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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 710 del 17/04/2012


LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

un emendamento dell'on. Gianfranco Conte, relatore per il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 16 del 2012, presentato ieri in VI Commissione permanente (Finanze) della Camera dei deputati, prevede che, per l'anno 2012, l'IMU dovuta per l'abitazione principale e le relative pertinenze dovrebbe essere in tre rate: 16 giugno, 16 settembre e 16 dicembre (emendamento 4.200);

in particolare, nella prima e seconda rata si dovrebbe pagare, per ciascuna tranche, un terzo dell'imposta, calcolata applicando l'aliquota base (pari allo 0,4 per cento) e le detrazioni previste. La terza rata, invece, sarebbe a saldo dell'imposta complessivamente dovuta per l'intero anno, con conguaglio sulle precedenti rate;

si tratterebbe, quindi, di un'ulteriore modifica al testo approvato dal Senato (Atto Senato 3184), in base al quale la prima rata avrebbe dovuto essere pagata, senza applicazione di sanzioni e interessi, in misura pari al 50 per cento dell'importo ottenuto applicando le aliquote di base e le detrazioni previste;

il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 16 del 2012, al quale oggi la VI Commissione della Camera dovrebbe dare il via libera, si arricchirebbe, però, di altre novità, sul fronte casa ma non solo;

innanzitutto, sempre in base al medesimo emendamento presentato dal relatore, le agevolazioni sulla prima casa si dovrebbero applicare solo sull'abitazione in cui il contribuente e il proprio nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente e si applicherebbero per un solo immobile;

nel caso, poi, di separazione o divorzio, dovrebbe pagare l'imposta il coniuge che resta nella casa, cioè chi ha un diritto di abitazione, pur non essendo proprietario dell'immobile. L'imposta dovrebbe potersi pagare non solo mediante F24, ma, a partire dal 1° dicembre 2012, anche tramite bollettino postale;

si legge su "l'Unità" del 17 aprile 2012: «"Tre rate o due rate, quello che è certo è che con l'Imu si sta ormai rasentando il ridicolo". È quanto afferma Claudio Siciliotti, presidente dei commercialisti italiani. "Ci sono Paesi - sostiene Siciliotti - che, per imposte simili all'Imu, mandano bollettini pre compilati, lasciando ai contribuenti e ai loro professionisti un rapido compito di verifica e controllo della correttezza degli importi esposti. Da noi siamo infine arrivati a costruire una imposta per la quale il contribuente non deve soltanto procedere ai conteggi totali, ma deve pure provvedere lui a conteggiare anche quanto va allo Stato e quanto ai comuni"». Una vera beffa, se si pensa che questo accade in parallelo a proclami e decreti di semplificazione fiscale. Su "FiscalFocus.info" del 17 aprile 2012 si legge: «"E non si dica - conclude Claudio Siciliotti - che i commercialisti traggono beneficio da queste complicazioni, essendo semmai tra i soggetti danneggiati due volte: come contribuenti e come professionisti. Perché la moltiplicazione inutile dei rischi di errore pesa, anche in termini di responsabilità professionale, assai più di quanto simili prestazioni possono essere ribaltate sul cliente"»;

inoltre, relativamente alle modifiche apportate al Senato sulla disciplina IMU, il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 16 del 2012 prevede che «Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro il 10 dicembre 2012, si provvede, sulla base de gettito della prima rata dell'imposta municipale propria nonché dei risultati dell'accatastamento dei fabbricati rurali, alla modifica delle aliquote, delle relative variazioni e della detrazione stabilite dal presente articolo per assicurare l'ammontare del gettito complessivo previsto per l'anno 2012. Entro il 30 settembre 2012, sulla base dei dati aggiornati, ed in deroga all'art. 172, comma 1, lettera e), del testo unico di cui la decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, e all'art. 1, comma 169, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, i comuni possono approvare o modificare il regolamento e la deliberazione relativa alle aliquote e alla detrazione del tributo»;

il Servizio Studi della Camera, nel dossier sul decreto in materia di semplificazioni fiscali, sottolinea che le norme in materia di IMU, inserite dal Senato nel decreto-legge fiscale, che consentono di modificare l'importo delle aliquote di base e della detrazione con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, andrebbero valutate "con riferimento all'articolo 23 della Costituzione, che prevede una riserva di legge ai fini dell'imposizione di una prestazione personale o patrimoniale". Per gli esperti della Camera, che hanno preparato il dossier sul decreto fiscale, in vista dell'esame della Commissione Finanze di Montecitorio, un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che dovrà essere emanato entro il 10 dicembre, non rispetta la "riserva di legge" assegnata dalla Costituzione alle imposizioni fiscali;

la Commissione Finanze della Camera ha approvato un emendamento presentato dall'on. Gianluca Galletti in base al quale si potrà scegliere di versare il 50 per cento dell'imposta entro il 16 giugno e la restante metà a dicembre, quindi non in tre rate come previsto in un primo tempo;

considerato che:

le fondazioni bancarie sono esentate dalla tassa IMU in quanto considerate organismi non profit;

le fondazioni bancarie sono in totale 89 e dispongono di un patrimonio complessivo di oltre 50 miliardi di euro, oltre la metà in mano alle prime 5 (Cariplo, MPS, Compagnia di S. Paolo, Ente CR di Roma e Fondazione Cariverona), due terzi in mano alle prime 11: le altre otto sono Fondazione CR di Torino, Ente CR di Firenze, CR di Cuneo, Fondazione Banco di Sardegna, Fondazione CR di Genova e Imperia, Fondazione CR di Padova e Rovigo;

nel dicembre 2002 la quota impegnata nelle partecipazioni bancarie era del 33,7 per cento (14.062,9 milioni di euro), del 41 per cento nel 2001, mentre il resto era investito in titoli di Stato ed in società private scelte esclusivamente secondo il criterio della redditività;

da questo capitale le fondazioni ricavano ogni anno lauti guadagni, devoluti ad attività di utilità sociale: il settore maggiormente finanziato è quello artistico e culturale. È opinione diffusa che tale predilezione sia dovuta al fatto che le manifestazioni culturali siano un'ottima occasione per fare pubblicità alla propria banca. Questa la suddivisione dei comparti: artistico e culturale 29 per cento, istruzione 16,5 per cento, assistenza sociale 12,5 per cento, filantropia e volontariato 12 per cento, sanità e ricerca 10 per cento e 9 per cento. I soggetti privati hanno ricevuto il 57,4 per cento degli importi, i soggetti pubblici il 42,6 per cento;

a giudizio dell'interrogante prima della beneficenza, bisognerebbe pagare le tasse. Le fondazioni in questione beneficiano tutte dello status di non profit, pertanto sono esentate dal pagare le tasse, persino degli utili usurai che ricevono dal prestare il denaro ai cittadini; la beneficenza, se non c'è prima la giustizia sociale, è solo restituzione del maltolto;

i contributi elargiti, oltre ad essere squilibrati rispetto alla destinazione d'uso, sono squilibrati anche da un punto di vista geografico. Infatti circa l'82 per cento dei contributi è a favore di iniziative del Nord, mentre al Centro va il 16 per cento ed al Sud ed Isole solo il 2 per cento (Fonte: Acri). Ciò accade perché le fondazioni distribuiscono i contributi nel territorio in cui risiedono: poiché la maggior parte di esse ha sede al Nord, ne risulta spiegata l'anomalia;

la Fondazione Cariplo è la seconda socia di maggioranza del Gruppo Intesa-San Paolo (dopo Goldman Sachs), da sempre nella lista delle banche che commerciano in armi (atto 4-06474),

si chiede di sapere:

quali urgenti iniziative il Governo intenda assumere al fine di correggere la normativa recentemente introdotta sull'IMU garantendo maggiore equità tra i contribuenti e restituendo certezza in merito all'effettivo ammontare dell'imposta dovuta dai cittadini, che, ad oggi, non sono messi in condizione di conoscere quanto effettivamente andranno a pagare a compimento di tutte le rate;

se ritenga equo, giusto e civile, nel rapporto fisco-contribuenti, assegnare ai cittadini l'onere dei calcoli delle rate da pagare esponendoli ad errori per rivalse di Equitalia ed altre agenzie fiscali, al contrario di quanto non avvenga in altri Paesi europei, e se non intenda correggere con urgenza tali vessazioni e vere e proprie persecuzioni fiscali.

(2-00457)