BALDASSARRI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signor Presidente, noi manteniamo l'ordine del giorno G2 (testo 2) e, per quanto riguarda il testo dell'ordine del giorno G4, a firma dei senatori che lei ha citato, noi non ne condividiamo il penultimo e l'ultimo capoverso.
Potremmo pertanto, in caso di votazione per parti separate, votare a favore dei primi tre capoversi, mentre siamo contrari al penultimo capoverso, in merito al quale vorrei che i colleghi riflettessero. Infatti, per tre anni di seguito abbiamo proposto la cessione pro solvendo e ci è sempre stato detto che non era possibile dare questa opportunità alle imprese, in un rapporto di diritto privato tra impresa e sistema bancario, perché questo avrebbe sconvolto i dati della finanza pubblica.
Fortunatamente, con il nuovo Governo, questa emerita - perché antica - sciocchezza è stata clamorosamente smentita. Il nuovo Governo infatti, giustamente, la settimana scorsa ha accolto un nostro emendamento in tal senso e ha chiesto ai due relatori (il collega Azzollini e il sottoscritto) del provvedimento in materia fiscale di incorporarne il contenuto in un emendamento presentato dai due relatori che è stato votato da quest'Aula. Il provvedimento è poi passato all'esame della Camera.
Quindi, la cessione pro solvendo non ha niente a che vedere con i conti della finanza pubblica. Se lo avessimo previsto due anni fa, forse parte dei crediti delle imprese, che all'epoca si aggiravano attorno ai 40, 45 miliardi e che sono poi saliti attorno agli 80 miliardi, non sarebbero saliti così fortemente e rapidamente.
Ma c'è un punto sul quale voglio richiamare l'attenzione dei colleghi, e anche la sua, signor Presidente. In questo capoverso, nel far riferimento alla cessione pro solvendo dei crediti, si dice: «prevedendo a tal fine la possibilità di concessione della garanzia dello Stato ed un maggiore coinvolgimento del sistema bancario». Ora, con riferimento al coinvolgimento del sistema bancario, il Governo ha già annunciato di aver aperto un tavolo con l'ABI per addivenire a un eventuale accordo quadro, che noi giudichiamo positivamente, che induca le banche ad accedere a queste operazioni nella loro autonomia. Dare però la garanzia dello Stato, cari colleghi, significa incappare proprio nella trappola individuata dalla Ragioneria generale dello Stato. Capisco che in questi giorni i documenti della Ragioneria generale dello Stato appaiono in Commissione bilancio, poi scompaiono e poi riappaiono, ma questa è altra questione.
Come sa bene la Ragioneria generale dello Stato e come prevedono le regole europee di contabilità, se scatta la garanzia dello Stato automaticamente quei crediti entrano ufficialmente e formalmente nel conto del debito pubblico. Quindi, ciò che ci è stato rifiutato per tre anni in modo sbagliato viene accettato adesso dal Governo, ed eventualmente dagli altri colleghi dell'Aula, con un rafforzativo (cioè la garanzia dello Stato) che evidenzierebbe immediatamente l'esistenza di un debito pubblico, per ora sommerso, che i mercati finanziari peraltro conoscono perfettamente, quindi già compreso nello spread ma, in ogni caso, formalmente non iscritto nel libro del debito pubblico, che con questa garanzia verrebbe ad essere evidenziato.
L'ultimo capoverso di questo ordine del giorno, infine, è la sintesi di un emendamento proposto più volte dai colleghi del Partito Democratico (l'ultima la scorsa settimana in occasione dell'esame del provvedimento in materia fiscale), bocciato nelle Commissioni riunite per il parere contrario di Governo e relatori, nonché per un parere dubbio della Ragioneria generale dello Stato, riguardante la proposta di istituire l'ennesima società per azioni pubblica nell'ambito della Cassa depositi e prestiti che in prospettiva potrebbe acquisire i crediti delle imprese, anticipandoli, in modo da diluire nel tempo il pagamento.
Oggettivamente siamo contrari a questa proposta e ci meravigliamo che il Governo dia parere favorevole, avendo espresso parere contrario una settimana fa, nell'ambito del decreto sulle semplificazioni fiscali, su uno specifico emendamento che proponeva di istituire una nuova Spa all'interno della Cassa depositi e prestiti, emendamento che è stato bocciato. Il fatto che questa proposta ricompaia oggi in un ordine del giorno che poc'anzi il Governo ha dichiarato di accettare ci meraviglia. Chiarisca quindi il Governo il parere contrario espresso la settimana scorsa in sede di provvedimento normativo, quindi non su un ordine del giorno ma su una norma - parere peraltro da me personalmente condiviso insieme al presidente Azzollini, in qualità di relatori di quel provvedimento - e il parere favorevole espresso oggi sulla stessa proposta trasformata in ordine del giorno.
Questi sono i motivi per i quali, a nome del Gruppo per il Terzo Polo, dichiaro in primo luogo che manteniamo il nostro ordine del giorno G2 (testo 2), di tutt'altra fattura, in cui proponiamo la creazione di un fondo al quale affluiscano le entrate dovute alla lotta all'evasione, da destinare al pagamento e alla diluizione di questo Moloch gigantesco di 80 miliardi di debiti delle pubbliche amministrazioni. Questa è la proposta semplice, chiara e trasparente contenuta nel nostro ordine del giorno.
Per quanto riguarda poi l'ordine del giorno G4, ho già spiegato i motivi specifici per i quali non possiamo votare a favore, fatta eccezione per i primi tre capoversi. Ripeto, ci meravigliamo del parere positivo espresso dal Governo, che dichiara di accoglierlo, avendo la Ragioneria e il Governo stesso espresso parere contrario sette giorni fa sul contenuto dell'ultimo capoverso e avendo sempre affermato, i precedenti Governi e la Ragioneria, che se scattasse una garanzia dello Stato automaticamente emergerebbe il debito nelle statistiche ufficiali del debito pubblico.
Vi risparmio i commenti del precedente Governo quando, a seguito di queste proposte, aggiungeva che la mattina dopo sarebbero saltati per aria tutti i mercati finanziari e il debito pubblico italiano. Sappiamo che quell'operazione è stata impedita per tre anni ed è stata fatta la settimana scorsa con l'assenso, corretto, del Governo e della Ragioneria; sappiamo anche che i mercati finanziari sono saltati per aria (e anche in questi giorni iniziano a essere in fibrillazione) certamente non per la cessione pro solvendo di cui il precedente Governo temeva gli effetti disastrosi. (Applausi dal Gruppo Per il Terzo Polo:ApI-FLI).