BIANCONI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCONI (PdL). Signor Presidente, onorevoli colleghi, sabato scorso la città di Cesena ha perso, dopo Ilario Fioravanti e Domenico Cancelli, un altro dei suoi figli illustri, il maestro Alberto Sughi.
Ancora giovanissimo, nell'immediato dopoguerra, divideva lo studio, un torrione della Rocca malatestiana di Cesena, proprio con Ilario Fioravanti, Domenico Cancelli, Giovanni Cappelli e Luciano Caldari, il gruppo di artisti che negli anni '50 diede vita a quella che fu definita la "scuola di Cesena".
Il successo arrivò presto per Alberto Sughi, il quale grazie a due fortunate mostre realizzate a Roma nel 1957 e nel 1958, divenne uno dei protagonisti di quel fermento culturale e politico che, nel dopoguerra, animava il nostro Paese.
Trasferitosi a Roma, la sua casa, vicino a Castel Sant'Angelo, era punto di riferimento per tanti personaggi della cultura, da Guttuso a Cagli a Pietro Germi.
Fu anche esempio di grande passione politica e militante del Partito Comunista Italiano. Non perse mai le sue radici cesenate; infatti fu consigliere comunale a Cesena dal 1975 al 1979. La sua è stata una vita artistica lunga e densa di soddisfazioni, di cui solo per brevità ricordo le due grandi mostre monografiche del 2007 alla Biblioteca malatestiana di Cesena e al Vittoriale di Roma e l'ultima Biennale di Venezia, in cui è stato uno dei protagonisti del Padiglione Italia. Un artista di grandissimo livello, che ha onorato la sua città e il suo Paese.
Alla sua famiglia e a tutti gli amici che lo hanno conosciuto e frequentato fino alla fine le nostre più sentite condoglianze. (Applausi).