Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (656 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 695 del 20/03/2012


LEGNINI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LEGNINI (PD). Signor Presidente, il nostro Gruppo voterà le mozioni così come riformulate su indicazione e suggerimento del Governo ed all'esito di un confronto che c'è stato qui in Aula, e poi per le vie brevi. Mozioni che affrontano, da punti di vista diversi, per territori diversi, un problema molto serio, come abbiamo potuto ascoltare, derivante dal progressivo ed inarrestabile aumento del prezzo dei prodotti petroliferi alla pompa. C'è poi l'antico e mai risolto problema siciliano, che viene affrontato nelle mozioni che sono in discussione e che, per la verità, è già stato affrontato numerose volte. I diversi Governi che si sono succeduti hanno assunto numerosi impegni. Io ricordo una norma contenuta nella finanziaria per il 2007 che obbligava lo Stato e la Regione a trattare un aumento della compartecipazione alle accise.

Con queste mozioni si denuncia inoltre un fenomeno reale, che va sempre più aggravandosi: quello della fuga dei consumatori dai territori di confine del Friuli, della Lombardia, del Piemonte e altri ancora verso l'estero, la Slovenia e la Svizzera, dove i carburanti costano molto meno. Una fuga determinata da una differenza di prezzi vistosa, che sta determinando una riduzione di consumi nel nostro Paese, che sta determinando una perdita di gettito, non solo per i carburanti, ma anche per altri prodotti, a seguito dell'ovvia constatazione che i consumatori, una volta che si recano in altri Paesi a fare il pieno di benzina, con ogni probabilità lì acquistano anche altri beni.

Il problema è serio. Non è, come ha detto bene il senatore Pegorer, un problema localistico, non è una rivendicazione localistica. È un problema nazionale, di cui il Governo ha fatto bene a farsi carico, e che credo sarà affrontato più approfonditamente anche in occasione dell'esame del decreto fiscale che in questi giorni è in discussione nelle Commissioni 5a e 6a di questo ramo del Parlamento.

Ma il problema sollevato da queste mozioni è più generale. Mi chiedo, e chiedo al Governo e ai colleghi (lo faccio in modo retorico, sapendo che la pensiamo - credo - tutti allo stesso modo su questo punto): è sostenibile un livello di prezzi dei carburanti come quello che si va consolidando in questo periodo - sappiamo infatti che la benzina verde e il gasolio viaggiano verso i due euro al litro - in questo contesto di crisi, di difficoltà? I nostri prezzi, come è già stato detto, sono i più alti d'Europa.

Questo è il problema che abbiamo di fronte. Ed è evidente che questa situazione non è sostenibile, perché si è determinato un calo di consumi molto serio: l'anno scorso è stato registrato un calo di 2,5 punti percentuali; a gennaio di quest'anno, a seguito dall'aumento delle accise, contenuto nella manovra «salva Italia», si è registrato un calo del 5,9 per cento, naturalmente su base mensile.

Questa situazione sta determinando anche un aumento dell'inflazione, per via diretta e per via indiretta, cioè attraverso l'incidenza che l'aumento dei prodotti petroliferi ha sui prodotti, in particolare su quelli trasportati su gomma ed ancor più in particolare sui prodotti alimentari (frutta e verdura, in special modo).

Infine, il rischio è che le previsioni di gettito, che ascendono ad una cifra superiore ai 4 miliardi e mezzo su base annua, determinate dal decreto «salva Italia», non si verifichino. C'è questo rischio. Vorremmo sapere dal Governo, non adesso evidentemente ma nel prosieguo, se questa preoccupazione è fondata o meno.

Insomma, c'è materia di riflessione seria per il Governo e per il Parlamento, certamente per i territori di confine e per la Sicilia nei termini che abbiamo ascoltato contenuti nelle mozioni che ci accingiamo a votare. Ma complessivamente bisogna intervenire su questi livelli insostenibili di prezzi dei carburanti, che colpiscono in particolare le fasce meno abbienti della popolazione, la produzione, la distribuzione e che mettono seriamente in difficoltà il percorso di risanamento e di crescita del nostro Paese.

Siamo convinti che il Governo, come ha dimostrato oggi, non tarderà a farsi carico di questo che è uno dei problemi più seri di questo momento storico. (Applausi dal Gruppo PD).