i consorzi interuniversitari di ricerca operano da sempre nel quadro degli obiettivi e degli indirizzi del sistema italiano dell'università e della ricerca, che, come noto, si basano su principi di programmazione, autonomia responsabile e valutazione, come di recente ribadito anche dalla legge 30 dicembre 2010, n. 240, e dal Programma nazionale di ricerca 2011-2013;
anche sulla scorta delle specifiche previsioni di legge, i consorzi interuniversitari di ricerca assolvono ad importanti funzioni: 1) selezione delle unità di ricerca accademica, anche interdisciplinari, che presentino un grado di elevata affinità allo scopo di creare e consolidare specifiche filiere di ricerca, valorizzare al meglio le diverse competenze, formare reti di eccellenza e promuovere la circolazione delle idee e delle conoscenze anche a vantaggio della formazione dei più giovani; 2) contenere i costi amministrativi e gestionali delle strutture accessorie di supporto alla ricerca, attraverso una organizzazione efficiente delle strutture medesime che sfrutti l'accentramento delle funzioni amministrative e gestionali, in modo da liberare maggiori risorse esclusivamente a favore della ricerca vera e propria, e impiegare al meglio le strumentazioni e le infrastrutture a disposizione della comunità scientifica nazionale; 3) promuovere la collaborazione tra l'università, gli enti pubblici di ricerca, gli enti pubblici in generale e le aziende private, per una maggiore apertura del sistema universitario verso l'esterno anche al fine di favorire il trasferimento tecnologico; 4) aumentare il grado di internazionalizzazione delle attività di ricerca universitarie e garantire una partecipazione qualificata a progetti di scala europea attraverso un "interlocutore unico" che rappresenti di fatto più sedi universitarie, nonché acquisire progetti di ampia portata come quelli europei che richiedono il coinvolgimento di numerose strutture e ricercatori;
i risultati dell'attività dei consorzi sono evidenti sia sotto il profilo della ricerca, tanto da spingere diversi consorzi a sottoporsi volontariamente al sistema di valutazione della qualità della ricerca (VQR) dell'Agenzia di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) per competere all'assegnazione delle risorse aggiuntive, che sotto il profilo dell'efficienza organizzativa e della gestione delle risorse finanziarie; per citare qualche esempio in merito: alcuni consorzi interuniversitari hanno avuto accesso negli anni passati ai fondi dei Programmi quadro europei; il sistema universitario italiano è presente nell'European Science Foundation unicamente attraverso un consorzio interuniversitario di ricerca; i consorzi sono in grado, spesso più dei singoli atenei, di reperire risorse finanziarie private aggiuntive rispetto ai fondi pubblici erogati dal Ministero;
il Ministero dell'istruzione, università e ricerca ha sempre contribuito all'attività dei consorzi versando loro una quota del Fondo di finanziamento ordinario (FFO) dell'università, e il contributo del Ministero è importante non solo per il finanziamento delle attività ma anche a titolo di vero e proprio riconoscimento del ruolo fondamentalmente pubblico svolto dai consorzi;
la quota del FFO che il Ministero ha riservato ai consorzi negli ultimi anni si è andata via via riducendo e comunque è sempre stata nell'ordine di pochi milioni di euro; nello specifico, per l'anno 2011 in sede di ripartizione del FFO il Ministero ha assegnato ai consorzi una quota pari a 4,56 milioni di euro;
in base allo schema di decreto ministeriale per la ripartizione del FFO 2012, la quota destinata ai consorzi interuniversitari di ricerca si ridurrebbe ad appena 3 milioni di euro per l'anno in corso, con una decurtazione del 34 per cento rispetto all'anno precedente, che mina alla base la stessa sopravvivenza dei consorzi; tale proposta di ripartizione penalizza pesantemente i consorzi interuniversitari, fa venire meno infatti quelle risorse pubbliche che fino a oggi hanno permesso loro di funzionare regolarmente, e con ogni probabilità potrebbe determinarne l'affossamento, con conseguente licenziamento di molte risorse professionali specializzate, senza peraltro prevedere in alternativa alcuna strategia finalizzata a proseguire l'importante opera fino a oggi svolta dai consorzi in termini di promozione e valorizzazione di best practice nel sistema italiano della ricerca,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga che l'esperienza dei consorzi interuniversitari di ricerca abbia un fondamentale significato di carattere strategico, oltre che operativo, per il sistema italiano della ricerca, e che in tal senso detta esperienza vada valorizzata, sostenuta e guidata dal Ministero vigilante;
se non intenda intervenire in modo opportuno sullo schema del decreto ministeriale per la ripartizione del FFO per l'università in modo da ristabilire un ammontare congruo di risorse finanziarie da destinare al sostegno dell'attività dei consorzi interuniversitari di ricerca;
se non ritenga di utilizzare i risultati dell'attività di valutazione VQR dell'ANVUR per il futuro sostegno ai consorzi, adottando criteri di finanziamento che ne guidino un'efficace riorganizzazione, senza che nel frattempo si rischi la discontinuità delle loro attività.
(4-07286)