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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 706 del 11/04/2012


Seguito della discussione delle mozioni nn. 519, 528, 541, 544 e 549 sui ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione che è stata rinviata, su richiesta del rappresentante del Governo, nella seduta pomeridiana dell'8 febbraio.

GIARETTA (PD). I ritardati pagamenti della pubblica amministrazione costituiscono un onere improprio per il sistema produttivo e un elemento distorsivo del mercato che penalizza i fornitori più piccoli. In una congiuntura di crisi il fenomeno ha assunto proporzioni drammatiche, provocando crisi aziendali e suicidi. Il debito sommerso è stimato in 70 miliardi: si comprende perciò la difficoltà del Governo ad affrontare un problema che ha immediate ricadute sui conti pubblici. Il decreto liberalizzazioni ha comunque disposto un primo stanziamento da erogare con titoli di Stato, mentre il decreto fiscale ha destinato una parte dello stanziamento agli enti locali e ha previsto la certificazione pro solvendo dei crediti per riattivare un circuito di finanziamento alle imprese. Occorrono misure aggiuntive quali la revisione dei vincoli del patto di stabilità per gli enti locali con capacità di spesa e la costituzione di un fondo straordinario di intervento per dare ossigeno agli imprenditori in difficoltà.

BONFRISCO (PdL). Il problema dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione pesa da anni come un macigno sul sistema produttivo e, in una fase di stretta creditizia e di difficoltà patrimoniale delle imprese, agisce come detonatore della crisi. Del fenomeno risente negativamente anche il modello organizzativo e funzionale del sistema economico del Nord-Est ed aumenta, soprattutto in Veneto, il numero di imprenditori suicidi. Con il decreto n. 78 del 2010 il legislatore ha provato ad affrontare un problema che pone un'ipoteca pesante sulla competitività, ma la normativa di dettaglio non è stata emanata. Il decreto sulle liberalizzazioni ha stanziato una somma notevole per estinguere i crediti commerciali, ma ha risentito di un vizio di centralismo che penalizza le piccole e medie imprese creditrici degli enti locali. Le soluzioni possono essere ricercate oltre il perimetro della normativa vigente, senza escludere un intervento della Cassa depositi e prestiti ponendo a garanzia del risparmio postale il patrimonio immobiliare di Regioni, enti locali ed enti del Servizi sanitario.

PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione ad altra seduta. Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.

La seduta termina alle ore 13.

Nel corso della seduta, la Presidenza ha salutato, a nome dell'Assemblea, una rappresentanza di studenti presente nelle tribune.