto speciale per la Sardegna, approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, concernente la composizione del Consiglio regionale

(3073) ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA. - Modifiche all'articolo 3 dello statuto della Regione siciliana, in materia di riduzione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana. Disposizioni transitorie

(2962) BIANCO. - Modifica allo Statuto della Regione siciliana approvato con regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2, in materia di riduzione dei membri dell'Assemblea regionale

(3057) CONSIGLIO REGIONALE DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA. - Modifica dell'articolo 13 della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia)

(2963) PEGORER ed altri. - Modifica all'articolo 13 dello Statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia, approvato con legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, in materia di ridefinizione del numero dei componenti del Consiglio regionale

(Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)

PRESIDENTE. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo la discussione generale dei disegni di legge costituzionale sarà congiunta, mentre le votazioni finali avranno luogo in sequenza a conclusione delle distinte dichiarazioni di voto.

SANNA, relatore. I disegni di legge costituzionale modificano gli Statuti speciali di tre Regioni - Sicilia, Sardegna e Friuli-Venezia Giulia - al fine di ridurre il numero dei componenti dei rispettivi Consigli. I testi sono stati definiti d'intesa con i Presidenti delle Regioni interessate, che sono stati ascoltati presso la Commissione affari costituzionale. Per la Sicilia si prevede una riduzione da 90 a 70 dei membri dell'Assemblea regionale e si prevede una disciplina transitoria per le prossime elezioni; per il Friuli-Venezia Giulia si prevede un consigliere regionale ogni 25.000 abitanti; per la Sardegna si prevede una riduzione dei consiglieri regionali da 80 a 60 e si introduce la possibilità che il sistema elettorale contenga misure per favorire la parità di genere. Le modifiche introdotte, che anticipano la riforma del Parlamento nazionale, rispondono alla duplice esigenza di contenere i costi della politica e di rendere più efficienti le istituzioni.

Presidenza del vice presidente CHITI

SARO, relatore. I disegni di legge che riducono il numero di consiglieri di tre Regioni a Statuto speciale segnano l'avvio di un processo riformatore volto a contenere i costi e a riqualificare la rappresentanza, stimolando una migliore selezione della classe dirigente. Si tratta di un'iniziativa importante per arginare tendenze antipolitiche che rischiano di disgregare il Paese. Nelle prossime settimane sarà avviato un dialogo con i Presidenti delle province autonome di Trento e Bolzano e con il Presidente della Valle d'Aosta per verificare la possibilità di condividere un'equilibrata riduzione delle rispettive Assemblee elettive.

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale congiunta.

VIZZINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). I disegni di legge costituzionale sono l'esito di una leale cooperazione istituzionale tra Parlamento nazionale e Regioni ad autonomia speciale: segno della perdurante validità della scelta operata dai Costituenti con la specialità adottata per alcune Regioni. L'Assemblea regionale siciliana, in particolare, ha dato prova di grande responsabilità, votando pressoché all'unanimità per la riduzione dei suoi membri da 90 a 70, in modo da contemperare le esigenze di funzionalità e di adeguata rappresentatività con il rispetto degli impegni a contenere i costi della politica.

PEGORER (PD). L'esigenza di contenere i costi della politica va bilanciata con l'esigenza di una rappresentanza adeguata a dare corpo a valori di democrazia diffusa e pluralismo dei poteri. Con riferimento al Friuli-Venezia Giulia, per esempio, il numero dei consiglieri regionali deve consentire un'adeguata rappresentanza di minoranze linguistiche e culturali e tenere conto delle numerose competenze dell'organo elettivo. La Regione, infatti, si fa carico della sostenibilità finanziaria di sanità, protezione sociale, trasporto locale, garantendo servizi che non sono coperti da fondi statali. Ha presentato un emendamento che prevede un numero fisso, anziché variabile, di 48 consiglieri regionali.

PASTORE (PdL). Esprime perplessità di metodo sulla opportunità di modificare la composizione dei Consigli regionali di Sardegna, Sicilia e Friuli-Venezia Giulia separatamente dalle altre due Regioni a Statuto speciale e prescindendo dalla definizione del criterio generale che dovrà ispirare la riforma degli organi elettivi delle Regioni ordinarie. Un intervento limitato presta il fianco a critiche perché, pur tenendo conto della specialità derivante dalla presenza in alcune Regioni di minoranze linguistiche, produce squilibri: la riduzione è particolarmente significativa per la Sicilia che con più di 5 milioni di abitanti, scende da 90 a 70 deputati, mentre il Friuli, con 1.250.000 abitanti, va da 62 a 48 consiglieri e la Sardegna, con 1.700.000 abitanti, da 80 a 60 consiglieri.

LUMIA (PD). Con la consistente autoriduzione del numero dei componenti, l'Assemblea regionale siciliana dimostra di aver sposato una strategia di cambiamento per affrontare le sfide della modernità. A questa prima e significativa riforma dovrà seguire una revisione del Regolamento che renda più efficiente il lavoro assembleare. La specialità dell'autonomia siciliana, oggi pesantemente messa in discussione, dovrà tradursi in una nuova capacità legislativa, di orientamento e di controllo delle molte potenzialità inespresse della Regione, abbandonando la funzione di intermediazione burocratica e clientelare, spesso affaristico-mafiosa, che ne ha finora caratterizzato la gestione. La riforma delle Assemblee legislative, regionali e nazionali, potrà dare espressione alle pressanti esigenze di partecipazione e di capacità decisionale e restituire dignità e autorevolezza alla stessa politica.

LADU (PdL). La Commissione affari costituzionali non ha modificato la legge del Consiglio regionale della Sardegna che configura il passaggio da 80 a 60 del numero dei propri componenti: si tratta di una soluzione equilibrata, che tiene conto delle esigenze di rappresentatività legate alle specificità territoriali della Regione. Per evitare l'aumento abnorme del numero dei consiglieri, si prevede inoltre che ulteriori variazioni della composizione numerica del Consiglio regionale possano avvenire solo in seguito a revisione dello Statuto. Auspica che l'approvazione del provvedimento in esame sia seguita da una modifica della legge elettorale regionale e anche dello Statuto, al fine di renderlo più adeguato ai grandi cambiamenti degli ultimi decenni.

PARDI (IdV). È illusorio ritenere che il problema della riduzione dei costi della politica possa essere risolto imponendo una diminuzione del numero dei parlamentari nazionali e regionali, perché in realtà bisogna incidere sui fattori che, impedendo un miglioramento della qualità della rappresentanza parlamentare, incrinano l'efficienza dell'azione politica e l'immagine degli eletti agli occhi degli elettori. Va dunque approvata una nuova legge elettorale. I costi della politica non dipendono tanto dalle somme versate agli eletti, ma si annidano in altri campi su cui la politica non intende incidere, in particolare sui rimborsi elettorali, che superano le reali necessità dei partiti, o sul continuo allargamento del rapporto opaco tra partiti, amministrazione del territorio e affarismo.

MOLINARI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Esprime vivo apprezzamento per i contenuti dei disegni di legge regionali in esame, espressione di sobrietà istituzionale da parte di tre autonomie speciale. E' ora auspicabile che anche le altre due Regioni speciali si muovano in senso analogo, più in generale, che si garantisca un equilibrio tra le dimensioni delle assemblee legislative delle autonomie speciali.

BODEGA (Misto). La riduzione del numero dei consiglieri regionali di Sicilia, Sardegna e Friuli-Venezia Giulia, pur accolta con favore, è tardiva perché richiesta, prima ancora che dalla crisi economica e dalle esigenze di contenimento dei costi, da incongruenze cristallizzatesi nel tempo: la Sicilia ha dieci consiglieri più della Lombardia pur avendo la metà della popolazione ed ancor meno spiegabile è il numero dei consiglieri sardi. Il taglio del numero degli amministratori non è di per sé garanzia di una gestione morigerata delle risorse pubbliche, che dipende dall'onestà e dal senso di responsabilità del personale politico. Oggi si addita al disprezzo generale la figura dell'evasore, dimenticando che l'evasione fiscale è spesso la reazione alla insostenibile pressione tributaria finalizzata allo sperpero, nonché ai servigi resi dalla politica alle lobby finanziarie. Bisogna dunque procedere a una reale riduzione dei costi della politica e della cosa pubblica, che si può ottenere solo con il federalismo.

CABRAS (PD). I provvedimenti in esame fanno seguito alla riduzione del numero dei componenti dei consigli regionali delle Regioni a statuto ordinario, disposta nell'agosto scorso. Il tema della misura della rappresentanza è controverso: riduzioni troppo drastiche del numero dei rappresentanti degli organi elettivi comporterebbero una minore capacità di rappresentare la complessità della società moderna; occorre dunque perseguire una soluzione equilibrata. In tale ottica, un emendamento a sua firma bocciato dalla Commissione proponeva 55 membri per l'Assemblea regionale sarda. Un disegno di legge a sua prima firma affrontava invece in modo unitario il problema della rappresentanza di tutte le autonomie speciali: anche in questo caso la Commissione ha deciso in modo diverso, ma il tema potrà essere ripreso prossimamente anche per la Valle d'Aosta e per le Province di Trento e Bolzano.

D'ALI' (PdL). I provvedimenti in esame costituiscono certamente un positivo passo in avanti nel percorso di revisione della spesa pubblica che, insieme alla pressione fiscale, è il vero problema del Paese. È sbagliato rincorrere le spinte demagogiche incoraggiate dai media, ma è comunque necessario ridurre la spesa pubblica che aumenta perché l'apparato istituzionale è troppo pesante e la burocrazia è elefantiaca e inefficiente. Il messaggio lanciato con la riduzione dei membri delle assemblee elettive è positivo ma assolutamente insufficiente: serve una organica riforma costituzionale degli assetti sul territorio che coniughi l'aumento di competenze e responsabilità derivanti dal federalismo con una diminuzione dei tributi locali. A tale scopo ha proposto un disegno di legge costituzionale che supera il centralismo e propone un'architettura istituzionale meno invasiva e costosa per i cittadini.

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale e rinvia il seguito dell'esame dei disegni di legge alla prossima seduta.

Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute di mercoledì 18 aprile.

La seduta termina alle ore 19,40.

Nel corso della seduta, la Presidenza ha salutato, a nome dell'Assemblea, rappresentanze di studenti presenti nelle tribune.