VICARI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VICARI (PdL). Signora Presidente, signora Sottosegretario, onorevoli colleghi, mi reputo parzialmente soddisfatta della risposta del Governo, perché si tratta di una questione abbastanza vecchia ed annosa, discussa e affrontata anche con tentativi emendativi all'interno del provvedimento cosiddetto milleproroghe non accolti dal Governo. Essi erano volti non tanto a sanare, ma a risolvere una questione che in sé racchiude una grande contraddizione legislativa.
Nel 2008, con il decreto-legge n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, è stato esteso - come testé riferito - l'inserimento nelle suddette graduatorie al personale docente iscritto nell'anno accademico 2007-2008 ai corsi universitari anche presso le facoltà di scienze della formazione primaria, le accademie e i conservatori, sempre per il fine del conseguimento della relativa abilitazione. L'obiettivo di queste norme era quello di esaurire il famoso ed annoso problema del precariato in attesa di un nuovo sistema di formazione e di reclutamento degli insegnanti. Subito dopo, bloccando all'anno 2008 le graduatorie, tutti coloro che venivano autorizzati anche da procedure ministeriali a conseguire le relative abilitazioni venivano esclusi dall'immissione nel mondo del lavoro. Ritengo sia questo il motivo per cui più colleghi hanno sollecitato la risoluzione di tale problema. È vero che nel 2011 è stata individuata la norma per poter definire la questione, ma probabilmente sarebbe stato più incisivo, non solo per il Governo ma anche per il Parlamento, trovandoci ormai nel marzo 2012, che si fosse pervenuti ad una definizione dell'emanazione del provvedimento che disciplina la materia. In sostanza, sarebbe stato importante per i destinatari di questo intervento sapere non che il decreto per immettere nelle graduatorie i soggetti di cui sopra fosse stato già pubblicato, ma almeno entro quali tempi il Governo pensa di adottarlo, affinché essi possano avere certezze in merito alla loro attività lavorativa.
In conclusione, ancora oggi, a distanza di quasi quattro anni, lo stesso problema del precariato viene affrontato parzialmente, e lo scopo finale, quello cioè di esaurirlo, non viene conseguito.
Confermo, pertanto, una soddisfazione parziale rispetto alle informazioni fornite in questo momento dal Governo, augurandomi che personalmente il Sottosegretario continui ad occuparsi della questione. Tra l'altro, mi fa piacere - non me ne vogliano gli uomini - che a seguire la vicenda sia proprio una donna perché conoscendo la determinazione e la caparbietà delle donne sono certa che almeno entro il mese di aprile il Governo possa dire di aver pubblicato il decreto. È soltanto un atto amministrativo gestionale. Tutte le norme ci sono ed occorre soltanto un segno di buona volontà.