Seguito della discussione delle mozioni nn. 524 (testo 2), 579, 585 (testo 2), 586, 587 e 588 sui requisiti patrimoniali delle banche
Approvazione delle mozioni nn. 524 (testo 2), 579, 585 (testo 2), 586 (testo 2), 587 e 588 (testo 2)
PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta pomeridiana del 21 marzo su richiesta del Governo l'espressione del parere sulle mozioni è stato rinviato.
POLILLO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. L'EBA ha ormai definito i requisiti patrimoniali delle banche e la richiesta italiana di regole più adatte al credito alle piccole e medie imprese non ha trovato accoglimento. Il Governo, tuttavia, presenterà alla proposta direttiva che recepirà le modifiche introdotte dal comitato di Basilea emendamenti sul supporting factor, sul trattamento delle azioni privilegiate e degli strumenti ibridi di capitali, sugli interessi di minoranza, sul filtro prudenziale sui titoli di Stato, sulla ponderazione delle poste interbancarie, sui crediti e le obbligazioni retail, per il rinvio al 2015 del floor, sulla liquidità istantanea, sui crediti della tipologia «a revoca». Queste modifiche adatterebbero meglio la disciplina comunitaria alle specificità del sistema produttivo e bancario italiano. Il Governo si rimette all'Assemblea sulle mozioni, ma chiede modifiche alle mozioni nn. 586 e 588.
MASCITELLI (IdV). Accetta la modifica proposta alla mozione n. 586 (v. testo 2 nell'allegato A).
BODEGA (LNP). Accetta la richiesta di modifica sulla mozione n. 588 (v. testo 2 nell'allegato A).
PRESIDENTE. Passa alle votazioni.
MASCITELLI (IdV). La crescita europea sarebbe favorita dall'esistenza di servizi finanziari più dinamici e dalla riduzione delle garanzie di salvataggio di cui godono le banche. La crisi della zona euro non è imputabile al problema del debito pubblico bensì all'intermediazione di flussi sopravvalutati da parte di grandi banche francesi e tedesche. Nonostante i massicci prestiti della Banca centrale europea, permane un problema di carenza di liquidità: le banche non hanno erogato credito alle famiglie e alle imprese. Le rassicurazioni agli operatori economici orientali fornite dal Presidente del Consiglio appaiono poco credibili: la crisi di grandi aziende, i dati sulla disoccupazione, la vicenda degli esodati, il balletto sull'IMU e l'esenzione per gli immobili delle fondazioni, le notizie drammatiche sulla corruzione descrivono un'azione di Governo non salvifica ma elitaria e classista. L'Italia dei Valori vigilerà sull'attuazione degli impegni contenuti nella mozione n. 586 (testo 2).
FERRARA (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Nell'annunciare voto favorevole alle mozioni, esprime riserve sull'operato del Governo che dovrebbe essere meno sensibile alle ragioni della finanza e del consenso internazionale e prestare maggiore attenzione all'economia reale e al consenso popolare. La politica italiana favorevole alle banche è stata oggetto di critica nel dibattito che accompagna le elezioni presidenziali in Francia e, stando all'aumento dei differenziali tra titoli di Stato, non convince neanche gli investitori internazionali.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). A causa della stretta creditizia e dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione le imprese chiudono: il numero maggiore di fallimenti si registra in Lombardia, seguita da Lazio e Veneto. Anche per le aziende agricole il bilancio è pesante. La crisi di liquidità strozza l'economia italiana e accentua le disparità territoriali. La Banca d'Italia conferma che le banche non erogano prestiti alle famiglie e alle imprese: la liquidità immessa dalla Banca centrale europea non si è trasmessa all'economia reale. Occorre dunque che il Governo completi le riforme strutturali, vigili sulle banche, promuova una revisione degli accordi di Basilea 3 nella parte riguardante i requisiti di capitale degli istituti di credito a fronte dei prestiti alle piccole e medie imprese. Dichiara voto favorevole alle mozioni.
BARBOLINI (PD). Le difficoltà nell'accesso al credito da parte delle imprese sono state aggravate dall'introduzione di regole più stringenti sulla valutazione degli attivi di bilancio, dettate dall'Autorità bancaria europea, e dalla previsione, con l'accordo Basilea 3, di requisiti per il rafforzamento patrimoniale degli istituti bancari che avvantaggiano le banche francesi e tedesche, più orientate ai servizi d'investimento, e penalizzano quelle italiane, più concentrate sui servizi alle famiglie e alle imprese. Il Gruppo PD voterà a favore di tutte le mozioni presentate, poiché sostanzialmente convergono sulla necessità di modificare i criteri di Basilea 3, tenendo conto della specificità del sistema economico italiano. Occorre tuttavia vigilare affinché il credito si orienti veramente verso l'economia reale.
AZZOLLINI (PdL). Il mercato creditizio italiano, nonostante non abbia ricevuto rilevanti immissioni di denaro pubblico come è avvenuto all'estero, non riesce ad erogare credito a basso costo alle imprese, che costituiscono la parte più importante del sistema produttivo del Paese: ciò è dovuto anche all'avvento di Basilea 3 ed al rigido rafforzamento dei requisiti di patrimonializzazione delle banche. È quindi importante che siano attuate concretamente le indicazioni per lo sviluppo dei mercati fornite dal Parlamento al Governo, chiamato altresì a porre con forza negli organismi internazionali il problema della concessione del credito alle imprese. Anche il Gruppo PdL voterà quindi a favore delle mozioni presentate.
VACCARI (LNP). Partendo dalle stesse premesse sottolineate dagli altri Gruppi sulle cause del credit crunch, con la mozione n. 588 (testo 2) si intende porre l'accento sull'importanza del sistema delle piccole banche di credito cooperativo e delle banche popolari, che hanno un rapporto più stretto con il territorio e quindi possono aiutare maggiormente famiglie e imprese. Sarebbe pertanto opportuno che le autorità dei vari Stati membri siano delegate ad applicare le nuove regole sugli istituti bancari in modo da poter tenere conto delle realtà locali.
Il Senato approva le mozioni nn. 524 (testo 2) e 587 e, con votazioni nominali elettroniche, le mozioni nn. 579, 585 (testo 2), 586 (testo 2) e 588 (testo 2).