nel TG de "La 7" del 28 febbraio 2012, in un servizio che illustrava la cosiddetta "parentopoli" del Rettore Frati, una giornalista di "Report" contestava al figlio del Rettore, Giacomo Frati, cardiochirurgo a Latina, una mortalità operatoria del suo reparto del 6 per cento, doppia rispetto alla media regionale; il suddetto rispondeva che nessuno tra il personale, all'inizio delle attività operatorie, aveva mai visto una cardiochirurgia, per cui avevano dovuto far pratica sui manichini, così come ampiamente riportato da Gianantonio Stella sul "Corriere della sera" dello stesso giorno. In detto TG Enrico Mentana chiedeva ai tre Ministri ex Rettori, tra cui il Primo Ministro e il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di intervenire acché l'Italia non continui ad essere lo "zimbello" universitario internazionale;
visto che:
grande risalto nella stampa ha avuto anche una diffida dei sindacati ANPO-ASCOTI e FIALS Universitari alla Regione Lazio, in cui si denunciava la nomina a Direttore di Unità operativa complessa-UOC (primario) sempre del professor Giacomo Frati da parte del Direttore generale del Policlinico, nominato a sua volta pochi giorni prima dal di lui padre Rettore. Detta nomina sarebbe illegittima per l'assenza della posizione di ruolo nell'atto aziendale e quindi in pianta organica del Policlinico. Inoltre il cardiochirurgo Michele Toscano ha affermato, nella trasmissione "TV Robinson" del 23 febbraio 2012 e sul "Giornale", che lo stesso Frati non avrebbe effettuato da primo operatore nemmeno dieci interventi;
la trasmissione televisiva "Report" in data 25 febbraio 2012, ha riportato le dichiarazioni di un medico e di quattro malati di tumore del Reparto di Oncologia del Policlinico, di cui è primario il Rettore Frati, che affermano che quest'ultimo negli anni non solo non ha mai visitato né curato un malato, ma nemmeno ha coordinato le attività cliniche del Reparto stesso;
dalla stessa trasmissione televisiva e dall'atto di significazione e diffida dei sindacati ANPO-ASCOTI e FIALS Universitari del 27 marzo 2012 ai Ministri dell'economia e delle finanze, della salute e dell'istruzione, dell'università e della ricerca, risulta che il Rettore Frati, Direttore di UOC nel Policlinico, è anche Direttore scientifico e Direttore di Dipartimento nella Clinica privata Neuromed di Pozzilli, in Molise, convenzionata con il Servizio sanitario nazionale (SSN), laddove i sindacati affermano che le norme lo impediscono, in quanto con il SSN può intercorrere un unico rapporto di lavoro. La diffida stessa chiede alle Autorità competenti di verificare anche l'invio di pazienti dell'Oncologia diretta da Frati per esami diagnostici o altre prestazioni assistenziali alla Clinica Neuromed di cui è Direttore scientifico. Ricorda anche che l'ex Direttore generale del Policlinico Tommaso Longhi nel 2003 per i suesposti motivi lo destituì dall'incarico di Direttore di UOC e che il Tribunale di Roma (Ufficio del giudice per le indagini preliminari, Sezione 6ª, Procedimento penale n. 6027/04R.GIP del 16 settembre 2004) sancì che l'Azienda aveva adottato i provvedimenti consequenziali alla violazione dell'esclusiva di rapporto d'impiego. I predetti sindacati chiedono di conoscere come mai il Rettore dell'Università di Roma possa essere contestualmente Direttore di UOC con esclusiva di rapporto d'impiego ed anche Direttore scientifico e Direttore di Dipartimento di una Clinica privata convenzionata con il SSN;
considerato che:
il servizio di "Report" citato ha messo in rapporto le donazioni fatte all'Accademia Nazionale di Medicina, di cui il Rettore Frati è presidente, da società farmaceutiche, con gli ingenti budget spesi dal Reparto di oncologia del Policlinico per farmaci oncologici (800.000 euro a trimestre) e che "L'Espresso" del 12 gennaio 2007 riportava che Frati è socio della Forum Service finanziata da case farmaceutiche, che dal 2003 al 2005 ha fatturato 8,5 milioni di euro;
nella citata diffida sindacale si riporta che i crediti iscritti in bilancio dall'Azienda Policlinico Umberto I nei confronti dell'Università la Sapienza assommano a 114.393.271,21 euro al 31 dicembre 2009 e che detti crediti, confermati dalla Regione Lazio, sono stati contestati dal Rettore della Sapienza; quindi, probabilmente, non sono stati riportati come evenienze passive nei bilanci dell'Università stessa;
la numerosità e la gravità dei fatti denunciati da stampa, media e sindacati, che investono comportamenti non solo individuali ma istituzionali, unite ai ricorrenti scandali del Policlinico Umberto I per l'assistenza e per l'organizzazione con grande e recente eco sulla stampa, trovano riscontro completo nei risultati della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale del Senato. Questa infatti, per quanto riguarda il Policlinico stesso, nella sua relazione conclusiva del marzo 2008, così si esprimeva: "l'assurda proliferazione di posti apicali (primariati) avvenuta negli anni è stato frutto, appare legittimo ritenere, di uno strapotere universitario che non ha tenuto in considerazione le necessità assistenziali e le programmazioni regionali, ma piuttosto il soddisfacimento delle carriere dei singoli medici"; nella stessa relazione si afferma che si tratta "di una istituzione che andrebbe 'rifondata' dalla base e che rappresenta una grave anomalia nel quadro della sanità regionale e nazionale" (doc. XXII-bis, n. 3);
esaminati tutti i fatti esposti la cui estrema gravità va verificata, approfondita in tutti i potenziali aspetti e confermata dalle Amministrazioni di competenza,
si chiede di sapere:
se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative e/o provvedimenti intenda adottare;
se il Ministro della giustizia non ritenga opportuno che delle possibili notizie criminis sia informata la competente Procura della Repubblica di Roma (che, peraltro, secondo l'articolo pubblicato su "la Repubblica" del 13 aprile 2012, a firma di Angela Maria Erba e Carlo Picozza, avrebbe aperto un fascicolo sulla questione);
se, proprio partendo dalle inconfutabili e gravissime conclusioni della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, i Ministri della salute e dell'istruzione, dell'università e della ricerca non intendano valutare l'opportunità di commissariare, per le rispettive competenze, sia il Policlinico Umberto I che l'Università la Sapienza, per garantire in essi la legittimità degli atti e la correttezza dei bilanci, oltre che procedere ad una indispensabile rifondazione dei rapporti tra le due grandi Istituzioni, che la discussa persona dell'attuale Rettore non può e non deve continuare a gestire, avendone così compromessa l'immagine, in uno con l'immagine stessa della pubblica amministrazione, in un momento così grave della vita del Paese.
(3-02803)