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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 695 del 20/03/2012


DELLA SETA, FERRANTE - Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

si apprende dalla lettura di numerosi quotidiani, tra i quali "Libero" e "la Repubblica", che l'ex Presidente del Consiglio dei ministri non avrebbe pagato la bolletta della luce. Il conto per l'illuminazione della via privata San Martino, che costeggia la dimora ad Arcore (Monza e Brianza), sarebbe finito sulla scrivania del sindaco. La storia sarebbe andata avanti da tre decenni: da quando la stradina è stata dotata di due lampioni, per un costo pari a 120 euro all'anno, che il Comune di Arcore avrebbe sborsato al posto del proprietario;

a scoprire l'assurda vicenda è stato l'ufficio tecnico del Municipio. In nome del risparmio energetico, l'amministrazione sta mappando i pali della luce della cittadina. Una decisione presa dalla Giunta di centro-sinistra, guidata da un sindaco del Partito democratico, che vorrebbe sostituire le vecchie lampadine con nuovi led a basso consumo energetico. Elettrificata sul finire degli anni '70, la stradina alla destra dell'ingresso principale porta dritto a quelle che un tempo erano le cascine della residenza appartenuta ai Casati Stampa. E che oggi servono a ospitare il personale di servizio;

per gli arretrati non c'è nulla da fare, spiega il sindaco: «Non chiederemo di saldare il debito. Si tratta di 2.000 euro che piuttosto dovremmo chiedere ai miei predecessori, visto che l'errore è loro». Al Comune, allora, non resta altro da fare che regolarizzare la situazione. Un paio di giorni fa il sindaco ha inviato una lettera in cui chiede al proprietario della via di procedere a una formale voltura per sistemare la faccenda;

la vicenda è singolare, tanto più in quanto è capitato che alcuni comuni di centro-destra abbiano mostrato particolare rigore in talune circostanze, negando assistenza ai bambini disagiati, ad esempio quando le relative famiglie non hanno pagato, perché non potevano farlo, la retta della mensa,

si chiede di conoscere:

se risultino al Governo le motivazioni che hanno condotto l'amministrazione comunale di Arcore a non richiedere, per decenni, al proprietario di villa San Martino le spese dell'illuminazione pubblica;

se questo comportamento omissivo dell'amministrazione comunale di Arcore, nell'azione di vigilanza, non abbia espressamente violato le proprie prerogative istituzionali, il che comporterebbe violazione dei principi costituzionali della trasparenza, dell'imparzialità e della legittimità nell'azione della pubblica amministrazione e, nel caso, se non intenda immediatamente assumere le iniziative di competenza per far valere l'eventuale danno erariale commesso dalle precedenti amministrazioni di Arcore.

(4-07117)