Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 707 del 11/04/2012


FRANCO Paolo (LNP). Signor Presidente, colleghi senatori, la Lega ha presentato a seguito della discussione di questo tema importantissimo e molto sentito da cittadini e imprese riguardante la questione dei ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, un ordine del giorno che è stato illustrato dal senatore Massimo Garavaglia. Credo che, apprezzando lo spirito delle mozioni presentate, e essendo questo tema anche uno tra quelli più dibattuti, insieme alla situazione finanziaria generale del debito pubblico, alcune considerazioni comunque, anche se brevemente, debbano essere svolte.

Proprio ieri sono state formulate considerazioni pubbliche molto importanti e condivisibili da parte del Presidente della Repubblica, che ha invitato Parlamento e Governo - insomma, noi tutti - ad agire, piuttosto che a limitarci all'enunciazione dei principi che riguardano lo sviluppo e la crescita. Questi sono assolutamente indispensabili al Paese - come dimostrano la situazione della finanza e la crescita dello spread sui titoli di Stato italiani verificatasi ieri, spread che continua comunque ad attestarsi su livelli molto pericolosi e pesanti - ma vanno realizzati con interventi reali e fattivi.

Uno dei problemi che ostano al processo di crescita del Paese, soprattutto in considerazione dell'entità degli importi finanziari di cui trattiamo, consiste nel ritardo, nell'accumulo e nella mancanza dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Si tratta di un'ovvietà: il fatto che chi fornisce attività produttive, anche per importi molto considerevoli, prestando la propria opera nei confronti di Comuni, Province e Regioni o della pubblica amministrazione in generale, poi non abbia un riscontro finanziario e non riceva il pagamento del proprio servizio costituisce una delle cause della grave carenza di liquidità che affligge tutto il mercato manifatturiero del nostro Paese.

L'invito del Presidente della Repubblica ad essere fattivi sotto questo profilo - che, lo ribadisco, abbiamo apprezzato - implica una molteplicità di interventi. C'è bisogno naturalmente di misure per lo sviluppo che riguardino gli investimenti e che le pubbliche amministrazioni - come in questo caso - riescano a far fronte ai propri impegni per fornire la liquidità necessaria alle aziende. C'è bisogno anche di interventi utili sotto il profilo fiscale, affinché non vi sia un continuo drenaggio di risorse da parte delle pubbliche amministrazioni, che, insieme agli altri aspetti che ho citato poc'anzi, impedisce un corretto sviluppo dei rapporti commerciali all'interno del Paese e di quelli professionali che in questo caso lo Stato, le Province ed i Comuni intessono in veste di committenti di opere o servizi pubblici.

Non possiamo quindi esimerci dallo svolgere ulteriori e più pressanti considerazioni rispetto alle mozioni proposte e, al riguardo, nel nostro ordine del giorno si fa riferimento al suddetto drenaggio di risorse del settore privato da parte delle pubbliche amministrazioni, limbo al quale poi non corrisponde un'effettiva disponibilità finanziaria da parte delle imprese. Da un lato, questo continuo flusso finanziario ha uno scarso rilievo sotto il profilo della crescita in senso stretto, dato che gli investimenti si sono ridotti. Dall'altro, si tratta di una fornitura di servizi che alla fine per il cittadino diventano poco comprensibili quanto al costo e alla qualità della loro erogazione: in veste di fruitore, infatti, egli ne ottiene molti non consoni al costo sostenuto come contribuente; in veste di imprenditore, invece, nel contribuire all'erogare queste opere e questi servizi, poi non ottiene il dovuto pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni.

Ho accennato al problema dell'entità: una delle mozioni presentate parla di 60-80 miliardi di euro di debito forzoso - quindi, è molto corretto definirlo in questo modo - che rappresenta un handicap, uno di quegli elementi che il presidente Napolitano citava indirettamente tra quelli che devono essere affrontati per superare il problema della crescita generale del Paese.

L'ordine del giorno G3, presentato dal Gruppo Lega Nord, che è già stato illustrato, va anche oltre la semplice - mi si permetterà il termine - questione dei pagamenti e del supporto degli istituti di credito, ovviamente pro solvendo anziché pro soluto, tutte questioni note, perché in questo impasse si introduce la problematica del debito pubblico e del controllo degli organismi competenti dell'Unione europea proprio nei confronti del debito pubblico italiano e del rapporto tradeficit e PIL, questioni molto pesanti per la finanza pubblica nazionale. Questa non può essere una giustificazione.

È vero, abbiamo letto e sentito degli abboccamenti tra il ministro Passera e i rappresentanti dell'ABI, per cercare di stringere accordi sotto questo profilo perché il sistema bancario, che tanto usufruisce di forme di liquidità, pervenute dalla Banca centrale europea, faccia la propria parte. Il problema però non sta nei principi, non sta nel ritenere che bisogna intervenire senza incrementare l'esposizione debitoria del Paese impiegando strumenti che possano essere idonei. Noi siamo preoccupati se questi strumenti, anziché degli istituti di credito di diritto privato, fossero della Cassa depositi e prestiti, perché potrebbe andare a repentaglio la valutazione della raccolta dei depositi della Cassa depositi e prestiti e la fondamentale garanzia che hanno i cittadini investitori nei confronti di questo istituto.

Le proposte, le analisi e le considerazioni che sono state avanzate nell'ordine del giorno della Lega Nord vanno anche oltre l'aspetto, pur importantissimo, dell'erogazione e dell'anticipazione di queste risorse nei confronti delle aziende per consentire un'immissione nel sistema produttivo di liquidità consistente, come le cifre che abbiamo detto. Parliamo anche della possibilità che deve essere lasciata agli enti locali di gestire le proprie risorse.

Nell'ordine del giorno G3 offriamo uno spunto di riflessione ulteriore: se diciamo di volere andare in questa direzione, e quindi con la mano sinistra cerchiamo di trovare soluzioni ai ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, con la mano destra non possiamo intervenire sequestrando le tesorerie degli enti locali con gli scopi che conosciamo, e che non condividiamo, perché si aggrava la situazione anziché risolverla. Ecco, quindi, che l'ordine del giorno G3, a prima firma del senatore Massimo Garavaglia, intende analizzare la questione da un punto di vista più ampio possibile, perché è l'insieme delle soluzioni che vengono adottate, in senso positivo e propositivo, ma anche in senso negativo, come nel caso delle tesorerie, che può incidere per risolvere la questione dei ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni.

Auspico infine, così come noi daremo il voto favorevole ad alcune delle mozioni presentate, che proprio con questa specifica integrazione che è stata proposta, l'Assemblea possa condividere l'ordine del giorno G3. (Applausi dal Gruppo LNP).