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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 708 del 12/04/2012


DI GIOVAN PAOLO (PD). L'esperienza birmana smentisce il convincimento dei Paesi occidentali che la democrazia non sia possibile nelle aree ex coloniali e sia compatibile solo con un determinato modello di sviluppo e di prosperità economica. I processi di democratizzazione, realizzabili anche laddove anni di dittatura hanno tentato di soffocare ogni anelito alla libertà, sono comunque lenti e la storia dimostra che riescono ad avere inizio solo se esiste una reazione della comunità internazionale che, invece di trattare, in nome del realismo politico, con gli oppressori, discute, si organizza e agisce, anche attraverso l'applicazione di sanzioni. È però necessario che le pressioni internazionali proseguano a sostegno alla fase di transizione birmana e creino le condizioni perché simili processi siano possibili anche in altri Paesi. Perché ciò avvenga è indispensabile che i rapporti diplomatici non prescindano da condizioni irrinunciabili quali il rispetto dei diritti umani, fondamento di ogni possibilità di crescita e sviluppo per qualsiasi Paese.