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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 698 del 22/03/2012


INTERPELLANZA E INTERROGAZIONI

Interpellanza sulla crisi di una società editrice del Lazio

(2-00400) (10 gennaio 2012)

GRAMAZIO, CALIGIURI, TOTARO, SPADONI URBANI, RIZZOTTI, DE GREGORIO, FANTETTI, PARAVIA, VICARI, SALTAMARTINI, DE FEO, DI STEFANO. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che, per quanto risulta agli interpellanti:

            l'11 gennaio 2012 è stata convocata dinanzi al Tribunale di Roma l'udienza per la dichiarazione di fallimento della Nuova Editoriale Oggi Srl;

            l'eventuale dichiarazione di fallimento della Nuova Editoriale Oggi Srl non comporterà alcun vantaggio a favore del proponente Istituto nazionale previdenza dei giornalisti italiani (Inpgi), ma porterà alla perdita di oltre 100 unità lavorative tra giornalisti, pubblicisti, grafici, amministrativi e poligrafici dei tre maggiori quotidiani locali "Ciociaria oggi", "Latina oggi" e "Cassino oggi";

            sul credito vantato dall'Inpgi è stata avanzata una richiesta di rateizzazione, secondo le norme vigenti, in 72 mesi, per cui l'eventuale fallimento a nulla gioverebbe all'Inpgi per il recupero del proprio credito, a differenza della rateizzazione richiesta che avrebbe certezza di copertura finanziaria;

            considerato che la Nuova Editoriale Oggi Srl ha ottenuto contratti di solidarietà per i tre quotidiani citati e che attraverso la stessa solidarietà detti quotidiani hanno ottenuto un netto miglioramento del rapporto tra costi e ricavi, tale da garantire la certezza dell'adempimento della rateizzazione richiesta,

            si chiede di conoscere quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, il Ministro in indirizzo intenda assumere per poter evitare il fallimento della Nuova Editoriale Oggi Srl a salvaguardia di oltre 100 posti di lavoro e per favorire l'accoglimento della richiesta di rateizzazione avanzata a favore dell'Istituto nazionale previdenza dei giornalisti.

Interrogazione su un concorso bandito dall'Istituto per il commercio con l'estero

(3-02404) (27 settembre 2011)

NEROZZI, ROILO, GHEDINI, PASSONI, BLAZINA. - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e degli affari esteri - Premesso che:

            l'Istituto nazionale per il commercio estero (ICE) ha bandito nell'ottobre 2008, previa autorizzazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, un concorso pubblico a 107 posti area funzionale C, posizione economica C1 e a 5 posti di architetto per l'Area professionisti;

            la graduatoria finale di merito è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 30 aprile 2010;

            da allora, nonostante sia trascorso oltre un anno, l'ICE, nel rispetto della normativa vigente, ha potuto assumere solo le prime 5 unità, su un totale di 112 vincitori;

            il concorso pubblico bandito dall'ICE ha comportato un notevole dispendio di risorse pubbliche e fondi dell'Istituto, attraverso la realizzazione di complesse procedure di selezione che hanno coinvolto oltre 15.000 giovani impegnati in numerose ed articolate prove di economia internazionale, marketing, politica economica, tecnica degli scambi, diritto amministrativo, lingue straniere;

            le procedure di selezione, protratte per due anni, hanno comportato per gli oltre cento vincitori un imponente sacrificio personale in termini di risorse economiche, professionali e umane. Tale investimento per il superamento delle prove selettive ha rappresentato per i giovani vincitori un importante segnale di fiducia nelle istituzioni e nelle prospettive professionali qualificate da esse offerte;

            il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificiazioni, dalla legge n. 111 del 2011, ha previsto la soppressione dell'ICE, abrogando la legge n. 68 del 1997 e sancendo il passaggio delle funzioni precedentemente svolte dall'Istituto, del personale di ruolo, delle risorse strumentali e finanziarie al Ministero dello sviluppo economico ed il passaggio delle risorse strumentali ed umane degli uffici della rete estera al Ministero degli affari esteri;

            in particolare, il comma 18 dell'art. 14 del citato decreto-legge stabilisce che «le funzioni attribuite all'ICE dalla normativa vigente e le inerenti risorse di personale, finanziarie e strumentali, compresi i relativi rapporti giuridici attivi e passivi, sono trasferiti, senza che sia esperita alcuna procedura di liquidazione, anche giudiziale, al Ministero dello sviluppo economico»;

                    considerato che:

            nel citato decreto-legge nulla viene disposto in ordine al regime transitorio né, tantomeno, in ordine alla tutela del personale a tempo determinato con contratto di lavoro atipico, all'assunzione dei vincitori di concorso e relativa tutela delle graduatorie di merito, già aperte con le prime cinque assunzioni;

            inoltre, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 luglio 2011, recante «Autorizzazione ad assumere a tempo indeterminato e a trattenere in servizio unità di personale per le esigenze di varie amministrazioni dello Stato», autorizza l'Istituto, all'indomani della sua soppressione, ad assumere n. 12 unità;

            considerato, inoltre, che:

            da documento pubblicato sul sito Internet del Ministero dello sviluppo economico, relativo alla programmazione del fabbisogno di personale, si apprende che lo stesso Ministero, per il triennio 2011-2013, prevede di bandire un concorso pubblico a 8 posti area funzionale F1 nonostante la graduatoria di merito dell'ex ICE per la stessa posizione sia ancora aperta,

            si chiede di sapere:

            quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza intendano assumere per garantire la tutela della validità delle graduatorie di merito, considerati i tempi dilatati di esaurimento delle stesse imposti dalle vigenti disposizioni in merito al blocco del turn over nella pubblica amministrazione;

            se il Governo non ritenga necessario procedere all''immediato assorbimento delle graduatorie vigenti da parte del Ministero dello sviluppo economico al pari di tutti i rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo all'ex-ICE, al fine di garantire effettiva parità di trattamento con i vincitori già assunti e trasferiti nell'organico del richiamato Ministero e non sprecare le ingenti risorse pubbliche impiegate nell'iter concorsuale, anche in considerazione della grave situazione economico-finanziaria che il Paese sta vivendo;

            se nell'ambito del decreto del Presidente della Repubblica di prossima emanazione per la riorganizzazione delle risorse umane e funzionali del Ministero dello sviluppo economico non si ritenga necessario prevedere esplicite forme di tutela delle graduatorie e dei vincitori del concorso bandito dall'ICE non ancora assunti.

Interrogazione sul Consorzio agroalimentare del Basso Ferrarese

(3-02448) (19 ottobre 2011)

BERTUZZI, MARCUCCI, BLAZINA, STRADIOTTO, PIGNEDOLI, ANDRIA. - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

            negli ultimi anni i settori agricolo e agroindustriale mostrano evidenti segni di difficoltà, ulteriormente aggravati dagli effetti derivanti dalla crisi economico-finanziaria di prodotto, che ha progressivamente ridotto la marginalità dei redditi e, in molti casi, portato alla chiusura di numerose imprese;

            particolarmente penalizzate da tale situazione risultano proprio quelle imprese che hanno avviato gli investimenti necessari per poter competere in un mercato che richiede standard qualitativi elevati sia nei prodotti che nei modelli organizzativi, ovvero le imprese più innovative;

            gli investimenti sono stati anche incoraggiati e sostenuti da politiche pubbliche volte a favorire l'ammodernamento e la competitività delle aziende italiane, che hanno condotto alla condivisione e sottoscrizione di "contratti di programma" con la pubblica amministrazione, creando, in tal modo un importante volano per la mobilitazione di investimenti privati in settori ritenuti strategici per il sistema economico del Paese;

            in tale contesto, il 26 novembre 2008, il Consorzio agrolimentare del Basso Ferrarese, unitamente a 8 imprese con esso consorziate, ha sottoscritto con il Ministero dello sviluppo economico il contratto di programma agroalimentare del Basso Ferrarese, di cui alla delibera CIPE n. 202 del 22 dicembre 2006;

            tale contratto prevede un piano investimenti nel settore agroalimentare e della ricerca per un importo complessivo di 75.330.042 euro;

            le risorse destinate dal CIPE alla concessione delle agevolazioni ammontano a 21.718.177 euro, erogabili in tre quote annuali entro 30 giorni dal completamento della istruttoria prevista, che prende avvio dalla presentazione di sal per quote pari a un terzo o multipli del valore degli investimenti da parte delle singole imprese consorziate;

            tutte le imprese consorziate hanno avviato, realizzato e rendicontato buona parte degli investimenti a cui si sono impegnate nel contratto, nel rispetto delle procedure previste;

            i notevoli ritardi che si stanno registrando nell'erogazione di tale quote di agevolazioni da parte del CIPE, su autorizzazione del suindicato Ministero, stanno creando notevoli difficoltà economiche e finanziarie alle imprese consorziate;

            in particolare, il Consorzio italiano vivaistico ha da tempo completato l'istruttoria avviata con la presentazione in data 1° aprile 2010 del primo sal per due terzi dell'investimento (di complessivi 3.349.286, di cui 1.660.096 di agevolazione) avendo in effetti completato l'investimento per il quale è in corso quindi la predisposizione dell'ultimo sal;

            anche il Consorzio agroalimentare Basso Ferrarese, impegnato in un importante progetto di ricerca applicata per un valore di 1.400.000 euro, ha ultimato la fase istruttoria del primo sal per un terzo in data 29 giugno 2010 e sta completando il secondo;

                    considerato che:

            alle richiamate imprese non è ancora stato erogata alcuna delle agevolazioni previste dal contratto di programma;

            i ritardi nelle erogazioni stanno fortemente compromettendo la gestione economica e finanziaria di tali imprese avendo queste, tra l'altro, anticipato l'intero valore degli investimenti realizzati,

            si chiede di sapere:

            quali siano le ragioni che a tutt'oggi hanno impedito l'erogazione delle suddette risorse a favore delle imprese consorziate;

            se il Ministro in indirizzo non ritenga di doversi attivare con la massima urgenza affinché venga rimosso ogni ostacolo all'erogazione di tali risorse e si proceda in tempi brevissimi al pagamento delle somme dovute a favore delle suddette imprese.

Interrogazioni sulla realizzazione di un impianto di stoccaggio di gas a Rivara (Modena)

(3-00764) (25 maggio 2009)

BARBOLINI, BASTICO. - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico - Premesso che:

            nel corso di una pubblica assemblea, tenutasi il 18 maggio 2009, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, sen. Carlo Giovanardi, ha dichiarato la necessità, per il territorio della Bassa Modenese, della costruzione del maxi deposito di stoccaggio del gas che la società Indipendent intenderebbe realizzare in località Rivara;

            tale opera, da molti esperti ritenuta rischiosa per le popolazioni limitrofe e a forte impatto ambientale, secondo il Sottosegretario, al contrario, sarebbe totalmente sicura e necessaria per evitare il collasso energetico nazionale;

                    considerato che:

            la società privata Independent Gas Management (IGM), nel 2006, ha presentato richiesta di valutazione di impatto ambientale per la realizzazione dell'impianto di stoccaggio di gas in acquifero profondo nella frazione di Rivara del comune di San Felice sul Panaro (Modena);

            tale progetto ha ricevuto fino ad ora responsi negativi da parte dell'apposita Commissione statale per la VIA, della Regione Emilia-Romagna, di una Commissione di esperti nominata dalla Provincia di Modena e dai Comuni della Bassa Modenese, dal Comune di San Felice sul Panaro;

            l'ipotesi della costruzione del maxi deposito di stoccaggio del gas in località Rivara è fortemente contrastata dalle popolazioni interessate che si sono costituite in comitati assistiti da consulenti esperti e qualificati;

            diversi esponenti dell'intero schieramento parlamentare, appartenenti sia alla maggioranza che all'opposizione, si sono dichiarati ripetutamente contrari al progetto;

            constatato che:

            lo stesso senatore Carlo Giovanardi, all'epoca deputato, nel corso della XV Legislatura, ha presentato un'interrogazione parlamentare nella quale manifestava una motivata preoccupazione circa i rischi della realizzazione di detto impianto di stoccaggio di gas naturale e si faceva carico delle preoccupazioni delle popolazioni;

            per quanto risulta agli interroganti, tale preoccupazione, tuttavia, è recentemente venuta meno al punto da spingere lo stesso sottosegretario Giovanardi a promuovere incontri pubblici, insieme alla società IGM, per perorarne il progetto con il coinvolgimento di rappresentanti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) e dell'Unità funzionale di geochimica, che in occasioni pubbliche hanno definito "sicuro" il sito di Rivara;

            si è rilevato un profilo di non rassicurante contraddittorietà tra le affermazioni del presidente di INGV professor Enzo Boschi, che mentre, da un lato, garantisce sulla sicurezza sismica del sito di Rivara, per l'altro verso, in un diverso contesto, commentando i recenti drammatici eventi in Abruzzo, sostiene l'impossibilità di prevedere i terremoti e la loro intensità;

            tenuto conto che:

            il 24 aprile 2009, a seguito di un incontro che si è tenuto a Rivara, il vice presidente nazionale del CODACONS ha dichiarato in un'assemblea pubblica di aver avuto riscontri da fonti governative secondo le quali il Governo avrebbe fatto proprio l'impianto, di cui verrebbe conseguentemente autorizzata la realizzazione;

            l'Unione dei Comuni dell'area interessata ha, fin dal 2006, evidenziato motivi di generale opposizione alla realizzazione del deposito e tali contrarietà attengono alla sicurezza delle popolazioni interessate anche per il pericolo di incidenti in correlazione con la sismicità del territorio di Rivara, dove si sono verificati, anche negli ultimi anni, eventi tellurici;

            sulla vicenda relativa alla realizzazione del maxi deposito di gas in località Rivara è stata presentata in Senato un'interrogazione parlamentare (4-01235, depositata il 10 marzo, e sollecitata il 29 aprile 2009), ad oggi senza risposta,

            si chiede di sapere:

            se i Ministri in indirizzo non ritengano doveroso chiarire quali siano i presupposti della compatibilità ambientale del maxi deposito di gas e quali siano i rischi reali per la salute dei cittadini residenti nel territorio della Bassa Modenese, ed in particolare di quelli residenti in località Rivara;

            se intendano chiarire quale sia la posizione ufficiale del Governo in merito alla possibile costruzione del maxi deposito di gas in località Rivara, in considerazione del fatto che le affermazioni del sottosegretario Carlo Giovanardi sono state più volte contraddette da dichiarazioni rilasciate, per quanto risulta agli interroganti, da altri esponenti locali appartenenti alla maggioranza di Governo;

            se non reputino atto dovuto, oltre che necessario, coinvolgere le istituzioni locali e informare i cittadini sulle modalità e sui tempi di eventuale realizzazione dell'opera prima della scadenza elettorale amministrativa del prossimo 6-7 giugno 2009, allo scopo di consentire alla popolazione di esprimere una scelta consapevole dei propri rappresentanti negli enti locali.

(3-02700) (06 marzo 2012)

BARBOLINI, BASTICO. - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico - Premesso che:

            il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali, ha pubblicato, il 22 febbraio 2012, il decreto di compatibilità ambientale, che esprime un giudizio positivo con prescrizioni per il progetto di stoccaggio sotterraneo proposto da Ers a Rivara in provincia di Modena;

            il decreto ministeriale prevede, tra l'altro: I) la compatibilità ambientale limitatamente alle sole operazioni previste nella fase di accertamento concernente il progetto "Concessione di stoccaggio sotterraneo di gas naturale denominato Rivara" presentato dalla Società Indipendent Gas Menagement (ora ERG Rivara Storage l. Srl con sede legale in via Ruggera, 7 41100) da realizzarsi nel Comune di San Felice sul Panaro in provincia di Modena al limitato fine dell'eventuale rilascio, ai sensi del titolo II, art. 3, comma 7, del decreto del Ministero dello sviluppo economico del 21 gennaio 2011 e del successivo decreto attuativo n. 50918 del 4 febbraio 2011, dell'autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico, d'intesa con la Regione interessata, a condizione che vengano ottemperate le prescrizioni riportate; II) nel caso in cui la fase di accertamento dia esito positivo, confermando la fattibilità di proposti programmi di stoccaggio di gas in unità geologiche profonde, la Società Erg Rivara Storage Srl, ai fini del rilascio della concessione di coltivazione da parte del Ministero dello sviluppo economico, dovrà richiedere preventivamente al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare la riattivazione dell'istanza di valutazione di impatto ambientale (VIA) presentata in data 8 settembre 2006, aggiornata sulla base degli esiti della citata fase di accertamento, in relazione alle fasi di realizzazione e di esercizio dell'impianto di stoccaggio;

            rilevato che:

            il progetto prevede uno stoccaggio di 3,2 miliardi di gas in un'area di 120 chilometri quadri e sarebbe, in Italia, il primo impianto di questo tipo;

            il 25 maggio 2011 la VIII Commissione permanente (Ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera dei deputati ha approvato una risoluzione con la quale impegna il Governo «ad assumere una posizione politica precisa sull'inopportunità della scelta della realizzazione del deposito di gas Rivara, allo scopo di evitare di sottoporre il territorio e i cittadini a rischi imprevedibili conseguenti alla mancanza di sicurezza sismica e geologica del sito che dovrebbe ospitare il deposito, oltre che per ragioni di criticità ambientale» (atto 7-00531);

            con parere approvato il 17 giugno del 2011 la Commissione ministeriale, non essendo in condizione di valutare ipotesi alternative e concludere, comunque, la procedura di compatibilità ambientale, esprime il proprio consenso all'avvio di una campagna di indagini geognostiche secondo il programma e con le finalità indicate dal proponente della citata risoluzione, vale a dire delle indagini dirette ad accertare in concreto la realizzabilità dell'impianto di stoccaggio, facendo presente che l'autorizzazione definitiva, come previsto dalla normativa vigente, è di competenza del Ministro dello sviluppo economico d'intesa con la Regione Emilia-Romagna;

            la Regione Emilia-Romagna, che già nell'ottobre 2009, con la risoluzione del Consiglio regionale n. 4903 del 2009, aveva invitato il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare a valutare soluzioni alternative, ha espresso parere contrario al progetto con delibera in data 8 febbraio 2011 e ancora con nota inviata dall'assessore regionale competente al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in data 29 novembre 2011, fornendo oggettivi, ineludibili e incontestabili elementi di pericolosità presenti nell'area di Rivara che renderebbero il sito incompatibile con operazioni di immissione ed estrazione del gas, ed esporrebbero la popolazione e l'ambiente ad un rischio difficilmente quantificabile anche a seguito di ulteriori studi e pertanto non valutabile con il margine di certezza necessario in applicazione del principio di precauzione sancito dal diritto comunitario;

            ripetutamente a partire dal 2005, i Comuni interessati e la provincia di Modena, hanno espresso, sulla scorta delle indicazioni fornite da numerosi esperti, la contrarietà all'intervento, in quanto l'impianto non fornisce sufficienti garanzie in termini di sicurezza e tutela ambientale;

            oltre alle istituzioni e agli enti locali, anche i comitati dei cittadini, appositamente costituiti, e le forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione, hanno più volte manifestato analoga contrarietà al progetto, evidenziandone l'insufficiente sicurezza;

            considerato che l'assessore alle Attività produttive, piano energetico e sviluppo sostenibile, economia verde, edilizia, autorizzazione unica integrata della Regione Emilia-Romagna ha espresso il parere negativo della Regione al decreto ministeriale, anche relativamente alla sola fase di accertamento preliminare per le ragioni più volte espresse: la presenza di faglie attive nel sito dove è proposto lo stoccaggio; le frequenti manifestazioni di sismicità naturale che caratterizza l'area; il deficit di protezione sismica dell'area; la sismicità indotta dalla realizzazione del deposito di gas. Inoltre, la Regione Emilia-Romagna ha ribadito il proprio interesse allo sfruttamento a fini geotermici delle risorse presenti nell'area, che verrebbe invece impedito dalla realizzazione del deposito di gas di Rivara,

            si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno, anche seguendo l'indirizzo approvato dalla competente Commissione parlamentare, sospendere ogni attività legata alla realizzazione dell'imponente impianto di stoccaggio di gas metano, considerate le caratteristiche del luogo e l'opposizione, più volte manifestata dalla Regione Emilia-Romagna e ribadita dopo la pubblicazione dell'ultimo decreto, alla realizzazione del medesimo impianto.

(3-02740) (20 marzo 2012) (già 4-06942 ) (23 febbraio 2012)

GIOVANARDI, CUTRUFO, ZANOLETTI, BALBONI, POSSA, FANTETTI, MANTICA, FLUTTERO, MESSINA, DE ECCHER, ASCIUTTI, VIESPOLI, MENARDI, CASTIGLIONE, CENTARO, CONTI, BIANCONI, SCARPA BONAZZA BUORA, SANTINI, PASTORE, BETTAMIO. - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

            sono attualmente pronti e cantierabili investimenti privati in Italia riguardanti stoccaggi gas, degassificatori, ricerca idrocarburi per un totale di 8 miliardi di euro;

            in particolare a Rivara di San Felice (Modena) la società Erg-Indipendent intende realizzare uno stoccaggio in profondità investendo 360 miliardi di euro;

            tale stoccaggio permetterebbe di abbattere il costo dei gas, che sta mettendo in ginocchio le imprese, in particolare quelle energivore, con drammatici cali del livello occupazionale;

            dopo anni di istruttoria e di approfondimenti la valutazione di impatto ambientale (VIA) del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con un poderoso ed articolato documento, ha autorizzato la società a investire 20 milioni di euro per una fase di accertamento preliminare della assoluta sicurezza dello stoccaggio in acquifero a 3 chilometri di profondità;

            la Regione Emilia-Romagna ha già annunciato il rifiuto dell'intesa all'effettuamento della ricerca sostenendo che i tecnici regionali paventano rischi di terremoto;

            a questo punto il ruolo degli organismi tecnici nazionali viene svuotato di ogni funzione se persino la ricerca scientifica può essere preclusa dalle autonomie locali con una visione a giudizio degli interroganti oscurantista;

            in queste condizioni è inutile parlare di sviluppo economico e di investimenti esteri in Italia, viste le procedure contraddittorie e a volte surreali con le quali si trovano a confrontarsi,

            si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda intraprendere per sbloccare la situazione e non dimostrare davanti al mondo che in Italia si ostacola persino la ricerca scientifica.

(3-02746) (21 marzo 2012) (già 4-00068 ) (28 maggio 2008)

BASTICO, BARBOLINI. - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico - Premesso che:

            la società Indipendent Gas Management S.r.l. (IGM), in data 30 luglio 2002, ha presentato al Ministero delle attività produttive istanza per concessione di stoccaggio sotterraneo di gas naturale nell'area di «Rivara», provincia di Modena, comprendendo porzioni territoriali dei comuni di San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Camposanto, Medolla e Mirandola, e Crevalcore in provincia di Bologna;

            il progetto prevede uno stoccaggio di 3,2 miliardi di gas in un'area di 120 chilometri quadrati e sarebbe, in Italia, il primo impianto di questo tipo;

            nel 2005 è stato espresso parere favorevole sull'idoneità tecnica del progetto;

            il 27 novembre 2006 è iniziata l'istruttoria per la valutazione di impatto ambientale del progetto;

            il 24 luglio 2007 l'assemblea plenaria della Commissione di valutazione di impatto ambientale (VIA) ha espresso «parere interlocutorio negativo sul progetto»;

            in più occasioni, i Comuni interessati, la Provincia di Modena e la Regione Emilia-Romagna hanno espresso, sulla scorta delle indicazioni fornite da numerosi esperti, la contrarietà all'intervento, in quanto l'impianto non fornisce sufficienti garanzie in termini di sicurezza e tutela ambientale;

            oltre alle istituzioni e agli enti locali, anche i comitati dei cittadini, appositamente costituiti, e le forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione, hanno più volte manifestato analoga contrarietà al progetto, evidenziandone l'insufficiente sicurezza;

            nei giorni scorsi, si è appreso dalla stampa locale che la suddetta società IGM ha annunciato di adire alle vie legali, mediante querele, nei confronti degli amministratori locali oppostisi al progetto e ha ribadito la volontà di proseguire la realizzazione del sito di stoccaggio a Rivara;

            inoltre, nel giugno 2007, in risposta all'interrogazione 3-00421 riguardante la stessa materia, il rappresentante del Governo diede una risposta interlocutoria dato che si era in una fase in cui erano ancora in corso le procedure di legge,

            si chiede di sapere:

            se vi siano elementi di novità rispetto alle informazioni già fornite dal rappresentante del Governo pro tempore;

            se l'intervento di stoccaggio a Rivara sia previsto nell'ambito del Piano strategico di approvvigionamento energetico nazionale;

            se risponda al vero che la società IGM abbia presentato nuova e ulteriore documentazione a seguito dei rilievi e del parere «interlocutorio negativo» della Commissione VIA;

            se, e in quale forma, saranno informati e coinvolti i comitati dei cittadini e le istituzioni locali sull'eventuale avanzamento dell'istanza autorizzativa.

Interrogazione sui diritti SIAE nell'ambito di manifestazioni di beneficenza

(3-02719) (08 marzo 2012)

DIVINA. - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:

            la Siae, Società italiana degli autori ed editori, è l'ente deputato al controllo del rispetto dei diritti d'autore, disciplinati dalla legge n. 633 del 1941;

            la stessa legge circoscrive le attività soggette al pagamento dei rispettivi diritti, nonché i soggetti tenuti a sottostare alle relative norme;

            ai diritti Siae non sono soggetti né bande né fanfare che riproducono brani musicali (art. 71);

            le attività soggette alla Siae sono circoscritte a quelle poste in essere in "esercizi pubblici" (art. 58);

            sempre ai fini Siae, non è considerata "pubblica" l'esecuzione, la rappresentazione o la recitazione di opere entro la cerchia della famiglia, convitto, scuola o istituto di ricovero, non effettuate a scopo di lucro;

            l'intento del legislatore è chiaramente quello, pur nella primaria tutela degli autori, di escludere dal pagamento dei diritti quei soggetti che sicuramente non lucrano sulle riproduzioni di opere o brani musicali, ma semplicemente li ascoltano a scopo scolastico, domestico o ricreativo;

            quanto accade nella realtà, però, stride con i principi intrinseci contenuti nella legge;

            un caso eclatante è accaduto l'ultimo sabato di carnevale (il 18 febbraio 2012) ad Isera in Trentino: il comitato Maccheroni di Isera organizza da ben 57 anni la maccheronata di carnevale, raccogliendo offerte che poi destina ad un'associazione che si occupa della cura ed ospitalità di disabili (cooperativa Villa Maria di Lenzima);

            lo stesso Comune di Isera contribuisce finanziariamente all'organizzazione della manifestazione;

            sabato 18 febbraio un ispettore Siae che si è recato sul posto, ha rilevato, nei pressi delle cucine, la presenza di una radio accesa (sembra che trasmettesse la radiocronaca di una partita di calcio) ed ha contestato la violazione della mancanza di autorizzazione Siae all'impiego di tale apparecchio;

            sembra sia volata anche qualche "mestolata" popolana, ma ciò non ha fatto desistere il responsabile Siae dal rilevare l'infrazione;

            al presidente 72enne del comitato non è rimasto che pagare la cifra di 953,27 euro, l'intero incasso della colletta, con il solo rammarico che per quest'anno non potrà finanziare le attività umanistiche a beneficio delle famiglie con disabili a carico,

            si chiede di sapere:

            come il Ministro in indirizzo interpreti, per questo specifico caso, la normativa Siae;

            se ritenga di condividere che, in casi ove non esiste alcuno scopo di lucro, le attività a fini benefici e umanistici oltre alle manifestazioni popolari tradizionali, che non si dovrebbero scoraggiare, debbano essere escluse dalla previsioni della normativa Siae;

            se ritenga di intervenire sulla normativa vigente allo scopo di esplicitare espressamente quanto sopra, stabilendo che soggetti che operano per fini benefici e meritori senza alcuno scopo di lucro possano operare nei rispettivi ambiti senza soggiacere al pagamento di diritti o al rischio di sanzioni, previsti dalla legge n. 633 del 1941 .