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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 694 del 15/03/2012


Ripresa dello svolgimento di interrogazioni (ore 16,18)

PERDUCA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signora Presidente, gli studenti e i professori hanno comunque la fortuna di avere in Aula senatori tra i migliori. Terremo quindi alta la reputazione del Senato della Repubblica.

Anch'io, come la senatrice Vicari, senza aggiungere le cose già dette, che condivido al 100 per cento, della senatrice Sbarbati, mi dichiaro parzialmente soddisfatto, perché le domande nella mia interrogazione erano due. Anzitutto, avevo citato nel corpo della stessa una dichiarazione del Ministro che aveva annunciato o, a seconda dei punti di vista, paventato la possibilità di lanciare un nuovo concorso: a questa domanda non è stata data risposta.

L'altra domanda invece è stata in parte soddisfatta per esclusione. Chiedevamo infatti quali misure il Governo intendesse assumere per affrontare, al fine di risolverlo e sanarlo, l'annoso problema del precariato prima di indire un concorso i cui vantaggi sarebbero riservati solo ad una piccola percentuale di questo vasto universo.

Il vasto universo, almeno quello che ha fatto pervenire a me il problema tramite una campagna di sensibilizzazione di entrambe le Camere - che si è svolta per tutto il mese di novembre e dicembre dell'anno scorso e che ha poi trovato con il cosiddetto decreto milleproroghe, come sottolineato dalla Sottosegretaria, un momento in cui una parte del problema è stata affrontata - era quello del Coordinamento nazionale docenti abilitati e abilitandi per le graduatorie ad esaurimento, che aveva censito in circa 23.000 le persone che sarebbero state interessate da questo problema. Il Governo non ha però oggi confermato i numeri relativamente a quelli che rientrerebbero nell'articolo 14 del milleproroghe, adottato all'inizio dell'anno.

Sappiamo che all'interno del milleproroghe c'è di tutto, ma non necessariamente tutto viene affrontato nei termini relativi al merito della questione. Il dibattito è molto serrato. Anche quest'anno si è passati ad un voto di fiducia e, quindi, molto spesso alcuni aspetti più complessi della materia non rientrano all'interno dello scambio con il Parlamento. Mi è stato detto che alla Camera, malgrado il parere negativo del Governo, è stato invece votato a maggioranza un ordine del giorno che ripropone ancora una volta la questione sotto molteplici aspetti. Io voglio sollevarne solamente uno. Gli uffici legali di questo Coordinamento ritengono che la norma contenuta nell'articolo 14 del milleproroghe non sia di così univoca interpretazione e che, di fatto, si sancisca una sorta di nuova riapertura delle graduatorie ad esaurimento, soltanto nella posizione di alcune migliaia di questi 23.000.

Si va così a confermare quel che avevamo paventato in esordio della nostra interrogazione parlamentare: una disparità di trattamento tra le persone che hanno lo stesso diritto e lo stesso percorso di studi, tant'è vero che gli anni inclusi nella norma di legge lasciano ancora dei dubbi circa il numero. Infatti, dovendo durare quattro anni il corso di specializzazione e andando noi a prendere in considerazione l'anno accademico 2008-2009, come scritto nel milleproroghe, credo che il problema di interpretazione resti.

Quindi, posto che chiaramente questo potrà essere uno dei vari appuntamenti che avremo con il Governo in sede formale per discutere di tali questioni, potrebbe essere utile se il Ministero avviasse un dialogo diretto con questo Coordinamento, o indiretto, attraverso i parlamentari che maggiormente hanno seguito la questione (in Senato ce ne sono tre e alla Camera altrettanti); in effetti, come spesso purtroppo accade e come il Sottosegretario per la giustizia potrà certificare più avanti, l'incertezza della norma crea ulteriori problemi. Spesso ci troviamo infatti ad adottare leggi di interpretazioni autentica di normative. Non vorremmo che anche in questo caso ci si dovesse tornare sopra con un passaggio parlamentare; è quindi auspicabile un dialogo tra le parti, a stretto giro di posta, fermo restando quanto ha detto poco fa la collega Vicari, ai cui auspici mi associo.