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Legislatura 16 - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 697 del 21/03/2012


Interrogazioni

MUSI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

con l'articolo 57, comma 1, lett. a) e b), del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, è stata modificata la disciplina di detraibilità dell'Iva in materia di cessione e di locazione di fabbricati di civile abitazione, prevedendo un regime opzionale per l'imposizione in sostituzione del previsto limite temporale;

di tale facoltà possono avvalersi, con le condizioni ivi previste, sia i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con i Ministri della solidarietà sociale e per le politiche giovanili e le attività sportive del 22 aprile 2008, sia quelli riferiti all'attuazione di piani di edilizia convenzionata;

considerato che:

la relazione al provvedimento di cui al decreto-legge n. 1 del 2012 parla di 47 milioni euro il maggior onere a carico del bilancio dello Stato in conseguenza della modifica così introdotta;

la relazione tecnica stima che gli effetti eventualmente prodotti dalla modifica normativa siano trascurabili, in considerazione dell'entità del fenomeno ancora relativamente contenuto;

la medesima relazione tecnica si riferisce peraltro al solo housing sociale;

la nota tecnica trasmessa al Senato in data 15 febbraio 2012 afferma che, con riferimento alle osservazioni formulate dalla Commissione (Bilancio) relativamente all'articolo in esame, ed in particolar modo per quanto concerne l'assoggettamento ad Iva delle cessioni, anche su opzione del cedente, di immobili abitativi in ambito di social housing, si ribadisce quanto già espresso in sede di relazione tecnica, ossia che attualmente il fenomeno risulta essere limitato per cui, a quadro macro-economico invariato, non si rilevano sostanziali effetti di gettito. Relativamente, invece, agli effetti indicati in una diminuzione di 47,2 milioni di euro, questi si riferiscono ad una proposta non presente nel provvedimento;

in relazione all'ampliamento temporale di un anno per l'esercizio del diritto di detraibilità previsto dalla legge di stabilità per il 2011 (articolo 1, comma 86, della legge n. 200 del 2010) la Ragioneria generale dello Stato ha affermato che la proposta prevede che ci sia l'applicazione dell'Iva sulle cessioni di abitazioni effettuate dai costruttori anche se sono trascorsi 5 anni dall'ultimazione dei lavori, e non più 4 come nella normativa vigente. In base ai dati è stato possibile determinare la perdita di Iva dovuta alla minore indetraibilità per i costruttori, derivante dall'assoggettamento ad imposta sul valore aggiunto di cessioni attualmente sottoposte a registro, la minore imposta di registro e la maggiore Iva dovuta all'applicazione della stessa su una base imponibile maggiore rispetto a quella utilizzata per il calcolo del registro. Da quanto sopra è risultato che la stima delle variazioni di gettito annuale dovuta al ripristino dell'assoggettamento ad Iva delle cessioni di fabbricati abitativi, è pari a circa 14 milioni di euro: minore indetraibilità dell'Iva 37,4, assoggettamento ad Iva delle operazioni 32,4, perdita registro 7,4, perdita ipotecaria e catastale 1,6,

si chiede di conoscere se la stima contenuta nella relazione tecnica al decreto-legge del 24 gennaio 2012, n. 1, e ribadita dal Dipartimento delle finanze tenga conto del fatto che la modifica introdotta non è riferita solo agli immobili destinati ad alloggi sociali (social housing) ma anche ai fabbricati di edilizia economica convenzionata e quali siano gli effetti annuali in termini di gettito e le ricadute sui contribuenti.

(3-02745)

BASTICO, BARBOLINI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico -

(3-02746)

(Già 4-00068)