PASSONI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASSONI (PD). Signor Presidente, signor Sottosegretario, avevo anche scritto una lettera al Ministro dello sviluppo economico il 29 marzo per sollecitare un suo intervento per aprire un tavolo: quindi, oltre alle interrogazioni c'era anche questa mia lettera. È importante che l'incontro sia stato fissato: lo dico a lei, signor Sottosegretario, perché ormai c'è una china che andrebbe interrotta, nel senso che si attivano i tavoli nazionali solo quando si è in presenza di un acutizzarsi delle forme di lotta. Questo non è un segnale positivo, non è una bella cosa, e rischia di determinare situazioni che, appunto, portano ad un inasprirsi del conflitto soltanto per ottenere, alla fine, un luogo in cui poter autorevolmente discutere le questioni in campo. Questa richiesta di incontro risale ormai a parecchi mesi fa. Il precedente Governo si era impegnato ad attivare questo tavolo, un tavolo che però ancora non è stato aperto. Adesso c'è l'appuntamento del 18. Proprio ieri le istituzioni hanno stilato, al tavolo istituzionale locale, una specie di piattaforma, che vi è stata inoltrata, finalizzata proprio a tale incontro. Rileggerò attentamente la sua risposta alla mie interrogazioni, ma, se non ho compreso male, in merito alla realizzazione della seconda nave non c'è alcuna certezza, anzi c'è forse ancora meno.
Ora, se il prossimo 18 aprile venisse confermata una scelta di questa natura, è del tutto evidente che, a marzo dico io, a dicembre dite voi, per quanto riguarda l'allestimento della prima nave, al di là di chi ha ragione, saremmo in presenza del precipitare di una situazione grave, pesante.
Invito pertanto il Ministero a fare, in queste ore, tutte le pressioni necessarie perché sia all'orizzonte la possibilità della costruzione della seconda nave e perché Invitalia si assuma le proprie responsabilità anche nel proprio assetto societario. Sono mesi che non succede niente. C'è uno stato di crisi, c'è un assetto societario messo nella maniera che conosciamo, e passa il tempo. Si sarebbero dovute trovare imprese private che potessero subentrare in toto o in parte, ma non è successo nulla.
Siamo quindi in presenza di un assetto societario precario, di una difficoltà di commesse, che oggi credo lei abbia confermato, ma siamo anche in presenza di un cantiere navale con grandi potenzialità di professionalità, di conoscenza, di know-how, di capacità produttiva. Credo che, non solo per i lavoratori che vedrebbero in serio pericolo la loro occupazione, ma per il patrimonio di conoscenza e di professionalità che questo cantiere esprime, sarebbe una sciagura, un delitto se tale cantiere dovesse arrivare a una condizione difficile, se non addirittura tragica.
Ci sono ancora dei giorni a disposizione. Il 18 aprile bisogna, secondo me, e secondo le istituzioni che si sono riunite ieri, che il Ministero faccia gli atti necessari per invertire la china di una situazione che così va molto, molto male.