MALASCHINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, il Governo si associa alle espressioni di chi mi ha preceduto per la perdita di questo grande artista del Novecento.
Come ha ricordato la senatrice Finocchiaro, la sua scuola va ascritta - secondo la definizione di Crispolti - al «realismo esistenziale». Mi piace ricordare che gli ultimi «cicli» - così la critica d'arte definiva il modo di procedere di Sughi - ossia quelli del '90 e quelli ancora più recenti, sono intitolati alla sera, al crepuscolo e - da ultimo - alla notte. In questo vi è la conclusione - troppo facile dirlo, ma probabilmente è proprio così - di un percorso artistico e sociale che ha visto Sughi essere tra i protagonisti - come ho detto - della nostra storia artistica.
A lui va il nostro pensiero. Con lui il nostro Paese perde uno dei grandi maestri. (Applausi).