Ripresa dello svolgimento di interpellanze e di interrogazioni (ore 16,12)
PRESIDENTE. La rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere all'interpellanza testé svolta.
GUERRA, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Signora Presidente, ringrazio il senatore Gramazio per la solidarietà espressa nei confronti del ministro Fornero.
Passo ora a rispondere all'interpellanza con la quale il senatore Gramazio richiama l'attenzione sulla situazione occupazionale dei lavoratori della società Nuova Editoriale Oggi srl, per la quale l'INPGI ha presentato istanza di fallimento.
La società, editrice della testata Editoriale Oggi nelle edizioni di «Ciociaria Oggi», «Cassino Oggi» e «Latina Oggi», si avvale di due strutture operative principali che si trovano a Frosinone e Latina e altre minori site a Cassino, Fiuggi, Sora, Formia, Terracina ed Aprilia ed attualmente vanta un organico di 57 dipendenti e 83 collaboratori.
A seguito di un'inchiesta da parte della procura della Repubblica di Roma, che dal 2007 sta indagando su alcune ipotesi di reato anche a danno dello Stato, dallo stesso anno non vengono più erogati alla società i contributi pubblici a sostegno dell'editoria. Tale circostanza ha determinato una situazione economica incerta per l'azienda, che ha deciso di destinare le entrate derivanti dalla vendita dei giornali e dagli introiti pubblicitari prioritariamente al pagamento degli stipendi, delle utenze e delle spese di stampa.
In conseguenza di ciò, l'azienda, per il periodo successivo al marzo 2008, non ha effettuato alcun versamento contributivo, maturando così un debito complessivo nei confronti dell'INPGI superiore a 1.900.000 euro, e non ha mai perfezionato le varie istanze di rateizzo presentate nel tempo.
L'INPGI, dopo aver più volte diffidato - in via amministrativa - l'azienda a regolarizzare la propria posizione debitoria, anche mediante decreto ingiuntivo, ha presentato un'istanza di fallimento nei confronti della società editrice presso il tribunale civile di Roma.
La Nuova Editoriale Oggi srl, al fine di scongiurare la procedura fallimentare, ha chiesto all'INPGI di essere ammessa al versamento rateale in 72 mesi.
L'INPGI ha chiarito di non poter accogliere tale istanza in quanto la normativa prevista dall'articolo 36, commi 2-bis e 2-ter del decreto-legge n. 248 del 2007 (che ha esteso ai debiti contributivi maturati nei confronti degli enti previdenziali pubblici le procedure già previste dall'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 per i debiti di natura fiscale, cioè la possibilità che per il debito contributivo iscritto in ruolo il concessionario possa concedere una rateazione fino ad un massimo di 72 rate) non è applicabile all'INPGI, fondazione dotata di personalità giuridica di diritto privato, i cui crediti contributivi non sono iscritti a ruolo (che è un altro requisito per poter fruire della rateizzazione).
Colgo l'occasione per ricordare incidentalmente che le modalità per procedere al pagamento rateale della contribuzione all'INPGI sono fissate da una delibera dello stesso istituto, la quale prevede che l'impresa possa richiedere l'autorizzazione a versare ratealmente gli importi dovuti, purché la stessa abbia provveduto a pagare l'intera quota di contribuzione a carico dei dipendenti e le quote di contribuzione previste dagli istituti contrattuali (fondo integrativo "ex fissa", addizionale al fondo integrativo, eccetera). Per i debiti superiori a 40.000 euro, la rateazione è concessa per un massimo di 36 rate mensili, previo versamento di un acconto pari al 10 per cento del debito e produzione di una garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa (stipulata con una primaria compagnia di assicurazione autorizzata all'esercizio del ramo cauzione e sottoposta al controllo ISVAP). Al rateizzo si applicano gli interessi di dilazione e differimento, che la legge stabilisce in misura pari al tasso ufficiale di riferimento stabilito dalla BCE, aumentato di sei punti percentuali (attualmente pari al 7 per cento).
Faccio presente, inoltre, che ad oggi non si conosce ancora la decisione presa dal tribunale di Roma sull'istanza di fallimento; infatti, dopo un primo rinvio, la relativa udienza si è tenuta ieri, 21 marzo, ma non è ancora nota, allo stato, la decisione del tribunale.
Da ultimo, occorre considerare che l'INPGI ha fatto presente di essere stata costretta a presentare istanza di fallimento nell'ambito delle procedure esecutive per il recupero giudiziale del credito, in quanto l'istanza di fallimento si configura quale strumento necessario per tutelare il diritto dell'ente alla riscossione della contribuzione dovuta, nell'interesse dell'intera categoria assicurata. Infatti, il perdurare dello stato di insolvenza da parte dell'azienda comporterebbe il lievitare dell'esposizione debitoria destinata a produrre effetti negativi nella contabilità dell'ente, che sosterrebbe oneri previdenziali non supportati da adeguata copertura finanziaria, in contrasto con il principio di equilibrio finanziario sancito dal decreto legislativo n. 509 del 1994.
Passo ora a descrivere brevemente le iniziative assunte per fronteggiare le ricadute negative della situazione appena descritta nei confronti dei lavoratori del gruppo.
Con riferimento alla società Nuova Editoriale Oggi srl, segnalo che è stata presentata istanza di concessione del trattamento di integrazione salariale per stipula del contratto di solidarietà, per il periodo dal 21 novembre 2011 al 20 novembre 2012, in favore di 20 lavoratori dell'unità produttiva di Frosinone e di 22 lavoratori dell'unità produttiva di Latina. Con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 64255 del 15 febbraio 2011, è stata autorizzata la corresponsione di tale trattamento di integrazione salariale.
In data 28 dicembre 2011, è stata presentata inoltre istanza di concessione del trattamento di integrazione salariale per contratto di solidarietà per il periodo dal 1° dicembre 2011 al 30 novembre 2012 per sette lavoratori dell'unità produttiva di Frosinone e 6 lavoratori dell'unità produttiva di Latina. Con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 64825 del 19 marzo scorso, è stata autorizzata la corresponsione di tale ultimo trattamento di integrazione salariale.
Con riferimento alla società Editoriale Ciociaria Oggi srl in fallimento, con decreto direttoriale n. 57060 del 14 febbraio 2011, è stata accertata la condizione di cui all'articolo 35, comma 3, della legge n. 416 del 1981 e successive modificazioni e integrazioni (cioè la cessazione di attività in costanza di fallimento) per il periodo dal 21 luglio 2010 al 20 luglio 2012 ed è stata autorizzata la corresponsione del trattamento di CIGS a zero ore per complessivi 36 lavoratori (30 giornalisti e 6 poligrafici) delle sedi di Campobasso, Roma e Viterbo, limitatamente al primo semestre a decorrere dal 21 luglio 2010. La corresponsione del trattamento è stata prorogata per il semestre dal 21 gennaio 2011 al 20 luglio 2011. Con successivo decreto direttoriale del 13 febbraio scorso, il trattamento è stato ulteriormente prorogato per il periodo dal 21 luglio 2011 al 20 gennaio 2012 per complessivi 19 lavoratori (17 giornalisti e 2 poligrafici) delle sedi di Campobasso, Roma e Viterbo.
In conclusione, per ciò che riguarda l'istanza di fallimento non posso che dare atto della pendenza di una procedura, il cui seguito è rimesso ai competenti organi giudiziari, mentre per ciò che riguarda le ricadute occupazionali posso confermare che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha attivato gli strumenti a sua disposizione per tutelare la posizione dei lavoratori del gruppo, anche attraverso adeguate forme di ammortizzatori sociali.
GRAMAZIO (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRAMAZIO (PdL). Ho seguito attentamente la risposta che il Sottosegretario ha gentilmente offerto all'Assemblea di Palazzo Madama, di cui conoscevo i momenti e i passaggi tecnici che sono stati sottolineati.
Vorrei soffermarmi sul fatto che il tribunale fallimentare ha fatto slittare l'operazione al 30 aprile. Dichiarandomi parzialmente soddisfatto della risposta, credo che a tale riguardo sia necessario un intervento di carattere politico da parte del Ministero per l'apertura di un tavolo di trattative con il sindacato dei giornalisti e delle maestranze operative, al fine di giungere ad una revisione della situazione, per evitare che si arrivi al fallimento, andando incontro agli acquirenti che già stanno presentando una serie di offerte al tribunale fallimentare, in modo che l'azienda possa cambiare proprietà ma non fallisca e non determini la chiusura di queste testate giornalistiche.
Pertanto, il nostro invito, gentile Sottosegretario, è che il Governo - che ha la sua responsabilità, mentre l'INPGI ha un'autonomia gestionale garantita dalla legge - possa aprire un tavolo di trattative prima dell'ultima udienza del tribunale fallimentare, per dare la possibilità agli acquirenti di acquisire l'azienda, assumendosi tutte le responsabilità previste dalla legge e dagli accordi. In tal modo, sarà possibile mantenere in piedi organi di informazione particolarmente importanti per le città che ho prima indicato e per tutta la Regione ed evitare il fallimento, che farebbe caricare sull'INPGI le spese relative ai giornalisti che si troverebbero ad essere licenziati.