Svolgimento di interrogazioni (ore 16,04)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.
Saranno svolte per prime le interrogazioni 3-02201, 3-02344 e 3-02723 (già 4-06511) sui criteri di inserimento del personale docente nelle graduatorie ad esaurimento.
La rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere congiuntamente a tali interrogazioni.
UGOLINI, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Si risponde congiuntamente agli indicati atti di sindacato ispettivo che pongono quesiti di analogo contenuto riguardanti l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di alcune categorie di personale docente.
Si tratta di una questione in merito alla quale il Ministero ha più volte riferito in sede parlamentare evidenziando il carattere di definitività che il legislatore ha costantemente attribuito alle citate graduatorie.
Si riepiloga brevemente l'evoluzione normativa intervenuta in materia.
La legge n. 296 del 2006 (finanziaria 2007), al comma 605 dell'articolo 1, ha trasformato le graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento facendo salvi i nuovi inserimenti da effettuare per il biennio 2007-2008 per i soli docenti che fossero già in possesso di abilitazione e, con riserva del conseguimento del titolo di abilitazione, per quelli che, alla data di entrata in vigore della legge, stessero frequentando i corsi abilitanti SSIS, COBASLID, scienza della formazione primaria ed i corsi di didattica della musica presso i conservatori.
Il successivo decreto-legge n. 137 del 2008 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 169 del 2008), ha eccezionalmente previsto, all'articolo 5-bis, l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di coloro che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le SSIS o i corsi COBASLID attivati nell'anno accademico 2007-2008 conseguendo il titolo abilitante.
L'intenzione del legislatore di non estendere l'inclusione nelle graduatorie ad esaurimento ad altre categorie di aspiranti (oltre quelle precedentemente indicate) è stata ulteriormente confermata dall'articolo 9, comma 20, del decreto-legge n. 70 del 2011 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2011), il quale ha stabilito che l'aggiornamento delle predette graduatorie è consentito, con cadenza triennale (e non più biennale), «senza possibilità di ulteriori nuovi inserimenti».
Ciò premesso, il decreto ministeriale n. 44 del 12 maggio 2011, parzialmente modificato con successivo decreto n. 47 del 26 maggio 2011, con il quale si è proceduto all'aggiornamento triennale delle graduatorie, non ha previsto alcun nuovo inserimento ma soltanto la possibilità, da parte di coloro che sono già inseriti, di chiedere la permanenza e/o l'aggiornamento del punteggio, la conferma dell'iscrizione con riserva o scioglimento della stessa e il trasferimento a una Provincia diversa da quella di inserimento.
Successivamente è intervenuto sulla materia il decreto-legge n. 216 del 2011, recante «Proroga di termini previsti da disposizioni legislative». In sede di conversione (legge n. 14 del 2012), è stato introdotto all'articolo 14 il comma 2-ter il quale, nel ribadire che le graduatorie ad esaurimento restano chiuse, istituisce una fascia aggiuntiva alle suddette graduatorie in cui andranno inseriti coloro che hanno conseguito l'abilitazione avendo frequentato: i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID); il secondo e il terzo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A; i corsi di laurea in scienze della formazione primaria negli anni accademici 2008-2009, 2009-2010 e 2010-2011.
Tale norma ha inteso contemperare il carattere di definitività delle graduatorie ad esaurimento, così come delineato dal legislatore, con l'esigenza di definire la posizione di coloro che sono in possesso di requisiti corrispondenti a quelli del personale già inserito.
Quanto prima il Ministero predisporrà il decreto, previsto dal medesimo comma 2-ter, con cui verranno definiti i termini e le modalità per l'inserimento nella fascia aggiuntiva a decorrere dal prossimo anno scolastico 2012-2013.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signora Presidente, intanto ringrazio la signora Sottosegretario per la risposta esaustiva, che ripercorre puntualmente tutto un iter relativo alla questione rappresentata al Governo da me e da altri colleghi. Credo che, rispetto all'iter da lei prefigurato, siamo arrivati a compiere un atto di giustizia più che meritato nei confronti di diverse categorie di docenti che, pur avendo requisiti all'altezza e soprattutto congrui, si erano visti escludere dalla graduatoria permanente.
Ritengo che oggi si possa registrare, da parte del Governo e del Parlamento, una situazione diversa che si andrà a sanare con le modalità da lei testé indicate, che poi saranno rese note a tutti coloro che dovranno presentare una domanda o intraprendere un apposito percorso dal punto di vista burocratico per essere inseriti, e che finalmente potranno vedere soddisfatti i loro giusti diritti.
Esprimo pertanto la mia soddisfazione per la risposta ottenuta, anche perché un iter andato finalmente in porto nella pubblica istruzione rappresenta pur sempre una grande conquista, considerato che tale comparto è sempre sulla bocca di tutti, ma diventa molto spesso la «Cenerentola» delle tensioni governative e parlamentari.
Ecco, l'occasione mi è propizia per sottolinearle l'importanza (visto che ho dibattuto in modo specifico sull'insegnamento dello strumento musicale, che rappresenta una grande operazione fatta a quel livello perché è noto quanto sia avvertita l'esigenza di una formazione e di un'educazione a livello musicale nella nostra scuola di base) di portare a termine quella riforma della legge n. 508 che il Senato ha votato unanimemente e che ha inviato velocemente all'altro ramo del Parlamento dove sembra, in qualche modo, essersi arenata. C'è un settore, quello dell'alta formazione artistica e musicale, che sta languendo in una situazione di stand-by incomprensibile. Infatti, la realtà che la legge n. 508 del 1999 aveva aperto come spazio futuro per la realizzazione di politecnici delle arti in cui far confluire tutto questo settore si è bloccata, perché la legge di riforma alla Camera non sta proseguendo il suo iter.
Consegno a lei questo appello accorato, signora Sottosegretario, a nome di tutto il settore, anche al fine di ottemperare all'esigenza degli alunni (quindi non solo dei docenti) di ricevere questo tipo di formazione. Le chiedo quindi di attivarsi per accelerare questo iter alla Camera, così come abbiamo fatto consapevolmente e responsabilmente qui in Senato.
VICARI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VICARI (PdL). Signora Presidente, signora Sottosegretario, onorevoli colleghi, mi reputo parzialmente soddisfatta della risposta del Governo, perché si tratta di una questione abbastanza vecchia ed annosa, discussa e affrontata anche con tentativi emendativi all'interno del provvedimento cosiddetto milleproroghe non accolti dal Governo. Essi erano volti non tanto a sanare, ma a risolvere una questione che in sé racchiude una grande contraddizione legislativa.
Nel 2008, con il decreto-legge n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, è stato esteso - come testé riferito - l'inserimento nelle suddette graduatorie al personale docente iscritto nell'anno accademico 2007-2008 ai corsi universitari anche presso le facoltà di scienze della formazione primaria, le accademie e i conservatori, sempre per il fine del conseguimento della relativa abilitazione. L'obiettivo di queste norme era quello di esaurire il famoso ed annoso problema del precariato in attesa di un nuovo sistema di formazione e di reclutamento degli insegnanti. Subito dopo, bloccando all'anno 2008 le graduatorie, tutti coloro che venivano autorizzati anche da procedure ministeriali a conseguire le relative abilitazioni venivano esclusi dall'immissione nel mondo del lavoro. Ritengo sia questo il motivo per cui più colleghi hanno sollecitato la risoluzione di tale problema. È vero che nel 2011 è stata individuata la norma per poter definire la questione, ma probabilmente sarebbe stato più incisivo, non solo per il Governo ma anche per il Parlamento, trovandoci ormai nel marzo 2012, che si fosse pervenuti ad una definizione dell'emanazione del provvedimento che disciplina la materia. In sostanza, sarebbe stato importante per i destinatari di questo intervento sapere non che il decreto per immettere nelle graduatorie i soggetti di cui sopra fosse stato già pubblicato, ma almeno entro quali tempi il Governo pensa di adottarlo, affinché essi possano avere certezze in merito alla loro attività lavorativa.
In conclusione, ancora oggi, a distanza di quasi quattro anni, lo stesso problema del precariato viene affrontato parzialmente, e lo scopo finale, quello cioè di esaurirlo, non viene conseguito.
Confermo, pertanto, una soddisfazione parziale rispetto alle informazioni fornite in questo momento dal Governo, augurandomi che personalmente il Sottosegretario continui ad occuparsi della questione. Tra l'altro, mi fa piacere - non me ne vogliano gli uomini - che a seguire la vicenda sia proprio una donna perché conoscendo la determinazione e la caparbietà delle donne sono certa che almeno entro il mese di aprile il Governo possa dire di aver pubblicato il decreto. È soltanto un atto amministrativo gestionale. Tutte le norme ci sono ed occorre soltanto un segno di buona volontà.