PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione.
GARAVAGLIA Mariapia (PD). Nella riforma della scuola secondaria varata dal precedente Governo, gli investimenti nel settore della cultura e della ricerca sono stati sacrificati. Non hanno fatto altrettanto invece Paesi più consapevoli dell'importanza che hanno i beni culturali e artistici anche dal punto di vista del ritorno economico, grazie all'incremento del turismo. Per valorizzare il patrimonio artistico, tuttavia, è necessario conoscerne il valore e saperne apprezzare la bellezza: è quindi indispensabile ricevere un'apposita formazione, da acquisire fin dalla scuola primaria, sotto la guida di docenti preparati. È auspicabile quindi correggere in tal senso l'ultima riforma della scuola secondaria, attuata peraltro in via regolamentare.
BENEDETTI VALENTINI (PdL). Le considerazioni espresse sul valore della formazione artistica e culturale sono totalmente condivisibili, ma è necessario svolgere sul tema un dibattito approfondito e duraturo, che tenga realisticamente conto della difficoltà di ampliare alcuni insegnamenti senza aumentare l'orario scolastico, di poter disporre di insegnanti specializzati e di reperire le risorse necessarie, che tra l'altro dovrebbero essere assegnate anche ai piccoli centri, dove è custodita la maggior parte del patrimonio artistico italiano.
LEONI (LNP). I contenuti e gli obiettivi delle mozioni presentate sono ampiamente condivisibili: l'Italia, patria della storia dell'arte, deve ritrovare la forza e la capacità di educare al bello e di farsi esportatrice dei valori del proprio patrimonio artistico e culturale. La sensibilità al gusto deve essere coltivata sin dai primi passi del percorso scolastico dei giovani e richiede contestualmente una educazione al rispetto del patrimonio pubblico, premessa per la creazione di buoni cittadini. I temi trattati nelle mozioni sono però così complessi da richiedere notevoli approfondimenti ed il coinvolgimento pieno della 7a Commissione. Sarebbe pertanto auspicabile una sospensione dell'esame.