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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 709 del 12/04/2012


Interrogazioni sull'assegnazione di frequenze alle emittenti televisive in Puglia

(3-02768) (29 marzo 2012)

GALLO, CASOLI, AMATO, MARITATI, AMORUSO, COSTA, D'AMBROSIO LETTIERI, LICASTRO SCARDINO, MORRA, NESSA, SACCOMANNO. - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

            per oltre 40 anni il comparto delle aziende televisive locali private della Puglia ha assicurato un patrimonio di idee e di comunicazione pluralista in favore delle comunità pugliesi;

            il processo di attuazione per il digitale delle frequenze radiotelevisive della Puglia sta producendo, sin da ora, effetti devastanti che potrebbero avere come conseguenza la scomparsa della stragrande maggioranza della televisione locale in ambito provinciale o territoriale;

            il bando - pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 31 del 14 marzo 2012, 5ª serie speciale - relativo all'assegnazione delle frequenze in tecnica digitale terrestre alle emittenti televisive locali della Puglia mette a disposizione della Regione (territorio di rilevante vastità, lungo circa 400 chilometri) un numero di frequenze pari a 18, che in realtà si riducono a 16 poiché nel 2015 è prevista la riduzione di ulteriori frequenze. Oltre a ciò, altri 10 canali saranno sottratti per altri servizi;

            per l'assegnazione delle frequenze, il bando in questione mette a disposizione 45 punti su 100 per chi ha una copertura regionale. Tuttavia lo stesso bando, pur ammettendo una forma di intesa associativa tra più televisioni di diverse province della Puglia - e in considerazione dell'interpretazione che gli uffici ministeriali darebbero al bando - non darebbe la possibilità di sommare il punteggio di ciascuna azienda televisiva, provinciale o territoriale, in un'associazione di intesa, ma il punteggio sarebbe soltanto calcolato per un'azienda capofila, cioè un'azienda provinciale o territoriale, anche se nell'intesa le aziende associate, insieme, coprono gran parte del territorio regionale;

                    considerato che:

            le frequenze programmate per il digitale in Puglia, secondo l'interpretazione degli uffici ministeriali, saranno esclusivamente a favore di gruppi televisivi regionali e di altre aziende televisive provenienti da altre regioni che sono presenti con impianti di alta frequenza sul territorio pugliese e dove perlopiù si programmano televendite e messaggi promozionali;

            gli elementi di riferimento fino ad oggi presi in considerazione - come a esempio la graduatoria regionale del Corecom - sono stati il numero dei dipendenti e il fatturato delle aziende televisive. Mentre per l'assegnazione delle frequenze regionali, così come stabilito nel bando, diventa determinante la presenza territoriale di una singola azienda con copertura regionale o di quelle aziende che fino alla pubblicazione del bando hanno fatto intese con altre strutture aziendali operando con il passaggio dei canali all'azienda capofila. Circostanza possibile solo per quei pochi che sapevano dell'interpretazione che si sarebbe data al bando;

            situazione di enorme gravità che riguarda non solo l'apparato televisivo locale, che ha dato voce in tutti questi anni ai 100 campanili d'Italia, ma che, attraverso le norme del bando e le interpretazioni capestro, allo stesso fatto riferimento, impediscono di fatto alla vera emittenza locale di sopravvivere alla riforma del digitale,

            si chiede di sapere:

            se il Ministro in indirizzo intenda farsi carico in via urgente di una decisione volta a garantire il pluralismo dell'informazione del quale finora si è fatto carico la televisione locale di dimensione provinciale;

            se ritenga opportuno, per la certezza del diritto, adottare gli opportuni provvedimenti al fine di consentire, in un'associazione di intesa così come prevista nel bando, la somma dei punteggi di ciascuna azienda televisiva partecipante. Anche in considerazione del fatto che, ove non vi fosse certezza e urgenza, le aziende televisive colpite da questo iniquo trattamento si troveranno costrette ad adire tutte le sedi nazionali ed europee per tutelare la difesa del pluralismo e di una democrazia veramente partecipata e vissuta.

(3-02796) (11 aprile 2012) (già 4-07215 ) (29 marzo 2012)

CAROFIGLIO, VITA. - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

            il decreto-legge n. 34 del 31 marzo 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficialen. 74 del 14 marzo 2012, contenente le norme del passaggio al digitale terrestre per la Regione Puglia, all'art. 2 prevede la possibilità da parte di più emittenti di costituire delle intese per concorrere congiuntamente all'assegnazione di un canale digitale;

            ciò sta creando una grave situazione nel comparto delle aziende televisive locali private della Puglia. Il processo di attuazione del passaggio al digitale delle frequenze radiotelevisive della regione potrebbe causare la scomparsa della stragrande maggioranza dell'emittenza locale in ambito provinciale o territoriale;

            per 1'assegnazione delle frequenze il bando mette a disposizione 45 punti su 100 per chi abbia una copertura regionale. Tuttavia lo stesso bando, pur ammettendo una forma di intesa associativa tra più televisioni di diverse province della Puglia, non darebbe la possibilità, nel caso d'intesa di sommare il punteggio di ciascuna azienda televisiva, provinciale o territoriale. Il punteggio sarebbe calcolato soltanto per un'azienda capofila, cioè un'azienda provinciale o territoriale, anche se nell'intesa le aziende associate, insieme, coprono gran parte del territorio regionale. Se lo spirito dell'intesa è di riunire sinergicamente le emittenti provinciali o pluriprovinciali in un sistema che possa consentire la copertura di un'intera regione, sarebbe logico che il criterio fosse applicato come sommatoria dei valori delle singole partecipanti alle intese e non secondo l'interpretazione del Ministero, che considera il punteggio massimo di una sola emittente all'interno dell'intesa;

            il criterio della sommatoria dei valori consentirebbe di non penalizzare la forma associativa anche in relazione al pericolo che la metodologia di calcolo del Ministero potrebbe determinare a vantaggio di emittenti televisive che da fuori regione sono presenti con un sistema di irradiazione del segnale a copertura regionale,

            si chiede di sapere:

            se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della grave situazione che si sta verificando per le emittenti locali pugliesi, e in particolare sia consapevole che le frequenze programmate per il digitale in Puglia saranno assegnate esclusivamente a gruppi televisivi regionali e ad aziende televisive provenienti da altre regioni presenti con impianti di alta frequenza sul territorio pugliese, la cui programmazione per lo più consiste in televendite e messaggi promozionali;

            se non ritenga di intervenire immediatamente per scongiurare il rischio che le aziende televisive, le quali hanno dato voce alle realtà locali, siano colpite da questo iniquo trattamento lesivo (che, di fatto, impedirà alla vera televisione locale di sopravvivere alla riforma del digitale), e per la difesa del pluralismo dell'informazione.