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Legislatura 16 - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 705 del 04/04/2012


NESPOLI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

sono migliaia le famiglie italiane inquiline presso stabili di proprietà di enti previdenziali pubblici i quali, essendo classificati "di pregio", risultano quindi esclusi in fase di acquisto/riscatto dagli sconti concessi ad altri inquilini nel processo di dismissione di altri immobili rientranti tra i beni nelle disponibilità dei medesimi enti;

nessun tipo di soluzione transattiva è stata promossa dagli enti previdenziali pubblici per tentare di risolvere bonariamente il contenzioso giudiziario relativo a tali immobili di pregio così come prevede il decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, né tantomeno è stata data esecuzione alla direttiva interministeriale del 10 febbraio 2011 (Gazzetta Ufficiale n. 135 del 13 giugno 2011) che, in ogni caso, prevede una parziale soluzione conciliativa;

alcuni enti, in particolare l'INPS, hanno sollevato molti dubbi interpretativi sulle richiamate norme e direttive che ancora oggi risultano irrisolti rallentando l'efficacia e l'efficienza dell'azione amministrativa posta in essere per la gestione degli immobili;

l'art. 27 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, prevede la gestione e l'alienazione del patrimonio immobiliare pubblico di proprietà degli enti vigilati dallo Stato attraverso la promozione da parte del Ministero dell'economia e delle finanze di iniziative idonee alla costituzione di società o fondi immobiliari;

ravvisata la necessità di un intervento normativo con il quale armonizzare le norme in vigore in materia di patrimonio immobiliare ed eliminare gli attuali dubbi interpretativi nonché individuare una linea univoca per tutti gli enti pubblici impegnati nella gestione del patrimonio immobiliare per risolvere il contenzioso sui cosiddetti immobili di pregio,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Governo intenda adottare sì da arrivare in tempi certi ad una soluzione condivisa della vertenza che interessa migliaia di famiglie italiane, magari adottando le misure che permettano il raggiungimento degli obiettivi di semplificazione, di razionalizzazione e di risparmio in linea con quelli perseguiti dall'attività di Governo del Paese;

se non ritenga opportuno emanare, all'uopo, una norma in cui si stabilisca che per le unità residenziali di pregio per le quali pende ricorso dinanzi all'autorità giudiziaria competente avverso la qualificazione di pregio del cespite, ovvero anche la determinazione del prezzo di vendita delle singole unità, l'alienazione da parte degli enti proprietari ha luogo applicando al prezzo a suo tempo definito dall'Agenzia del territorio, i coefficienti aggregati di abbattimento, previsti dal decreto-legge n. 41 del 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 104 del 2004 e contenuti nell'ultima tabella pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 181 del 5 agosto 2006, a condizione che vengano abbandonati i giudizi in corso, a spese compensate e che vengano riconosciuti come acconto di prezzo i canoni corrisposti nelle more del giudizio dai conduttori che risultino in regola con il pagamento degli oneri accessori.

(4-07247)