RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente NANIA
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,02).
Si dia lettura del processo verbale.
VITA, f.f. segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Svolgimento di interrogazioni (ore 16,07)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.
Saranno svolte per prime le interrogazioni 3-02545 e 3-02679 sulla crisi dei Nuovi Cantieri Apuania (NCA).
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere congiuntamente a tali interrogazioni.
VARI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Signor Presidente, rispondo congiuntamente alle due interrogazioni poiché le stesse vertono sul medesimo argomento.
Il Ministero dello sviluppo economico ha intrapreso, a fronte della complessa crisi che interessa l'area industriale di Massa e Carrara, un percorso volto alla definizione di un programma di reindustrializzazione e di valorizzazione territoriale, da concludere con un accordo di programma ai sensi dell'articolo 2 della legge n. 99 del 2009, la cui attuazione è affidata a Invitalia, Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa.
A valle di tale percorso, è stato sottoscritto il 17 marzo 2010 un protocollo d'intesa nella prospettiva di una migliore posizione sul mercato della società Nuovi Cantieri Apuania, in modo da rendere certa la prosecuzione dell'attività produttiva della società, pur nel quadro generale di criticità del settore della navalmeccanica.
Accanto ad interventi per garantire l'operatività della società, sono stati reputati necessari, in considerazione del particolare contesto economico nel quale opera la società Nuovi Cantieri Apuania, sia il proseguimento delle iniziative utili a riattivare il processo di vendita della stessa società, potendosi prevedere anche eventuali diversificazioni produttive coerenti con la vocazione economico-produttiva della zona, sia la ricerca di una complessiva riduzione dei costi fissi, finalizzata al conseguimento dell'equilibrio economico della società medesima.
Coerentemente con quanto previsto nel succitato protocollo d'intesa, la Nuovi Cantieri Apuania ha acquisito una commessa dalla società Rete Ferroviaria Italiana per la realizzazione di una nave Ro-Ro, nave traghetto, e un'opzione per una seconda nave.
A tale riguardo il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, richiamando quanto comunicato dalla società Ferrovie dello Stato italiane, ha fatto presente che l'attuale commessa arriverà a compimento a dicembre 2012 e non a marzo 2012, come riportato nel testo dell'interrogazione.
Per quanto riguarda l'opzione per la costruzione di una seconda nave, lo stesso Ministero ha comunicato che allo stato attuale non esistono finanziamenti e che al momento non vi è uno specifico interesse da parte della società Rete Ferroviaria Italiana.
Negli ultimi giorni gli uffici del Ministero dello sviluppo economico hanno monitorato la situazione nel sito produttivo insieme alle istituzioni e alle autorità locali, che hanno rappresentato la situazione di tensione seguita allo sciopero di otto ore effettuato dai lavoratori del cantiere navale Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara, lo scorso 27 marzo, sciopero motivato dalle maestranze con la necessità di avere garanzie sul piano industriale e quindi sulle commesse dell'azienda. Nella stessa data del 27 marzo 2012 i rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal prefetto di Massa, che ha richiamato l'attenzione del Ministero dello sviluppo economico sulle manifestazioni di protesta in corso e sulle relative ricadute negative in termini economici e sociali, nonché di ordine pubblico.
Dal canto loro, le istituzioni locali hanno contattato il Ministero per sollecitare la rapida convocazione dell'incontro, che è stato previsto per il prossimo 18 aprile.
Consapevole dell'importanza della questione, il Ministero dello sviluppo economico ha ritenuto così di accogliere la richiesta sia delle istituzioni locali sia dei lavoratori, preoccupati per il prosieguo delle attività produttive nel cantiere navale, tutto questo in vista di un auspicabile soluzione positiva della questione.
PASSONI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASSONI (PD). Signor Presidente, signor Sottosegretario, avevo anche scritto una lettera al Ministro dello sviluppo economico il 29 marzo per sollecitare un suo intervento per aprire un tavolo: quindi, oltre alle interrogazioni c'era anche questa mia lettera. È importante che l'incontro sia stato fissato: lo dico a lei, signor Sottosegretario, perché ormai c'è una china che andrebbe interrotta, nel senso che si attivano i tavoli nazionali solo quando si è in presenza di un acutizzarsi delle forme di lotta. Questo non è un segnale positivo, non è una bella cosa, e rischia di determinare situazioni che, appunto, portano ad un inasprirsi del conflitto soltanto per ottenere, alla fine, un luogo in cui poter autorevolmente discutere le questioni in campo. Questa richiesta di incontro risale ormai a parecchi mesi fa. Il precedente Governo si era impegnato ad attivare questo tavolo, un tavolo che però ancora non è stato aperto. Adesso c'è l'appuntamento del 18. Proprio ieri le istituzioni hanno stilato, al tavolo istituzionale locale, una specie di piattaforma, che vi è stata inoltrata, finalizzata proprio a tale incontro. Rileggerò attentamente la sua risposta alla mie interrogazioni, ma, se non ho compreso male, in merito alla realizzazione della seconda nave non c'è alcuna certezza, anzi c'è forse ancora meno.
Ora, se il prossimo 18 aprile venisse confermata una scelta di questa natura, è del tutto evidente che, a marzo dico io, a dicembre dite voi, per quanto riguarda l'allestimento della prima nave, al di là di chi ha ragione, saremmo in presenza del precipitare di una situazione grave, pesante.
Invito pertanto il Ministero a fare, in queste ore, tutte le pressioni necessarie perché sia all'orizzonte la possibilità della costruzione della seconda nave e perché Invitalia si assuma le proprie responsabilità anche nel proprio assetto societario. Sono mesi che non succede niente. C'è uno stato di crisi, c'è un assetto societario messo nella maniera che conosciamo, e passa il tempo. Si sarebbero dovute trovare imprese private che potessero subentrare in toto o in parte, ma non è successo nulla.
Siamo quindi in presenza di un assetto societario precario, di una difficoltà di commesse, che oggi credo lei abbia confermato, ma siamo anche in presenza di un cantiere navale con grandi potenzialità di professionalità, di conoscenza, di know-how, di capacità produttiva. Credo che, non solo per i lavoratori che vedrebbero in serio pericolo la loro occupazione, ma per il patrimonio di conoscenza e di professionalità che questo cantiere esprime, sarebbe una sciagura, un delitto se tale cantiere dovesse arrivare a una condizione difficile, se non addirittura tragica.
Ci sono ancora dei giorni a disposizione. Il 18 aprile bisogna, secondo me, e secondo le istituzioni che si sono riunite ieri, che il Ministero faccia gli atti necessari per invertire la china di una situazione che così va molto, molto male.
PRESIDENTE. Seguono le interrogazioni 3-02768 e 3-02796 (già 4-07215) sull'assegnazione di frequenze alle emittenti televisive in Puglia.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere congiuntamente a tali interrogazioni.
VARI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Signor Presidente, nella Gazzetta Ufficiale n. 31 del 14 marzo 2012 è stato pubblicato il bando di gara per l'assegnazione delle frequenze in tecnica digitale terrestre alle emittenti televisive locali della Regione Puglia, area tecnica da digitalizzare nel corso dell'anno 2012, ai sensi dell'articolo 4, del decreto-legge n. 34 del 2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 75 del 2011.
Nel bando in questione è previsto che tutti ì soggetti legittimamente abilitati alla trasmissione radiotelevisiva in ambito locale, operanti nella Regione Puglia, possano fare domanda per avere l'attribuzione di un diritto d'uso delle frequenze, indipendentemente dalla sede legale o dalla natura provinciale o regionale dell'emittente.
I criteri per la redazione della graduatoria, conformemente all'articolo 4 della citata legge n. 75 del 2011, sono: l'entità del patrimonio al netto delle perdite; il numero dei lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato in posizione di regolarità contributiva; l'ampiezza della copertura della popolazione; la priorità cronologica di svolgimento dell'attività nell'area, anche con riferimento all'area di copertura.
II bando prevede altresì la possibilità di costituire consorzi o intese per i quali
non è esatto dire che vale solo il punteggio più alto di un partecipante, perché tale punteggio viene aumentato del 20 per cento, 30 per cento, 40 per cento, fino ad un massimo del 50 per cento, se i componenti sono rispettivamente due, tre, quattro, cinque o più.
Nello stesso tempo il bando prevede meccanismi correttivi per i soggetti pluriregionali, con imputazione percentuale dei valori considerati nelle Regioni diverse da quella ove si trova la sede legale.
Al fine di assicurare il pluralismo informativo, sono stati quindi previsti nel bando vari meccanismi a tutela delle emittenti provinciali che, riunite in intese o consorzi, possono ragionevolmente ottenere l'assegnazione del diritto d'uso, fermo restando il numero complessivo di frequenze pianificate per le emittenti locali, pari a 18.
Un'ulteriore garanzia per la continuità del servizio per tutte le attuali emittenti televisive locali viene altresì fornita dall'obbligo di trasporto (per non meno di due programmi) dei contenuti dei soggetti non utilmente collocati nelle graduatorie, posto a carico degli operatori assegnatari di una delle 18 frequenze, ai sensi del citato articolo 4 del decreto-legge n. 34 del 2011, con prezzi orientati al costo e regolamentati dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
È da rilevare inoltre che nelle aree già digitalizzate alla fine del 2011 (mi riferisco alla Liguria, alla Toscana, alla Provincia di Viterbo, all'Umbria e alle Marche) la modulazione dei diversi ma sostanzialmente identici bandi di gara ha prodotto risultati significativi nell'assegnazione delle frequenze alle intese costituite tra emittenti a copertura provinciale.
GALLO (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALLO (PdL). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il ministro Passera e il sottosegretario Vari che lo rappresenta in Aula per la sensibilità dimostrata e la tempestività della risposta, stanti i termini del bando al quale ha fatto riferimento poc'anzi.
L'assegnazione delle frequenze in tecnica digitale terrestre e la loro correlazione con le emittenti locali è un argomento particolarmente importante. Sembra che per tale assegnazione, così come stabilito nel relativo bando, diventi determinante la presenza territoriale di una singola azienda con copertura regionale o di quelle aziende che, fino alla pubblicazione del bando, hanno stretto intese con altre strutture aziendali operando il passaggio dei canali all'azienda capofila; si configurerebbe, quindi, una circostanza possibile solo per i soggetti che avevano già notizia o conoscevano i meccanismi del bando in anticipo.
Ricordo al Governo che la crescita e l'equità sono criteri dichiarati sin dal suo insediamento: quindi, è opportuno che venga incentivata e favorita la crescita delle piccole aziende sul territorio, perché ciò significa essere in sintonia con gli obiettivi di equità e crescita e quindi con i principi delle liberalizzazioni, anch'esse presenti nel programma di governo. Ricordo altresì che il libero mercato migliora la qualità dei servizi e genera occupazione e ricchezza. Senza una pluralità completa, con il coinvolgimento delle emittenti locali che forniscono un'informazione particolare, non c'è un vero e proprio libero mercato. Ritengo quindi equo e strategico - tornando a ciò che dicevo prima - consentire alle aziende televisive locali in associazione d'intesa, come previsto dal bando, la somma dei punteggi di ciascuna azienda partecipante, in modo da poter partecipare e continuare a essere sul mercato.
Si eviteranno interpretazioni di parte o distorte, strumentalizzazioni ma anche contenziosi. Non si tratta di essere a favore o contro qualcuno, ma di dare una risposta adeguata al principio di equità, cui il Governo ha fatto riferimento fin dal suo insediamento.
Ringrazio per la tempestività della risposta e spero che il Governo continui in questa logica di favorire la crescita, soprattutto delle piccole emittenti, la cui sopravvivenza è importantissima nel mercato generale.
VITA (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VITA (PD). Signor Presidente, saluto il Sottosegretario, cui ovviamente do il benvenuto su una materia tanto complessa. Forse, signor Sottosegretario, le manca, per un motivo cronologico, una premessa implicita, una sorta di sottotesto, che spiega tante di queste aporie.
Chissà perché il Governo precedente - giuro che io stesso non saprei dare una risposta approssimativa, neanche induttiva - non ha realizzato il passaggio dall'analogico al digitale in una notte, con uno switch off, in cui si preme semplicemente l'interruttore, magari con un'assistenza tecnica volontaria, come hanno fatto pressoché tutti gli altri Governi, persino quello degli Stati Uniti, che è un Paese un po' più grande dell'Italia.
Negli Stati Uniti, - mi trovavo casualmente lì per un seminario proprio il giorno del passaggio dall'analogico al digitale - l'amministrazione Obama aveva dedicato alle famiglie in difficoltà gruppi di volontari, ingegneri, periti. In Italia, invece, si è optato per una forma anomala (una delle tante anomalie italiane), una sorta di "spezzatino", con l'introduzione del nuovo sistema prima in alcune Regioni, poi in altre, e perfino in qualche Provincia - lei ha ricordato quella di Viterbo (chissà..) - in modo che non vi fosse un contenzioso unico, ma volta per volta e con un potere moltiplicatore. Il caso pugliese è un caso di scuola.
Anche a nome del collega Carofiglio sono qui a testimoniare un'anomalia particolare, come ha già fatto il collega poc'anzi in termini che ho condiviso. La Puglia è infatti una Regione particolarmente complessa, orograficamente diversificata, con un numero di emittenti piuttosto consistente e storicamente determinato. Il tema dei punteggi, in una realtà tanto vasta e sulla base delle aggregazioni tra diverse realtà provinciali affinché diventassero regionali o comunque più consistenti, non è una quisquilia burocratica: è pressoché tutto. Con rispetto parlando, in una Regione più piccola sarebbe stato più semplice.
L'interrogazione è dunque volta a chiedere come mai si è immaginato un punteggio così anomalo, creando delle disfunzioni, per cui emittenti che hanno una realtà locale importante sono sopravanzate da emittenti che trasmettono in Puglia ma vengono da altri territori.
Lei, signor Sottosegretario, ha risposto parzialmente e quindi posso dire, come si diceva nelle vecchie tribune politiche (quelle di Jacobelli), che sono parzialmente soddisfatto. Mi sembra di aver capito che lei abbia affermato che c'è invece una diversificazione di punteggi, per cui questi ultimi non vengono attribuiti solo all'emittente capofila. Se è così, e ci sarà un testo scritto, questo forse sarà un parziale sollievo per le emittenti, tanto preoccupate: solo parziale, perché resta il problema di fondo. Questa sorta di spezzatino, nel passaggio dal sistema analogico a quello digitale, ha creato un problema enorme, che ora diventa gigantesco con il passaggio, auspicabile, dal beauty contest all'asta delle frequenze, dove proprio queste emittenti, se non vi è per loro una riserva di un terzo, come prevede la normativa italiana, in modo da avere una garanzia di poter continuare, rischiano davvero di concludere la loro esistenza.
Inviteremmo pertanto il Governo - e le interrogazioni credo siano strumenti utili per questo - ad approfondire il problema, ad incontrare le associazioni delle emittenti e a promuovere dei tavoli regionali (non per assecondare la moda ormai invalsa di invocarli sempre) per approfondire specificatamente le situazioni, correggerle e dare risposte a quelle emittenti locali che, in fondo, sono un po' come eroine ed eroi dei nostri tempi - perdonatemi, non voglio fare retorica, ma ne ho conosciute tante - perché per continuare a trasmettere oggi, malgrado tutto, dopo anni di concentrazione e di oligopolio, sono passate attraverso una sorta di terribile selezione naturale. E coloro che ancora perseverano hanno, in un certo senso, il diritto di poter continuare ad esistere, immaginando l'Italia in modo un po' diverso da quella un po' omologata che ci è resa dalle grandi stazioni nazionali, molto simili tra loro.
Diamo quindi un sostegno vero, non effimero, all'emittenza locale, perché altrimenti un pezzo d'Italia non si conoscerebbe.
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-02587 sulla gestione del patrimonio immobiliare della SIAE.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
CECCHI, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali. Signor Presidente, mi riferisco all'interrogazione del senatore Vita volta ad avere chiarimenti in merito alle misure da adottare per garantire la trasparenza nella gestione economica della SIAE ed all'avvenuta vendita degli immobili. Al riguardo, vorrei innanzi tutto rammentare che lo stesso ministro Ornaghi ha riferito sull'argomento il 18 gennaio scorso nell'Aula della Camera.
La Società italiana autori ed editori, com'è noto, è un autonomo ente pubblico ed economico a base associativa, il quale, in base alla legge n. 2 del 2008, che di recente l'ha riformato, opera secondo le norme di diritto privato e non appartiene al comparto della finanza pubblica. Gli atti di gestione rientrano pertanto nell'esclusiva competenza degli organi sociali. Sulla SIAE, inoltre, com'è noto, il Ministero concorre alla funzione di vigilanza che è intestata in primo luogo alla Presidenza del Consiglio. Si tratta, tra l'altro, di una vigilanza che la legge limita al controllo sui soli atti fondamentali della società e sulle modifiche statutarie. Gli atti che formano oggetto della presente interrogazione parlamentare, a rigore, non ricadono neppure nell'approvazione delle autorità covigilanti.
In ogni caso, sulla questione che il senatore interrogante ha sollevato, il Ministero non ha mancato di richiedere alla SIAE gli elementi indispensabili per la risposta, trattandosi, tra l'altro, in questa fase, dell'azione di una gestione commissariale nominata dal Governo. Devo ribadire tuttavia che si tratta di elementi informativi provenienti dalla SIAE, sui quali il Governo sta naturalmente svolgendo le dovute verifiche.
È altrettanto noto, inoltre, che è in corso un'indagine conoscitiva presso la VII Commissione permanente della Camera dei deputati, nell'ambito della quale recentemente sono stati auditi ripetutamente i rappresentanti della SIAE e dov'è stata formalizzata in data 7 marzo 2012 la proposta d'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta. Le risultanze delle audizioni sono naturalmente consultabili sul sito della Camera.
Venendo dunque al merito delle questioni poste, l'intera operazione dev'essere inquadrata nell'alveo di un processo complessivo di razionalizzazione della gestione del fondo pensioni e, per economia gestionale, anche del patrimonio immobiliare proprio della SIAE, in esecuzione degli obblighi di legge previsti dal decreto legislativo n. 252 del 2005, che disciplina le forme pensionistiche complementari, e dal decreto ministeriale attuativo n. 62 del 2007. In base a tali norme, il ricorso allo strumento dei fondi immobiliari costituisce la modalità appropriata e specificamente indicata di investimento e gestione dei patrimoni degli enti previdenziali in funzione di garanzia della stabilità economica e finanziaria del fondo pensioni.
Com'è noto, moltissimi fondi pensione pubblici e privati hanno fatto ricorso a questo tipo di operazione. L'operazione in questione, peraltro, si iscrive nell'ambito del mandato commissariale, orientandosi all'obiettivo di assicurare il risanamento finanziario e l'equilibrio economico e gestionale della società.
Sulla base della documentazione fornita dalla SIAE, emerge che l'operazione in discussione, avviata nel dicembre 2011 e destinata a completarsi nei primi mesi di quest'anno, ha comportato la costituzione di due fondi immobiliari: l'uno costituito esclusivamente con l'apporto di parte del patrimonio immobiliare del fondo pensioni (denominato fondo Aida), e l'altro costituito con il conferimento del patrimonio della SIAE (denominato fondo Norma).
Il fondo pensioni e la SIAE detengono tutte le quote dei rispettivi fondi immobiliari. Più precisamente, nel fondo Aida confluiscono immobili del fondo pensioni per un valore complessivo di circa 58,83 milioni di euro; nel fondo Norma sono confluiti al momento immobili della SIAE per un valore complessivo di 91,48 milioni di euro.
A proposito del valore degli immobili, mi preme precisare quanto segue: il valore degli immobili del fondo pensioni confluiti nel fondo Aida è stato determinato dalla società CB Richard Ellis Valuation Spa, società leader nel settore delle stime immobiliari, in 80,520 milioni di euro. Nel fondo Aida, tuttavia, non sono confluiti tutti gli immobili, ma solo una parte, individuati nell'atto di apporto al fondo del 28 dicembre 2011, per un valore di 58,830 milioni di euro. Peraltro, il valore di 80 milioni di euro, relativo agli immobili confluiti nel fondo Aida, è all'incirca lo stesso che è riportato nel bilancio consuntivo 2010 del fondo pensioni, dove gli immobili sono iscritti in bilancio per un valore di 82.519.630,00 euro. L'importo di 103 milioni di euro, cui fa riferimento il senatore interrogante, costituirebbe il valore di mercato degli immobili se gli stessi fossero liberi. Viceversa, trattandosi di immobili locati, il Consiglio di amministrazione del fondo pensioni ha deciso, in sede di predisposizione del bilancio consuntivo 2010, di decurtare del 20 per cento il relativo valore, arrivando così a inserire in bilancio la somma di euro 82.519.630,00, che rappresenta in maniera più aderente alla realtà il valore degli immobili in questione.
Per quanto riguarda, invece, il valore degli immobili della SIAE, occorre precisare che, diversamente da quanto asserito dall'interrogante, il patrimonio totale (suddiviso in tre categorie: a) strumentale, b) non strumentale commerciale, c) non strumentale residenziale) è iscritto a bilancio per un valore netto pari ad euro 107.750.805,00, mentre, da perizia effettuata dalla società CB Richard Ellis Spa, il valore degli immobili viene stimato in euro 205,260 milioni di euro. Nel fondo Norma, però, confluisce soltanto parte dell'intero patrimonio SIAE e, precisamente, gli immobili strumentali e quelli non strumentali commerciali. Al momento, inoltre, sono confluiti nel fondo solamente due asset immobiliari, per un ammontare di 91,480 milioni di euro, sulla base della stima effettuata, come sopra riferito, dalla società indipendente CB Richard Ellis Valuation Spa, società leader nel settore delle stime immobiliari.
Nella documentazione fornita dalla SIAE viene altresì sottolineato che, nel rispetto della normativa vigente, tutti i valori di apporto sono stati oggetto, da parte di primari operatori del settore immobiliare, di attestazione peritale documentativa del fatto che non vi è stata alcuna svendita del patrimonio.
I due fondi sono gestiti da Sorgente SGR, società di gestione di risparmio vigilata dalla Banca d'Italia e dalla Consob, scelta dalla SIAE mediante la procedura di beauty contest, strumento diffuso per individuare il soggetto che meglio risponde alle caratteristiche del promotore dell'operazione, dopo aver consultato tre società SGR di comprovata esperienza. L'operazione, come conferma ancora la SIAE, prevede altresì la sottoscrizione da parte del fondo pensioni, di una polizza assicurativa con la compagnia Allianz-RAS che garantisca il pagamento delle prestazioni pensionistiche.
Per ottenere le risorse necessarie al pagamento del premio unico della polizza assicurativa, il fondo pensioni potrà comunque trasferire le quote di partecipazione dal fondo Aida al fondo Norma, il quale provvederà a corrispondere un prezzo pari al valore degli immobili apportati nel fondo oggetto di cessione. La SIAE - e questo è un dato importante - si è già dichiarata disponibile a fornire il contributo straordinario necessario a coprire la differenza tra il prezzo delle quote del fondo Aida e il premio unico.
La gestione commissariale assicura che l'intera operazione garantirà maggior efficienza gestionale, poiché i canoni di locazione corrisposti per il mantenimento degli immobili strumentali andranno a vantaggio del fondo Norma, il quale beneficerà dunque dei rendimenti derivanti dalla gestione del fondo medesimo.
Concludo rassicurando il senatore interrogante che il Ministero effettuerà tutte le forme di vigilanza di sua competenza, vigilanza che condivide, com'è noto, con la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
VITA (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VITA (PD). Signor Presidente, signor Sottosegretario, prendo atto delle sue parole. Cercherò di approfondire i termini che lei ha qui esposto. Suppongo che siano stati forniti dalla medesima SIAE e credo che lei, dunque, abbia fatto con autorevolezza da tramite per un discorso che proviene dalla società in questione, che è una disamina ex novo di un problema.
Quando si parla di immobili entriamo nel vivo di una contemporaneità molto accesa: questo transito dalla seconda alla terza Repubblica passa - chissà - per vicende di case, e qui siamo nel vivo di un tema stringente.
Non per toglierle la speranza, signor Sottosegretario, le dico che i colleghi dell'altro ramo del Parlamento hanno deciso unanimemente di chiedere al Presidente della Camera, dopo l'indagine conoscitiva, di istituire una vera e propria Commissione d'inchiesta sulla SIAE, avendo acclarato - i colleghi di tutte le parti politiche, unanimi - come attorno alla vicenda SIAE, non per caso commissariata, si siano sollevate questioni non piccole, inerenti ad argomenti di diversa natura: dal tema delicatissimo del fondo di solidarietà (improvvisamente sottratto a tante persone che hanno passato la vita nel mondo dell'arte e dello spettacolo), al più generale capitolo del diritto d'autore, al tema degli immobili. Su quest'ultimo spendo solo qualche parola, riservandoci - sono infatti numerosi i colleghi firmatari di questa interrogazione - di approfondire.
L'interrogazione ruota attorno a due espressioni. La prima è «prezzo inferiore al suo valore effettivo». Questa è apparsa nella documentazione, e lei naturalmente ha parzialmente risposto che era contemplata solo una parte degli immobili; tuttavia, il prezzo è comunque sembrato basso, considerato che stiamo parlando di immobili situati a Roma, anche in zone di prestigio. La seconda terminologia utilizzata, che noi sottoponiamo all'attenzione del Governo, riguarda l'espressione relativa alla confluenza dei valori immobiliari nei fondi Aida e Norma. Quale è mai il motivo per cui la Società italiana degli autori e degli editori, che dovrebbe tutelare il lavoro intellettuale diffuso e, per fortuna, in Italia ancora vivo, si mette a fare - parlo a voce bassa perché siamo in un'Aula autorevolissima - compravendita di immobili? È sembrato francamente un po' fuori, nella migliore delle ipotesi, dalla missione che la Società italiana degli autori ed editori dovrebbe avere.
Allora, si pone qualche interrogativo al Governo, Governo che è di recente costituzione e che, quindi, non può avere su di sé il fardello di una stagione precedente. Questo va riconosciuto e sottolineato. Ma proprio per questo, e per il suo essere Governo tecnico - mi permetta, signor Sottosegretario - e, quindi, avulso da pressioni e quant'altro, esso potrebbe mettere finalmente il naso in questa società.
Concludo, signor Presidente, con un'invocazione. Le interrogazioni sono strumento per un dialogo tra le istituzioni e per rispondere ai cittadini. Dunque, sia questa l'occasione per accendere i riflettori sulla SIAE. La società è sì commissariata, ma questo commissariamento è già stato prorogato: serve qualcosa di più, perché pare un po' inadeguato.
La vicenda immobili, al netto di altre considerazioni che potrebbero venire in mente, richiede una specificazione seria sul futuro della SIAE.
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-02771 sulla Camera di commercio italiana in Cina.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
DE MISTURA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, rispondo volentieri all'interrogazione del senatore De Lillo, ringraziandolo anche per averci dato la possibilità di approfondire un argomento che va costantemente vigilato.
Vorrei formulare due commenti generali e due particolari. Il primo è che il contesto nel quale questa interrogazione si è inserita è un contesto che ci interessa molto, perché riguarda il rapporto economico tra la Cina e l'Italia e - come abbiamo visto - la Cina ha ormai un'importanza economica straordinaria, non soltanto per noi ma per tutta l'Europa e il resto del mondo. La recente visita del presidente del Consiglio Monti in questo senso è stata fondamentale, perché abbiamo in qualche modo potuto rimarcare il fatto che c'è bisogno di un partenariato strategico tra la Cina e l'Italia, anche e soprattutto nel campo commerciale.
Le esportazioni nel 2011 sono salite del 25,6 per cento, siamo arrivati a circa 17,4 miliardi di dollari di esportazioni italiane in Cina, quindi (è questo il punto che l'interrogante solleva) è importante che vi sia una Camera del commercio che funzioni e, soprattutto, una Camera del commercio che sia attiva. Di qui l'importanza anche di verificare se tutte le regole vengono applicate. La sua interrogazione ci ha aiutato, perché noi abbiamo monitorato e verificato tramite l'ambasciata (se n'è occupato l'ambasciatore in persona) se vi siano state gravi irregolarità e, dall'altra parte, delle palesi violazioni dello statuto. Non sono state riscontrate, ma questo non toglie nulla al fatto che l'ambasciata adesso ha una chiara indicazione da parte nostra, grazie al suo intervento, di continuare a monitorare e a vigilare.
DE LILLO (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LILLO (PdL). Signor Presidente, desidero innanzitutto ringraziare il Governo nella persona del sottosegretario de Mistura, per la tempestività e l'attenzione (devo dire non frequentissima, anzi piuttosto rara) avuta nel rispondere a questa sollecitazione contenuta nell'atto di sindacato ispettivo, nello spirito di porre la maggiore attenzione possibile in un mercato situato in un ambito territoriale come quello della Cina, in cui la nostra Camera di commercio può svolgere un'azione fondamentale per lo sviluppo della nostra economia con un partner fondamentale e per noi strategico come la Cina.
Mi ritengo quindi pienamente soddisfatto dell'intervento del Sottosegretario, nell'ottica appunto di continuare la collaborazione con le nostre autorità diplomatiche in Cina e con la nostra Camera di commercio, per poter evidenziare tutti gli aspetti al fine di un miglioramento dell'attività della Camera di commercio stessa, in quanto la situazione caratterizzata da grandi distanze nel territorio della Cina può portare a non sempre raggiungere il plenum delle presenze nell'assemblea costituente la Camera di commercio stessa.
Ringrazio ancora il Sottosegretario per il suo intervento.
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno è così esaurito.
Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno per la seduta di martedì 17 aprile 2012
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 17 aprile, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 16,49).