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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 694 del 15/03/2012


RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza della vice presidente MAURO

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16).

Si dia lettura del processo verbale.

MALAN, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Svolgimento di interrogazioni (ore 16,04)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.

Saranno svolte per prime le interrogazioni 3-02201, 3-02344 e 3-02723 (già 4-06511) sui criteri di inserimento del personale docente nelle graduatorie ad esaurimento.

La rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere congiuntamente a tali interrogazioni.

UGOLINI, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Si risponde congiuntamente agli indicati atti di sindacato ispettivo che pongono quesiti di analogo contenuto riguardanti l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di alcune categorie di personale docente.

Si tratta di una questione in merito alla quale il Ministero ha più volte riferito in sede parlamentare evidenziando il carattere di definitività che il legislatore ha costantemente attribuito alle citate graduatorie.

Si riepiloga brevemente l'evoluzione normativa intervenuta in materia.

La legge n. 296 del 2006 (finanziaria 2007), al comma 605 dell'articolo 1, ha trasformato le graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento facendo salvi i nuovi inserimenti da effettuare per il biennio 2007-2008 per i soli docenti che fossero già in possesso di abilitazione e, con riserva del conseguimento del titolo di abilitazione, per quelli che, alla data di entrata in vigore della legge, stessero frequentando i corsi abilitanti SSIS, COBASLID, scienza della formazione primaria ed i corsi di didattica della musica presso i conservatori.

Il successivo decreto-legge n. 137 del 2008 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 169 del 2008), ha eccezionalmente previsto, all'articolo 5-bis, l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di coloro che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le SSIS o i corsi COBASLID attivati nell'anno accademico 2007-2008 conseguendo il titolo abilitante.

L'intenzione del legislatore di non estendere l'inclusione nelle graduatorie ad esaurimento ad altre categorie di aspiranti (oltre quelle precedentemente indicate) è stata ulteriormente confermata dall'articolo 9, comma 20, del decreto-legge n. 70 del 2011 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2011), il quale ha stabilito che l'aggiornamento delle predette graduatorie è consentito, con cadenza triennale (e non più biennale), «senza possibilità di ulteriori nuovi inserimenti».

Ciò premesso, il decreto ministeriale n. 44 del 12 maggio 2011, parzialmente modificato con successivo decreto n. 47 del 26 maggio 2011, con il quale si è proceduto all'aggiornamento triennale delle graduatorie, non ha previsto alcun nuovo inserimento ma soltanto la possibilità, da parte di coloro che sono già inseriti, di chiedere la permanenza e/o l'aggiornamento del punteggio, la conferma dell'iscrizione con riserva o scioglimento della stessa e il trasferimento a una Provincia diversa da quella di inserimento.

Successivamente è intervenuto sulla materia il decreto-legge n. 216 del 2011, recante «Proroga di termini previsti da disposizioni legislative». In sede di conversione (legge n. 14 del 2012), è stato introdotto all'articolo 14 il comma 2-ter il quale, nel ribadire che le graduatorie ad esaurimento restano chiuse, istituisce una fascia aggiuntiva alle suddette graduatorie in cui andranno inseriti coloro che hanno conseguito l'abilitazione avendo frequentato: i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID); il secondo e il terzo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A; i corsi di laurea in scienze della formazione primaria negli anni accademici 2008-2009, 2009-2010 e 2010-2011.

Tale norma ha inteso contemperare il carattere di definitività delle graduatorie ad esaurimento, così come delineato dal legislatore, con l'esigenza di definire la posizione di coloro che sono in possesso di requisiti corrispondenti a quelli del personale già inserito.

Quanto prima il Ministero predisporrà il decreto, previsto dal medesimo comma 2-ter, con cui verranno definiti i termini e le modalità per l'inserimento nella fascia aggiuntiva a decorrere dal prossimo anno scolastico 2012-2013.

SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signora Presidente, intanto ringrazio la signora Sottosegretario per la risposta esaustiva, che ripercorre puntualmente tutto un iter relativo alla questione rappresentata al Governo da me e da altri colleghi. Credo che, rispetto all'iter da lei prefigurato, siamo arrivati a compiere un atto di giustizia più che meritato nei confronti di diverse categorie di docenti che, pur avendo requisiti all'altezza e soprattutto congrui, si erano visti escludere dalla graduatoria permanente.

Ritengo che oggi si possa registrare, da parte del Governo e del Parlamento, una situazione diversa che si andrà a sanare con le modalità da lei testé indicate, che poi saranno rese note a tutti coloro che dovranno presentare una domanda o intraprendere un apposito percorso dal punto di vista burocratico per essere inseriti, e che finalmente potranno vedere soddisfatti i loro giusti diritti.

Esprimo pertanto la mia soddisfazione per la risposta ottenuta, anche perché un iter andato finalmente in porto nella pubblica istruzione rappresenta pur sempre una grande conquista, considerato che tale comparto è sempre sulla bocca di tutti, ma diventa molto spesso la «Cenerentola» delle tensioni governative e parlamentari.

Ecco, l'occasione mi è propizia per sottolinearle l'importanza (visto che ho dibattuto in modo specifico sull'insegnamento dello strumento musicale, che rappresenta una grande operazione fatta a quel livello perché è noto quanto sia avvertita l'esigenza di una formazione e di un'educazione a livello musicale nella nostra scuola di base) di portare a termine quella riforma della legge n. 508 che il Senato ha votato unanimemente e che ha inviato velocemente all'altro ramo del Parlamento dove sembra, in qualche modo, essersi arenata. C'è un settore, quello dell'alta formazione artistica e musicale, che sta languendo in una situazione di stand-by incomprensibile. Infatti, la realtà che la legge n. 508 del 1999 aveva aperto come spazio futuro per la realizzazione di politecnici delle arti in cui far confluire tutto questo settore si è bloccata, perché la legge di riforma alla Camera non sta proseguendo il suo iter.

Consegno a lei questo appello accorato, signora Sottosegretario, a nome di tutto il settore, anche al fine di ottemperare all'esigenza degli alunni (quindi non solo dei docenti) di ricevere questo tipo di formazione. Le chiedo quindi di attivarsi per accelerare questo iter alla Camera, così come abbiamo fatto consapevolmente e responsabilmente qui in Senato.

VICARI (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VICARI (PdL). Signora Presidente, signora Sottosegretario, onorevoli colleghi, mi reputo parzialmente soddisfatta della risposta del Governo, perché si tratta di una questione abbastanza vecchia ed annosa, discussa e affrontata anche con tentativi emendativi all'interno del provvedimento cosiddetto milleproroghe non accolti dal Governo. Essi erano volti non tanto a sanare, ma a risolvere una questione che in sé racchiude una grande contraddizione legislativa.

Nel 2008, con il decreto-legge n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, è stato esteso - come testé riferito - l'inserimento nelle suddette graduatorie al personale docente iscritto nell'anno accademico 2007-2008 ai corsi universitari anche presso le facoltà di scienze della formazione primaria, le accademie e i conservatori, sempre per il fine del conseguimento della relativa abilitazione. L'obiettivo di queste norme era quello di esaurire il famoso ed annoso problema del precariato in attesa di un nuovo sistema di formazione e di reclutamento degli insegnanti. Subito dopo, bloccando all'anno 2008 le graduatorie, tutti coloro che venivano autorizzati anche da procedure ministeriali a conseguire le relative abilitazioni venivano esclusi dall'immissione nel mondo del lavoro. Ritengo sia questo il motivo per cui più colleghi hanno sollecitato la risoluzione di tale problema. È vero che nel 2011 è stata individuata la norma per poter definire la questione, ma probabilmente sarebbe stato più incisivo, non solo per il Governo ma anche per il Parlamento, trovandoci ormai nel marzo 2012, che si fosse pervenuti ad una definizione dell'emanazione del provvedimento che disciplina la materia. In sostanza, sarebbe stato importante per i destinatari di questo intervento sapere non che il decreto per immettere nelle graduatorie i soggetti di cui sopra fosse stato già pubblicato, ma almeno entro quali tempi il Governo pensa di adottarlo, affinché essi possano avere certezze in merito alla loro attività lavorativa.

In conclusione, ancora oggi, a distanza di quasi quattro anni, lo stesso problema del precariato viene affrontato parzialmente, e lo scopo finale, quello cioè di esaurirlo, non viene conseguito.

Confermo, pertanto, una soddisfazione parziale rispetto alle informazioni fornite in questo momento dal Governo, augurandomi che personalmente il Sottosegretario continui ad occuparsi della questione. Tra l'altro, mi fa piacere - non me ne vogliano gli uomini - che a seguire la vicenda sia proprio una donna perché conoscendo la determinazione e la caparbietà delle donne sono certa che almeno entro il mese di aprile il Governo possa dire di aver pubblicato il decreto. È soltanto un atto amministrativo gestionale. Tutte le norme ci sono ed occorre soltanto un segno di buona volontà.

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Informo i colleghi che sono presenti in tribuna gli studenti dell'Istituto comprensivo statale «Carlo Goldoni» di Martellago, in provincia di Venezia, ai quali diamo il benvenuto. (Applausi).

Vorrei dire agli studenti e ai professori che il giovedì pomeriggio sono presenti in Aula solamente i senatori che hanno presentato interpellanze ed interrogazioni, mentre gli altri sono impegnati nell'attività politica sul territorio.

Ripresa dello svolgimento di interrogazioni (ore 16,18)

PERDUCA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signora Presidente, gli studenti e i professori hanno comunque la fortuna di avere in Aula senatori tra i migliori. Terremo quindi alta la reputazione del Senato della Repubblica.

Anch'io, come la senatrice Vicari, senza aggiungere le cose già dette, che condivido al 100 per cento, della senatrice Sbarbati, mi dichiaro parzialmente soddisfatto, perché le domande nella mia interrogazione erano due. Anzitutto, avevo citato nel corpo della stessa una dichiarazione del Ministro che aveva annunciato o, a seconda dei punti di vista, paventato la possibilità di lanciare un nuovo concorso: a questa domanda non è stata data risposta.

L'altra domanda invece è stata in parte soddisfatta per esclusione. Chiedevamo infatti quali misure il Governo intendesse assumere per affrontare, al fine di risolverlo e sanarlo, l'annoso problema del precariato prima di indire un concorso i cui vantaggi sarebbero riservati solo ad una piccola percentuale di questo vasto universo.

Il vasto universo, almeno quello che ha fatto pervenire a me il problema tramite una campagna di sensibilizzazione di entrambe le Camere - che si è svolta per tutto il mese di novembre e dicembre dell'anno scorso e che ha poi trovato con il cosiddetto decreto milleproroghe, come sottolineato dalla Sottosegretaria, un momento in cui una parte del problema è stata affrontata - era quello del Coordinamento nazionale docenti abilitati e abilitandi per le graduatorie ad esaurimento, che aveva censito in circa 23.000 le persone che sarebbero state interessate da questo problema. Il Governo non ha però oggi confermato i numeri relativamente a quelli che rientrerebbero nell'articolo 14 del milleproroghe, adottato all'inizio dell'anno.

Sappiamo che all'interno del milleproroghe c'è di tutto, ma non necessariamente tutto viene affrontato nei termini relativi al merito della questione. Il dibattito è molto serrato. Anche quest'anno si è passati ad un voto di fiducia e, quindi, molto spesso alcuni aspetti più complessi della materia non rientrano all'interno dello scambio con il Parlamento. Mi è stato detto che alla Camera, malgrado il parere negativo del Governo, è stato invece votato a maggioranza un ordine del giorno che ripropone ancora una volta la questione sotto molteplici aspetti. Io voglio sollevarne solamente uno. Gli uffici legali di questo Coordinamento ritengono che la norma contenuta nell'articolo 14 del milleproroghe non sia di così univoca interpretazione e che, di fatto, si sancisca una sorta di nuova riapertura delle graduatorie ad esaurimento, soltanto nella posizione di alcune migliaia di questi 23.000.

Si va così a confermare quel che avevamo paventato in esordio della nostra interrogazione parlamentare: una disparità di trattamento tra le persone che hanno lo stesso diritto e lo stesso percorso di studi, tant'è vero che gli anni inclusi nella norma di legge lasciano ancora dei dubbi circa il numero. Infatti, dovendo durare quattro anni il corso di specializzazione e andando noi a prendere in considerazione l'anno accademico 2008-2009, come scritto nel milleproroghe, credo che il problema di interpretazione resti.

Quindi, posto che chiaramente questo potrà essere uno dei vari appuntamenti che avremo con il Governo in sede formale per discutere di tali questioni, potrebbe essere utile se il Ministero avviasse un dialogo diretto con questo Coordinamento, o indiretto, attraverso i parlamentari che maggiormente hanno seguito la questione (in Senato ce ne sono tre e alla Camera altrettanti); in effetti, come spesso purtroppo accade e come il Sottosegretario per la giustizia potrà certificare più avanti, l'incertezza della norma crea ulteriori problemi. Spesso ci troviamo infatti ad adottare leggi di interpretazioni autentica di normative. Non vorremmo che anche in questo caso ci si dovesse tornare sopra con un passaggio parlamentare; è quindi auspicabile un dialogo tra le parti, a stretto giro di posta, fermo restando quanto ha detto poco fa la collega Vicari, ai cui auspici mi associo.

PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-02549 su atti vandalici che hanno interessato il liceo scientifico «Manfredi Azzarita» di Roma.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

UGOLINI, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Con il presente atto di sindacato ispettivo, l'interrogante chiede di conoscere quali misure il Governo intenda assumere per tutelare l'edificio che ospita il liceo scientifico «Manfredi Azzarita» di Roma, oggetto di ripetuti atti vandalici, prevedendone anche un piano per il recupero, il restauro e il consolidamento statico.

Sentiti al riguardo gli uffici competenti, si segnala preliminarmente che l'edificio scolastico in questione risale al 1925 e presenta una particolare struttura architettonica con cinque piani nell'ala sud-ovest e otto piani nell'ala nord-est. Tale edificio, per un verso risulta particolarmente adatto ad ospitare una scuola, perché caratterizzato da grandi spazi interni ed esterni, dall'altro, proprio in ragione di tali caratteristiche architettoniche e della presenza di quattro scale esterne di emergenza con oltre 50 ingressi ai piani, di vasti cortili e di un ampio parco ricco di vegetazione facilmente accessibili dall'esterno, risulta notevolmente esposto alle intrusioni. Riguardo a quest'ultimo punto, la dirigenza scolastica ha fatto presente di aver sempre denunciato alla stazione dei Carabinieri di zona tutti gli episodi vandalici occorsi e ha sottolineato che, pur con il grave disagio che questi accadimenti hanno comportato all'utenza e al personale scolastico, sono stati persi solo due giorni di lezione. La prefettura di Roma ha informato che sono in corso indagini riguardo ai suddetti atti vandalici da parte della compagnia dei Carabinieri di Roma-Parioli.

Quanto alle misure di sorveglianza dell'edificio, è stato predisposto l'incremento dei transiti, con particolare riguardo all'orario notturno, anche mediante l'impiego di personale in abiti civili a bordo di autovettura con targa di copertura. È inoltre oggetto di valutazione la possibilità di installare telecamere in corrispondenza di alcuni luoghi di accesso alla struttura, al fine di monitorare in modo completo l'area interessata.

L'istituto è dotato di un sistema di allarme volumetrico collegato regolarmente ad un istituto di vigilanza. La prefettura di Roma ha comunicato che tale allarme non è entrato in funzione in occasione degli episodi vandalici a causa della mancata copertura di diversi settori all'interno del plesso scolastico in questione. Per questa ragione la presidenza, previo suggerimento dell'Arma locale, ha richiesto l'installazione di un sistema di videosorveglianza e il potenziamento dell'impianto esterno di illuminazione, i cui lavori sono in corso di ultimazione.

Per quanto riguarda il consolidamento e il recupero della struttura scolastica, si precisa che la Provincia di Roma sta effettuando un importante intervento di manutenzione, che prevede operazioni di risanamento e messa in sicurezza delle facciate e dei cornicioni, l'impermeabilizzazione dei lastrici solari, la manutenzione degli ambienti interni, la sostituzione delle porte delle aule e gli adeguamenti per il rilascio del certificato per la prevenzione incendi. I lavori, per un importo complessivo di 1.500.000 euro, sono attualmente in corso e si concluderanno presumibilmente entro l'anno 2012.

Per quanto concerne infine la proposta di porre un vincolo architettonico all'edificio scolastico in questione, il Ministero per i beni e le attività culturali ha fatto presente quanto segue. L'immobile in parola appartiene ad un ente territoriale. Come tale, secondo quanto disposto dall'articolo 12 del decreto legislativo n. 42 del 2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio), se corrisponde ad opera di autore non più vivente e se la sua esecuzione risale ad oltre 70 anni, è sottoposto alle disposizioni previste dalla legge di tutela, anche se non è stato ricompreso in un apposito provvedimento di vincolo. Il codice infatti opera una presunzione iuris tantum della qualità culturale dei beni di proprietà pubblica. Occorre tuttavia precisare che la presunzione di qualità culturale del bene non opera a tempo indeterminato, ma è destinata a venir meno qualora il procedimento di verifica, sempre previsto dall'articolo 12 del codice sopra citato, abbia un esito negativo.

A tale riguardo, pur non essendo stata avviata formalmente alcuna richiesta di verifica dell'interesse culturale dell'immobile che ospita il liceo «Azzarita» da parte dell'ente titolare, la competente Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Comune di Roma ha comunque in corso una ricerca della documentazione storica e d'archivio atta ad accertare l'interesse culturale dell'edificio in questione. Nelle more della verifica dell'interesse culturale, l'immobile resta sottoposto alla prescrizione di tutela di cui alla parte seconda del sopracitato decreto legislativo n. 42 del 2004, nonché alle sanzioni previste nella parte terza dello stesso (ovvero all'articolo 160, comma 1) e dal codice penale, se il bene culturale subisce un danno.

SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signora Sottosegretario, la ringrazio di nuovo per questa risposta, che in qualche misura ci conforta. Ci conforta innanzitutto l'assunzione di responsabilità del dirigente scolastico, che ha fatto il suo dovere nei tempi dovuti, ripetutamente, pur in presenza di atti vandalici che sono stati reiterati nel tempo e che difficilmente potevano essere previsti e impediti, considerata la struttura dell'edificio, come esso è ubicato, i punti d'accesso e tutto quello che lei ha messo doverosamente in evidenza.

Certo, c'era un'estrema facilità per compiere questi atti vandalici, che si sono ripetuti in maniera molto grave ed aggravata nel tempo, dovuta anche al non funzionamento dell'impianto di sorveglianza, cui oggi si è fatto riferimento con la possibilità di adeguarlo e con la possibilità di avere un'illuminazione che consenta in futuro una maggiore visibilità e, quindi, una capacità di vigilare più attenta e doverosa.

L'interrogazione, come lei ha rilevato, metteva in luce due aspetti. Innanzitutto, la vigilanza sugli istituti scolastici. Io, come lei, vengo da una carriera scolastica di oltre 35 anni: una scuola che ho sempre amato e che vedo disgraziatamente deperire giorno per giorno, anche nelle strutture. Le strutture fatiscenti e in degrado come questa, che vengono ulteriormente degradate da queste azioni vandaliche, compiute spesso anche dagli stessi alunni che sono all'interno ed usufruiscono del servizio educativo, rappresentano veramente una questione sulla quale il Ministero si deve interrogare, perché l'edificio fa parte del clima ed è un elemento portante del clima pedagogico, educativo e formativo che si respira dentro una scuola. Se i ragazzi vivono in ambienti così degradati, anche per loro responsabilità, poi naturalmente hanno dei comportamenti conseguenti, che non sono certamente positivi, perché il clima contribuisce molto alla formazione ed imprime un andamento piuttosto che un altro nell'iter formativo ed educativo. Quindi credo che per la manutenzione degli edifici e per la ristrutturazione di quelli fatiscenti e degradati, come questo, ci voglia un'attenzione maggiore.

Le segnalo un'interrogazione che giace da tempo presso il Ministero dell'istruzione e che ho presentato qui in Senato, proprio in riferimento all'edilizia scolastica, alle sue carenze e all'assoluta inadeguatezza rispetto alle norme vigenti sulla sicurezza e rispetto alle norme vigenti sul decoro. Parliamo infatti di questo; nella scuola il decoro secondo me è fondamentale per la formazione del cittadino, che rispetta soprattutto i beni pubblici, quelli che sono di tutti e che tutti paghiamo. Mi rivolgo dunque alla sua sensibilità professionale e alla sua sensibilità da tecnico e da politico, perché - come ho detto questa mattina al ministro Fornero - ogni atto tecnico presume comunque una luce di intelligenza politica, dal momento che deve comunque essere inserito in un progetto e in una qualche finalità che vogliamo raggiungere.

Affido pertanto a lei questa ricognizione del nostro patrimonio, per vedere e verificare, così come è stato fatto in questo caso da me denunciato, qual è lo stato del patrimonio, cosa si può fare con le modeste risorse di cui possiamo avvalerci e cosa si deve fare dall'interno delle scuole, perché anche dall'interno delle scuole può partire un'azione formativa volta almeno ad impedire che questi atti vandalici provengano dagli stessi alunni che frequentano le scuole. Questo sarebbe già un grande successo.

Sulla questione della tutela di questo edificio, cui lei ha fatto cenno chiarendo in maniera molto puntuale l'aspetto della tutela rispetto ai vincoli, le faccio presente che mi fa piacere che da parte della Soprintendenza ci sia uno studio sulle origini del liceo scientifico "Manfredi Azzarita" e quindi la possibilità di inserirlo effettivamente in un regime di tutela piena, vincolo compreso.

Se questo accadrà, naturalmente ne saremo felici perché credo che da questo possano poi derivare altri benefici per l'istituto scolastico stesso nella sua parte strutturale e nella parte che dalla struttura si riflette sull'ambiente formativo.

La Provincia ha fatto il suo dovere, così come lei ha descritto poco fa, impegnando anche dei fondi cospicui per quella che è un'opera di risanamento.

Ci auguriamo che con l'attenzione del Governo, della Provincia, delle forze dell'ordine e della scuola stessa ci sia effettivamente una presa di coscienza, soprattutto dall'interno, oltre che dall'esterno, per rispettare questi luoghi, che devono essere i luoghi forti della formazione civile, umana e culturale di ogni ragazzo, che rappresenta il futuro del nostro Paese.

PRESIDENTE. Ringrazio la senatrice Sbarbati per il suo intervento ed il sottosegretario di Stato, professoressa Ugolini.

Segue l'interrogazione 3-02627 sullo svolgimento del censimento ISTAT per i detenuti.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

MAZZAMUTO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Nel rispondere all'interrogazione del senatore Di Giovan Paolo, desidero, anche a beneficio del giovane pubblico presente in tribuna, ricordare che il censimento della popolazione detenuta nel nostro sistema è disciplinato, come «convivenza anagrafica». Questo significa che il censimento della popolazione detenuta è parte integrante delle operazioni di rilevazione disposte nell'ambito del 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni.

In particolare, l'articolo 50 del decreto-legge n. 78 del 2010 (convertito, con modificazioni, nella legge n. 122 del 30 luglio 2010) stabilisce che sia l'ISTAT ad organizzare le operazioni censuarie attraverso il cosiddetto Piano generale di censimento, nel quale dovranno essere considerate tutte le unità di rilevazione, ivi comprese le convivenze anagrafiche, qualificate come «un insieme di persone normalmente coabitanti per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena e simili, aventi dimora abituale nello stesso comune».

I questionari di censimento, quindi, destinati alle convivenze si distinguono in due tipologie: l'una è rivolta alle persone «abitualmente dimoranti nella convivenza», mentre l'altra è rivolta a tutte quelle persone che non hanno dimora abituale nella convivenza, ma sono «temporaneamente presenti alla data del censimento».

Fatta questa breve premessa ed andando alle questioni sollevate dal senatore Di Giovan Paolo, desidero comunicare l'andamento delle operazioni riguardanti il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e degli istituti penitenziari presenti sul territorio: per ciò che ci risulta, tutte le attività connesse alla rilevazione statistica sono state avviate sin dal settembre 2011, senza particolari difficoltà.

Per quanto concerne gli aspetti tecnico-organizzativi, rappresento che, al fine di agevolare la raccolta dei dati censiti relativi alla popolazione detenuta da parte degli Uffici comunali di censimento (UCC) e di migliorare la qualità delle informazioni raccolte, il Ministero della giustizia e l'Istituto nazionale di statistica hanno concordato di effettuare il censimento delle convivenze dipendenti dal Ministero della giustizia mediante la circolare del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria n. 476 del 22 settembre 2011, indirizzata ai Provveditorati regionali dell'amministrazione penitenziaria.

Di seguito alla diramazione della detta circolare - contenente le indicazioni tecniche ed i criteri di compilazione delle schede - il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, in data 10 novembre 2011, ha nominato il responsabile del trattamento dei dati personali, individuandolo nella persona del dirigente che sin dall'inizio ha tenuto i contatti con l'ISTAT ed ha curato i conseguenti adempimenti.

In data 11 novembre 2011 sono state diramate a tutte le direzioni penitenziarie le credenziali (user ID e password) fornite dall'Istituto di statistica per la compilazione via web del censimento e, in data 19 dicembre 2011, previa comunicazione dell'ISTAT agli Uffici comunali di censimento competenti per territorio, sono state da questi ultimi intraprese le operazioni censuarie riguardanti le convivenze «dipendenti dal Ministero della giustizia».

Sin dal 6 gennaio 2012, l'Ufficio di statistica del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e il servizio statistiche del Dipartimento della giustizia minorile hanno comunicato all'ISTAT lo stato di avanzamento delle rilevazioni, certificando che, su 259 strutture interessate dall'attività censuaria (case circondariali, case di reclusione, case mandamentali, ospedali psichiatrici giudiziari, istituti penali per minorenni e comunità ministeriali), 186 strutture (pari al 71,8 per cento del totale) avevano concluso la rilevazione e trasmesso il questionario via Internet. Attualmente, è in corso di completamento la rilevazione censuaria presso le rimanenti strutture, a cura degli Uffici comunali di censimento competenti per territorio.

Per ciò che concerne, poi, l'ulteriore questione riguardante l'importanza dell'informazione rivolta ai detenuti e al personale degli istituti penitenziari circa i benefici del censimento, rappresento che l'ISTAT, nell'ambito delle attività informative e pubblicitarie poste in essere in occasione del censimento, ha opportunamente messo in luce tutti gli obblighi ed i benefici di legge ad esso sottesi.

La campagna di comunicazione pubblicitaria riguardante il 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni è stata, infatti, articolata su di una pluralità di mezzi ed attraverso molteplici strumenti. Così come puntualizzato dallo stesso Istituto nazionale di statistica, l'attività di comunicazione delle principali caratteristiche del censimento ha avuto inizio sin dal 1° settembre 2011. A partire da tale data, e fino al 29 settembre, sono stati lanciati ben 1.739 servizi tra TV, TV web, radio, agenzie, stampa quotidiana e periodica. Nel periodo compreso tra il 1° settembre ed il 24 novembre 2011, la notizia del censimento 2011 è stata ripresa da 5.920 servizi giornalistici (tra agenzie, quotidiani nazionali e locali, radio, TV, giornali online e periodici).

Inoltre, sono stati adottati ulteriori strumenti informativi quali depliant, spot, video ed annunci pubblicitari, per un totale di circa 808 annunci, pubblicati su 103 quotidiani, sia nazionali che locali e su periodici.

Segnalo, poi, come sottolineato dal predetto Istituto, che è stato predisposto un sito web dedicato (online dal 5 agosto) contenente, tra le altre, tutte le informazioni riguardanti l'obbligo di risposta ed il periodo di restituzione spontanea del questionario.

Venendo, infine, alla questione riguardante la predisposizione, da parte dell'ISTAT, di una specifica analisi da trasmettere ai Ministeri della giustizia, della salute e dell'interno, comunico che il predetto Istituto - per ciò che concerne questo Ministero - sta provvedendo, in collaborazione con il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e con il Dipartimento della giustizia minorile, all'avvio di una specifica indagine concernente la situazione dei detenuti nelle carceri italiane, siano essi adulti che minori. Tale indagine ha la precipua finalità di approfondire l'analisi di alcune caratteristiche socio-demografiche, che riguardano prettamente la popolazione carceraria e, ahimè, il sovraffollamento delle carceri.

DI GIOVAN PAOLO (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DI GIOVAN PAOLO (PD). Signora Presidente, ringrazio il signor Sottosegretario ed esprimo innanzitutto soddisfazione per la celerità con cui si è risposto: in questi quasi quattro anni, molte interrogazioni sono rimaste nei cassetti, quindi non è un dato poco importante il fatto che vi sia un relazione tra Governo e Parlamento, perché dobbiamo lavorare sulle stesse cose, soprattutto in questi campi di cui ci interessiamo in troppo pochi, anche all'interno delle istituzioni.

Sono quindi soddisfatto di questo e anche delle risposte; mi permetto solo, per fortificare questo dialogo, di segnalare alcuni aspetti che possono essere di miglioramento nei confronti della situazione del sovraffollamento cui avete anche cercato di porre un primo freno, di dare una prima risposta con il decreto-legge che abbiamo esaminato poche settimane fa ed approvato sia al Senato, sia alla Camera.

Perché il censimento è importante? Perché ho segnalato questo aspetto? Non ho alcun dubbio, e ne prendo atto, che l'ISTAT abbia svolto una campagna pubblicitaria forte nel Paese. Ovviamente, le persone che sono in regime di detenzione vivono una realtà in cui c'è spesso meno attenzione alla società civile (ce ne è già poca per il censimento nella nostra società); quindi, è chiaro che il ruolo del Ministero della giustizia in questo senso è importante, perché riesce a garantire questa attenzione. Il censimento è importante (e lo specifico più a beneficio di chi leggerà volentieri gli atti che non di noi che ce occupiamo spesso, come anche il collega Perduca) perché, ad esempio, è attraverso la possibilità di rilevare il domicilio che si possono avere gli arresti domiciliari, ed è sempre attraverso il domicilio che si possono ricevere cure dal servizio sanitario nazionale (che, come sappiamo, con la riforma della sanità penitenziaria, spettano ai cittadini detenuti, i quali perdono alcuni diritti ma non tutti e sono cittadini come tutti gli altri per quello che riguarda il servizio sanitario). Spesso per avere le cure e le medicine, soprattutto quando ci sono trasferimenti da un istituto penitenziario all'altro, c'è il problema del rapporto con il medico curante e della cartella clinica, che purtroppo oggi è ancora di carta e segue, spesso in ritardo, il detenuto.

È molto importante ciò che lei dice, signor Sottosegretario, e cioè che l'ISTAT farà con voi questa rilevazione specifica, perché ciò permetterà di affrontare questo tema.

Il censimento è inoltre importante perché purtroppo, come sappiamo (e ci tengo che rimanga agli atti), l'indulto, già di per sé, funzionò: nessuno ricorda, nonostante la propaganda, che meno del 30 per cento delle persone che ne hanno usufruito sono tornate a delinquere. Il recente decreto-legge Severino si mette su questa strada. Probabilmente si immagina che siano più di 5.000 coloro che ne beneficeranno, ma purtroppo sappiamo che potrebbero non poterne beneficiare soprattutto gli immigrati, specie quelli irregolari e coloro che, anche a seguito delle azioni compiute, per loro colpa, sono stati condannati e perciò non hanno più un domicilio. Ecco allora perché diventa importante.

Ciò vale anche per la soluzione concreta del caso di chi viene ricoverato negli ospedali psichiatrici giudiziari, dove spero non si entri più, non solo che alla fine risolveremo il problema (il 31 marzo ci sarà la circolare). Sapere che c'è un riferimento domiciliare permette di poter decidere il trattamento delle persone che rischiano oggi di entrare negli ospedali psichiatrici giudiziari, perché è evidente che non tutti possono tornare a casa, in considerazione dei motivi che li hanno portati lì o per altre cause contingenti.

Quindi, l'attenzione che abbiamo avuto con alcuni colleghi è in termini collaborativi, per cercare una soluzione a questi problemi, che non sono tanto problemi di legge ma spesso di applicazione e di circolari.

In conclusione del mio intervento, approfitto per ricordare che purtroppo è giunta notizia che a Genova-Marassi c'è stato un ennesimo morto (probabilmente al Ministero già lo sapranno da questa mattina): è il quarto in questa struttura in poco più di tre mesi. Ovviamente, non è una questione che riguarda maggioranze o opposizioni, è questione non solo di fatalità ma anche di condizioni delle nostre carceri. Quindi, la logica di lavorare sul sovraffollamento e di trovare soluzioni anche attraverso la rilevazione è volta a fare in modo che solo in casi estremi sia necessario avere persone condannate e detenute, a maggior ragione se sono in attesa di giudizio, nelle nostre carceri.

PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno è così esaurito.

Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di martedì 20 marzo 2012

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 20 marzo, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 16,46).