Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (659 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 707 del 11/04/2012


POLILLO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signora Presidente, faccio una breve premessa, alla quale seguirà l'espressione del parere sulle mozioni presentate, che nasce dal fatto che ci troviamo di fronte a materia molto tecnica e al tempo stesso a soluzioni complesse.

In tutto questo periodo, al livello internazionale si è combattuta una battaglia per introdurre elementi di modifica nei criteri contabili individuati dell'EBA. Dal momento che molte mozioni fanno riferimento alla necessità di continuare i tentativi di introdurre ulteriori modifiche in disposizioni che, per il momento, sembrano definite, ricordo che quella battaglia è stata condotta, anche se non ha dato esiti positivi, non perché si fosse contrari ai requisiti prudenziali che caratterizzano l'elemento di riflessione all'interno di tutto il mercato internazionale, quanto per l'esigenza di declinare quei requisiti prudenziali in relazione alle caratteristiche peculiari di ciascun Paese.

In Italia abbiamo una situazione completamente diversa rispetto a quella degli altri partner comunitari, a causa della diffusione di un sistema di piccole e medie imprese, dove sono più importanti forse i requisiti di carattere soggettivo che non quelli di natura oggettiva. Queste considerazioni, purtroppo, non hanno prevalso, ma non per questo il Governo non farà tutto il possibile per introdurre, sotto un altro profilo, quegli elementi di differenziazione che corrispondono alle esigenze di crescita e di sviluppo del nostro Paese. L'occasione sarà data dalla proposta legislativa, in corso di elaborazione da parte della Commissione europea, che si sostanzierà in una direttiva che recepirà le modifiche introdotte dal comitato di Basilea. Interverremo su fattori diversi - li cito soltanto per memoria - attraverso la formulazione di precisi emendamenti che riguardano: il supporting factor; il diverso trattamento delle azioni privilegiate; il diverso trattamento degli strumenti ibridi di capitali; una diversa regolamentazione degli interessi di minoranza; il rinvio dell'eliminazione graduale del filtro prudenziale sui titoli di Stato; la ponderazione delle poste interbancarie; una diversa valutazione dei crediti retail; l'eliminazione della proposta di reintrodurre il floor e di rinviarlo fino al 2015; una diversa considerazione non tanto riferita alla liquidità istantanea ma riferita ad un arco temporale di 30 giorni; l'assimilazione del trattamento delle obbligazioni retail a quella dei depositi della clientela retail; infine, l'assimilazione dei crediti verso soggetti non finanziari della tipologia «a revoca» a quegli eventi in scadenza definita contrattualmente.

Cosa comporterebbe l'introduzione di questi emendamenti? Qualora gli emendamenti fossero accolti dalla Commissione, comporterebbero una riduzione del requisito patrimoniale, che in assenza di emendamenti sarebbe pari al 10,5 per cento per la realtà italiana contro l'8 per cento per le realtà degli altri Paesi che sono molto strutturati, che sarebbe ricondotto all'8 per cento.

Queste precisazioni erano doverose per dimostrare che il Governo accoglie lo spirito contenuto nelle diverse mozioni presentate in Senato anche se, torno a ripetere, il riferimento al tentativo di introdurre elementi di modifica nei criteri contabili previsti dall'EBA purtroppo oggi appare difficilmente realizzabile.

Detto questo, per tutte le mozioni il cui contenuto è relativamente identico, il Governo si rimette alla deliberazione dell'Assemblea con due sole precisazioni, che riguardano, in primo luogo, la mozione n. 586, per la quale si richiede di sopprimere il punto 5) in cui si parla dell'esigenza di una separazione tra le banche di affari e le banche commerciali, perché questo, in qualche modo, contrasta con il concetto di banca universale tipica del sistema bancario italiano; per quanto riguarda la mozione n. 588, si propone di sopprimere la parola «acriticamente» contenuta al punto 4).

Se i presentatori accoglieranno queste proposte di modifica, il Governo si rimetterà anche in questo caso all'Aula, altrimenti il parere sarà contrario.