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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 695 del 20/03/2012


GALIOTO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GALIOTO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, anche noi siamo favorevoli alle mozioni in esame, che ci hanno visto tutti coinvolti, trattando un argomento diventato ormai molto sensibile. Mi riferisco al nuovo aumento del prezzo della benzina, del diesel e del gasolio previsto dal decreto salva Italia dello scorso dicembre, questione che ormai influisce costantemente e quotidianamente sulla vita di tutti i cittadini.

Assistiamo ormai ad un galoppante aumento del prezzo della benzina, che arriva a sfiorare circa i due euro. Pagare due euro un litro di benzina, oltre ai rincari normali di inizio anno e aggiungendo ad essi anche quelli relativi ai pedaggi autostradali, significa chiedere sacrifici pesantissimi e sicuramente non sostenibili a milioni di automobilisti e cittadini che usano il mezzo di locomozione per lavorare e non per piacere.

Il prezzo del carburante in Italia risulta tra i più alti rispetto alla media europea. Possiamo parlare ormai di una fiscalità di svantaggio, la quale incide, al contrario, positivamente nell'economia di alcuni Paesi confinanti: pensiamo alla Slovenia, da un lato, e alla Svizzera, dall'altro. Assistiamo al fenomeno sempre più crescente del pendolarismo del pieno: la gente in difficoltà dal punto di vista economico si sobbarca ore ed ore di code, un periodo di tempo tolto al lavoro e alla famiglia, per cercare di risparmiare qualche euro.

In particolare, vorrei sottolineare che il peso delle accise sul costo della benzina, soprattutto in una realtà come la Sicilia, è aumentato di ben 40 centesimi al litro, registrando così il prezzo più alto d'Europa del carburante venduto al dettaglio. La media del prezzo alla pompa, per il carburante venduto nella nostra Regione, è ormai attorno ai due euro.

Dobbiamo anche evidenziare che nelle raffinerie siciliane si produce circa il 40 per cento del distillato totale italiano e la protesta degli ultimi mesi e delle ultime settimane del cosiddetto movimento dei forconi potrebbe continuare a creare dei disagi fortissimi a tutta la comunità siciliana. Una protesta che nel merito è condivisibile, ma che ovviamente nel metodo non può essere condivisa e sostenuta.

È urgente perciò intervenire in maniera determinata in questo settore. Prima di tutto operando con maggiore determinazione sul versante delle liberalizzazioni. Il Governo con il decreto «cresci Italia» sta operando in questa direzione e noi siamo d'accordo sulla necessità di proseguire con fermezza e determinazione su questo percorso. Bisogna, infatti, portare avanti misure incisive sulla liberalizzazione dei carburanti, per promuovere una forte e reale diminuzione del loro prezzo e rendere quindi concorrenziale un mercato che ancora oggi è condizionato da principi oligopolistici.

Chiediamo pertanto all'Esecutivo, condividendo la proposta del Governo nella mozione che si è progressivamente formata e che coinvolge tutti i Gruppi parlamentari, di disporre un serio piano di controlli e di verifiche per contrastare le intollerabili speculazioni, che nessuno può più reggere nel nostro Paese, che spesso si verificano e continuano a crescere in questo comparto, intervenendo in modo deciso e drastico per il contenimento dei costi, a tutela del consumo e del reddito dei cittadini e a garanzia dei gestori dei carburanti nelle zone di confine e, soprattutto, dei territori delle Regioni insulari del nostro Paese.

Credo che operando in questa direzione e approvando queste mozioni potremo continuare a essere tutti insieme responsabili, offrendo un contributo concreto alla ripresa del Paese. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI e del senatore De Angelis).