PRESIDENTE. Seguono le interrogazioni 3-00764, 3-02700, 3-02740, già 4-06942, e 3-02746, già 4-00068, sulla realizzazione di un impianto di stoccaggio di gas a Rivara (Modena).
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere congiuntamente a tali interrogazioni.
FANELLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il progetto di stoccaggio in acquifero profondo di Rivara è la prima iniziativa del genere in Italia in quanto, finora, lo stoccaggio di gas è stato operato all'interno di giacimenti di gas esauriti. La normativa in vigore, peraltro, il decreto legislativo n. 164 del 2000, prevede che l'attività di stoccaggio del gas naturale possa essere realizzata anche in unità geologiche profonde.
La tecnica dello stoccaggio in acquifero è ben nota all'estero e si applica in numerosi Paesi, in particolare quelli in cui i giacimenti di gas naturale non sono presenti. In Europa gli stoccaggi in acquifera costituiscono circa un quarto del totale degli stoccaggi esistenti.
In generale, si sottolinea come le infrastrutture di stoccaggio di gas naturale svolgano una funzione indispensabile per la modulazione dell'offerta di gas nel sistema italiano, vista la rigidità del profilo delle importazioni e la grande differenza tra domanda estiva e quella invernale nel settore civile. Le infrastrutture di stoccaggio svolgono inoltre un ruolo strategico nel garantire la sicurezza delle forniture sia nel caso di eventi climatici eccezionali sia nel caso di rischi di interruzioni o riduzioni delle importazioni.
L'attuale sistema nazionale degli stoccaggi dispone di una capacità totale di circa 14 miliardi di metri cubi, di cui 5 miliardi per riserva strategica. Tale capacità, come hanno dimostrato con tutta evidenza le molteplici crisi degli ultimi anni, deve essere incrementata per aumentare la sicurezza del sistema. A tal fine è stato emanato un apposito decreto-legge, il n. 130 del 2010, e sono in corso dieci procedimenti per il rilascio di nuove concessioni, tutte in giacimenti esauriti, ad eccezione del progetto Rivara, per una capacità complessiva di circa 5.800 milioni di metri cubi. La potenzialità del solo progetto di Rivara è pari, secondo i proponenti, a 3.186 milioni di metri cubi di capacità, ma è necessario verificarne l'effettiva consistenza attraverso una fase di verifica in situ.
Sotto l'aspetto amministrativo e procedurale, l'istanza di rilascio della concessione di stoccaggio Rivara è stata presentata nell'anno 2002 ed è stata valutata positivamente nel giugno 2005 dal Comitato tecnico per gli idrocarburi e la geotermia, organo tecnico istituito presso il Ministero dello sviluppo economico.
La commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale ha espresso, in data 25 novembre 2011, un parere favorevole con prescrizioni limitatamente alle sole operazioni previste per la fase di accertamento sulla fattibilità dei programmi di stoccaggio. Tale fase si è resa necessaria per la conferma e l'acquisizione di tutti i parametri progettuali indispensabili al fine di verificare la piena fattibilità tecnico-economica e la totale sicurezza relativa all'esercizio dell'impianto di stoccaggio del gas, ed al solo fine dell'eventuale rilascio, da parte del Ministero dello sviluppo economico, d'intesa con la Regione interessata, dell'autorizzazione ai sensi del Titolo II, articolo 3, comma 7, del decreto ministeriale del 21 gennaio 2011 e del successivo decreto attuativo n. 50918 del 4 febbraio 2011. In particolare, il citato decreto ministeriale prevede: «Per l'accertamento della fattibilità di programmi di stoccaggio in unità geologiche profonde, il Ministero, d'intesa con la regione interessata, può autorizzare un programma di ricerca, di durata non superiore a quattro anni, al termine del quale potrà essere richiesta la concessione di stoccaggio. La presente disposizione si applica anche ai procedimenti in corso».
La nuova disciplina prevede che per gli stoccaggi in unità geologica profonda, di cui i dati geognostici disponibili all'atto della richiesta sono inevitabilmente meno completi rispetto a quelli dei giacimenti di coltivazione esauriti, possa essere richiesta specifica autorizzazione a svolgere programma di ricerca per verificare la fattibilità dello stoccaggio.
Nel dispositivo del decreto di compatibilità ambientale del 17 febbraio 2012, che riprende integralmente quello del parere della commissione VIA-VAS, viene indicato: «nel caso in cui la fase di accertamento dia esito positivo confermando la fattibilità dei proposti programmi di stoccaggio di gas in unità geologiche profonde, la Società, ai fini del rilascio della Concessione di coltivazione (....), dovrà richiedere preventivamente al Ministero dell'ambiente la riattivazione dell'istanza di VIA aggiornata sulla base degli esiti della citata fase di accertamento, in relazione alle fasi di realizzazione e di esercizio dell'impianto di stoccaggio».
La pronuncia di compatibilità ambientale è una procedura obbligatoria e dovuta a fronte della presentazione di una regolare istanza e, comunque, propedeutica al rilascio dell'autorizzazione alla realizzazione dell'intervento.
L'iter per l'autorizzazione del programma di ricerca potrà quindi proseguire con l'indizione della conferenza dei servizi, a cui sono chiamati a partecipare, per l'espressione dei relativi pareri, la Regione e le amministrazioni locali interessate (Province e Comuni) e l'istruttoria per il rilascio dell'autorizzazione, anche se limitata alla sola fase di ricerca, potrà essere completata solo a seguito del rilascio dell'intesa da parte della Regione Emilia-Romagna.
BARBOLINI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBOLINI (PD). Signora Presidente, ringrazio il Sottosegretario, cui riconosco il merito di aver assemblato tutte le interrogazioni, talune delle quali risalgono al 2008, che vertono sul medesimo tema e che necessitano quindi della medesima risposta, oggi fornita. Però, purtroppo, è l'unico elemento di cui riconosco il merito, perché sui contenuti della risposta mi dichiaro molto insoddisfatto, e cercherò di spiegarne il perché.
Non c'è qui un problema di oscurantismo nei confronti della ricerca e della scienza. Si tratta piuttosto di non fare gli apprendisti stregoni: nella ricostruzione che lei cortesemente ci ha prospettato, mi sembra manchi un riferimento. A me risulta, sulla base degli atti e delle procedure, che già due volte la commissione VIA sia stata chiamata ad esprimersi su valutazioni per l'attivazione della procedura per la realizzazione dell'intervento e che per due volte abbia dichiarato che non era in condizione di potersi esprimere perché mancavano presupposti minimali e basici per poter garantire l'affidabilità del percorso di realizzazione.
È stata data questa autorizzazione, ai sensi di nuove disposizioni normative. Ma ho l'impressione che questa autorizzazione sia stata data forse non considerando pienamente tutti gli elementi. Per esempio, lei ha fatto riferimento al verbale della delibera di autorizzazione di febbraio, con tutte le cautele ivi richiamate circa la necessità di andare comunque ad un'effettiva valutazione di compatibilità di impatto ambientale, però erano state manifestate numerose perplessità dall'ISPRA in relazione all'adeguatezza della fase di accertamento, che cito espressamente: «Si ritiene che i risultati ottenuti attraverso la fase di accertamento non possono in alcun modo essere presi a sostegno di una decisione tecnico-scientifica motivata circa la prosecuzione del progetto».
Mi pare si dia luogo ad una ambiguità - non so se si gioca su di essa - tra accertamento della fattibilità dello stoccaggio e fattibilità del programma di stoccaggio. Un conto è fare un'analisi di compatibilità e di fattibilità tecnico-economica, un altro è fare un'analisi di sostenibilità complessiva di questa operazione. Per sgombrare il campo da possibili equivoci, voglio dire che giustamente siamo attenti e consapevoli della necessità di uno sviluppo ecosostenibile, e quindi siamo sensibili al tema delle risorse energetiche, dello stoccaggio e dei fabbisogni, che lei giustamente ha richiamato. Stiamo parlando, però, di una Regione che ha detto che ci sono 5 o 6 siti naturali esauriti o in via di esaurimento che quindi potrebbero essere utilizzati da chi voglia fare una tale operazione, senza andare a sperimentare un meccanismo di stoccaggio in acquifero, che è operazione non agevolissima da realizzare, soprattutto in un'area con sismicità naturale, con una faglia attiva e altre criticità che creano situazioni di potenziale preoccupazione, che nessuno al momento è stato in grado di risolvere.
Tra l'altro, a proposito di stoccaggio, la Regione Emilia-Romagna ha nel suo territorio - credo - circa il 30 per cento del fabbisogno energetico di gas del Paese. Quindi, non è che ci sottraiamo alle responsabilità rispetto alle esigenze generali.
La Regione Emilia-Romagna ha in previsione per il territorio l'utilizzo di un progetto sulla geotermia che potrebbe essere molto più armonico con le caratteristiche fisiche dei luoghi. Sinceramente non capisco perché si sia dato seguito a questa verifica, che credo non produrrà niente. Tra l'altro, lei sa che, giustamente è stata richiamata la Conferenza dei servizi: la Regione è totalmente contraria, e non perché sia oscurantista, ma perché ha delle motivazioni di fatto. Le istituzioni locali e i cittadini lo sono grandemente; mi sembra che forse si sarebbe potuto trovare una soluzione diversa.
Io auspico che anche da parte del Ministero e del Governo ci sia un ripensamento, dopo il passaggio nella Conferenza di servizi, perché si chiuda definitivamente questa sperimentazione. Se per due volte non si è stati capaci di garantire, andremo alla terza stazione della Via Crucis, ma fondamentalmente questo è un percorso che non ha possibilità di dare garanzie necessarie né di tipo scientifico né di sicurezza per le comunità. Tenere aperte delle questioni indefinitamente per diversi anni genera insicurezza e disagio nei confronti della popolazione e sinceramente non se ne avverte il bisogno.
GIOVANARDI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANARDI (PdL). Signora Presidente, sono assolutamente soddisfatto della risposta del Sottosegretario, che è la stessa che aveva dato anche il Governo Prodi di centrosinistra e il Governo Berlusconi di centrodestra. Questa risposta proviene da un Governo tecnico. Nel Paese dei «No TAV», «No Gas», «No Tutto», c'è una crisi economica che tutti conosciamo: anche in Emilia, nel modenese, chiudono le fabbriche di ceramiche perché pagano un costo esagerato per il gas rispetto a quello di altri Paesi concorrenti. Anche a Finale Emilia c'è un'azienda di ceramiche con 250 dipendenti che ha difficoltà a pagare il costo dell'energia, e questo vuol dire meno soldi per la sanità e per l'assistenza e più precariato. Altro che oscurantismo: stiamo parlando di Stato, Parlamento, Ministeri e di una Commissione VIA, dove ci sono i maggiori scienziati nazionali, che dopo due anni di studio riferisce alla società, che invano cerca tre chilometri sottoterra in acquifero cose che il Sottosegretario ha definito indispensabili per l'Italia, in quanto questi stoccaggi giocano un ruolo strategico. Egli ha detto che in Europa sono stati fatti dappertutto e rappresentano circa un quarto del totale dello stoccaggio del gas. Altro che oscurantismo!
A un'azienda che vuole investire, oltretutto dall'estero, 360 milioni di euro, si dice che deve spendere altri 20 milioni di euro per fare due anni di ricerche alla fine delle quali si stabilirà se ci sono condizioni di sicurezza assolute rispetto a questo grande vantaggio economico, altrimenti bisogna dire di no. In tutto il mondo appariremo come il Paese in cui (altro che distruzione dell'unità nazionale!), davanti a grandi scelte strategiche, gli enti locali o la Regione dicono di no perfino alla ricerca scientifica. Volete poi che qualcuno venga a investire in Italia? Il Sottosegretario ha detto che è dal 2002 che quell'azienda tenta di investire. Siamo nel 2012: ci sono stati dieci anni di attesa. Per fortuna hanno la costanza di voler investire delle risorse che, oltretutto, possono servire per conoscere anche il nostro sottosuolo. Con due anni di ricerche e 20 milioni di investimento avremo una conoscenza più precisa e scientifica della nostra realtà e, comunque, sarà un investimento positivo per chi crede nella scienza e non negli stregoni. Chi ha detto che i cittadini sono contrari? È come in Val di Susa: chi ha detto che i «No TAV» rappresentano tutti i cittadini della Val di Susa o la maggioranza dei cittadini italiani? Solo chi fa confusione o protesta o usa violenza è visibile. A Rivara, dove si vuole costruire questo deposito di gas, il Comitato della sagra di Rivara, che aveva accettato la pubblicità di quella società, in un comunicato pubblico ha scritto che è stato costretto a rinunciare a questo contributo a causa di intimidazioni. È stato scritto nero su bianco.
Modena non è Corleone: non siamo in Sicilia, ma in Emilia-Romagna. Cosa vuol dire che il Comitato della sagra di Rivaraè stato intimidito? Da chi? Anch'io ho assistito a manifestazioni di minoranze tanto rumorose quanto caratterizzate da argomenti inconsistenti. La poderosa documentazione della Commissione di valutazione di impatto ambientale è scritta da tecnici, non da stregoni. Si dice che c'è stato il terremoto all'Aquila e lo tsunami in Giappone: sono questi gli argomenti usati. Stiamo parlando di stoccaggi a tre chilometri sottoterra in acquifero, cose fatte in tutta Europa. Gli argomenti usati sono quelli tipici del terrorismo psicologico, per andare a raccogliere 20 voti qui, 30 voti là da parte di qualche partito che pensa di ottenere qualche consenso in più cavalcando queste paure. Il costo qual è? È il declino economico del nostro Paese: no al nucleare, no allo stoccaggio del gas; ma le aziende come possono funzionare? Non a caso decine di aziende hanno firmato un protocollo, a cominciare da quelle delle ceramiche (e la Confindustria è favorevole). Le aziende locali hanno firmato chiedendo che si proceda perché non riescono più a sopportare il prezzo dell'energia e sono costrette a licenziare. Sono drammi per le famiglie.
Ringrazio quindi il Sottosegretario perché ha detto delle parole molto chiare e anche di buon senso su questa situazione.
*BASTICO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BASTICO (PD). Signora Presidente, ringrazio il Sottosegretario e mi dichiaro per nulla soddisfatta della sua risposta. Innanzitutto credo che dobbiamo ragionare nuovamente sull'entità dell'intervento del quale parliamo: 3.200 milioni di metri cubi di gas, 120 chilometri quadrati interessati. È un'opera di immani proporzioni, unica in Italia; se ne parla dal 2002 ed evidentemente nessuna delle procedure che si sono attivate ha mai dato un risultato abbastanza chiaro, tale da far esprimere la Commissione di valutazione di impatto ambientale, che per due volte ha detto che mancavano elementi sufficienti per una propria valutazione. Su un'opera di questa entità credo che non possiamo avere il minimo dubbio, e quindi debbono esserci risposte dal punto di vista tecnico-scientifico assolutamente chiare e inequivocabili.
Qui non si tratta di crisi economica, vorrei dirlo al senatore Giovanardi; nella precedente legislatura, lui stesso aveva presentato un'interrogazione piena di dubbi e preoccupazioni per la sicurezza di quell'opera; dubbi e preoccupazioni oggi completamente spariti, non si sa in base a quali elementi. Anzi, gli unici elementi aggiuntivi sono stati il parere negativo espresso dalla Regione Emilia-Romagna (parere che sappiamo indispensabile per ottenere l'autorizzazione).
Le richieste che allora facevamo al Governo, in interrogazioni che si sono ripetute (una di queste, la mia, è del 2008, poi le abbiamo ripresentate nel 2009 e oggi), erano volte non solo a valutare le procedure attivate, ma ad un pronunciamento di carattere politico-istituzionale, ovviamente basato su valutazioni di carattere tecnico-scientifico. La richiesta che facevamo è volta a capire qual è la posizione del Governo; non basta prevedere un altro pezzetto di procedura, al termine della quale sappiamo che comunque l'elemento dell'intesa con la Regione sarebbe indispensabile.
Voglio ancora dire che nessuno vuole fermare l'utilizzo del gas naturale, che a nostro avviso è una fonte energetica assolutamente fondamentale. La Regione Emilia- Romagna ha messo a disposizione diversi siti (cinque o sei), che andranno valutati uno per uno, e che sono quelli ove la produzione di gas naturale si è esaurita; chiediamo di prendere innanzi tutto a riferimento quelli. Non c'è nessuno che non vuole contribuire a garantire la disponibilità dell'energia per il nostro Paese, non è questo il punto; riteniamo però che su quest'opera vi sia un particolare accanimento, e uso questo termine proprio perché si continua nelle procedure, pur essendosi registrata un'assenza di elementi tecnico-scientifici tali da garantirne la sicurezza.
Credo che debba essere chiaro in quest'Aula parlamentare che gli elementi della crisi economica ci preoccupano tutti e che per noi il tema dell'occupazione costituisce una priorità, ma non si baratta la sicurezza con un qualche investimento o una qualche occupazione aggiuntiva, quando questi non diano garanzie rispetto alla tutela dell'ambiente e soprattutto della salute dei cittadini.
Quindi, rinnoviamo a lei una richiesta che non riguarda la ricostruzione di una procedura, per la quale la ringraziamo, ma che già conosciamo; peraltro, sono sorti anche dei dubbi di illegittimità in merito all'ultimo pronunciamento del Ministero dell'ambiente per l'autorizzazione, con una divaricazione tra l'intervento di carattere reale e l'autorizzazione ad una valutazione solo di carattere tecnico-economico.
Comunque, a prescindere da questi aspetti, noi chiediamo a lei, in quanto rappresentante del Governo, un pronunciamento di carattere complessivo su un'opera di questo tipo, il cui iter dura dal 2002. Le chiediamo pertanto di rassicurare non chissà quale comitato, ma i cittadini, gli enti locali, quindi l'insieme delle amministrazioni comunali, provinciale e regionale affinché sia posta la parola fine a questo procedimento che, a nostro avviso e ad avviso anche di coloro che si sono pronunciati fino ad ora, non dà le indispensabili garanzie di sicurezza.