Seguito della discussione delle mozioni nn. 522, 527, 552, 556, 557, 558, 563 e 564 sulle accise sui carburanti nelle zone di confine
Approvazione delle mozioni nn. 522 (testo 2), 552 (testo 2), 556 (testo 2), 563 (testo 2) e 564 (testo 2). Ritiro delle mozioni nn. 527, 557 e 558
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione, che era stata rinviata, su richiesta del Governo, nella seduta pomeridiana del 7 marzo dopo l'illustrazione delle mozioni.
PEGORER (PD). Le mozioni presentate non hanno l'obiettivo di garantire privilegi ad alcune categorie o aree del Paese: mirano piuttosto a rendere effettive le previsioni di entrata del 2011. L'aumento delle accise sul carburante, infatti, è una componente importante della manovra di riequilibrio dei conti pubblici, approvata lo scorso dicembre da un ampio schieramento parlamentare. Ma la contrazione dei consumi, seguita all'aumento del prezzo del carburante, e il fenomeno del pendolarismo del pieno riducono considerevolmente il gettito rispetto alle stime.
ZANETTA (PdL). Le misure sulle accise contenute nel decreto salva Italia hanno accentuato i problemi legati alle differenze di prezzo del carburante che hanno un impatto negativo sull'erario oltre che sulle imprese e sull'occupazione. Per eliminare il fenomeno del pendolarismo del pieno, la mozione n. 522 impegna il Governo a prevedere misure di incremento degli sconti di prezzo del gasolio e delle benzine nelle aree di confine di Lombardia e Piemonte e a rinegoziare l'entità della compartecipazione al gettito delle accise di competenza della Regione Friuli-Venezia Giulia.
PERTOLDI (PD). L'aumento delle accise sugli oli minerali disposto dal recente decreto salva Italia determina, soprattutto per le zone di confine, fiscalità e prezzi di svantaggio rispetto agli Stati confinanti e di conseguenza una riduzione dei consumi. Il contributo per l'acquisto di carburante disposto dalla Regione Friuli-Venezia Giulia per i suoi abitanti è una misura ormai inadeguata a colmare il divario dei prezzi; è quindi necessario aggiornare la quota di devoluzione dallo Stato del gettito derivante dalle accise, al fine di abbassare i prezzi e limitare l'evasione dei consumi. Tale misura eviterebbe una perdita di gettito molto più ingente della maggiorazione della quota devoluta.
STRANO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Da decenni gli interessi delle compagnie petrolifere e dei potentati economici prevalgono sui bisogni dei cittadini siciliani, penalizzati non solo dalla marginalità dell'isola dal punto di vista infrastrutturale, ma anche dalla mancata erogazione di compensazioni per i danni inferti al territorio siciliano dagli impianti di raffinazione degli idrocarburi. Futuro e Libertà per l'Italia chiede, purtroppo senza molte speranze, che queste compensazioni si traducano in una riduzione delle accise sui prodotti petroliferi consumati in Sicilia o nel trasferimento alla Regione di una percentuale delle accise stesse, nonché nella cessione di quote del gettito dell'imposta di produzione sui prodotti energetici raffinati nel territorio regionale.
LUMIA (PD). In Sicilia l'aumento delle accise sui prodotti petroliferi ha avuto gravi ripercussioni sulla pesca, sul trasporto locale e sull'agricoltura. Poiché per ragioni tecniche non è stato dato corso alla previsione della finanziaria del 2007 del Governo Prodi di un incremento della quota di compartecipazione della Regione Sicilia alla spesa sanitaria a cui doveva corrispondere la retrocessione di una quota delle accise sugli oli minerali raffinati sul territorio siciliano, la mozione n. 564 chiede una riduzione delle accise sui prodotti immessi sul mercato in Sicilia o altre forme di compensazione.
DIVINA (LNP). La mozione n. 558 della Lega pone l'accento sugli effetti negativi dell'aumento delle accise sui carburanti per le Regioni di confine, sui disagi causati dagli spostamenti dei cittadini che vanno a rifornirsi all'estero e sulle ingenti perdite per lo Stato in termini di gettito fiscale. Alcune tra le Regioni interessate al fenomeno sono intervenute, dividendo i territori di confine in fasce e stabilendo degli sconti, ma oggi queste soluzioni andrebbero adeguate all'acuirsi del problema e comunque il Governo dovrebbe modificare la compartecipazione delle accise con il Friuli e promuovere l'incremento del fondo per le agevolazioni istituito in Piemonte e Lombardia. Il Governo dovrebbe anche invitare le Regioni che non lo hanno ancora fatto ad adottare misure volte al contenimento dei costi del carburante.
VIMERCATI (PD). È urgente che il Governo ponga in essere misure calmieranti atte a scongiurare i gravi danni provocati dagli aumenti delle accise sui carburanti disposti dal decreto cosiddetto salva Italia, che hanno portato il prezzo della benzina ai livelli più alti in Europa. In particolare nelle zone di confine si registra il fenomeno del cosiddetto pendolarismo del pieno, per cui vi è un crollo dei consumi di carburante presso la rete di distribuzione nazionale a vantaggio di quella degli Stati confinanti, dove si applicano prezzi decisamente più competitivi. Si determinano così sensibili mancati introiti per l'Erario e prende sempre più piede il fenomeno dell'importazione illegale di carburante.
LADU (PdL). L'aumento delle accise sui carburanti ha aggravato la fiscalità di svantaggio dei territori di confine ed ha portato i consumatori ad effettuare all'estero i rifornimenti, con gravi danni alle economie locali e mancati introiti di accise e di IVA. Non sono previste compensazioni per le aree svantaggiate dalla marginalità o, come nel caso della Sardegna, dalla insularità. A questo ultimo proposito, lo Stato dovrebbe prendere in considerazione misure specifiche di ristoro per il territorio sardo su cui incide una delle più grandi raffinerie d'Europa, la Saras, la cui presenza anziché implicare vantaggi per gli abitanti ha creato danni ambientali in uno dei poli turistici più importanti del Paese. L'aumento del PIL determinato dalla presenza della raffineria ha peraltro avuto l'effetto di far uscire la Sardegna dall'obiettivo 1 dei fondi comunitari, a fronte del fatto che i cittadini sardi pagano il prezzo più alto a livello nazionale per l'energia a causa dell'assenza di gas metano.
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione sulle mozioni.
POLILLO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiede una breve sospensione per poter esaminare approfonditamente le diverse mozioni.
PRESIDENTE. Sospende la seduta
La seduta, sospesa alle ore 17,55 e successivamente alle ore 18,25, è ripresa alle ore 18,52.
POLILLO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Esprime parere favorevole sulla mozione n. 522 (testo 2) (v. Allegato A), nella quale confluiscono le mozioni nn. 557, 558 e 527. Propone inoltre diverse formulazioni delle mozioni nn. 552, 556, 563 e 564 (v. Resoconto stenografico).
PRESIDENTE. I presentatori ritirano le mozioni nn. 557, 558 e 527 e sottoscrivono la mozione n. 522 (testo 2). Passa alla votazione delle mozioni.
LI GOTTI (IdV). Accoglie le modifiche richieste dal Governo alla mozione n. 563 (v. testo 2 nell'Allegato A) che pone l'accento sull'accelerazione dell'iter dei disegni di legge, all'esame della Commissione industria, che prevedono l'aumento delle royalty a carico delle compagnie che pagano oggi canoni troppo bassi per la ricerca e l'estrazione di idrocarburi.
CASTIGLIONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Accetta le modifiche proposte dal Sottosegretario alla mozione n. 552 (v. testo 2 nell'Allegato A). Nel dichiarare voto favorevole anche alla mozione unitaria, insiste sulla necessità di dare una risposta immediata al movimento di protesta siciliano attraverso una riduzione delle accise sui carburanti e un aumento delle royalty a carico delle società petrolifere, da destinare alla bonifica dei territori.
MOLINARI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Consegna il testo scritto della dichiarazione di voto favorevole alle mozioni affinché sia pubblicato in allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).
GALIOTO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). La protesta del movimento dei forconi, non condivisibile nel metodo, pone una questione ineludibile: la Sicilia fa registrare il più alto livello dei prezzi al dettaglio dei carburanti in Italia, che peraltro registra i prezzi più alti d'Europa. Per tutelare i consumatori e contenere i costi occorre procedere con fermezza sul versante delle liberalizzazioni e disporre un piano di controlli per contrastare la speculazione.
VALLI (LNP). La Lombardia ha introdotto con legge uno sconto sulla benzina per i Comuni di frontiera, ma il Governo nazionale non ha concesso un ulteriore stanziamento di 20 milioni di euro per estendere la riduzione anche al gasolio. Questa inerzia del Governo fa perdere solo nella zona di confine del comasco un milione di euro di accise al giorno a causa del fenomeno del pendolarismo del pieno oltre confine, che induce anche a maggiori acquisti all'estero, a scapito dell'economia locale, delle attività produttive e dell'occupazione. Dichiara voto favorevole alle mozioni.
LEGNINI (PD). Le vistose differenze di prezzo dei carburanti rispetto ai Paesi confinanti, che provocano un calo dei consumi interni e una perdita di gettito, costituiscono un problema non meramente locale. Il prezzo della benzina, che ha un ruolo cruciale nella determinazione del tasso di inflazione, ha raggiunto un livello insostenibile, avrà ripercussioni negative sulla produzione e sul consumo e, quindi, sulle prospettive di risanamento della finanza pubblica e di crescita del Paese: è bene quindi che il Governo si occupi del problema e provveda a rimodulare le accise in sede di decreto fiscale.
SARO (PdL). Il Gruppo voterà a favore della mozione n. 522 (testo 2). L'aumento del costo dei carburanti è ormai insostenibile, provoca l'impoverimento delle famiglie, produce effetti negativi sull'economia e non consente alle imprese italiane parità di competizione a livello europeo. La perdita di introiti fiscali rischia di vanificare parte del decreto salva Italia. Il Governo deve quindi inserire nel decreto fiscale norme per consentire una riduzione delle accise in Lombardia, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia; affrontare nel confronto sul federalismo fiscale tutte le questioni relative alla Sicilia ed alla Sardegna; consentire a livello regionale un meccanismo automatico di adeguamento delle accise in relazione agli andamenti del prezzo della benzina; discutere in sede europea la questione delle fiscalità di svantaggio.
Con votazione nominale elettronica, il Senato approva all'unanimità la mozione n. 522 (testo 2).
DIVINA (LNP). Chiede che si proceda alla votazione della mozione n. 552 (testo 2) per parti separate, in quanto la seconda parte del dispositivo non è condivisibile. Si propone infatti la riduzione delle accise sui carburanti per la sola Sicilia, a fronte di problemi di cui soffrono anche altri territori.
GARRAFFA (PD). La Sicilia versa in una condizione particolare perché sull'isola si lavora, con gravi danni ambientali, gran parte del petrolio utilizzato in Italia. La votazione per parti separate indebolirebbe l'atto.
CASTELLI (LNP). Sarebbe auspicabile una maggiore coerenza da parte del Popolo della Libertà, che vota a favore delle mozioni che chiedono un abbassamento delle accise sui carburanti, ma anche del cosiddetto decreto salva Italia che ne ha disposto l'aumento. Il Parlamento dovrebbe essere meno succube del Governo tecnico.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Accoglie le modifiche proposte dal Governo alla mozione n. 556 (v. testo 2 nell'Allegato A).
PRESIDENTE. Dispone la votazione per parti separate della mozione n. 552 (testo 2).
Con votazioni nominali elettroniche, il Senato approva le mozioni n. 552 (testo 2), 556 (testo 2) e 563 (testo 2).
BRICOLO (LNP). Chiede risulti agli atti che il Gruppo ha inteso astenersi sulla mozione n. 556 (testo 2).
STRANO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Accetta le modifiche proposte dal Governo alla mozione n. 564 (v. testo 2 nell'Allegato A) confidando in un esito positivo del confronto del Governo con la Regione siciliana per l'adozione di provvedimenti di ristoro ambientale.
SALTAMARTINI (PdL). Occorre difendere la coesione nazionale del Paese: per questo nella discussione sul federalismo fiscale non va dimenticata la condizione in cui versa la Sardegna, che lavora sul suo territorio un'enorme quantità di idrocarburi.
Con votazione nominale elettronica, il Senato approva la mozione n. 564 (testo 2).
PRESIDENTE. Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 21 marzo.
La seduta termina alle ore 19,49.
Nel corso della seduta, la Presidenza ha salutato, a nome dell'Assemblea, rappresentanze di studenti presenti nelle tribune.